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Questa è un racconto erotico: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerlo.

Incontri cercati - 2

Erotismo e per adulti

Già ........... se lo chiedevano anche loro, incredibile ma ancora durava.

Una relazione che sembrava nata solo per soddisfare un capriccio, dopo tanto tempo, ancora continuava ad appagarli totalmente.

Quale era il loro segreto?

Ne parlavano spesso Massimo e Gloria, domandandosi dove li avrebbe portati quella loro sfrenata fantasia nell’ inventare sempre nuovi giochi erotici, ed ogni volta ricordavano alcuni episodi e non potevano fare a meno di sottolineare con fragorose risate la loro soddisfazione per il successo dei tentativi azzardati.

Come quel mattino, di buon ora, in cui dopo una cavalcata furibonda in cui si erano concessi con passione, Massimo si sentiva particolarmente "spompato", non riusciva a riaddormentarsi, nonostante fossero solo le sei e mezza, ma si rilassò con gli occhi chiusi a godersi la loro intimità condita con il profumo e il gusto dei loro odori e dei loro sapori.

Gloria, come al solito, la più sfrenata ed anche la più fantasiosa, aveva ancora voglie, avvolgeva con la sua mano calda il suo membro, scendeva sui suoi testicoli, lo stuzzicava con piccoli e veloci colpi di lingua, si strofinava come una gattina in calore al corpo del suo uomo, le prendeva la mano abbandonata e la poneva sul suo seno, si stringeva al suo corpo ponendosi di spalle e scondinzolando il suo bacino sul pene di Massimo.

Nonostante tutta la maestria che lei aveva ormai acquisita, Massimo non sembrava reagire più di tanto, doveva essere veramente a pezzi, e Gloria, un po’ per stizza, un po’ per sfida pensò di tentare un’ ultima carta, una fantasia pazzesca che gli era frullata già altre volte nel cervello, anche se temeva di incontrare una violenta reazione in Massimo, ma le era sempre piaciuto essere lei qualche volta a guidare le danze.

Disse tra se e se: "ok non vuoi il mio culetto, beh vediamo come reagisce il tuo" mentre un sorriso maligno affiorava sulle sue labbra.

Aveva letto su vari forum, che, anche per l’ uomo, l’ ano è un punto estremamente pieno di terminazioni molto stimolanti sessualmente, ma gli uomini si rifiutavano di ammetterlo perché questo ledeva la loro mascolinità, la loro virilità, anche se tutta la scienza era concorde nel dire che proprio in prossimità della prostata si trovava il punto cosiddetto L, il punto più sensibile dell’ uomo.

D’ altronde nell’ arte amatoria orientale il massaggio prostatico era largamente applicato da secoli senza alcun disagio o prevenzione, anzi secondo la medicina ufficiale, con immensi benefici per la salute proprio della prostata, oltreché con immenso piacere degli amanti.

Voleva provarci, cominciò di nuovo a passare la sua mano sul membro di Massimo, ne scopriva il glande come per giocarci, vi roteava intorno le sue dita, non prima di averle abbondantemente lubrificate con la sua saliva, sentiva delle piccole reazioni nel corpo di Massimo che comunque non apriva gli occhi, forse fingeva, forse voleva vedere dove sarebbe arrivata la fantasia di Gloria, che ovviamente era ben contenta di accettare la sfida. Leggermente abbassò il suo capo lasciando con la sua lingua una scia di saliva sulla pelle dal collo sino all’ inguine del suo uomo, avvicinò le sue labbra e avvolse il pene spingendoselo in gola mentre la sua lingua roteava al suo interno.

Massimo nonostante tutto non era di legno, ebbe un sussulto, ma sembrava non voler dare soddisfazione a Gloria, che imperterrita continuava la sua tortura. Senza togliere le labbra dal pene di Massimo, cominciò ad accarezzargli i testicoli, il perineo, e mentre con movimento continuo faceva uscire e rientrare il membro dalla sua bocca, con un dito iniziava un massaggio leggero ed incalzante arrivando sino all’ orifizio anale del suo amante, il quale sembrava reagire con piccoli brividi, ma contestualmente ed impercettibilmente allargava le sue gambe ma stringeva le natiche, il suo respiro si faceva più veloce ed impaziente.

Gloria continuava soddisfatta, cominciava a pensare che era quasi cotto. Abbandonò il pene e scendendo con la lingua cominciò a inumidire la zona sottostante, avvicinandosi sempre più a quella rosellina ancora vergine, puntò la lingua sul buchetto e Massimo ebbe una scossa che gli fece inarcare la schiena, non apriva ancora gli occhi ma i suoi lamenti spiegavano più di ogni parola cosa stesse provando, la sua donna aveva preso il comando delle operazioni, Gloria approfittò di quella posizione inusuale, avvicinò alla lingua la punta del suo indice lubrificandolo abbondantemente, e lentamente cominciò a roteare e spingere la prima falange all’ interno dello sfintere, sentì il suo uomo irrigidirsi ma subito dopo riabbandonarsi allentando la stretta delle natiche, come in attesa, lei non voleva dargli tregua, continuò a spingere delicatamente e sentì il buchino cedere, più lei spingeva più Massimo emetteva dei respiri affannosi e di piacere, ormai aveva inserito tutto il dito e con il polpastrello sentiva all’ interno dell’ ano bollente come una piccola noce, iniziò a sfregarla leggermente roteando ed incurvando il dito, contemporaneamente aveva ripreso tra le labbra il pene che si era ormai nuovamente indurito e svettava in tutta la sua potenza.

Ad un ennesimo lamento di goduria di Marcello, Gloria sentì che dal membro iniziava a fuoriuscire del liquido leggermente dolce e scivoloso, il suo glande lucido e violaceo sembrava stesse per esplodere, era il segno che Gloria aspettava, si fece coraggio, inizio con calma ad inserire nel prezioso buchetto anche un secondo dito, senza smettere di rotearli e muoverli avanti e indietro con pazienza certosina, ogni tanto si fermava, ma a quel punto era Massimo che iniziava a muoversi sempre più velocemente, sentiva le sue viscere sul punto di scoppiare, ma voleva prolungare all’ infinito quella tortura così inebriante.

Gloria spinse entrambe le dita sulla protuberanza della prostata, sentì il suo uomo colto da spasmi sempre più evidenti ed incontrollabili, accompagnati da lamenti che ben presto si trasformarono in grida di piacere, convulse, non si fermò sino a quando sentì nella sua gola riversarsi una quantità spropositata di sperma, sembrava non finisse più, getti non violenti come avveniva di solito ma continui, un vero fiume che non riusciva più a contenere, tolse la bocca, e mentre con una mano continuava la sua tortura nell’ ano, con l’ altra scorreva sull’ asta, la sua risata risuonava nella stanza, quasi diabolica, ironica, appagata, ma era immensamente felice, era il più bell’ orgasmo del suo uomo a cui avesse mai assistito, alzò il suo viso, lo avvicinò a quello di Massimo, cercò le sue labbra, la sua lingua e vi affondò la sua, lo guardò negli occhi che lui aveva finalmente aperto, e con quel sorriso dispettoso, pettegolo e soddisfatto gli disse: "Amore sei stato fantastico, ora anche tu non sei più vergine, ma mi sei piaciuto da morire, ti adoro".

Massimo, suo malgrado dovette ammettere di aver donato la sua verginità, ma ne era entusiasta, aveva gli occhi lucidi e colmi di una gratitudine immensa verso la sua donna, gli aveva svelato dei piaceri che non aveva mai minimamente immaginato, anche se conoscendola, si domandava che altro si sarebbe inventato, quali sviluppi, queste nuove pratiche, avrebbero potuto avere.

Ma il loro rapporto durava così tanto proprio perché avevano deciso di non porsi limiti e di donarsi tutto il possibile.


Enrico Baiocchi 04/05/2019 11:06 960

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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Poesie d'amore per San Valentino

Pagine: 110 - Anno: 2010


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