Autore Topic: Haiku o non haiku?  (Letto 1391 volte)

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Offline Paride Giangiacomi

Haiku o non haiku?
« il: Martedì 18 Ottobre 2016, 18:16:14 »
Salve! Vorrei sottoporre all'attenzione degli autori che frequentano il forum il seguente testo:
"Coagulato
in alto, sangue, vita,
rutila rosso".
Quesito: è Haiku? Se si, perché? Se no, perché?
Per me è molto importante, ne va della permanenza nel sito!
Grazie per tutti quelli che avranno la pazienza, l'educazione e la cortesia di esprimere su queste pagine il proprio parere!
Di nuovo grazie e buona lettura/scrittura a tutti!
Paride Giangiacomi
"La poesia è l'arte di far entrare il mare in un bicchiere" (Italo Calvino)

Offline Antonio Terracciano

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #1 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 19:22:09 »
Non so perché ne vada della permanenza nel sito (per così poco) , ma, se posso essere utile, pur nella mia sostanziale ignoranza di questa esotica arte poetica, per me è senz'altro un haiku (almeno per noi italiani) . E' ben rispettata la regola del 5 - 7 - 5 , e io ne ricavo nettamente l'immagine di un ammalato all'ospedale. Non so se sbaglio, ma per me è un haiku.

Offline Paride Giangiacomi

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #2 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 19:28:22 »
Grazie, Antonio del tuo contributo, del quale non avevo dubbi! La tua interpretazione non è male, anche se non è quello che intendevo io; si parla delle ferite sì, sul corpo, che vengono riparate, ma non di quelle dell'anima! Grazie ancora e un abbraccio! Buona serata! Paride
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Offline Giuliano Esse

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #3 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 20:41:02 »
In ogni haiku deve essere presente un riferimento stagionale, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell'anno in cui viene composto o al quale si riferisce. Può essere un animale (come la rana per la primavera o la lucciola per l'estate), un luogo, una pianta, ma anche il nome di un evento oppure una tradizione, come ad esempio i fuochi d'artificio per indicare l'estate.

Offline Paride Giangiacomi

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #4 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 21:07:25 »
Grazie Giuliano per quanto hai scritto! Beh, dalla definizione che dai, che ho letto anche io, nulla vieta che il colore rosso, la riparazione di certe ferite, nella mia intenzione, possa far pensare all'autunno; pensa ai tramonti o alle albe di queste sere e di questi giorni.....il rosso, certi rossi particolari fanno pensare all'autunno...e non è una forzatura! Buona serata e grazie! Paride
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Offline poeta per te zaza

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Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #5 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 21:07:45 »
In ogni haiku deve essere presente un riferimento stagionale, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell'anno in cui viene composto o al quale si riferisce. Può essere un animale (come la rana per la primavera o la lucciola per l'estate), un luogo, una pianta, ma anche il nome di un evento oppure una tradizione, come ad esempio i fuochi d'artificio per indicare l'estate.

 :) ciao Giuliano. Tu parli dell'haiku puro, ma tra gli  haiku c'è anche il senryu, ad esempio:

http://www.scrivere.info/community/forum/index.php/topic,5320.0.html

A me, personalmente, dà fastidio vedere permesso l'inserimento di BREVI nella categoria haiku




di sabbia e catrame è la vita...
o scorre o si lega alle dita...

Offline Paride Giangiacomi

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #6 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 21:16:51 »
Risposta illuminante, dopo aver letto il link! Il forum si fa interessante! Ti ringrazio e ti saluto! Buona serata, Paride
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Offline Giuliano Esse

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #7 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 21:58:53 »
Grazie a tutti per i chiarimenti.
« Ultima modifica: Martedì 18 Ottobre 2016, 22:10:16 da Giuliano Esseca »

Offline NicolaGiordano

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #8 il: Martedì 18 Ottobre 2016, 22:37:17 »
In realtà ci dovrebbe essere un riferimento temporale al momento dell'anno o anche più semplicemente della giornata, quindi anche senza stagioni o ricorrenze, tutto quello che ci fa capire anche solo che momento della giornata è (sera, mattina, pomeriggio, alba, tramonto, notte...) va bene.
Quando il saggio indica La Luna il guitto spara...

Offline Antonio Terracciano

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #9 il: Mercoledì 19 Ottobre 2016, 00:46:11 »
Ho già scritto che sono ignorante in quest'arte giapponese, e aggiungo che francamente mi attrae pure poco, ma, anche per portare qualche esempio pratico, sono andato a rileggere alcune pagine di "L'impero dei segni" , il libro che il grande semiologo Roland Barthes scrisse dopo un suo viaggio in Giappone, ed ho constatato che sì, qualche riferimento temporale ci vuole. Riporto sei haiku famosi (tradotti da Marco Vallora dall'edizione originale in francese; ed. Einaudi, 1984; naturalmente, traducendo dal giapponese, lo schema 5 - 7 - 5 salta, anche alquanto vistosamente) :

di Basho ( 3 )

"Il vecchio acquitrino:
Una rana vi salta dentro,
Oh! il rumore dell'acqua. "

"Sono già le quattro...
Mi sono alzato nove volte
Per ammirare la luna. "

"Vengo attraverso il sentiero di montagna
Ah! che meraviglia!
Una violetta! "

di Buson

"E' sera, autunno.
Io penso soltanto
Ai miei parenti. "

di Joso

"Quante persone
Sono passate attraverso la pioggia d'autunno
Sul ponte di Seta! "

di Shiki

"Con un toro a bordo
Una piccola imbarcazione attraversa il fiume
Sotto la pioggia della sera. "

Spero di essere stato un po' utile.

Offline Luigi

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Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #10 il: Mercoledì 19 Ottobre 2016, 10:12:33 »
Salve! Vorrei sottoporre all'attenzione degli autori che frequentano il forum il seguente testo:
"Coagulato
in alto, sangue, vita,
rutila rosso".
Quesito: è Haiku? Se si, perché? Se no, perché?
Per me è molto importante, ne va della permanenza nel sito!
Grazie per tutti quelli che avranno la pazienza, l'educazione e la cortesia di esprimere su queste pagine il proprio parere!
Di nuovo grazie e buona lettura/scrittura a tutti!
Paride Giangiacomi

Leggere:

http://www.scrivere.info/community/forum/index.php/topic,5314.msg438975.html#msg438975

Offline Luigi Ederle

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #11 il: Venerdì 21 Ottobre 2016, 23:16:16 »


   Se parliamo di Haiku, Haiku vero, si va nel difficile. Non basta  5 / 7 / 5 L'haiku, deve essere un canto     alla natura, con le sue stagioni, non ci essere sentimenti, né prima persona. Deve essere un canto libero buttato lì. Su un colpo d'occhio. Es: Nuvole gialle / tremano le foglie / aria più fresca. Non dico che questo è bello, ma la linea dovrebbe essere questa, altrimenti si scivola nella poesia breve. Se sbaglio, accetto correzioni.   luigiederle

Offline Luigi Ederle

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #12 il: Venerdì 21 Ottobre 2016, 23:22:57 »
   

      Errata corrige ... non ci devono essere...

Offline Franca Merighi

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Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #13 il: Sabato 22 Ottobre 2016, 13:03:41 »
Io sono ignorante del tutto riguardo gli Haiku, ma a forza di leggere esempi e commenti, vorrei proporre alcuni miei HAIKU???? Accetto ogni tipo di commento e correzioni, a patto che siano costruttivi: GRAZIE

Fiore di loto
che spunti dallo stagno
al primo sole

Luna argentata
guardami dal cielo blu
notte stellata

Rondine bianca
rarissima creatura
voli da sola

Offline Antonio Terracciano

Re:Haiku o non haiku?
« Risposta #14 il: Mercoledì 17 Gennaio 2018, 15:51:24 »
Ho recentemente letto un libro dello psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, "Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh" , ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2014. Intrattenendosi sull'ultima fase pittorica del grande artista olandese, quella "giapponese" , in cui Van Gogh, sbagliando, pensava di raggiungere la salvezza psichica illudendosi di dipingere come un giapponese (cfr. l' "Autoritratto" del 1888) , Recalcati accenna anche agli haiku. Egli scrive : "Il segreto dell'arte giapponese non consiste solo nell'aver scoperto la luce e il colore, ma nell'aver ridotto il mondo a un filo d'erba che però, a sua volta, contiene il mondo. Questa riduzione è l'esito di un movimento di semplificazione, di riduzione, come quello che avviene nei confronti della scrittura dei cosiddetti aiku [ sic! ] , brevi poemi ermetici che in poche frasi enigmatiche condensano l'intero processo della poesia " (pag. 135) . Ma per far ciò, "per raggiungere questa purezza del tratto, i giapponesi insegnano che sono necessari pazienza, lavoro e disciplina. Non c'è dunque alcun culto del primitivo, del buon selvaggio, dell'ingenuità perché la purezza del tratto è il frutto di un'educazione lenta, di una formazione severa. Per raggiungere la semplicità del respiro, dell'atto senza pensiero, del tratto privo di ornamento, occorre una disciplina rigorosa, quasi una nuova ascesi" (pag. 137) .