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LE CINQUE POESIE SELEZIONATE PER IL TEMA LADRO DEI SOGNI (DONNE) (Donne)

Diamantea di Pulse
 poesia Vissuto nel fuoco e scritto sull’acqua di carla vercelli
 poesia Sogni negati di Gianna Occhipinti
poesia Mercante di sentimenti di Galante Arcangelo
 poesia Cerchi tra le stelle uno spiraglio di Rita Angelini
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Poesie a tema / SPOSTATO: Poesia a tema errata
« Ultimo post da Elisabetta Randazzo il Oggi alle 09:40:31 »
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Haiku / Re:Siedi pittore
« Ultimo post da adriana sini il Sabato 20 Gennaio 2018, 23:27:37 »
Lievi mimose
primavera danzante.
Scorre selciato
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Haiku / Re:Haiku o non haiku?
« Ultimo post da adriana sini il Sabato 20 Gennaio 2018, 23:18:23 »
Ho recentemente letto un libro dello psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, "Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh" , ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2014. Intrattenendosi sull'ultima fase pittorica del grande artista olandese, quella "giapponese" , in cui Van Gogh, sbagliando, pensava di raggiungere la salvezza psichica illudendosi di dipingere come un giapponese (cfr. l' "Autoritratto" del 1888) , Recalcati accenna anche agli haiku. Egli scrive : "Il segreto dell'arte giapponese non consiste solo nell'aver scoperto la luce e il colore, ma nell'aver ridotto il mondo a un filo d'erba che però, a sua volta, contiene il mondo. Questa riduzione è l'esito di un movimento di semplificazione, di riduzione, come quello che avviene nei confronti della scrittura dei cosiddetti aiku [ sic! ] , brevi poemi ermetici che in poche frasi enigmatiche condensano l'intero processo della poesia " (pag. 135) . Ma per far ciò, "per raggiungere questa purezza del tratto, i giapponesi insegnano che sono necessari pazienza, lavoro e disciplina. Non c'è dunque alcun culto del primitivo, del buon selvaggio, dell'ingenuità perché la purezza del tratto è il frutto di un'educazione lenta, di una formazione severa. Per raggiungere la semplicità del respiro, dell'atto senza pensiero, del tratto privo di ornamento, occorre una disciplina rigorosa, quasi una nuova ascesi" (pag. 137) .
Grazie, è sicuramente un paragrafo su cui riflettere  :D
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                            Commenti alla 150a edizione del gioco Tre spunti di-versi                                          Sini Adriana


L’atto primo 1 e L’atto primo 2                                    di Peppe Cassese


L’ottima musicalità di questo esperimento teatrale porta facilmente i suoi frutti: la lettura scorre piacevolmente dal primo all’ultimo verso, coinvolgendo il lettore in attesa di un chiarimento che in realtà non arriva: l’Atto (personificazione) semplicemente difende il suo libero arbitrio: non vuol recitare una commedia scritta in stile antico e protesta a gran voce nonostante perda il suo pubblico e debba sopportare l’indispettito direttore.
Mi ripeto, lo so, ma trovo che Cassese in questi esperimenti migliori d’edizione in edizione.

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Il pensiero volteggia                                                   di Giacomo Scimonelli

La fantasia vola e la paura indietreggia...


Non avevo mai riflettuto su quanto la fantasia possa far da scudo contro la paura, ma è una verità inoppugnabile;
e quando questo accade “il sogno scivola e si posa ...”
Con tutta sincerità, la poesia proposta nel suo complesso non mi conquista, ma questi versi sono, anche estrapolati e solitari, autonomamente poesia.

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Ladro di sogni il destino                                                                  di Paola Pittalis

Amara constatazione dell’autrice su quanto il destino compia i suoi progetti senza curarsi dell’età di chi porta via con sé:
dalla culla i bimbi, dalle radici i nonni, dai rami i fratelli.
E’ bravo il destino ad oscurare stanze, portando via con sé giochi e sogni, senza preavviso.
Devo dire molto intensa e ben composta, colpisce già in prima lettura.

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Voltare pagina                                                                        di Pinotota

“Mi chiedo se forse è mancanza di stile
accatastare pagine invecchiate e bruciarle
sul pavimento vetusto della mia essenza...”

Bella chiusa che sottolinea con quel “mi chiedo” una fase di immobilità nata dalla disillusione e dal pessimismo, che bloccano il protagonista nell’elastica bolla dell’indecisione.

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IO STO CON CATHERINE DENEUVE                                                                  di Antonio Terracciano


Io sto con chi comprende quale sia il limite da non superare, con chi sa capire quando qualcosa di piacevole si trasforma per eccesso in qualcosa di fastidioso, con chi dimentica le parole maschilismo e femminismo e ammette ad alta voce che ogni essere umano ha il diritto di esser rispettato.

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Sereno


Sul riflettere di stelle,
poste al limite di uguali geometrie
e  raccolte in vividi brividi,
in verni sereni, segnate su mappe
ricalcate da bordi di cime innevate.

Sul risorgere da un semplice atto,
da un soffio d'amore insperato
pacato di stile,
dipinto dalla vita e il suo mistero,
m'adagio.

"E il naufragar m'è dolce in questo mare"
La chiusa de L'INFINITO di Leopardi, a mio parere la più bella poesia mai scritta, è risalita sussurrata a fior di mie labbra nel leggere questa lirica di Antonio D'Auria.
Ho pensato che la serenità provata alla prima lettura poteva esser legata alla stanchezza del sabato sera, quale plausibile conseguenza di una settimana ricca di novità ma anche molto stressante.
Ho quindi preso tempo prima di inserire il mio commento e ho riletto lentamente e con maggior attenzione.
Nulla è mutato: per qualche meccanismo a me sconosciuto,  la mia mente lega la sensazione di serenità che questo scritto trasmette al verso più incisivo di Leopardi.
Allora perchè non dirlo? Per paura che D'Auria si monti la testa? O per non esser "malvista" dagli altri autori che penseranno:"Esagerata!"?
Nel bene o nel male ho sempre scritto su questo forum i miei pensieri, senza mai camuffarli, quindi mi è parso corretto soprattutto verso me stessa farlo anche ora.
I miei complimenti all'autore perché già il fatto che SERENO ha generato in me queste riflessioni è sintomo che la sua poesia è davvero qualcosa di particolare.
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                                                Quello che ho amato e amo

La poesia che diffonde
i colori delle emozioni
I bianchi gabbiani
nell’atto di spiccare il volo
dentro l’ immensità
Le foglie d’autunno cadute,
raccolte dal sogno
di rinascere oltre il limite
Tra mescolanza di parole, stile
e dettagli, danza il mio cuore.
Foglie d'autunno, bianchi gabbiani, colori delle emozioni, in una piccola poesia i passi di tanti canti per turbare e coinvolgere il lettore
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                                                       Suoni e profumi

Sonnecchia la conchiglia
nel fragore del mare e della vita

Respira i trucioli
del tempo senza limite
e a chi l’ascolta narra
le voci e il silenzio

Fatto di stile
l’atto di ringraziamento
dovuto a chi l’ha
nutrita e cullata, tanto...
Gentile il pensiero del mare che fa da padre putativo alle conchiglie nutrendole e cullandole, l'insieme della poesia galleggia nell'anima
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Fino a dita di rosacielo

Di un offeso imbrunire, l'esito
è il suono del grigio sul tetto;
sul letto in atto è il miele nel tè
-esempio di stile inadatto - ma lo è
la poesia di una rosa vermeille
che si atteggia a corbeille, inclinata sul vetro.

Merveille di lune tarde
fino a limite di rosacielo:
tu, non andartene.

Versi che incantano come un quadro d'autore, esposti con maestria.Complimenti Lia !!
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PAPAVERO D'AMORE


Con atto delirante che stordisce
sull'infuocato limite d'ardore
un papavero dipinto d'amore
con stile la mia bocca scolpisce.

Versi che trasmettono passione, un desiderio che stordisce e sconvolge i sensi.Sublime.
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