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Ogni mattina mi spoglio
del luccichio delle ali
che immagino di avere
e la testa mi scuoto
per eliminar brillanti aureole
nei miei sogni costruite,
e mentre cammino mi avvedo
del mio moto in volo
e della luce che tutta m’irradia
dal profondo
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Ardi nel vento che entra
della finestra socchiusa
e ti consumi davanti a me,
e non è certo il tuo apporto
in questa penombra
che rischiari a fatica.
L’inchiostro colora i fogli
d’un grigio scuro
e traccia incomprensibili segni
nella
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ho immaginato parole che non esistono ancora
le porta il palmo della mano del vento
direttamente al cuore
se negli occhi si stringono in armonia tutte le
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L’abisso spiega il suo segreto mantello
mentre la riva con amore invoca;
la schiuma bianca sulla sabbia gioca
e s’apre al sole come un rito bello.
Ascolto il canto d’un antico uccello
che tra le nubi rapido si scocca;
il sale scende
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Non resta che seguire la scia
visto che non sappiamo dove ci porta il mondo
quella più luminosa che invoglia a trovare un po’ di pace
su questa terra che in subbuglio
non si limita a trovare strade diverse
pare non arrendersi a seguire solo
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La voce del dissenso viene insultata dai fantocci privi di dignità.
rimane la poesia tuono di parole che deridono con verità il potere.
Italia governo innamorato di uomini forti eletti dal popolo.
non vogliono più un pensiero libero hanno paura del
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Sarai forte
come gli alberi d’inverno
che resistono
alla neve
senza chiedere amore
alle nuvole del cielo
troppo distante
per sussurrare nostalgia
sui ricordi del vento.
Sarai sola
come le foglie d’autunno
quando cadono
lontane dalla
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Se in vita non ci si trova
e disagio s’assapora
e poco s’adora,
ché tutto par fuggente,
allor in maniera veemente
si cerca qualcosa di fremente
Talsì sebbene sfuggente
ci si getta fra la gente
ancor in modo ardente,
ché qualcosa si
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M’abbruscia chesta vita
sta sciorta scurtecata
ca enno ‘a stessa e n’ata
pecché ‘nfaccia a stu muro
me sento pisciaturo.
M’abbrusciano sti vocche
sti lengue ‘nzuccarate
ca parlano spicate
pecché ‘nchiett’a sta ggente
‘a recchia mia nun
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Dov’è il valore di questi sogni indomiti?
si ferma come un filo d’inchiostro nero
che bagna pagine di carne e di vuoto.
Lasciati lì, fantasie infrante
non corrisposte, voci senza eco.
Distruggeremo muri, false trincee
illusioni fredde, silenzi
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Ancora bagnato dalla nebbia
sull’ombrosa vetta
s’affaccia sull’erta della cima
il piccolo fiore di Venere,
così tanto prezioso alla natura.
Come ogni mattina
inizia così la sua avventura
nel districarsi dalla foschia,
poggiando la corolla sul
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S’ammorza il grido e ogni voce svanisce,
muore il rumore lungo la via stanca,
mentre il silenzio intorno s’abbellisce
di quella pace che nel giorno manca.
È una sorgente che il cuore guarisce,
limpida linfa che mai non si sbianca,
fiammella
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Lontananza raddoppia quando il tempo si mette di mezzo
lasciando un senso di vuoto
che non si limita ad elargire mancanza
bensì riesce persino a far vedere tutto buio
seppure il sole illumini come a mezzogiorno
sdoppiando con fragore
facendo
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Cade la neve marcia al di la delle spine del campo della morte.
sussurra il violentissimo silenzio degli scheletri che vagano con un numero al braccio.
Quanti morti nelle file ordinate dei bambini ammazzati dal gas dei nazisti
erano uomini e donne
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Sun trei giurni
de un grixu perla
quelli che freva’
u l’ha prestou a zena’
l’han ciamee
tempu da merla
vintinove trenta trentun
a ‘sto freidu
no ghe sta nisciun
merla gianca
de xua’a l’ea stanca
s’e’ posa’
arente a un camin
pe avei u
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Ti penso dove il tempo non ha voce,
dove l’amore impara a stare fermo
come una fiamma che non brucia, attende.
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Sei luce trattenuta nelle mani,
un nome che ritorna senza suono,
la sete antica che non chiede acqua.
.
Ho camminato sogni per
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I luoghi aperti del campo sondavo
per sentir il profumo dei fiori
e degli uccelli il canto ad Auschwitz.
Non fiori, né verdi prati vivevano
nei circostanti spazi,
ma solo erba arida e stanca
e il perché rilevai non vi fossero
ondeggi di
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Se si volge in noia,
accidia vien in potenza
e si cela gioia
e d’altri si prova invidia
Par ardua via,
che si prova vergogna
nel contemplar sì cosa ria
e par come gogna
Poi d’appresso si ragiona
su quel che s’ha
ed allor ci si sprona
E
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Una stupida foto
senza cornice
avrebbe destato, si dice:
la rabbia.
La stampa era pessima.
Ne bianca, né nera.
Nessun colore teneva.
Eppure rodeva.
Creato pretesti.
Confuso persone.
La stampa intatta
profumava di niente.
Una voce
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Respira un nome il petto e già risponde
come pettirosso ignaro di sentieri
un tremito lo attraversa, sono veri
presagi brevi, luce che sconfina.
Nel cuore c’è una soglia che confonde
l’inverno, e il gelo scorda i suoi pensieri
di lì salgono ali,
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Baluginii risplendono
su queste acque troppo chete,
rimbombano e si tuffano in un fiume di lenti pensieri.
In scoscese valli
ritorna il suono dell’assenza
e la pesante coltre che con sé trascina.
Inesorabilmente la poesia scorre,
tra parole che
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Piccole mani distese
a pregar il niente,
labbra sbrecciate e lacrime discese
su bocche cucite dalla fame,
madri in cerca di cibo
e piccoli uomini pronti alla disfida
davanti ai pochi camion
quasi scarichi
di mezzi di sostentamento.
Nel
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Il mattino si stende come un lenzuolo
su corpi stanchi di promesse antiche,
la luce scende lenta, come olio,
sulle parole ancora troppo fragili.
Il tempo passa come un cane magro
che annusa i giorni e non si ferma mai,
ci segue muto, ci precede a
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Rimembrar ieri ed oggi e pianger ancora,
domani storie di guerre ancor da raccontare
ombre ad oscurar visuale
e piogge di missili e droni a distrugger vite d’un viver sereno.
Fantasmi ad aggirar su terre flagellate da uomini di potere,
guerre e
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Occhi bassi davanti ad uno scatolone vuoto
una piccola lacrima è scesa sulla guancia per la tua morte.
Voce pastosa che cantavi figure che parlavano di una vita di dolore
c era il tuo volto sulle mura della tua Genova.
Sussurrano le poesie degli
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Ho sciupato quel vestito che mi avevi regalato. C’è una macchia sul petto, uno strappo alla gonna e il colore è sbiadito a furia di pulire i ricordi del vivace sorriso che avevo quando lo indossavo. Come un prezioso accessorio calzavo le scarpe senza lacci, ma con scintillanti fibbie dorate, che adornavano a festa i nostri passi. Una borsetta sotto il braccio accompagnava serate briose e conteneva un fazzoletto, un rossetto e un mascara. Quante volte il profumo nascosto nella cerniera del cuore, ha inebriato i sorrisi, truccati di rosso, allegro e sfrontato. Quante volte la ciglia sbattute più forte a respingere lacrime, hanno macchiato di nero i nostri volti, tramutandoli subito in maschere nuove, di donne spezzate, di vite scucite, con l’anima arresa. L’ho sciupato quel dono, e se puoi, inventane un altro Brillante, bianco, comodo, nostro…. Io ho già l’ago in mano…. Da mesi mi pungo e non trovo la stoffa. |
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Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
“ Ora è tempo di ritrovare i miei appunti, farli sfociare tutti insieme”. Sarà una sola strada e…leggi…
di Rita Stanzione |
Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un…leggi…
di Peppe Cassese |
Se vent’ anni fa qualcuno mi avesse chiesto se in Venelandia sarebbe stato possibile che i cittadini si odiassero tra loro -vicini, amici, colleghi, persino membri della stessa famiglia-, la mia risposta sarebbe stata quella frase familiare, usata…leggi…
di Arelys Agostini |
Intanto, durante quella stessa mattinata, erano avvenute baruffe tra i mafiosi ed era stato commesso un omicidio. Il mafioso in chiesa ritornò tosto per recuperar l’ arma, ma il sacerdote disse di averla, per sicurezza, consegnata in…leggi…
di Ausilia Giordano |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Una stupida foto
senza cornice
avrebbe destato, si dice:
la rabbia.
La stampa era pessima.
Ne bianca, né nera.
Nessun colore teneva.
Eppure rodeva.
Creato pretesti.
Confuso persone.
La stampa intatta
profumava di niente.
Una voce
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La sua vita è tra nuvole e suolo.
Non è sicuro a terra, non è sicuro in volo.
È frapposto fra due mondi.
Con un filo
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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Il ticchettìo ingrato di una noce.
La corazza del cuore è il cervello,
e mentre ascolti il rumore delle ortiche
su quello
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Scuro di nuvole è il cielo,
oltre loro è ancora nero.
Svettano alte sui cipressi,
su questi ambigui razzi verdi.
Il
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Cosa c’è di diverso nel mio sorridere?
Proprio quando la vita si è distratta.
Cosa c’è di diverso nel mio morire?
Come
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Quando il cielo ha poche idee
le esprime tutte insieme.
Porta nuvole grigie piene di bugie,
maestre di piccole fredde
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Quando si è felici: pochi secondi di battiti del cuore,
che sono percepibili, anche se lui è sempre stato lì
e funziona
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