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Questa è un racconto erotico: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerlo.

Incontri cercati 3

Erotismo e per adulti

L’ ultima esperienza di Massimo, sotto un certo aspetto era stata quanto meno improvvisa e scioccante, non poteva negare di aver provato delle sensazioni sublimali, ma forse per l’ atavica e non provata convinzione che se un uomo prova piacere nel farsi penetrare l’ ano evidentemente c’è qualcosa che non va nella sua sessualità, o forse perche si rendeva conto che Gloria aveva inaspettatamente preso in mano la guida del loro rapporto sessuale, disse a se stesso che nel futuro avrebbe dovuto riprendersi il suo ruolo, una considerazione strana, che andava proprio contro quei principi su cui avevano instaurato il loro bellissimo rapporto: "piena libertà e nessun tabù"

D’ altronde anche Gloria era ritornata con i pensieri a quella fantastica mattinata, gli era piaciuto enormemente poter gestire il rapporto, sentire il suo uomo in preda all’ estasi procurata dalle sue fantasie, e sentiva di desiderare altre sensazioni, magari penetrandolo più a fondo, così come tante volte lui aveva sodomizzato lei, a cui doveva ammetterlo, piacevano più i rapporti anali che vaginali, e spinta dalla sua curiosità aveva cercato su internet di saperne di più.

Alla fine aveva scoperto che in commercio già da tempo esistevano dei falli in lattice o silicone, identici ad un pene umano, che potevano fare al caso suo, senza ulteriori indugi ne acquistò uno su un negozio di sexi shop on- line, aveva scelto con cura l’ articolo, seguendo con scrupolo i consigli dei forum, doveva essere di ottima qualità per la sicurezza, prodotto da aziende già conosciute e garantite, dotato di una imbracatura morbida e confortevole, veloce da indossare e che manteneva il fallo eretto e pronto a soddisfare ogni desiderio, da usare con ottimi ed abbondanti lubrificanti, facile da pulire, inoltre per i principianti consigliavano dimensioni contenute, pensò a Massimo sorrise e disse a se stessa, "si non troppo grande", non voleva procurargli dolore.

Acquistò il tutto e attese con trepidazione la consegna.

Dopo alcuni giorni le arrivò il pacco, debitamente anonimo, la sua curiosità era alle stelle, lo aprì, guardò il membro quasi con ingordigia, lo rigirò tra le mani, ne saggiò la consistenza, era incredibilmente morbido, setoso, e veramente del tutto simile ad un fallo di un uomo. Avrebbe tanto voluto provarlo, si sentiva già tutta bagnata, poi si disse che doveva essere un regalo per Massimo, rimase ancora alcuni istanti a mangiarselo con gli occhi, lo riconfezionò, lo mise in una busta rossa metalizzata e vi appose una bellissima coccarda, la sorpresa per il suo focoso amante era pronta.

Era un venerdì sera, Massimo e Gloria erano tornati da una cena con una coppia di amici, Augusto e Serena, decisero di terminare la serata bevendo un bicchiere di vino e giocando un poco a carte in compagnia a casa loro.

Erano da poco passate le 22 quando il cellulare di Augusto, squillò improvvisamente:"si pronto? ........ dove? ....... ma a che ora? ........", la sua voce diventava sempre più concitata, "e cosa hanno preso? ...... maledetti stronzi ......., ma tu sei già lì?........., sì, si vengo subito ....... "

Augusto era inspiegabilmente agitato, raccontò che gli aveva telefonato il portiere dello stabile accanto al suo negozio di elettronica, che erano entrati dei ladri portando via quasi tutti i prodotti nuovi esposti nelle vetrine e sul bancone, e che erano già lì i carabinieri, e gli aveva ovviamente chiesto di raggiungerlo al più presto, Si mise la giacca, chiese a Serena se lo accompagnava, ma Massimo lo interruppe dicendo "senti lasciala qui con Gloria, ti accompagno io perché tu sei troppo agitato per guidare"; Augusto convenne che forse aveva ragione, quindi anche Massimo si mise un pullover sulla camicia e di corsa uscirono.

Gloria e Serena rimasero lì a commentare il fatto, Serena si prese un altro bicchiere di vino e chiese a Gloria se anche lei lo voleva ottenendo una risposta affermativa.

Gloria la guardava con curiosità prettamente femminile, non conosceva molto di lei, una moretta, bel visino, un corpo attraente con un seno forse un po’ troppo vistoso e impettito per l’ età, era più o meno una sua coetanea, probabilmente era rifatto commentò tra se, e nel momento in cui Serena si alzò lo vide fare capolino dalla camicetta, rimase un po’ turbata ma non gli diede molta importanza.

Serena riempì due bicchieri, si girò, si chinò e poggiò quello di Gloria insieme alla bottiglia, sul tavolino vicino a Gloria, accanto al divano, e nel far questo il seno si avvicinò al suo viso, lo inebriò con una vampata di profumo e di nuovo imperioso sembrò farle l’ occhiolino.

Questa volta Gloria non riuscì a non notare di nuovo il turbamento che le procurava quella vista, era meravigliosamente attraente.

Serena si sedette vicino a lei sul divano e Gloria si sentì in dovere di farle un complimento per il suo decolté:"Caspita Serena hai un seno fantastico, scusami la curiosità, ma lo hai ritoccato o è tutto tuo?

Questo era il modo normale di agire di Gloria, senza tanti fronzoli, diretta, andava subito al sodo.

Serena avvampò leggermente: "grazie Gloria, beh in effetti ho fatto un trattamento per tenerlo più sollevato, ma la taglia è rimasta la mia".

"E hai dovuto subire un intervento chirurgico che ha lasciato segni?" le domandò di rimando.

"Non si vede quasi nulla, sono intervenuti lateralmente, guarda ti faccio vedere, e così dicendo si tolse la camicetta e il reggiseno leggerissimo, e spostandosi lateralmente fece vedere a Gloria i residui cicatrizzati dell’ intervento al lato delle poppe.

Gloria fu spinta da un impulso irrefrenabile di toccare quella pelle: allungando la mano "le disse posso?""Certo ormai è totalmente cicatrizzato".

Gloria poggiò le dita sulla cicatrice, ne seguì il segno, e ritornando indietro ne segui tutto il contorno della mammella, provava dei brividi pazzeschi, prese delicatamente nel palmo della mano le rotondità come per soppesarne la consistenza, era in effetti molto sodo, ma non sembrava che ci fosse una protesi voluminosa, sfiorò il capezzolo e avvertì in Serena un leggero sospiro, la guardò in volto e si accorse che non era riuscita a mascherare un lieve imbarazzo.

Ormai Gloria si sentiva spinta ad osare di più, rifece il movimento intorno al capezzolo, lo prese tra due dita strizzandolo verso l’ alto leggermente, e si accorse che Serena aveva alzato il tono del suo respiro, a quel punto si avvicinò al viso di Serena, poggiandole una mano tra l’ orecchio e la nuca lo tirò a se, continuò accarezzandole la testa ed il volto, le loro labbra erano a non più di cinque centimetri, Gloria le sfiorò le labbra con le sue, con la lingua le passò sopra due tre volte finché la sentì schiudersi, ed immediatamente la violò spingendo la sua linga sin nella gola. Serena forse non si aspettava questo attacco, ma sembrava gradire, Gloria pensò che non doveva essere la prima volta che baciava una donna.

Serena succhiò avidamente la lingua della donna, e a sua volta assaporava i sapori, alzò la sua mano verso il capo di Gloria per tenerla ancora più serrata alle sue labbra, fece scivolare poi la bocca di Gloria inducendola a baciarla sul collo, a mordicchiarle i lobi e le orecchie, con l’ altra mano iniziò a massaggiare il seno di Gloria, con più forza di quella usata da lei, lo strizzava, con entrambe le mani sbottonò la camicetta della nuova amante, le alzò le coppe del reggiseno e si avventò con avidità con la lingua e le labbra a succhiarne i capezzoli già induriti mordendoli delicatamente.

I sospiri eccitati delle due donne si mischiavano e sovrapponevano, erano entrambe in preda alla lussuria più sfrenata, in men che non si dica si denudarono completamente iniziando un incredibile sessantanove di goduria.......

Sentirono squillare il telefono, si bloccarono istantaneamente, Gloria si alzò malvolentieri e rispose, era Massimo che confermava il furto, fortunatamente non avevano portato via molto, ma dopo aver rimesso un po in sicurezza il negozio dovevano recarsi in commissariato per effettuare la denuncia ed esplicare le pratiche per l’ assicurazione, probabilmente prima di due. tre ore non sarebbero tornati.

"Non vi preoccupate amore, disse con tono falsamente dispiaciuto, io e Serena stiamo continuando a giocare, disse guardandola, state tranquilli e fate con comodo vi aspettiamo qui"

Nel pronunciare questa frase si era girata verso Serena con quel suo sorriso un po’ maligno ed intrigante, di intesa con Serena che aveva contraccambiato l’ occhiolino.

Fecero entrambe una risata, si abbracciarono con voluttà e ripresero da dove avevano interrotto.

Gloria si chinò sul seno di Serena, lo aspirò con desiderio, lo succhiò voracemente e riprendendo la posizione prima abbandonata diresse senza esitazioni la sua lingua sul monte di venere, sgrillettò ripetutamente il clitoride, facendo scivolare tra sua linga tra le labbra vaginali, come un piccolo pene appuntito scrutava e penetrava quel meraviglioso frutto saporito, le sue mani scrutavano, accarezzavano i fianchi, i glutei, strizzavano con delicatezza le mammelle, i capezzoli turgidi, erano incessanti nella loro esplorazione, passavano dalle labbra del viso alle labbra della vulva e vi ritornavano impregnate degli umori di Serena, che ne gustava il sapore.

Serena, come aveva sospettato Gloria, era più esperta, anche se più frettolosa, aveva già completamente avviluppato con la sua saliva l’ interno e l’ esterno della vagina di Gloria, aveva succhiato e titillato ripetutamente il suo cllitoride, aveva già infilato due dita ed incurvandole verso l’ esterno stava martorizzando quel piccola collina spugnosa che si trovava all’ interno, agitando il suo polso in un movimento sussultorio sempre più veloce. che stimolava sempre di più l’ uscita di nuovi umori che, mentre Gloria emetteva monosillabi di godimento spasmodico, lei beveva avida.
Le loro grida di goduria si alternavano ai sospiri profondi, ai rumori sordi che provocavano i loro movimenti con le mani o con le bocche.

Sentivano entrambe che le loro pulsioni erano spasmodiche, il cuore che batteva in gola, il desiderio incontrollabile di appartenersi e di essere un solo corpo. Gloria venne scossa da una voglia inconfessabile ma tremendamente allettante, in un momento di pausa, a fatica si era alzata, si era recata in camera da letto e dopo un paio di minuti chiamò; "Serena perché non vieni di qua?, staremo più comode sul letto".

Serena non se lo fece ripetere due volte, prese i due bicchieri e la bottiglia di vino e si precipitò nella camera.

Indicando i bicchieri disse: "forse un bicchierino ci scalderebbe un po" e la sua risata si confuse con quella di Gloria, che era già sotto le lenzuola, Serena riempi ancora i bicchieri, ne porse uno a Gloria, girò intorno al letto e si infilo sotto il lenzuolo, bevvero un sorso di vino e posarono i bicchieri sui comodini accanto.

Senza ulteriori indugi ricominciarono a baciarsi, le loro lingue lottavano avidamente nelle bocche, i loro sapori si erano completamente mischiati e con l’ aggiunta del vino le stordivano sempre di più.

Gloria abbasso la sua mano sulla vagina di Serena, le allargo le cosce e ricominciò a penetrarla con due dita senza tregua, quando la sentì piena di liquidi, si sposto sopra di lei, e mentre Serena era con il volto all’ indietro per godersi fino in fondo quel momento di estasi, Gloria prese il suo strapon, che aveva indossato prima di chiamarla, e lo infilò dolcemente ma decisamente sino in fondo in quell’ antro infuocato, era talmente fradicio che non servivano lubrificanti, spinse in fondo, più in fondo. sino all’ utero di Serena.

Un "ahhhhhhhhh" uscì dalle labbra di Serena, che non si aspettava minimamente una mossa del genere, ma non ne era affatto dispiaciuta, cominciò ad agitarsi come un’ indemoniata, quel membro aderiva perfettamente alle sue pareti vaginali, la stava squassando emettendo un suono cantilenante ogni volta che entrava ed usciva.

Gloria stantuffava con vigore, ogni tanto si fermava, aspettava che il respiro di Serena tornasse regolare, si rilassasse e poi con decisione riaffondava di nuovo, godeva incredibilmente ai suoi gridolini di piacere, mentre Serena si contorceva, inarcava la sua schiena, si spingeva sempre di più verso quel bastone di silicone che la stava sfondando, poi si fermava, girava Serena sul ventre e la possedeva da dietro invadendola sino nel più profondo della vulva, selvaggiamente, come piaceva essere posseduta a lei, cambiarono più volte le posizioni, Serena sopra e Gloria sotto o viceversa, distese o carponi, di faccia o di spalle, erano indemoniate, sulle lenzuola si allargavano macchie dei liquidi secreti dalle vagine delle due amanti, Gloria sentiva i suoi umori scorrere lungo le cosce, ogni tanto estraeva il suo membro, si metteva sul volto di Serena per farsi leccare tutta, lo inseriva, con movimenti delicati e lenti nella sua bocca e immaginava di esplodere il suo sperma nella sua gola, poi ritornava nella vagina infuocata ed impaziente per completare la sua missione.

"sììììììììì, sìììììììì, sei fantastica, oddio........." gridava Serena

"Ti adoro piccolo amore, vorrei sentirti mia per ore intere" rispondeva Gloria estasiata

Sentiva di essere veramente appagata ora, forse era quello che aveva sempre desiderato.

Cominciava a spiegarsi quel desiderio di comandare e guidare il rapporto sessuale con Massimo, la voglia di possederlo nel culetto sodo, si guardò allo specchio posto sull’ anta dell’ armadio accanto e ritrovò sul suo volto quella risata soddisfatta, diabolica.

Pensò tra se e se "mi piace il mio sesso".

Si girò di nuovo verso Serena e la riprese a baciare e leccare tutta, aspirando golosamente i liquidi che ancora copiosi uscivano dalla sua vagina, e per non farsi mancare nulla, mentre la asciugava con la lingua, infilò il suo dito medio nel buchino del del suo lato b martoriandolo, sino a che Serena implorò pietà, Gloria acconsentì, e pensò, "d’ accordo tesoro questo lo prenderò al prossimo giro"

Si baciarono ancora all’ infinito, le loro mani avevano oramai violato ogni più remoto e nascosto punto dei lori corpi, rimasero ancora alcuni interminabili secondi con le labbra incollate e le lingue a sfidarsi ed alla fine si staccarono con un sorriso di beatitudine, rimasero una decina di minuti ad occhi chiusi, sdraiate e completamente madide di sudore, a godersi la loro gioia e felicità.

Serena prese quindi il suo fallo magico, andò in bagno a ripulirlo ed asciugarlo con cura, lo riconfezionò, ed il suo sorriso dispettoso riapparve sulle sue labbra pensando al suo Massimo.

Si diedero una sistemata, si ripassarono il trucco, una ravvivata ai capelli, rimisero a posto il letto, si rivestirono, riportarono nel salotto la bottiglia di vino ed i bicchieri, misero un po’ d’ ordine, e si misero a giocare a carte attendendo l’ arrivo dei loro cavalieri.

Nell’ attesa rimasero d’ accordo che ciò che era accaduto rimanesse un loro esclusivo segreto che avrebbero potuto ripetere quell’ esperienza per entrambe fantastica, con maggior libertà alla prima occasione quando gli uomini non ci fossero.

Gloria era certa di voler proseguire entrambe le relazioni, erano complementari tra loro e lei si sentiva enormemente appagata, sorrise nell’ immaginare lo stupore di Massimo nel ricevere il regalo che gli aveva con "tanto amore" preparato, fiduciosa che lo avrebbe gradito, ed impaziente del momento in cui fosse riuscita finalmente a possederlo, per la gioia di entrambi, di questo ne era più che certa.


Enrico Baiocchi 06/05/2019 09:52 1016

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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