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Fame d’amore nove

Amore

La follia di una notte.

Il mattino è quella parte del giorno che ci fa vedere le cose in modo chiaro.

Evaporati i sogni nei fumi del vino e saziato la fame d’ amore: s’ iniziano a tirare le somme.

Laura è la prima a svegliarsi e il bisogno del caffè urge immediatamente.
Il cielo è sempre grigio, giorni primaverili ma carichi di pioggia e il lavoro aspetta entrambi.

“ Danilo è mattina". Laura lo scuote dolcemente.

"Buon giorno Laura, grazie della bella notte. E stato fantastico".

"Sì!"
Accenna con un filo di voce Laura.

"Bella davvero, ma non si ripeterà; non posso iniziare una relazione e poi con un collega: mai!
Non si possono condividere gli stessi problemi ed io voglio essere libera, non sopporto una vita di coppia. Ormai è troppo tempo che vivo solo e la mia anima vagabonda non dipende da nessuno”.

Danilo incassa il colpo e inizia a vestirsi; si prepara per uscire perché deve tornare subito nella sua camera d’ albergo. Ha bisogno di rimanere solo a pensare.

Laura lo invita a bere il caffè e lui rifiuta cortesemente.

“ Devo andare, ho la seconda ora in prima A.”

“ Ok, come vuoi tu, io ho invece la prima ora e devo prepararmi subito per non arrivare tardi.”

“ Ciao Laura e grazie ancora, sicuramente mi mancheranno questi momenti passati con te.”

Silenzio.

Poi il rumore della porta che si apre e si richiude e Danilo per quel momento è uscito dalla sua vita.

Laura voleva pensare, capire bene prima di fare qualunque passo e poi la sua vita andava bene così. La storia di Paolo, diversa, iniziata all’ alba dei suoi sentimenti è finita per volere suo ma non per volontà di lui; anzi avrebbe continuato ancora, ma rispettava il suo silenzio. Non poteva comunicare con lei; aveva provato a chiamarla e lei aveva respinto la comunicazione.
Fine!
Quando si scrive questa parola, poi è per sempre.
Quasi pronta. Fa una leggera colazione e corre a scuola; il suo lavoro la attende e i suoi alunni non l’ hanno mai tradita.
Entra in classe con la sua solita faccia, almeno lei crede, ma subito in coro:

“ Prof che è successo"?

"Perché"?

"Ha una faccia. Ha fatto le ore piccole ehm"?

"No! Sono stata in casa".

"Mhhhmmmh".

"Ok ragazzi, suvvia poche ciance e iniziamo la lezione".

"Prof, oggi i giornali non li ha portati"?

"No! Facciamo la lezione su una sola parola, questa racchiude tutte le nostre materie.

La parola è: DEMOCRAZIA.

Una parola ricca di significato e molto bistrattata e la gente si riempie la bocca senza avere capito bene il significato.

La prima volta che questo sostantivo fa la sua apparizione è nell’ antica Grecia e il suo significato è: potere in mano al popolo.
Con queste due parole, unite in una sola, si potrebbe studiare il diritto, le regole che le persone responsabili dovrebbero darsi.
E qui nasce il diritto giuridico.
Spaziare in una lezione è facile e noi lo stiamo facendo. Possiamo approfondire la storia greca e i vari periodi che hanno reso grande questa civiltà. Le origini dell’ Europa.
Mitologia e storia si amalgamano per farci osservare il grande disegno che un popolo aveva visto, visionario fin dalla notte dei tempi, con filosofi, studiosi di geometria e matematici, artisti e inventori del teatro.
I romani hanno fatto loro la legge civica e così è nato il diritto romano e copiato la percezione d’ Europa con l’ impero romano."

I ragazzi ascoltavano la lezione e nella semplicità delle analisi, arrivarono subito al dunque del concetto.

"Perché la scuola ci obbliga a compare tanti libri"?

"Non è difficile la risposta, ci si arriva con facilità.
Le case editrici e tutto quello che gira intorno all’ editoria e alla scuola impongono di comprare libri, a volte utili, ma non quelli che potrebbero aiutare meglio i ragazzi negli studi.
Mi dispiace dire queste cose. Non si dovrebbe sputare sul piatto che permette di mangiare, ma non sopporto l’ ipocrisia.
La nostra società ha bisogno di verità e voi la dovete pretendere almeno dalla scuola e da noi professori.
Ad alcune persone non piace come insegno ultimamente; qualche genitore si è lamentato. Ecco perché non ho portato i giornali, ma non mi possono bloccare la lezione, quella in cui io credo sia la più consona. Almeno fino a quando avrò la cattedra".

“ Giusto prof. Da noi avrà tutta la nostra ammirazione"!

"Sono contenta ed era quello che volevo, avere sempre la vostra fiducia e stima.
Con voi voglio parlare dei tanti problemi che attanagliano la gioventù, soprattutto il più brutto che è l’ ignoranza.
Poi ci sono i problemi di genere i primi approcci con l’ altro sesso e interpersonali in generale. Tutto deve apparire normale, siamo umani innanzi tutto e liberi da ogni stereotipo".

Suona la campanella e l’ ora di storia è finita.
Entra un altro prof e lei prende la direzione della sala professori.

Sola in quello spazio silenzioso; tutti erano nelle classi e lei aveva un’ ora di buco e voleva pensare.
Prende un caffè alla macchinetta e si mette a guardare fuori. I campanili svettano alti nel cielo ancora nuvoloso. Nubi grigie e nere si rincorrono sopra le cime delle torri antiche.
La mente va alla notte di passione, una follia intensa.
La sua coscienza vuole vedere chiaro. Danilo è importante?

Non può ancora saperlo.

"Giustamente chi lo deve sapere?" Una vocina le sussurrava dentro.
"Se non gli dai la possibilità come fai a scoprirlo?"

"Giusto!"
Rispondeva a quella voce ma c’è un problema: ho paura.
Paura di soffrire.
"Sono arrivata a questa età ormai non so più cosa voglio davvero.
Sola sto bene, in compagnia di Danilo pure, Paolo è da escludere.
Ancora ci devo pensare e non voglio rompermi il capo. Vediamo nei prossimi giorni quello che sento dentro".

L’ ora stava per scadere e si prepara per la lezione in un’ altra classe, e... si sente afferrare alla vita.
Danilo con un sussurro.
Le dice:
“ Già mi manchi”.
Lo guarda con gli occhi tristi, di una malinconia infinita e si divincola per andare al suo impegno.

Entra nella classe e questa volta non vuole spiegare nulla e allora decide di interrogare.
Meglio così. La mente va in quelle lacune paludose che spesso rimangono profonde e nessuno riesce a togliere.

Chiama un ragazzo e una ragazza, quelli che devono rimediare.

“ Avete studiato”

"Sì".

"OK".
L’ interrogazione andò avanti in modo sufficiente per entrambi.

La mattinata pure con l’ entrata e uscita da altre classi, fino alla fine dell’ orario e poi per fortuna poteva tornare a casa.

La sua casa era pregna dell’ odore della serata precedente. Molecole volteggiavano nell’ aria, una musica sottile che si percepiva con il naso e ti saliva nella parte più intima della mente e le faceva rivivere ogni momento.
Laura e la sua immaginazione. Ogni attimo della sua esistenza innalzato a osservare, ricordare ed essere partecipi di tutto; vivere e immagazzinare come in un archivio fluttuante nell’ emisfero quantico.
Suoni, profumi, immagini, ricordi parlanti e scolpiti per sempre nella sua anima.


Annamaria Gennaioli 15/08/2018 18:53 143

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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