Oh come mi diverto... :laugh:
SFILATA NELLA SBIRCIA :D
Mi son sfilata
in questa vostra sbircia
tanto da risentir la mia
pacata lista
Di certo non reggo il vostro arduto strezzo
ma mi cintratto con tutto il mio soffratto
Or dunque mi rimiego
e con dolcezza vi strimango
ma nel mio custro ve lo predo
vi fraggo col mio grande sprago
ditemi che non mi fucilate ...!!!!!!!!!!!!!!!!
:D che forti!!!
m'embasterallgherzite le risagna!
Per ora mi va di partecipare con un sonetto mio già presente nel Forum, in seguito chissà:
filodiseta ;D
hahahahaha DIVERTENTE!!
Il mio fucile non si coramette
in preterite sange catazoni
"strimanga" invece le parinfellette
che si "cintrattano" in quest'occasione.
Benvenuta a bordo.
Squaza che risagnado poi ci provi!ai suoi ordini! ma... te la sei cercata! :D :D :D
ai suoi ordini! ma... te la sei cercata! :D :D :D
INNORDATE LESUDDE INTRAVARIAMME
(svariettando nordsudusquevaria)
Che la cotesta mea apparravenne
matrete "figliam che m'araciavenne"
intrabattirun i turchi n'dentro er fosso
scatafasciaron tutti mesoposso
Ghe l'è na zìta 'ntera 'nghe a risata
picchiaron le mijora e l'ensalada
embastarderon tutti co li pani
paripozzia percosse 'ntra le mani.
Et naturate meno bentatusque
'co tutti le me anni intravagosta
scimmiotan el scugnizzi 'cam vedeva
a rimbrottar la testa me spennea
"lascitemme cummè" mammì creatosta
ascimmuniatus ancura creaturusque
nota dell'autore: ultime (non ultime) parole famose di mia madre: "i miei figli non li vorrei diversi da come sono". Non ero ancora cresciuta troppo...
Che bello! Posso inventarmi le rime che mi pare... ahahhahahh!
perdincibacco sbronfoli insùl derba
come le berbe forando pincelline
e sottol scaldo delle nubeline
tutto beone bascoli l'abbronza
belbeggiando tra le paropoline
sridacchio de li bianchi risottini
a trentasei lunette bimbeggiose
dondino liberossi i pidinini
ahahahha...ma ke vor dì? ;D
Vor dì, che rileggendola con attenzione, mi sono accorto che hai ripreso l'atmosfera ferragostana.
"dondino liberossi i pidinini" ma che te ppossino! Formidable!
Come direbbe la mia nipotina Irene, ancùa, ancùa!
Ciao
Ben
Povero porcodoro, che ramango
ten’ vai per monticoni e berghe valli,
sanza saper né tuogo né tancone,
sanza saper perché, buoto barango,
sì solo ed incompreso taraballi
in mezzo a questo mondo brambolone.
[/i]
mentra la botarga,
quale sgorgorezzo,
già me gorgoglia
con refoli brontolii
nella pelata panza.
mah!
Ignaro porcodor metasemantico
forse l'aspetta l'onda o il frangiflutti:
sull'onda ballerà s'è magroacquantico
s'è grasso, invece, sboccerà in prosciutti. :-\
Cosa dite della budella di laga di lamerzia
che si prende la solerzia
ma non molla la patanza?
Pustrezia e Strepuzia
A te, però, Benito, la faghezia
di cominciare il narratorio magno
tarrando di Strepuzia la sollezia. ;)
occorrerebbe una resumeria!
??? ;D
c'è pure il bricconcello col ditino
alzato che mi sbuchera la testa
e allora ciaettandolo m'inchino
toc toc busanco, è frassola la festa?
fate delle du sore un resumino
che forse se c'ho voglia m'accodezza
...
Lance di fuoco dall'occhi Strena
sputò dritte al rospetto puttarone
e ancor tirava i ricci alla balena
Non protuccare dello mio ‘ntro mezzo
A far la speningella con altezzo
M’annovio al canto della (MIA) ripetenza
Sto poco a defilar la compresenza
;D
Caro Benito e caro Stefano, quando vi ho visto pubblicare qui ed altrove, mi sono soffermato su ogni vostro verso cercando di studiare ogni strofa ed approfondire le mie conoscenze per scrivere in rima. Vi riconosco una capacità che a me sicuramente manca perciò ogni vostro sonetto ed ogni vostra pubblicazione era passata alla lente d'ingrandimento perche fosse uno spunto per eventuali mie "cimentazioni" nello scrivere in rima.
Devo dire che, però, da quando vi siete dedicati alle "lonfate", non è che ci siano spunti di ulteriore analisi, anzi, trovo queste vostre esibizioni abbastanza ordinarie. Vi scongiuro non prendetelo come un affronto, io vi ammiro molto ed ho per questa vostra capacità di scrivere in rima il massimo rispetto ed ammirazione, per questo sono stato spinto scrivere questo commento.
Credo che chiunque, me compreso, dotato di una certa propensione verso la sonorità e le metrica, sia capace di comporre dei versi con rime "inventate", questo però non implica necessariamente una padronanza delle cognizioni stilistiche, cosa in sui voi eccellete.
Per cui la mia modesta preghiera è rivolta a che voi lasciate da parte lo stile della "Lonfata" che va bene per due o tre post e ritrorniate a farvi apprezzare per le composizioni che ho avuto modo di leggere in una fase antecedente.
Ripeto, vi ammiro troppo per permettermi di farvi un appunto, vorrei solo riuscire a studiare i vostri versi come ho fatto all'inizio quando scrivevate versi in rima.
Con profonda ammirazione
Uhmmm Resto dubbioso sullinterpretazione da dare alle dichiarazioni di ammirazione del discolaccio, che ha dato prova, a sua volta, di essere ottimo rimatore. :angel:
Sarà sicera o sarà invece una burla? ???
Bah ;D
Però devo riconoscere che ha ragione, non tanto per il fatto che sia ben facile rimare con parole inventate, il che era più che ovvio sin dallinizio, e nemmeno perchè in questo topic non ci siano delle composizioni, diciamo così, abbastanza carine; ma per il fatto che la cosa ormai procede piuttosto stancamente, senza spunti interessanti, un po per routine.
Quindi sarei dellopinione, Benito, di piantarla qui o, se vuoi, di chiudere rapidamente la storia della Furiosa e lasciare alla libera ispirazione la possibilità di inserire in questo topic altre future poesie metasemantiche.
;)
Uhmmm… Resto dubbioso sull’interpretazione da dare alle dichiarazioni di ammirazione del “discolaccio”, che ha dato prova, a sua volta, di essere ottimo rimatore. :angel:
Sarà sicera o sarà invece una burla? ???
Bah… ;D
è finito lo spazio ma non il sonetto: mancano le terzine (sennò non si afferra il senso). Eccole qua:ahahhahah! si, qualcosa ho capito... ma mi sfugge il senso!
Crisalide fonfarca l'erto francio:
s'ammotta, si confotta, poi, farlotta,
stramazza tinfolando il minareto.
Così, sbudacchia il malcrivato trancio
e stinge nella broda triste e trotta,
qual cionfola che sfranga il suo bizzeto!