Autore Topic: Esempio  (Letto 18576 volte)

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Offline Stefano Toschi

Re: Esempio
« Risposta #30 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 12:30:59 »
Riguardo al maggior successo, in termini di letture, delle poesie rispetto ai racconti, non trascurerei l'importanza di aspetti meramente materiali.
Dal punto di vista grafico una poesia si legge, a schermo, molto più facilmente di un racconto: per la minor lunghezza, per i frequenti a capo.
La lettura di un racconto, almeno che non sia molto breve, risulta stancante proprio da un punto di vista visivo. Io spesso, quando leggo testi sullo schermo, evidenzio il gruppetto di righe che sto leggendo, questo mi aiuta a non perdermi, ma per i racconti su Scrivere ciò non è possibile (per impedire la copia).
Un testo che occupa quasi l'intero schermo, da sinistra a destra, dall'alto al basso, con pochi capoversi, quando si è arrivati nel mezzo risulta davvero di difficile lettura.
Sarebbe necessario trovare qualche accorgimento grafico che facilitasse: limitare la larghezza del testo, andare a capo spesso, prevedere ogni tanto qualche riga bianca.
Quanto alla qualità (confesso che ne ho letti pochi) mi sembra che, come per le poesie, ci siano cose valide e cose scadenti, ma questo non stupisce affatto, non poteva che essere così.
« Ultima modifica: Venerdì 15 Ottobre 2010, 12:36:46 da Stefano Toschi »
"Ogni certezza è nel sogno" (E. Poe)

ElisabettaM

  • Visitatore
Re: Esempio
« Risposta #31 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 12:58:34 »
Diciamo che allora se scrivere poesie in rete significa proprio questo,  è veramente triste.
Infatti mi sono chiesta come fa certa gente a leggere 80 poesie al giorno e commentarne una trentina.  Non è possibile, l'ho già scritto in altre occasioni e queste persone sono anche considerate le più attive del sito.
Che peccato che si badi pià alla quantità che alla qualità come si fa con i prodotti standardizzati.
D'altra parte capisco che la statistica è fatta di numeri, di percentuali, di centili, di istogrammi.
certo le poesie non andrebbero misurate come in statistica. 
Parlo io che ho sempre scritto molta più prosa che poesia, anche se poi su internet ho pubblicato solo poesie.
Nasco più come narratrice.


Ovviamente, Gabriella, non tutti fanno così.
Come ti dicevo cercavo solo di capire il perché di tante letture alle poesie e quasi nessuna, anzi, il deserto nei racconti.
Come pensiero di fondo, concordo con te.
Salvatore ha "quotato" un pezzo che tu avevi cancellato.
Non so se ha fatto bene, visto che tu lo avevi tolto, ma non resisto dalla voglia di rispondere anche a quello.
La lingua italiana va conosciuta in generale e non credo che chi scriva prosa sia facilitato nello scrivere versi.
Conosco belle voci poetiche che con la prosa non hanno avuto contatto ed io, per esempio, che prediligo la narrativa, fatico molto in poesia, se così si può chiamare, poi, quello che cerco di scrivere.
Le licenze poetiche, inoltre, sono una cosa, gli errori un'altra.
Alla fine, ammettiamolo, o almeno io lo ammetto, tutti noi che scriviamo, sia in prosa sia in poesia o entrambe, stiamo con il vocabolario in mano e a controllare la grammatica. Perché i dubbi vengono e perché non si finisce mai di imparare.
Buona giornata e felice che ci siamo chiarite.

betta

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #32 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:07:39 »
Ovviamente, Gabriella, non tutti fanno così.
Come ti dicevo cercavo solo di capire il perché di tante letture alle poesie e quasi nessuna, anzi, il deserto nei racconti.
Come pensiero di fondo, concordo con te.
Salvatore ha "quotato" un pezzo che tu avevi cancellato.
Non so se ha fatto bene, visto che tu lo avevi tolto, ma non resisto dalla voglia di rispondere anche a quello.
La lingua italiana va conosciuta in generale e non credo che chi scriva prosa sia facilitato nello scrivere versi.
Conosco belle voci poetiche che con la prosa non hanno avuto contatto ed io, per esempio, che prediligo la narrativa, fatico molto in poesia, se così si può chiamare, poi, quello che cerco di scrivere.
Le licenze poetiche, inoltre, sono una cosa, gli errori un'altra.
Alla fine, ammettiamolo, o almeno io lo ammetto, tutti noi che scriviamo, sia in prosa sia in poesia o entrambe, stiamo con il vocabolario in mano e a controllare la grammatica. Perché i dubbi vengono e perché non si finisce mai di imparare.
Buona giornata e felice che ci siamo chiarite.

betta

Il confronto civile è sempre importante, soprattutto su un sito come questo, dove si scrive per passione.
Perchè la gente non legge i racconti?
in parte ha ragione Toschi (leggere diverse pagine, fitte fitte, sul monitor, non è cosa agevole, e comunque non piacevole), in parte è dovuto al fatto che è molto più semplice "credersi" poeti, che scrittori di narrativa.
Un pò come chi, pur non conoscendo le basi della pittura, compra tela e colori e comincia a fare segni...e siccome qualcuno, un secolo fa, ha deciso che l'astrattismo è arte, loro si dicono pittori astratti.
ho reso l'idea?

felice giornata a voi.

ElisabettaM

  • Visitatore
Re: Esempio
« Risposta #33 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:24:19 »
Allora, Salvatore, leggiamoli noi.
Incominciamo a creare una nuova tendenza e facciamo che questo topic si trasformi in un incoraggiamento attraverso la nostra partecipazione.
Sono certa che altri si aggiungerebbero e che la sezione racconti ne gioverebbe.

Offline India

Re: Esempio
« Risposta #34 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:35:04 »
Per Elisabetta

io non avevo cancellato nessun pezzo. Non sono assolutamente parole mie quelle scritte sotto.
non so come abbia fatto ad inserirle Salvatore, forse le ha prese da qualcun altro.
Io ho letto qualche racconto. devo dire che si vede che sono dalla penna di chi scrive poesie. sono a metà tra poesia e prosa, sopratutto nei soliti termini poetici di cielo, mare, stella e luna. In prosa non sono poi così usati questi termini come in poesia. Non ci si inventa narratori da un momento all'altro.
Le definerei poesie prosastiche o meglio racconti poetici.
I racconti hanno meno impatto emotivo e più impatto intellettivo o fantasioso. I racconti devono " raccontare" una piccola storia oppure devono trattare un tema approfondendolo nei contenuti, quasi sviscerarlo.
Non ho trovato nulla di ciò nei racconti che ho letto. Devo dire ne ho letti una decina.

Per Luigi

Io ho scritto svariati racconti, ma sono troppo lunghi per essere postati su questo sito, qualcuno più corto vorrei proporlo nel forum. Si può?
« Ultima modifica: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:36:56 da Gabriella Caruso »

ElisabettaM

  • Visitatore
Re: Esempio
« Risposta #35 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:39:20 »
Allora saranno state parole di Salvatore. Scusami, ma essendo nel blu le ho attribuite a te.

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #36 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:40:55 »
Allora, Salvatore, leggiamoli noi.
Incominciamo a creare una nuova tendenza e facciamo che questo topic si trasformi in un incoraggiamento attraverso la nostra partecipazione.
Sono certa che altri si aggiungerebbero e che la sezione racconti ne gioverebbe.


Ma io già lo faccio, leggo qualche racconto sul sito.

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #37 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:41:58 »
Allora saranno state parole di Salvatore. Scusami, ma essendo nel blu le ho attribuite a te.

no non sono mie le parole.
forse sono di qualcun altro che ha cancellato il post, ed io l'ho scambiate per quelle di gabriella.

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #38 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:42:39 »
Per Elisabetta

io non avevo cancellato nessun pezzo. Non sono assolutamente parole mie quelle scritte sotto.
non so come abbia fatto ad inserirle Salvatore, forse le ha prese da qualcun altro.
Io ho letto qualche racconto. devo dire che si vede che sono dalla penna di chi scrive poesie. sono a metà tra poesia e prosa, sopratutto nei soliti termini poetici di cielo, mare, stella e luna. In prosa non sono poi così usati questi termini come in poesia. Non ci si inventa narratori da un momento all'altro.
Le definerei poesie prosastiche o meglio racconti poetici.
I racconti hanno meno impatto emotivo e più impatto intellettivo o fantasioso. I racconti devono " raccontare" una piccola storia oppure devono trattare un tema approfondendolo nei contenuti, quasi sviscerarlo.
Non ho trovato nulla di ciò nei racconti che ho letto. Devo dire ne ho letti una decina.

Per Luigi

Io ho scritto svariati racconti, ma sono troppo lunghi per essere postati su questo sito, qualcuno più corto vorrei proporlo nel forum. Si può?

Non sarebbe una cattiva idea.
dai sono curioso di leggere un tuo racconto...

ElisabettaM

  • Visitatore
Re: Esempio
« Risposta #39 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:44:38 »
no non sono mie le parole.
forse sono di qualcun altro che ha cancellato il post, ed io l'ho scambiate per quelle di gabriella.


Mistero nel topic: Esempio!

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #40 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:48:07 »

Mistero nel topic: Esempio!

mistero dei misteri...

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #41 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:48:41 »

Mistero nel topic: Esempio!

potremmo scriverci sopra un racconto poliziesco...

ElisabettaM

  • Visitatore
Re: Esempio
« Risposta #42 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 13:53:12 »
Proponiamolo a chi scrive nella sezione racconti!

Offline India

Re: Esempio
« Risposta #43 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 14:02:08 »
Io posto un mio breve racconto. In parte è una riflessione sui ricordi e sulla differenza tra ricordi e poesia.

Titolo: Ricordi e poesia

Vorremmo proteggerli dalle intemperie, dal tempo che scorre, ma i ricordi come i fiori appassiscono.
Mi ritrovo spesso a cercare un appiglio ad un passato lontano, giorni che mi sono appartenuti, almeno quanto quelli che sto vivendo oggi. Vedo volti sfumati, in bianco e nero, delle voci sento solo l’eco. Sembrano più sogni che ricordi, Tutto sbiadisce, si consuma come un abito liso conservato nell’armadio.
Mia madre riaffiora con le sue urla e i suoi silenzi. Risento il suo profumo, dolciastro proprio come la sua pelle. Rivedo le sue piaghe e la buccia di banana nella quale inciampò.
I suoi insegnamenti, sempre sottovalutati, accompagnano dolcemente i miei giorni.
Accarezzo le sue foto con grande tenerezza , e leggo e rileggo le lettere d’amore che mi padre le scriveva al tempo del loro fidanzamento.
Anche io sono stata bambina. Non ne ho la percezione, tanto il tempo ha distrutto ogni traccia.
Sembra che il vento, come un tifone,  abbia attraversato i miei ricordi e li abbia trascinati lontano su una stella
I ricordi di mia madre nell’infanzia sono confusi, frammentati,  qualche immagine sfuocata, nella mente ho più presente la figura del lupo cattivo che mi avrebbe mangiato se non avessi riposato accanto a lei il pomeriggio.
Nitido è solo la memoria  di una notte di Natale, di una luce fioca e un pensierino rivolto ai miei genitori.
I ricordi non hanno peso, sono fantasmi nella notte,  sono circolari, ruotano, ruotano, e ti conducono sempre al punto di partenza, che coincide col punto di arrivo.
I tempi del collegio e poi l’università, i piccoli e i grandi amori, la gioia, la malattia e poi la morte e poi la rinascita e poi ancora la morte.
Un susseguirsi di eventi che fanno una vita ma che costruiscono anche la sofferenza o l’indifferenza o la felicità. Il futuro è una campana di vetro, così fragile che puoi spezzarla, il passato no, il passato è roccia. Il passato non te lo toglie nessuno, lo ingoi come una pillola . Lo devi ingoiare e porta con sé rimpianti, sensi di colpa, malinconia, giorni belli affossati dalla non consapevolezza che tutto finisce e dunque non apprezzati.
Ho scritto poesie per una vita. E’ una fortuna che lo abbia fatto, perché non mi sarei ricordata delle mie emozioni o desideri, e invece stanno tutti su un pezzo di carta. Sono quanto di più caro ho.
Tutto si evolve, ma le poesie sono sempre lì, statiche, il tempo non le smuove, non le contorce, non le spezzetta.
Al contrario dei ricordi, le poesie non te le porta via nessuno. Somigliano all’anima, sono immortali e se qualcuno dopo la morte te li distrugge, restano nei pensieri di chi le ha lette.
Sotto le lenzuola penso, mi dilania il pensiero che tutto muore:  l’alba, il giorno, il tramonto, un fiore, una cicala, il contadino che mi porta la ricotta e persino io . Tutto muore, la poesia no.
Devo amarla la poesia, più di mio padre, più dei miei figli, più di ogni altra cosa, perché non mi lascerà mai sola, non se ne andrà, non volerà in cielo, non mi deluderà.
La dovrò amare come si ama un amante e la dovrò rispettare.
Me ne vado in silenzio, in punta di piedi o scalza. Esco dalla vostra vita come se non fossi mai  entrata.

Offline Salvatore Ferranti

Re: Esempio
« Risposta #44 il: Venerdì 15 Ottobre 2010, 19:32:46 »
Io posto un mio breve racconto. In parte è una riflessione sui ricordi e sulla differenza tra ricordi e poesia.

Titolo: Ricordi e poesia

Vorremmo proteggerli dalle intemperie, dal tempo che scorre, ma i ricordi come i fiori appassiscono.
Mi ritrovo spesso a cercare un appiglio ad un passato lontano, giorni che mi sono appartenuti, almeno quanto quelli che sto vivendo oggi. Vedo volti sfumati, in bianco e nero, delle voci sento solo l’eco. Sembrano più sogni che ricordi, Tutto sbiadisce, si consuma come un abito liso conservato nell’armadio.
Mia madre riaffiora con le sue urla e i suoi silenzi. Risento il suo profumo, dolciastro proprio come la sua pelle. Rivedo le sue piaghe e la buccia di banana nella quale inciampò.
I suoi insegnamenti, sempre sottovalutati, accompagnano dolcemente i miei giorni.
Accarezzo le sue foto con grande tenerezza , e leggo e rileggo le lettere d’amore che mi padre le scriveva al tempo del loro fidanzamento.
Anche io sono stata bambina. Non ne ho la percezione, tanto il tempo ha distrutto ogni traccia.
Sembra che il vento, come un tifone,  abbia attraversato i miei ricordi e li abbia trascinati lontano su una stella
I ricordi di mia madre nell’infanzia sono confusi, frammentati,  qualche immagine sfuocata, nella mente ho più presente la figura del lupo cattivo che mi avrebbe mangiato se non avessi riposato accanto a lei il pomeriggio.
Nitido è solo la memoria  di una notte di Natale, di una luce fioca e un pensierino rivolto ai miei genitori.
I ricordi non hanno peso, sono fantasmi nella notte,  sono circolari, ruotano, ruotano, e ti conducono sempre al punto di partenza, che coincide col punto di arrivo.
I tempi del collegio e poi l’università, i piccoli e i grandi amori, la gioia, la malattia e poi la morte e poi la rinascita e poi ancora la morte.
Un susseguirsi di eventi che fanno una vita ma che costruiscono anche la sofferenza o l’indifferenza o la felicità. Il futuro è una campana di vetro, così fragile che puoi spezzarla, il passato no, il passato è roccia. Il passato non te lo toglie nessuno, lo ingoi come una pillola . Lo devi ingoiare e porta con sé rimpianti, sensi di colpa, malinconia, giorni belli affossati dalla non consapevolezza che tutto finisce e dunque non apprezzati.
Ho scritto poesie per una vita. E’ una fortuna che lo abbia fatto, perché non mi sarei ricordata delle mie emozioni o desideri, e invece stanno tutti su un pezzo di carta. Sono quanto di più caro ho.
Tutto si evolve, ma le poesie sono sempre lì, statiche, il tempo non le smuove, non le contorce, non le spezzetta.
Al contrario dei ricordi, le poesie non te le porta via nessuno. Somigliano all’anima, sono immortali e se qualcuno dopo la morte te li distrugge, restano nei pensieri di chi le ha lette.
Sotto le lenzuola penso, mi dilania il pensiero che tutto muore:  l’alba, il giorno, il tramonto, un fiore, una cicala, il contadino che mi porta la ricotta e persino io . Tutto muore, la poesia no.
Devo amarla la poesia, più di mio padre, più dei miei figli, più di ogni altra cosa, perché non mi lascerà mai sola, non se ne andrà, non volerà in cielo, non mi deluderà.
La dovrò amare come si ama un amante e la dovrò rispettare.
Me ne vado in silenzio, in punta di piedi o scalza. Esco dalla vostra vita come se non fossi mai  entrata.


E' un racconto molto introspettivo.
L'autrice mostra una buona padronanza della lingua.
Una lettura piacevole.