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Gelosia

Fantasy

Per l’ ennesima volta Federica guardò l’ orologio nella sala d’ attesa dell’ aeroporto. Una voce anonima annunciò l’ arrivo del volo 257 che veniva dall’ Australia, e un sospiro di sollievo uscì dal suo petto mentre si dirigeva verso il luogo dell’ uscita dei passeggeri.

Quando vide sua sorella, corse verso di lei, e un abbraccio sincero unì le due donne che, sebbene le separasse una grossa differenza d’ età, erano unite da un profondo affetto. In realtà, Federica nutriva verso sua sorella una nascosta gelosia, che mai aveva manifestato in maniera tangibile.

La loro madre, che era invalida, e viveva in casa con la famiglia di Federica, molte volte utilizzava la sua pensione d’ invalidità per pagarle il viaggio a Virginia, l’ altra figlia che non aveva la possibilità economica per poterselo permettere, e una volta arrivata, le dava soldi, per regali ai nipoti e un sacco di cose per portarsi via. Ma non era solo quello, Federica non aveva mai potuto prendersi una vacanza, per stare vicino a sua madre, non usciva da nessuna parte, si dedicava a lei anima e corpo, e la sua vita, quando arrivava la sorella, si complicava molto di più, visto che era lei a fare tutte le faccende di casa, fare da mangiare, ecc. Sua sorella, col fatto che era in vacanza, usciva con parenti e amici, e non era mai a casa.

Insomma, forse era esagerato parlare di gelosia, ma c’ era sempre in fondo in fondo una componente che la faceva sentire come se sua madre stesse commettendo una ingiustizia, che preferisse a sua sorella e che non le importasse niente di lei.

Perchè sua sorella non capiva una cosa così semplice? Perchè non stava lei con la madre? Era anche sua, no? Evidentemente, Federica, benchè non aprisse bocca, dava a intendere in qualche modo nei suoi atteggiamenti, il suo disappunto. Sua sorella nemmeno diceva niente, ma c’ erano giorni che anche lei aveva il broncio, e si metteva a pulire e lavare i piatti, per non dar luogo a qualche discussione.

Erano già cinque o sei volte che veniva a trovare la madre e la sorella, e ogni volta era Federica ad occuparsi di tutto, una volta venne anche con sua figlia, una nipote, che per la sua bellezza e spavalderia aveva scombussolato un po’ tutto il piccolo paese dove vivevano...

Un giorno si trovavano tutti a tavola, e Virginia parlava entusiasta dei bellissimi posti che era andata a visitare. Federica non potè fare a meno di commentare: "Beata te che te ne puoi andare a spasso, piacerebbe anche a me!" Virginia notò immediatamente il tono ironico di sua sorella, e diventò rossa come un peperone, e rispose molto offesa, che se sua madre le dava dei soldi, lei li accettava con piacere per goderseli in quel breve periodo che sarebbe stata li con loro, assieme ai suoi vecchi amici, e che invece Federica, aveva sempre questa possibilità, perchè la madre poteva starsene da sola ogni tanto, oppure poteva chiamare qualcuno che si occupasse di lei, perchè sicuramente la madre avrebbe pagato volentieri una badante per un periodo di tempo.

Arrrivò il giorno della partenza, qualcosa si era spezzato tra loro, si abbracciarono come sempre, e in quel momento Federica si mise a piangere, e le disse a sua sorella:"Perdonami Virginia, sono stata meschina, vieni quando vuoi, che mi farà tanto piacere, hai capito?" Sua sorella annuì senza parlare, era emozionata anche lei, ma nessuna delle due sapeva che quella sarebbe stata l’ ultima volta che si sarebbero viste, infatti Virginia si ammalò gravemente, e questa volta Federica sentì dentro di se un dolore e un rimpianto che la accompagnarono tutta la vita. A volte siamo egoisti, e ce ne accorgiamo solo quando ormai è troppo tardi...


Franca Merighi 29/07/2018 17:57 128

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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