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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Satira
Le 2615 poesie pubblicate sull'argomento 'Satira' Poesie di satira |
Guardate che splendido sole si leva
sicuramente ama farmi da riflettore!
Il mondo s’inchina, l’universo preleva
un grammo di gloria dal mio gran valore.
Cammino e l’asfalto ringrazia i miei passi
l’aria si scusa se osa sfiorarmi
anche le ortiche,
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Unico e diverso
su questa terra ricca di distanze
e non mi sento meno oppure un altro
sapendomi un nemico vecchio e scaltro.
Unico e diverso
uguale a sei miliardi di leprotti
in questa tana angusta e sparigliata
portato avanti e indietro a solo
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Tu origli dietro i muri io ascolto i cuori duri
io canto la mattina tu stoni in copertina
io sono medicina tu l’erba fistolina
tu non conosci i puri io vivo coi spergiuri.
Io studio la mia essenza tu badi all’apparenza
ti reputi importante io solo
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Soliti e non soliti
il verso è un vecchio inganno
e senza i suoi accoliti
può fare un grave danno.
La vena se ti arriva fa sfaceli
e sopra e sotto il rigo si dipana
o spacca il mondo o sfonda a volte i cieli
mischiando seta pura con la
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Ti posso dare in dono un mio pensiero
di quelli che sorprendono la mente
nel biascicare frasi ed è evidente
che copre la cervice con lo zero.
Suadente molto ardente e battagliero
si adopera così convulsamente
che sbotta a più non posso e come
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D’inutili menzogne è il Dio armato
nell’arco suo di frecce dolci e vane
saetta un mondo. Amore è ma soffocato
da maschera, languente in cuor che brucia.
S’offende l’amicizia nel regno di Narciso.
L’assente verità è gioia, si, però da
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Tanto virile e tanto mesta appare
la mia signora piccola e barbuta
che geme canticchiando a scena muta
mentre la mente torna a vaneggiare.
Quando la incontro me ne sto a guardare
i pezzi a uno a uno e lei saluta
gambe e dentiera ciglia e la
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Italia mia ragazza di maniera
ti vedo palpitare e... pronta all’uso
boccheggi sopra un mare illanguidito
dai raggi fluorescenti del passato
con la tua storia adatta a ricucire
un volto mesto e bleso all’imbrunire.
Italia mia eterna
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Tanta era la paura
per un baco
e nemmeno da seta,
paura per un cambiamento
che di per sé mai è arrivato,
eravamo già fessi
e di questo nemmeno
nel destino ci ha modificato...
Adesso che di tempo è passato
così come luoghi comuni
e parole
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Zucca o pavone attenta al tuo richiamo
con quei legami accesi ad occhi chiusi
non farti ricattare da un ti amo
nel campo maniacale degli illusi.
Anatra o merlo mostrati impettita
cullata dai fantasmi che ben sai
sul trono della bianca
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Potrei non so se posso e se conviene
tergiversare in barba al tuo mandato
che mette in bella mostra il tempo orbato
e scivola nel fango e lo sostiene.
Vorrei chi sa se poi pago le pene
di chi ha sottratto i fiori del sagrato
nel giorno che alla
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e
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E vola e dà e prende e se ne va
ti canta una canzone per benino
poi si lamenta come fa un bambino
che ha perso al gioco e si traveste a lutto
volendo fare l’asso pigliatutto.
E passa e va copiando Alì Babà
coi quaranta ladroni o forse meno
ma il
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Bloccami ancora tanto per gradire
con le tue ali chiuse al dolce niente
che ti scombina il logo e deficiente
si lega al mio bisogno di invertire
la rotta sempre adatta al divenire
capace di abbracciare cuori e gente
col tocco della musa
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La pace sia con te all’infinito
là dove entra ed esce questo dito
ferita che spezzetta in quattro il cuore
e senza far rumore
ti giura ti promette e si connette
al fiore del tuo inverno senza tette.
La pace sia con te sorgente e meta
con il
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Epifaniamoci coi doni e coi regali
Postati in ogni sito... presenti eccezionali
Immensi quanto il cuore di un bambino
Felice di assemblare il suo mattino.
Auguri canti balli e giochi a schiera
Nutriti ai quattro lati in tal maniera
Intensamente vivi
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Vado a caccia della musa
nuda come il primo maggio
ché mi ispiri frenesie
di quel tempo senza nesso
quando il verbo in parte lesso
mi portava a fare un giro
tra le larve di un sospiro.
Vado a caccia della musa
segregata dal destino
sulle piagge
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Triste il Natale
mesto baccanale
con facce con zampogne e pecorelle
che osservano stupite cielo e stelle
con la cometa messa in fondo a dieta
or che il Bambino piange e si tormenta
e al gelo sulla paglia si lamenta.
Triste il Natale
luce
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Aborro gare contest e premiazioni
carrellate di versi in pentagramma
e tu che sei dei cori la mia mamma
armeggi coi tuoi voli... ostentazioni
del senso che non muti e ti diverti
a fare da mossiere sopra il prato
al gruppo dei cantori
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Il sole non lo trovi giù al mercato
i cieli non si comprano e le stelle
compagne dalla luna sono quelle
che il tempo non ha mai catalogato.
Il cuore non si presta in comodato
la mente fa girare le rotelle
dei tuoi pensieri flaccide stampelle
che
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L’apestico si mette a fecondare
la barba che ti cresce sotto il petto
che acefalo costretto ad emigrare
si accorge in un istante del difetto
e allora corre subito a gonfiare
i testi co li versi per l’effetto
che vuole in ogni modo caldeggiare
il
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Donna non so se sei un canto o un fiore
o un giorno impacchettato pronto all’uso
oppure una promessa in pieno agrore
con l’umile profumo e il cielo accluso.
Allora non ti lodo e non ti accuso
ma spendo le parole in tutta fretta
e spero che non
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Atomica la bomba
che spezza mille facce in un secondo
e lascia incancellabile quel segno
che fa di questa terra un giorno indegno.
Atomico il destino
che esplode in un istante ogni mattino
e trama dentro il cuore quel terrore
che nel silenzio
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Un anziano aitante
conversa con signora
in un modo galante
siedono due zitelle
sbirciando i passanti
con creme sulla pelle
sottile chiacchiericcio
di amori traditi
al vento di libeccio
al traino del guinzaglio
affaticato siede
un
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Tanto per governare la carretta
hai sentenziato il male in tutta fretta
con le minchiate assurde da vestale
portate al più quotato baccanale
e sei caduta in giù pesante ammasso
del vivere nel fango e lo sconquasso
che bolle e rifermenta nel tuo
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 | Doppio gioco sul terreno:
menzogne, amore e azione.
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È proprio un calciatore
invincibile sul campo
con stelle che lo applaudono...
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Dice di essere un toro,
ma è un imbroglione
quando segna un golazo,
fulminando sul campo
chi gli si
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Soltanto solamente essenzialmente
io mi rivedo in te intensamente
con tale grado di autoaffezionia
che l’ombra che ti segue è solo mia.
Pertanto avverbialmente unitamente
io volo e tu le ali prontamente
controlli in questo cielo di
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Mi fermo sai a pensare un po’ al problema
dei quattro gatti sparsi in mezzo all’aia
e questo è assai dovuto a quel sistema
che indaga dentro questa tua topaia
dove l’attore con una mannaia
taglia a pezzetti il cuore analfabeta
consunto dal suo
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È meglio che non sorti dal tuo mondo
dove gorgheggi in grembo alla Muffina
la brutta sincopata sultanina
che assieme a te si cela nel profondo
di questo spazio accline al verso tondo
dove soltanto in pochi la mattina
cinguettano nell’aria
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El sueño, crisol de diáfana visión,
muda la niebla en luz que el alma padece.
Las campanas lejanas, ecos de oración,
en el aire solemne la misa pregonan.
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Ábrense los umbrales - bronces de templo-,
ingresa mi fantasma, espectro mudo y
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2615 poesie pubblicate sull'argomento Satira.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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