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Questa è un racconto erotico: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerlo.

L'incontro con un Casanova

Erotismo e per adulti

Scegliersi un passatempo, come giocare a un tavolo da poker, stando in mezzo a uomini insudiciati con i volti fumosi, l’ alito cattivo e l’ indole di più d’ uno collerica e progenitrice di guai, era un modo per Casanova di smascherare ogni piccola debolezza maschile, e al contempo affinare le sue doti di conquistatore. Come non si doveva essere uomini per rubare il cuore delle donne, di ogni età, era diventato per lui tanto semplice come esserlo. Un casanova dei giorni nostri ha armi ancora più efficaci rispetto al passato, può intrufolarsi dappertutto sfruttando ogni piccola debolezza che si presenta al suo cospetto. Nessuna donna è al sicuro ne tanto meno l’ onore dei loro amati mariti.

Consapevole di sviluppare un argomento delicato e forse anche vietato ai ragazzini sotto i diciotto anni, mi presto dunque nella qualità di semplice reporter di storie a raccontarvi di un uomo che ha dedicato l’ intera esistenza a soddisfare, l’ ardore delle donne, a colmare la loro solitudine, completandone al millimetro la loro essenza. Si sentiva come un ape in un campo sterminato di fiori da impollinare, non aveva altre faccende da sbrigare.

Lo vidi la prima volta, che ero poco più che vent’ enne ed in poche giornate trascorse a casa sua imparai quasi tutto in fatto di seduzione, ma questo non fece di me negli anni a venire uno spietato seduttore, i freni inibitori, il buon senso, la morale, e tutto ciò che riguarda il vademecum del buon padre di famiglia, sono dei fardelli troppo pesanti per ambire a divenire uno “ sciupa femmine”.Fui chiamato da lui in persona, (non mi permetto di menzionarne il nome, capirete senz’ altro per le più mere ragioni di discrezionalità) al telefono:

“ Pronto parlo con … Si mi dica! Buongiorno, con chi ho il piacere di parlare?” Sono ……….. buongiorno, ho saputo che lei è un estimato pittore, avrei bisogno dei suoi servigi vorrei ritrarre una donna bellissima, assolutamente immortalarne le sue grazie in una tela, in tutta riservatezza, e senza il suo consenso .Può aiutarmi?.Sarò poi felice di ben pagarla al merito.” Gli dissi subito di si, aveva una voce che non mi dava altra possibilità di scelta. Ci incontrammo praticamente il giorno dopo a casa sua, potrei descriverlo in questo modo: alto circa cm 180, sulla cinquantina di normale robustezza, capelli brizzolati, occhi verdi ed un viso dai tratti gentilissimi, dai modi accoglienti e ammalianti con uno sguardo così penetrante che sembrava denudarti, protettivo e si capiva dal modo di parlare dotato di una cultura sconfinata, con un animo generoso e profondo. Mi accolse subito in casa di regia maniera , mi senti fin da subito a mio agio, mi portò nel salone, un immenso salone, con la facciata di una intera parete occupata da libri, tantissimi libri, mi disse poi essere la biblioteca di famiglia, al centro un tavolo rettangolare ornato agli angoli d’ oro, con diverse sedie, in stile antico, tutto senza dubbio di valore, si sedemmo poi su un salottino in pelle nera dove sostammo alcune ore, prima di pranzare. Per tutto il muro perimetrale dell'enorme stanza, quadri sparsi qua e là di donne, di ogni bellezza, ritratte al nudo delle loro voglie d’ amore più intime.

Ci sedemmo ed incominciò a parlare:

“ Vede mio caro giovanotto, io non sono quello che ora probabilmente starà pensando di me. No la prego! Non si ritragga per piacere. Ha tutte le ragioni per pensarmi in una certa maniera, d’ altra parte a me nulla sfugge, partendo nell’ osservarle il viso, dov’è rivolto il suo sguardo, dove mette le mani, in che maniera respira. La invito a non avere timore nel sentirsi svelato, sono molto più innocente di quanto ahimè non immagina” Si lasciò scappare un sorriso, mentre sentivo come se m’ avesse tolto d’ un colpo i miei indumenti di dosso.

Gli risposi:

“ Ma le pare, anzi ho sentimenti di profondo compiacimento per lei sig….. da uomo anche inesperto, se vuole vista la mia giovane età, per le qualità di grande seduttore, che la contraddistinguono”. E con un certo tono di spavalderia, forte della mia capacità di plasmarmi ad ogni situazione gli dissi ancora: “ Ho tutt’ altro che sentimenti negativi al suo riguardo sig……….. anzi le dirò di più, ne avrei di positivi e oltre se non fossi frenato dalla mia natura di Uomo. Non oso pensare che in altrimenti condizione sarei già finito fra le sue braccia”. Dopo una brevissima risata mi rispose: “ Suvvia non si faccia impressionare per così poco, tutt’ altro le devo riconoscere una certa spigliatezza che oserei dire sorprendente vista la sua tenera età.”

Spezzai quell’ atmosfera di compiacimenti reciproci chiedendogli subito quale fosse il mio compito da svolgere. Mi rispose:

“ Vede in tutti questi quadri, che lei immagino ha il piacere di osservare, da come mi dà modo di capire, le dicevo, sono ritratte donne che io ho ripetutamente avuto, di notte in notte e molte altre di giorno in giorno, tutte erano per la maggiore sposate ed innamorate, credo e spero lo siano ancor oggi dei loro mariti.

“ Ti starai chiedendo- ti prego non mentirmi-, che razza di demone sia io, quali sortilegi utilizzi per sedurre, in sfregio ad ogni decoro del vivere nel rispetto dei sacramenti. “ Ti dirò che io sono il desiderio fatto persona, in carne ed ossa. Sono il sogno delle fantasie più sfrenate, sono nato per questo, e sono la vittima, il prescelto, lo specchio dove ogni donna trova se stessa al massimo della sua femminilità, al riparo da ogni insicurezza, nella ferma convinzione che oltre me ,non ci sia più altra voragine da colmare. E io non posso sfuggire, come altri della mia specie, al mio destino”

Si fermò per un attimo, poi riprese a parlare indicandomi un quadro con un dito:

“ Vede quel quadro, quella donna l’ ho avuta circa dieci anni fa,è la signora di un ricco facoltoso della zona, anche d’ animo, davvero un brav’ uomo, la madre di due bellissimi bambini. Un giorno la incontrai di ritorno da un viaggio di lavoro,- le dirò sono un avvocato (non pensi la prego del diavolo) in un vagone treno, anche lei di ritorno da un ricongiungimento familiare, credo con la madre che non vedeva da diversi anni. Passammo quasi tutta la notte a colloquiare, i suoi modi gentile e l’ aria di impenetrabilità mi avevano già messo al lavoro come sempre mi succede inconsciamente. Alle prime luci dell’ alba i miei piedi erano furtivamente già accavallati sui suoi. Cercò invano una resistenza, scacciandomi più e più volte, ma fu lei la prima lieta nei minuti successivi, dellasopravvenuta mancanza di attrito fra i nostri corpi. Chiusi per bene lo sportello del vagone treno e mi portai con tutto me stesso sul suo meraviglioso vellutato corpo, la inondai di baci fino all’ ultima estremità del suo sentire, la presi con tutta la forza dei miei quaranta anni, tra le gambe, e con le mani da dietro le sorreggevo il busto accarezzandone i seni con le dita, mentre la mia bocca cercava avidamente la sua. Le sue grida di piacere si alternavano al rumore del treno sulle rotaie. Da allora continuammo a vederci per tanti mesi ancora nei più disparati posti, finché non decise di averne abbastanza.”

“ La vede quell’ altra in quel ritratto?”

Lo interruppi subito.

“ No la prego abbia pietà di me, se continua cosi mi genera una polluzione, la prego non mini la mia dignità.Sono in forte imbarazzo, la prego mi scusi.”

Non si preoccupi, le voglio però svelare un segreto.

“ Per conquistare una donna ci vogliono tre cose che in un uomo non sono semplici da trovare, tutte insieme:

La gentilezza per farsi accogliere, l’ intraprendenza per farsi ammirare, e la riservatezza per farla sentire al sicuro. Tutto ciò dosato nel giusto modo rappresenta una sorpresa, un anestetico troppo potente per una donna.

Inutile dirvelo mi sorprese, ormai pendevo dalle sue labbra, ma presi l'iniziativa di dirgli per quale lavoro ero stato commissionato.

Mi rispose:

“ e per una giovane signora che non ho mai avuto, mi disse anni fa nel suo resistermi, di essersi innamorata di me, ma che non poteva vivere nei sensi di colpa di un tradimento.

Voglio che lei mi ritragga solo il viso bellissimo di questa donna, in segreto chiaramente, lo metteremo nella mia camera, voglio osservarla ogni notte prima di addormentarmi, non ne sono sicuro, ma credo di essermene innamorato.”

Riuscii nell'impresa.Le raccontai con gentilezza a chi serviva la sua immagine,rimase stupita

non potè sottrarsi alla mia intraprendente,forse ingenua sincerità, le promisi sulla questione il massimo del riserbo .Del nobile "sciupafemmine" ,dal giorno in cui gli portai il quadro non ebbi più dirette notizie .Nacque invece un sentimento molto forte, ricambiato, con la bellissima giovane donna del quadro, ci vedemmo spesso in altre occasioni, ci sentimmo negli anni anche al telefono fuggendo da noi,da un amore impossibile:

Sentirti al telefono

vibrare in punta di voce
sorridermi
mentendo a te stessa
costretta
volendo fuggire al proibito
di me sapendo ugual spartito.
La mente ripara ai cuori in bavaglio.
Nuda laceri voglie fra le dita
mentre cerchi le mie mani
che ti coprono dove le parole non possono
né osano.


Rosafio Giancarlo 25/01/2014 10:42 1 5680

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Gran bel racconto Giancarlo. Mi è piaciuto come lo hai strutturato, una suadente storia basata sui ricordi narrata con delicatezza e maestria. Creare un racconto che dia un senso di completezza non è facile, ma tu riesci ad arrivare facilmente al lettore colpendo la sua immaginazione con rara facilità. Allora leggere il tuo lavoro diventa una necessità, perché è bello volare via con la mente anche solo per un momento. Bravo, ben fatto.»
Paolo Gugnoni

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