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Una donna bambina

Dramma

"Nelle sere d'inverno quando il freddo bussa con la mano del vento, alle porte d'ogni casa, la sensazione d'essere speciali, protetti da un intelletto ribelle alla madre che lo ha creato, diviene più evidente. Scaldati dal lento ardere di un robusto legname, i pensieri sconfinano nei più disparati posti, e non importa per quanto, se non per il fatto , che quando ritornano ,come boomerang precisi nuovamente nella testa(si presuppone) , non sono più gli stessi."

Aveva appena finito di parlare con un uomo dall'aria afflitta, di un soldato pareva -Il volto alla luce di un camino era per metà sfigurato e coperto da una mano. Non mi dava imbarazzo- disse più di quanto ne avesse lui per se stesso dal modo in cui si nascondeva fra le pieghe del buio. Mi sedetti vicino a lei, dopo aver finito di cenare, i miei erano andati di sopra a dormire convinti dal silenzio delle stelle, e dalla stanchezza del molto fare durante il giorno- Restammo da soli, i suoi occhi erano più neri del solito quella sera, volevo interromperla nel suo divagare, invece mi bruciò sul tempo dicendomi,"si lo so, lo so, ma non mi ha mai detto il suo nome né da dove proviene, si è qui accanto a me, dall'accento del suo parlare non mi sembra poi così tanto straniero." Me la ricordo da piccola, strana Stefania lo era sempre stata, sembrava avesse la furia dentro il corpo, veloce più di tutti in ogni cosa, anche nel pensare- Nessuno in famiglia si dava un ché di preoccupazione per il suo modo d' essere. Tutti ne erano fieri, in casa c'era un bambina speciale.

La cosa che ricordo a distanza di anni, e che oggi mi fa capire in che mondo vivesse, all'oscuro di tutti, era il suo sentirsi non capita. Più d'una volta mi disse:" Davanti a me ho tante persone che mi parlano, e che mi ascoltano ma né io né loro ci capiamo, siamo allo stesso tempo lontani e vicini così divisi da questo strato d'aria impenetrabile. La cosa che più mi manca e mi fa star male è il non poter allungare le mani per abbracciare, appena ci provo spariscono tutti."E piangendo diceva: "ma io che cosa ho fatto di male? Tu sorridi, ogni tanto ti scorgo ed anche le nostre sorelle, voi dimmi- voi riuscite ad abbracciare, perché io non ci riesco?"

Ricordo anche che gli dicevo smettila di lamentarti dai e nell'abbracciarla scappava stizzita, salvo poi in un secondo momento farmi dei dispetti, come rompermi la chitarra o strapparmi un libro. Dio solo sa quante volte in quei momenti avrei voluto prenderla a schiaffi!

Oggi la vedo a pochi metri da me sola, non sola, non lo so, nessuno lo sa, dispersa fra i suoi pensieri .

"Cosa vuole quest'uomo da te Stefania?" Non lo so mi parla da sempre, le sue parole,chiare al cuore, parlano di tristezza, di sofferenza, ma alla mia mente arrivano scomposte, disperse, mute, e a nulla valgono i miei sforzi nell'ascoltare- Mi sembra di impazzire- ma non sono pazza -oppure dimmi io sono Pazza? Non ricominciare, ti prego. No tu non sei pazza!

La pazzia, spesso, pensi di riconoscerla in un aspetto, occhi aggressivi, viso contratto, i capelli lunghi scompilgliati in avanti a coprirne i tratti. Si presentò a tal modo un giorno di purtroppo ormai tanti anni fa, di ritorno da un viaggio di lavoro nel nord d'Italia, dopo una telefonata del giorno prima."Venite a prendermi non ce la faccio più voglio spaccare ogni cosa, distruggere, e se posso chissà cos'altro ancora-

Il medico dei pensieri, pronunciò una parola che in famiglia quasi nessuno di noi aveva mai ascoltato:

"Schizofrenia acuta " ma è fortunata ci guardò tutti .Da poco tempo sono sul mercato dei farmaci di nuova generazione, l'aiuteranno ad avere una vita quasi normale. La sua proverbiale velocità d'esecuzione per ogni cosa lei facesse si ridusse di molto. Qualcuno da fuori disse-"non è più la stessa"

Si perché da dentro per i cuori nati per battere insieme, tutto questa diversità non si percepisce o forse nell'inganno di un affetto senza accorgersene si fa finta di non coglierla, però cominci a capirla e a rispettarla, questa volta senza quella voglia più di tirare schiaffi alle incomprensioni.

Il fuoco, basso, ha ridotto la sua luce ed il calore ne risente, la vedo infreddolita e gli passo uno scialle, dicendogli:"è ancora con te quello strano soldato?"

"No é andato via, adesso vado a dormire, ma non ti preoccupare per me, nei letti affianco al mio lasciati liberi dalle nostre sorelle dopo il loro matrimonio, dormono tutta la notte, ora con me, due bellissime bambine, si lo so cosa vorresti chiedermi, ma non so come si chiamano nè da dove provengono, dal loro accento non sembrano poi così straniere, al mio cuore parlano di speranza, ma nella mia mente le loro parole arrivano scomposte, disperse, mute- Continuò ...

"Ti prego quando vai via- non dimenticarti di chiudere la porta a chiave. L'altra notte le bambine non prendevano sonno e son dovuta poi scendere a chiuderla io.

Le diedi la buonanotte con un bacio sulla guancia, e mentre saliva le scale per la camera, pensieri di ritorno nella mia testa uscirono con me dalla casa dei miei.

Non c'era tempo...

per crescere come gli altri,

per le stanze fredde della casa

per i viali tortuosi e bui del paese

raccogliendo polvere sui vestiti

e stringendo i denti

per non far volar via i sorrisi!

Adesso lo so mentre mi baci la guancia

con gli occhi distanti e impauriti

dal buio che ti veste

con i pezzi in frantumi dei tuoi

sogni da bambina

perché correvi via, via più veloce

adesso lo so

perché avevi rabbia di divenir donna

di consumar scarpette,

lo sapevi già

che eri stata scelta

per non piangere o sorridere come gli altri.


Rosafio Giancarlo 14/02/2014 01:38 1 859

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Nota dell'autore:
«Un abbraccio con tutto il mio cuore ad una persona speciale.»

Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Complimenti Giancarlo, il racconto č molto bello, ma la poesia finale č da brividi. Credo che il tutto sia uno dei lavori pił belli che ho letto da quando sono arrivato qui. Un turbinio di sentimenti e ricordi, legati insieme in un vortice poetico che conquista il lettore. Fantastiche le immagini che sei riuscito a evocare. Hai costruito un piccolo universo bello da leggere e da capire e mentre lo immagini, a poco a poco, te ne innamori.»
Paolo Gugnoni

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č meraviglioso... bravo (Rosita Bottigliero)



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