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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Uomini
Le 3547 poesie pubblicate sull'argomento 'Uomini' Poesie sugli uomini |
El hombre cruza el mundo cual verdugo,
con mano ciega, dura y despiadada;
va segando la vida consagrada
como si todo fuera polvo y yugo.
.
Desgarra de la tierra el noble jugo
y esparce su raíz, ya profanada,
como carne vencida y olvidada
que el
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi
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Rosario di ricordi
tuono di candele.
Ti ho visto per l’ultima volta nel sonno tuo lunghissimo di morte
nel mio cuore conservo il tuo sorriso di aurora.
Eri un fratello per me sussurravo al tuo cuore i miei momenti di buio.
nel silenzio degli inni
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Libera... mente vago in questo cielo
in grembo a quel furore universale
che mi fu tolto spirito infernale
al sorgere del sole in pieno zelo.
Libera... mente brucio in parallelo
su questa pira impronta cardinale
con la bocca in catene ed è
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Amo la pazza gioia
di un giorno di sole
nel pieno inverno
e l’esplosione di vita
che mi dà il colle
che si vuol colorare
giocando con la bianca neve,
che sta facendo le valigie,
e amo la leggerezza
del mio vivere, oggi
simile a quello che
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Arrivate con le mani vuote
e il mondo già addosso
con il fiato corto del primo pianto
e una fiducia antica
che non sapete di avere.
Vi diranno presto
che tutto è tardi
che tutto è rotto
che siete nati nel punto sbagliato della storia.
Non
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Settantacinque anni di un vecchio lottatore
canta l’umanità caduta nel buio del potere.
Chiara voce di un faro di libertà.
risorgi America dalle città in rovina e dalle chiese sfasciate.
Orma di innocenti ammazzati dall’ICE
Ti sento Minneapolis voce
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Occhi bassi davanti ad uno scatolone vuoto
una piccola lacrima è scesa sulla guancia per la tua morte.
Voce pastosa che cantavi figure che parlavano di una vita di dolore
c era il tuo volto sulle mura della tua Genova.
Sussurrano le poesie degli
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La fuga della luce distratta
dietro i fili di ferro
sul terreno aperto al vento
a gridare libero
anche se stoltamente
tra le foglie appena nate
una notte di marzo del ’43.
La corsa in alto
nota distaccata
fresco sapore di mare
oltre la
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 | Guardava in cielo
ogni sera,
prigioniero,
mio padre soldato
cercando la stella polare
a nord
dov’era l’Italia.
Non ruggivano
di cingoli
e stanchi passi di marcia
le dune,
fresche a quell’ora.
Aveva un paese lontano
e una vita
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| Giunge la morte ed ha i tuoi occhi.
canto di una bruma che soffia i suoi scheletri.
Capoverso di una scritta parola di lacrime
bardo gentile che scrivi l’alfa dell’uomo.
Puri fanciulli che amano la meraviglia di un balcone di sogni.
sonetti d’un
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| Col cappello era alto due metri
l’uomo che parlava della sua terra
come un prete parla di Dio.
Discuteva con altri la nascita
di una comoda e moderna cantina,
i loro discorsi si fermavano sempre
col punto di domanda:
"Speriamo, stiamoci sotto, si
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Tutto compreso
anche i miei peccati
segnati da una bruta consistenza
in questo bivaccare da mercato
nel giorno che non vuole più contare
sanno di rabbia e fumo
col tempo col destino e le parole
e tu ti vuoi dannare
con queste mani aperte al nuovo
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Tu giullare che canti la prece del silenzio.
piccolo corpo denudato dalla bellezza dell’amore.
Sussurri l’infinito che sta sulle foglie rossastre d’autunno.
tu che ami la bellissima caduta dell’uomo
Piangi la gioia che struscia l’amore che esclama il
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Non chiedere alla guerra di spiegarsi
parla una lingua che mastica ossa
e chiama ordine ciò che resta tra le rovine
Scendi, uomo dei palazzi alti
scendi dai numeri puliti
togli la giacca che non conosce polvere.
C’è un corridoio senza
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Ombra che balli un tramonto di baci
mi ha rapito la tua terra radici che cantano vite che restano
Palpita il ricordo di una breve ma eterna vita.
il tempo ha dimenticato l’incendio dei nostri spiriti.
Oh Pablo tu che hai scritto sulla tua pelle il
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Mi cerca l’alba
nella valle del tempo,
ho cento ragazzi
che giocano con la vita,
mi lascio andare
e sono il loro maestro,
vivi alto, mi dico
non sogno, è realtà,
su di me adulto
si ferma la gloria
del tutto che cambia,
fratello che non ti
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Vieni
posa il peso antico che non ti appartiene
scioglilo nella polvere dei passi lenti.
Lascia che la voce si faccia chiara
che il silenzio non sia vuoto
ma campo aperto dove riposa il cuore.
Attraversa il tempo con mani leggere
non per
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Nascosto nella nebbia
delle rive del Tibisco
avverto la paura
ed il pericolo intuisco,
un urlo disumano
esorta la barbaria
intanto prende forma
una guerra leggendaria
Il popolo degli Unni
marcia possente,
spreco di sangue
di gente
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Tu che risuoni nelle brulle parole del silenzio il piccolo usignolo che canta
o meraviglia di una neve che cade soffice come la farina
bevo il miracolo delle stagioni colorata primavera di viole.
fulgida stella che cammini solitaria nella strada
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Accarezzo le vite dei ragazzi di strada della vecchia Roma
suda la mente bellissima di Pasolini santuario laico di strade sbagliate.
Apostolo della realtà del popolo minuto sporca umanità di fondo
solitario regista di un vangelo del popolo.
Innamorato
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Sento l’anima che trasuda l’immortalità delle canzoni in versi.
Voce che canta nel tempo attuale la dolorosa umanità degli sconfitti.
Palpita l’amore silenziato dal fuoco dell’hotel supramonte
Abbraccio l’emozione della tua voce pastosa di
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Col pugno chiuso ed il sogno della bellezza c’ era un meraviglioso siciliano
s’ era alzato con la voce stentorea contro la mafia del potere
ha guardato con schifo il nome del padre complice degli assassini.
Nei suoi occhi c’ era la voglia di cambiare
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Straccio i muri
del mio vivere tutto
e sono un alpino
che difende i confini,
la valle è di me fiera
anche se non ho carriera
e mi addormento desiderando
un tutto che confini non ha,
mi sorridono i bambini
sbocciati come fiori sconosciuti
ma
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I giganti
fanno passi da gigante,
l’uomo
fa passi da uomo,
l’uomo gigante
ha il doppio passo,
lo dice la storia
del nostro mondo,
io che vivo da poeta
adoro l’uno e l’altro
e scrivo nella speranza
di unirli nei loro passi
quei due uomini
che
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l’utopia del primo silenzio della creazione schiaffeggiò la gioventù narcisista DI Francesco
la bellissima miracolosa povertà toccò la sua anima vuota a perdere
scelse nei suoi occhi la nudità del creato rifiutò la famiglia e se ne andò solo e
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Al vento il mio capello
e l’ombrello non ho,
i miei ruvidi pensieri
la pioggia bagnerà,
i piedi nelle pozzanghere,
le scarpe sono aperte,
le mani ho bagnate
domani saranno asciugate,
leggera come nuvole
così sarà la mia mente
e già che sono
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Ti cerco nel grigiore dell’inverno
tra le pagine vuote di un diario
nei piccoli semini coltivati
con la pazienza viva di un breviario
tra i giorni di un’estate scollacciati
sui segni del tuo utero materno.
Ti cerco sopra il volto di uno
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Nel ridestar l’antichi splendori,
m’avvidi del tempo perduto.
A costui s’accostò l’arbitrio,
a cui l’alme inquete s’arrendono,
ed all’insano
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Ed ecco Dante, il divino,
senza dubbio il primo,
d’inferno, purgatorio, paradiso, affino,
dal verso sopraffino
Poi giunge Petrarca, l’amoroso,
del canzoniere famoso,
dell’umanesimo precettore,
d’arte nuova inventore
Infine vien Boccaccio, il
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3547 poesie pubblicate sull'argomento Uomini.
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