Autore Topic: Sullo stato della poesia e sulla poesia  (Letto 4285 volte)

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Offline Marcos D Ingaldi

Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #15 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 15:21:39 »
Abbiamo, invece, bisogno di veri APPSSIONATI di poesia. Che siano interessati a tutti i suoi aspetti, a 360°. Gente propositiva, che sia in grado di domandare, di chiedere, di informarsi. Autodidatti in grado di dare un senso a ciò che fanno.

Io mi consideravo uno che in moto andava velocissimo, nessuno mi stava dietro nei tornanti della mia montagna preferita. Pensavo di sapere tutto su traiettorie, pieghe e sospensioni. Ma quando sono sceso in pista, tra piloti veri, e mi sorpassavano tutti (anche all'esterno della curva!!!), mi sono reso conto di quanto avessi da imparare e quanto il mondo della moto fosse più complesso di quanto non ne fossi convinto. E allora ho iniziato a chiedere a chi ne sapeva più di me. Ora ai box, anziché fare il figo, mi fermavo per ore a parlare con i veri "manici", ma anche con chi ne sa meno di me: qualche volta i consigli più interessanti arrivano da chi meno tel'aspetti. . E queste chiaccherate sono più istruttive di sessioni di prove scriteriate e alla spera in dio.

Il paradosso più grande è proprio questo: alla domanda che cosa significa fare poesia, tutti sono concordi nell'affermare che si tratti, tra le altre cose, della comunicazione al lettore dei propri sentimenti. Ma come si fa a comunicare i sentimenti se non si è in grado di comunicare apertamente con gli altri riguardo un argomento che dovrebbe essere di comune interesse?

Non parliamo poi di chi accusa Genovesi di saccenza e se ne dimostra maestro a propria volta scrivendo un post per dimostrare quanto ce l'abbia lungo, letterariamente parlando. Se queste persone fossero davvero in grado di sostenere una conversazione costruttiva non si abbasserebbero al livello dei loro critici, ma pacherebbero i toni, magari togliendo tutti gli imperativi categorici e sostituendoli con dei più simpatici condizionali, oppure si limiterebbero a ignorare il post, dandogli così l'importanza che merita.

Questo non vuol dire vietato cazzeggiare. Anzi. Ma se volessi esclusivamente cazzeggiare mi iscriverei alla chat di lycos.
« Ultima modifica: Martedì 22 Gennaio 2008, 15:37:23 da Mark0z »
Che tu creda di potere o non potere, hai ragione comunque.

alfredo

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Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #16 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 15:42:43 »
Tutte belle parole, semplicemente belle parole di  incitamento a far bene ma a me piace quando il mio suggeritore-maestro non va ad inserire a fine verso  un articolo, una congiunzione, un preposizione. E' come ucciderla la poesia e se fa tutto ciò, allora è bene che costui vada a scuola di tecnica poetica.

alfredo

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Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #17 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 15:50:06 »
Mi accodo a Nicomar nel comncordare tutto il suo rammarico. Purtroppo la gioventù moderna, che spagina e spagina COSì FACILMENTE DA FARE SEMBRARE in apparenza che noi comunissimi volgari che ci illudiamo di poter scrivere qualche versetto, non capiamo da quali fonti possono provenire certi scritti. Internett è così immenso che basta aprirlo è ognuno può essere Croce, Pasolini, e via dicendo ed ecco la bella figura. Ogni cosa al suo posto, ogni cosa farina del proprio sacco, mettiamoci a tavolino, solo con carta e penna e affrontiamo una tematica gentili dotti.

Offline Marcos D Ingaldi

Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #18 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 17:52:39 »
Tutte belle parole, semplicemente belle parole di  incitamento a far bene ma a me piace quando il mio suggeritore-maestro non va ad inserire a fine verso  un articolo, una congiunzione, un preposizione. E' come ucciderla la poesia e se fa tutto ciò, allora è bene che costui vada a scuola di tecnica poetica.

Credo che tu sia corroso dall'orgoglio: non sapendo come controbbattere annaspi e blateri frasi che contraddicono le tue stesse parole del post contro Genovesi: dici che la poesia è cambiata, che Genovesi dovrebbe (anzi DEVE) informarsi dei suoi cambiamenti e mi dai bacchettate stilistiche perché non aderisco ai tuoi canoni!! E questo senza nemmeno fermati a riflettere su 2 cose:

1) Io per mia esplicita affermazione spesso esperimento (o se vuoi pasticcio) soluzioni nuove per provare a meglio esprimere il messaggio che voglio comunicare e le sensazioni che voglio suscitare. Non è detto che l'esperimento mi riesca, anzi, spesso fa schifo, ma questo non significa che io non sia COSCIENTE di ciò che faccio. Avrei apprezzato di più se tu mi avessi chiesto come mai avessi optato per una scelta stilistica, a tuo modo di vedere, discutibile. Io ti avrei senz'altro spiegato entusiasticamente le mie ragioni. Ma scommetto che questo punto di vista non ti abbia mai sfiorato il cervello, troppo occupato a cercare di lavare l'onta dell'offesa arrecata addirittura andando a leggere le mie poesie per scovare punti deboli da spiatterllare pubblicamente, forte del tuo scendente sui membri del sito e del tuo lessico ricercato, che può indurre qualcuno a considerare, addirittura, ragionevoli le tue osservazioni.

2) Che sotto la poesia incriminata ci sia un messaggio che forse ti è sfuggito perché, scommetto un penny, hai letto si e no fino a metà il mio componimento: la poesia è incompiuta. Non solo ma le sto rivedendo un po' tutte in questo periodo. Spero la nuova versione possa essere più aderente ai tuoi gusti.

In conclusione: mi pare di intuire che tu non sia certo meglio di chivuoi far tacere. Stai cercando di sostituire alla sua volontà di imporre il proprio modo di vedere la poesia, il tuo. Saper dialogare significa anche lasciare, se la situazione lo richiede, ognuno alle proprie idee, anche se non le si condivide. Queste sono le regole elementari del buon dialogo, in cui ogni interlocutore è libero di dire la propria senza tema di venire lapidato da chi non la pensa come lui.
« Ultima modifica: Martedì 22 Gennaio 2008, 18:00:06 da Mark0z »
Che tu creda di potere o non potere, hai ragione comunque.

alfredo

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Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #19 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 18:28:54 »
Caro Mark, ho proprio bisogno di una bella risata e ti ringrazio per avermela concessa. Guarda che non mi sono morso la coda, nè mi ritengo offeso. Basta dare uno sguardo alle rispettive produzioni personali e poi sai che ti dico? Sono oorgoglioso di essere alfredo genovese.Ora dovrò partire ma al mio ritorno potremo affrontare meglio questo tipo di dialogo,confrontandoci e raccontandoci vecendevomente di tutto ciò che si è realizzato e anche dove. OK?Ti saluto doverosamente alfredo genovese

Offline Marcos D Ingaldi

Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #20 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 18:46:11 »
Caro Mark, ho proprio bisogno di una bella risata e ti ringrazio per avermela concessa. Guarda che non mi sono morso la coda, nè mi ritengo offeso. Basta dare uno sguardo alle rispettive produzioni personali e poi sai che ti dico? Sono oorgoglioso di essere alfredo genovese.Ora dovrò partire ma al mio ritorno potremo affrontare meglio questo tipo di dialogo,confrontandoci e raccontandoci vecendevomente di tutto ciò che si è realizzato e anche dove. OK?Ti saluto doverosamente alfredo genovese

Carissimo Alfredo, so che saprai scusarmi se declino il tuo cortese invito. Grazie al cielo in questo sito ho trovato amici con i quali, per arrivare al famigerato confronto di cui nei miei precedenti post, non ho dovuto intavolare una guerra epistolare tanto sciocca (e lo sciocco sono stato io, me ne avvedo solo ora) quanto controproducente. So per certo che un talento naturale come il tuo non mancherà di suscitare interessi in affini spiriti e di pari levatura umana, culturale e letteraria, le cui conversazioni, ne sono certo, sarano fonte di profonde ed introspettive riflessioni, stimoli dei quali le mie parole sono scevre.

Io non faccio nulla doverosamente: lo faccio perché lo desidero. Quindi ti saluto caramente e ti auguro la più alta delle ispirazioni per tutti i giorni a venire.
« Ultima modifica: Martedì 22 Gennaio 2008, 18:50:40 da Mark0z »
Che tu creda di potere o non potere, hai ragione comunque.

Offline Marina Como

Re: Sullo stato della poesia e sulla poesia
« Risposta #21 il: Martedì 22 Gennaio 2008, 19:33:06 »
Tutte belle parole, semplicemente belle parole di  incitamento a far bene ma a me piace quando il mio suggeritore-maestro non va ad inserire a fine verso  un articolo, una congiunzione, un preposizione. E' come ucciderla la poesia e se fa tutto ciò, allora è bene che costui vada a scuola di tecnica poetica.
Caro Alfredo, quando tu dici "a me piace" io sono d'accordissimo! ma, ad es. in una mia ho spiegato il perchè la ho usata, e perchè per me era giusto farlo, tu concorde o discorde che possa essere, io, sebbene mi reputi ad una altezza (se proprio vogliamo fare una scala) moooolto più bassa della tua... non ho accettato il tuo consiglio, o parere... ho preferito seguire la mia ricerca., il non piacerti.
Quando tu dici "vada a scuola di tecnica" ecco... io sono totalmente in disaccordo, non perchè non si possa imparare dalla tecnica, o non si debba studiare... ma perchè in effetti così detto sembra tu voglia dire: se le cose non si fanno come si insegnano a scuola non sono buone.  Ed allora ecco... cade tutto il discorso sperimentale, cade il poter dire qualcosa di nuovo se non la cattiva imitazione del già detto. Quando i maestri sono insuperabili la scuola, la poesia, ristagna. E quindi non posso condividere.
Se voglio fare la stronza ci riesco bene.  Talmente bene che quasi quasi ci sono. O forse ci sono.  Si, deciso.