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Il rompiballe

Biografie e Diari

Era da poco finita la guerra, e, quando sono nato, ho subito messo le cose in chiaro, sarei stato un grande rompiballe.

Mia madre ha trascorso quasi tutta la gravidanza in posizione orizzontale, lei piccola piccola, doveva portarsi aggrappato ai reni un macigno enorme, alla nascita oltre cinque chili di peso spalmati su cinquantasette centimetri di lunghezza.

Quando sono stato battezzato, il prete disse ai miei "potevate aspettare che andasse a fare il militare per battezzarlo", avevo solo un mese e mezzo ma evidentemente dimostravo molto, ma molto di più.

Quella santa donna non riusciva mai a saziarmi, oltre alle sue poppate mi trangugiavo almeno oltre un litro di latte al giorno, ovvio poi che ogni cinque minuti mi perdevo la pipì dappertutto, e già perché allora non c'erano i pannolini, e la mia casa era tutta uno sventolio di triangoli e pezze stese ad asciugare.

Avevo, ed ho ancora fortunatamente, una sorella ed un fratello più grandi, ma da bambini noi due maschi stavamo sempre a litigare, ma di brutto eh, ce le davamo di santa ragione, mia sorella cercava disperatamente di separarci, di mettere pace, e mio fratello, essendo più grande, non metteva tanta cattiveria nelle dispute, ma io, che ero invece un po' più bastardo, cercavo di fargli veramente male, il bello era che poi mia madre se la prendeva sempre lui, "Ma non ti vergogni, sei più grande di oltre due anni e ti metti con quella povera creatura".

E mio padre, lui poveretto, un uomo vecchio stampo, severo oltre quanto basta, quando la sera tornava a casa, stanco dal lavoro, doveva sorbirsi tutta la tiritera dei nostri litigi quotidiani, ma noi, ormai conoscendo l'antifona, per evitare di buscarci pure -il resto- ci barricavamo tutti e due dentro il ripostiglio, e fuori la porta nostro padre era costretto a liquidare la cosa con il solito "stasera ve ne andate a letto senza cena, così imparate", ma noi non imparavamo, perché passata la sfuriata, appena lui se ne andava a dormire, mamma, quatta quatta, veniva lì e ci passava qualcosa da mangiare..... per noi poverini!!!!

Le cose sono ancora peggiorate dopo che è arrivato Massimo, l'ultimo della famiglia, quando io ormai avevo nove anni, quel farabutto di Andrea, il più grande appunto, quando Massimo aveva ormai tre- quattro anni lo considerava un proprio schiavetto, "vammi a prendere questo, portami quest'altro" ed io che non sopportavo questo sua tirannia, considerato anche che ormai ero più alto e grosso di lui, lo prendevo di petto: "ti ci sai mettere con lui che è piccoletto vero?, perché non ci provi con me?", e li dai che ricominciavamo a darsele a più non posso.

Ad un certo punto i miei non potendo più sopportare questa situazione, hanno deciso di separarci mandandone uno in collegio, la fregatura è che lui ormai era già alle superiori, quindi l'unico che ha dovuto fare la valigia sono stato io.

Ma è durata poco, solo un anno, poi visto che ogni quindici giorni mi inventavo una nuova malattia per far correre i miei, e che, tutto sommato, il collegio anziché migliorarmi, stava aumentando la mia aggressività, hanno pensato bene che era il caso che rientrassi in casa.

Devo ammettere, però, che a qualcosa era servito, io e Andrea ci beccavamo di meno, sarà perché lui era ormai un giovanotto, sarà perché ormai io ero fisicamente dominante, cercavamo entrambi di ignorarci.

L'unica cosa in cui andavamo d'accordo era nel fare i carabinieri a nostra sorella, come da precise istruzioni di papà, non era mai autorizzata ad uscire da sola con un ragazzo, e purtroppo per lei, di ragazzi coraggiosi e disposti ad affrontarci, evidentemente ce ne erano proprio pochi, e dire che Daniela, mia sorella appunto, era una gran bella figliola, e poco più che ventenne venne anche eletta Miss......, boh non mi ricordo, un paesino in toscana durante le vacanze estive.

Fortunatamente poi le cose sono cambiate, noi maschi diventati ormai grandi, abbiamo abbandonato la guardia, anche perché ormai avevamo altre cose a cui pensare....., avevamo altre gonne da curare.

Beh, il seguito, se mi viene, alla prossima puntata.


Enrico Baiocchi 17/12/2013 14:04 2 685

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Nota dell'autore:
«Nomi di fantasia ma fatti assolutamente quasi reali. l'immagine è presa dal web.»

Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Situazione familiare tipica del nostro dopoguerra descritta con quel pizzico d'ironia che rende la lettura davvero gradevole...
Racconto apprezzato.»
Cinzia Gargiulo

«Tipica famiglia con tre o quattro figli
identificata in questa scorrevole e deliziosa storia...
Molto simpatica la figura del Rompiballe ... Piaciuto»
Patrizia Ensoli

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La bacheca del racconto:

Io invece separavo sorella e fratello, troooppo (Patrizia Ensoli)

giudiziosa ... Bravo m'è proprio piaciuta! (Patrizia Ensoli)

Simpatico inizio quasi pantagruelico. (Antonio Terracciano)

Gradevole lettura...Ciao e buon anno! (Cinzia Gargiulo)



Enrico Baiocchi ha pubblicato in:

Libro di poesieSan Valentino 2010
Autori Vari
Poesie d'amore per San Valentino

Pagine: 110 - Anno: 2010


Libri di poesia

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Enrico Baiocchi
 I suoi 26 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Quell'estate rovente (11/11/2010)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
L’inferno azzurro (04/07/2019)

Una proposta:
 
L’inferno azzurro (04/07/2019)

Il racconto più letto:
 
Quell'estate rovente (11/11/2010, 1154 letture)


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