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Tracce di irrealta

Sociale e Cronaca



D'accordo ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri. Siedi qui accanto a me, ecco il caffè è pronto e la mia vita ha inizio..
Il suono della sveglia come ogni mattina frantuma in mille pezzi i miei sogni, un suono stridulo, lacerante, utile per carità assolutamente si, perché altrimenti non lascerei mai il letto alle cinque, quando ancora fuori e’ buio. L’ acqua fredda che scende a spruzzi dal rubinetto contribuisce al mio risveglio, ormai lo scaldabagno e’ andato, come tante altre cose in questa casa, fredda e buia.
Preparo il caffè, mi vesto in fretta e sempre in fretta raggiungo la fermata dell’ autobus, siamo una piccola folla infreddolita e assonnata che lenta prende posto sulla vettura, siamo una piccola folla invisibile, gente da poco, senza un fine o un progetto da perseguire, nessuna preparazione particolare, né una vita speciale.
Io l’ invisibile, spesso dimentico persino il mio nome,.. però rispondo sempre a chi mi chiama, e so sempre se ce l’ hanno con me, io sono la donna, cioè lsonna che pulisce, e pulisco scale, case, uffici, supermercati, cliniche, insomma dove trovo da lavorare.
La fatica mi ha trasformata, la stanchezza ha disegnato rughe, occhiaie e calli.
Ma ciò che mi spaventa non e’ il mio aspetto fisico, ma il fatto che il mio lavoro mi ha resa trasparente, lavorare quando nessuno e’ presente, quando e’ ancora buio e il resto delle persone dorme ancora, questo mi rende impercettibile, incorporea .
Io non esisto.
E allora immagino, mentre salgo per le scale dei condomini da pulire e lo sguardo si posa sulle targhe dorate dei campanelli o sulle porte, avvocato Mauri, dottoressa Gentile; Dottor Romani medico dentista; Studio notarile dottor Casagrande; e così via.
Immagino la cura con cui saranno stati arredati quegli appartamenti, ed io divento la dottoressa, o il notaio,.. mentre le mie mani sempre più rosse e doloranti sciacquano strizzano e lavano.
E’ strano, quasi inverosimile essere cosi sola, non ho madre marito o figli, né fratelli non ho nessuno, a raccontarlo non ci si crede, eppure da anni solo l’ unica compagnia di me stessa.
La mia casa è un buco buio, poche cose assolutamente utili, un letto, una piccola cucina, e il bagno, ah dimenticavo il televisore, scarto della vicina di casa trovato in un angolo davanti al portone, eppure funziona, buon per me .
Questa mattina, nel supermercato dove faccio le pulizie mi hanno richiesto l’ indirizzo e mail, mi e’ venuto da ridere, e chi ce l’ ha? Mi hanno detto che per il contratto e le eventuali informazioni serviva un indirizzo di posta elettronica, e se da una parte ero imbarazzata dall’ altra una sensazione di meraviglia mi aveva presa, eh si perché qualcuno mi stava parlando, e inoltre voleva mie informazioni, data di nascita, indirizzo, numero di telefono e di telefonino.
Ho continuato a lavorare ma tutto era cambiato, la testa era piena di strani pensieri quasi una specie di solletico proprio vicino alle orecchie, un ronzio che lentamente si trasformava e dava vita a ragionamenti, a domande e risposte, ero turbata e avevo quasi paura che quel lavorio mentale fosse visibile a tutti, che tutti potessero vedere che ora anche nella mia scatola cranica viveva un cervello.
Al termine del mio orario di lavoro avevo ben chiaro cosa volevo fare, e per prima cosa sono passata alla vetrinetta dei telefonini, quelli di ultima generazione, e ne ho scelto uno ecco ora potevo iniziare a vivere, li c’ era il mondo e io ne avrei fatto parte, ora non mi restava che entrare .
Appena attivata la linea del mio preziosissimo cellulare ho cercato su internet i vari social network e mi sono registrata, e da quel momento sono diventata la giovane e affascinante dottoressa in psicologia Anna Rosa Lamanna, e anche il professor Giulio Lulli insegnante di storia e letteratura italiana, che emozione immensa rinascere, poter esprimere il mio sapere, potermi calare ora nell’ uomo e poi nella donna, e rispondere alle prime richieste di amicizia, io l’ invisibile, finalmente esisto.
Qui dove poco è vero e reale, io inizio a materializzarmi, ecco le prime fotografie, si eccomi qui al mare, ecco io sono quella li tra le onde, e poi in montagna mentre scio, occhiali da sole cappello giacca a vento, certo non si vede bene il volto, ma che importa? E poi quante belle frasi scrivo, quanti consigli, beh sono una studiosa dell’ anima quindi, che dire poi delle altre immagini, eccomi tra i miei studenti, sono io qui di spalle mentre scrivo sulla lavagna “ amo et semper amavi”. Quanti mi scrivono, tanti colleghi di scuole lontane, tante ragazze, e donne, e io mi sento vivo, o dovrei dire viva? Che importa il sesso che importa esistere attraverso questo inganno, io finalmente sono. Esprimo il mio sapere, sì perché nonostante tutto io sò, ho studiato, nonostante il mio misero lavoro io avrei potuto e posso essere come una di quelle cellule totipotenti, io posso essere tutto. Voglio dare alle persone quello di cui in fondo si nutrono, voglio accontentare il desiderio di tanti portando loro le mie maschere, mostrando i miei mille volti cosi come io mi beo dei loro mille falsi sguardi, consapevole, come loro che tutto e’ finzione, che siamo ciò che gli altri vogliono farci essere, cosi potranno dire ho conosciuto il professor tal de tali o la cantante di quel gruppo rock, o che ne so anche il Papa. Domani mi aspetta il solito centro commerciale di periferia, lo stesso pavimento da tirare a lucido, e’ ora di salutare i nuovi amici, i professori, i dottori, e tutti quelli che mi hanno voluto tra le loro importanti amicizie, convinti di aver aggiunto lustro alla propria lista nella loro pagina di questa importantissima vetrina virtual sociale. Beh si è fatto tardi a domani amici, mangiafuoco va a dormire .
La sveglia martella feroce dal comodino, anche questa mattina, come ormai da anni, eppure la luce che colpisce i miei occhi e’ diversa, persino il mio cervello non e’ lo stesso di sempre, nella mia testa non c’ e il solito sordo silenzio, ma si affollano idee immagini, pensieri che hanno albergato i miei sogni notturni, nessuno di loro mi ha abbandonato al risveglio, e me li porto dietro al lavoro, li accarezzo, li accudisco e loro crescono, mentre io spolvero, spazzo, lavo e la fatica oggi non esiste, la stanchezza che mi schianta sul letto una volta a casa, oggi e’ un ricordo lontano.
Eccomi, arrivo non vi agitate ora vi libero, mi spoglio dei miei stupidi panni, lavo via il sudore che mi ricorda chi sono e posso tornare a vivere, basta un click ..
“ Ciao, come stai?", “ Finalmente ti trovo” ecco il sangue scorre, il cuore batte, ecco il primo saluto.
“ Ciao cara, oggi ho avuto una giornata pesante, i miei studenti si preparano agli esami e io li aiuto, tu invece? com’ e andata la tua giornata?” “ mah niente di che, in ufficio c’ e stato un controllo qualità, ma sai le solite cose all’ acqua di rose, non vedevo l’ ora di tornare a casa e collegarmi, mmhh tu mi hai stregata professore”.
Mi meraviglia questa facilità con cui ci si avvicina agli altri, a degli sconosciuti.
Sono sbigottita, quasi incredula, io che fino a due giorni fa non avevo nessuno, io l’ invisibile, l’ inavvertibile e inavvertita presenza mi sono materializzata solo schiacciando un pulsante, se solo lo avessi saputo prima, se avessi capito tempo fa che il mondo mi aspettava, questo mondo parallelo, l’ unico che mi vede, avrei speso tutti i miei risparmi per questo piccolo gioiello, un minuscolo stupido telefono, il cuore pulsante che mi da la vita.
Com’è facile entrare nella vita degli altri, quanti pur avendo persone reali accanto, si isolano nelle proprie case seduti lì davanti ad un monitor, quanti sorridono e ridono alle frasi che degli sconosciuti scrivono magari rivolgendosi a loro con un’ intimità che si dovrebbe dare solo a chi si conosce da molto tempo e nella realtà vera.
Ogni volta che chiudo il pc, penso a chi potrei impersonare domani, oppure a quanti nuovi amici potrei proporre la mia presenza, potrei essere la massaia sola e annoiata che cerca dolci parole da probabili ammiratori, oppure il prete che cerca amicizia sul social network perche vuole capire meglio i giovani, certo in questi ultimi tempi sono tanti i preti che tranquillamente usano facebook o twitter quindi perché no .. domani sarò il simpatico don Mario .
La mia vita è cambiata, per chi mi frequenta ogni giorno nel mondo reale, sono sempre la solita giovane donna, grigia e silenziosa, il mondo fuori dal computer mi ha sempre rigettato, ma ora posso prendermi la rivincita, ora sono io che dirigo il gioco. Io sono il mare di cellule che si moltiplica, sono un diamante sfaccettato che riflette migliaia d’ immagini diverse, io posso penetrare ovunque, mi basta un click.
“ Buon giorno, come va? Gradisci un caffè?”, i saluti che ricevo nei vari profili mi sollevano il morale, e io rispondo a tutti e creo situazioni, tante le più particolari. “ Ciao, come va?” “ Io sono in spiaggia, come ti ho scritto ieri, sono a Malta ma già domani dovrò spostarmi, ho un volo alle 11 per New York, ho un lavoro importante al Metropolitan Museum of art, devo curare una mostra molto importante, ma ora ti lascio mi chiamano al cell, ciao a prestoo”.
E’ così facile, e poi che male faccio?
Per chi mi aggiunge alle amicizie, io sono un buon acquisto, sono l’ artista impegnato, sono la persona importante che in molti anelano avere tra le amicizie per poi vantarsene con gli amici reali, io amo renderli felici, e più mi faccio grande ai loro occhi più li rendo felici.
Posso essere tutto e questo rende appaga anche me, ora riesco ad affrontare le mie giornate sporche della sporcizia altrui, riesco ad andare oltre la fatica, adesso mi vedo persino bella quando accidentalmente incontro i miei occhi in uno specchio, perché in fondo non vedo me stessa ma ognuno dei tanti che io sono. Sarà così se non sarà mai altro, sarò il mondo finché il mondo non mi riconoscerà.

La luce dei lampioni si riflette sul bianco muro irreale che la nebbia fitta come sempre in inverno, innalza proprio qui davanti al portone sgangherato di casa mia, e come ogni giorno io mi lascio avvolgere e digerire da questa quieta barriera luminosa, cosi, umida e infreddolita, mi avvio ciondolante verso la mia giornata di faticosa apatia.
Lenti e silenziosi i miei compagni di sventura si aggiungono alla piccola processione
e rassegnati ci incamminiamo verso le luci tenui del bus, e una volta saliti ci accomodiamo sui freddi sedili e li ognuno termina il suo sonno privo di sogni .
La faticosa giornata ha inizio, indosso frettolosamente il camice a righe ancora un po’ umido dell’ acqua sporca del giorno prima, i calzini colorati e gli zoccoli, prendo il carrello già pronto all’ uso, stracci, spray, scopa e spazzolone. Si aprono le danze,
strofino alacremente, lucido, e spolvero, e ogni movimento ogni sforzo da vita a nuove idee che presto, non appena sarò tornata a casa renderò reale nel mio mondo virtuale.
In quel mondo ricco, rilassato, dove mi basta pigiare pochi tasti per entrare nelle vite altrui, mi basta dire poche parole, giuste, ed ecco che.. quell’ architetto tanto presuntuoso e saccente si rivolge a me con tono interessato, come se d’ un tratto avesse scovato l’ altra metà di se, le mie parole studiate ad arte lo hanno incantato, avvolto, accarezzato, e da questo istante in poi so che non potrà più fare a meno di me .
Io studio, cerco e ricerco, io mi preparo come per un esame, io sono tutto e tutti,
sono affettuosa, amorevole, sono intelligente, galante, un cavaliere, un gentiluomo,
medico, scrittore infermiere, parrucchiera e maestra d’ asilo, sempre pronta per nuove avventure, sempre pronta a soddisfare discutere giocare ..solleticare.
Sciocchi, cosi soli, cosi pronti a credere .

Nei tranquilli giorni di fine settimana, quando finalmente posso riposare, me ne sto li davanti al piccolo schermo del mio cellulare, e come un bravo medico curo con la massima dedizione le mie piccole ignare marionette.

Le blandisco, le incuriosisco, che siano uomini o donne, in un modo o in un altro riesco a coinvolgerli in discussioni interessanti, e se voglio so come stuzzicare il loro ego, complimentandomi per il loro lavoro, o per un particolare commento, “ davvero notevole”, ..e loro gongolano imbambolati ..o meglio rincretiniti.
Osservo con meraviglia e interesse i profili che i miei amici virtuali hanno creato, quanti di loro hanno migliaia di amicizie in bella mostra, amicizie che aumentano quasi esponenzialmente, in maniera assurda .
Queste persone fagocitano voracemente chiunque, basta che i requisiti di questi nuovi affezionati corrispondano ai desideri di chi li aggiunge, che si tratti di requisiti fisici, che so una donna bellissima, o particolari doti o capacità come ad esempio saper suonare o dipingere .
Per non parlare degli effimeri, i superficiali, quelli cioè che accumulano amici in base all’ importanza che riscontrano negli amici degli amici, certo a volte questo gioco mi disgusta, ..ma sono troppo sola per farmi bloccare dalla nausea, dal disgusto .
E così non appena posso entro in questo mondo falso, dove tutti o quasi si sbattono per colpire più di altri, per apparire più di tutti, e brillare come una stella. Si agitano, si sforzano, postano immagini, scrivono commenti, danno giudizi, per risplendere come il sole a mezzanotte, per oscurare il mondo.
A volte, quando finalmente chiudo ogni contatto, sono distrutta, ti tolgono l’ anima questi “ amici”.
Tra loro c’ e chi si dichiara innamorato perso, e chiede un appuntamento, magari anche solo un caffè..
E’ dura inventare scuse plausibili, “ sai il mio lavoro non mi permette distrazioni, specie ora che stiamo concludendo un grosso affare con i clienti americani, eh si ti avevo detto che io mi occupo di sperimentazione con i droni, e tra poco inizieremo anche in Australia”…
E dura e’ anche cercare foto, mie, sia come uomo, anziano, giovane, affascinante sportivo, o solo maschio
O immagini di donne, una bonazza mozzafiato, o una casalinga sempre in tiro, magari la signora bene che fa la volontaria in ospedale con tanto di messa in piega perfetta e anelloni d’ oro alle dita .E’ difficile trovare immagini simili cosi da creare un vero profilo, ma io ho tempo ..tanto tempo.
Il caffè si è freddato, e la mia vita è tutta qui, solo tracce, piccole tracce di irrealtà.


Marina Lolli 17/01/2017 08:48 208

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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