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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Aprile 2026 |
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Le 87275 poesie dei soci sostenitori |
Sospesi sono i miei pensieri
in quell’arcano che è confuso
fra i ricordi passati
e l’odierno vivere in continuità
pur avendo la paura del vuoto.
Appesi a un filo che ci fluttua
nel tempo che cola, noi siamo...
inevitabilmente il tutto scorre
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Sfilano maschere di seta e di decoro
su marciapiedi lucidi d’orgoglio
custodi di un antico e finto oro
seduti sul palchetto del germoglio.
Hanno lo sguardo stretto nel mirino
misurano la colpa col righello
disegnano il destino del vicino
mentre
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Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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Sin base el muro alzándose se quiebra,
si falta el fiel respeto en su cimiento;
ley sin razón es hueco cumplimiento
y forma vana que en el aire medra.
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Quien honra, mas su obrar jamás se integra,
es brisa sin raíz ni fundamento;
promesa leve,
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Quando l’ardente sole
gradevolmente perverrà
all’apice del monte,
di armonia brillerà
l’azzurro del cielo.
La quiete m’invaderà
nel profondo,
e in me dissiperà
afflizioni e rancori
in un istante.
L’animo mio berrà
l’energia dell’astro
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Meravigliosi cesti di fiori variopinti,
covone d’oro di virtù nascoste invano,
il suo ridente sorriso mi trasfonde.
Teneri sapori di malizia e ingenui,
vibrar di domande non fatte.
calore d’amore,
desideri di nuovi incontri.
Lo sai però, il tempo è
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Non serve bussola in questo andare
se il baricentro è un battito che svela
non esiste mare da non solcare
quando l’anima si fa distesa vela.
Siamo mattoni e insieme architetti
costruttori di ponti sopra il vuoto
scrivendo sogni sopra i muri
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C’erano stanze accese dentro il petto,
piccoli soli al riparo del vento,
e un bene quieto, semplice e perfetto,
che respirava piano nel presente, lento.
Ma io guardavo oltre la collina,
dove il domani luccicava d’oro,
una promessa magra e
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza
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Dopo una lunga agonia
il nostro (eterno) amore
si è infranto come una stella cadente
contro il muro delle nostre divergenze.
I suoi frammenti ormai
sono sparsi nel vento
come i fogli di un diario
mai completamente letto.
Anche se l’ultima
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Mi lasciavi spesso
come il sole
lascia il giorno
per divenire tramonto
e poi tornavi da me
come un’alba ribelle
che ancora accarezza
le stelle notturne
in una culla di buio.
Mi amavi spesso
e poi smettevi
vento di primavera
che uccideva
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Nella notte confido
affinché i miei passi
si disperdano nel vuoto
e le voci si discostano da me
per poi annullarsi
nel caos della via
seduto sul balcone aspiro a quel nulla
che si completa nell’orizzonte
in quella linea che pare una ruga
e nel
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Era presto per dirti ti amo
ma tardi per chi
come me
non aveva mai conosciuto l’amore.
Lo conobbi con te
affacciata a quel balcone.
Mi bastò un tuo sguardo
per gustare la vita,
riempirmi il respiro
e lasciare l’anima in trabocco.
Alzerei mille
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Destati anima mia
dal rischiar incauta fallacia
come chi affida i suoi progetti
al vento,
più che vegliar sulle sensazioni
e modular il corso delle emozioni.
Integrità e imperizia
rendono lo spirito inconsapevole
delle imprevedibili cadute
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Stu silenzio ca nun dice na parola
guarda sulo chesta notte luna e stelle
e se mette a ricurda’ ddoje guagliuncelle
ca me stanno a cantaria’ facenno scola.
Stu silenzio s’annasconne areto ‘o muro
zittu zitto comme a fronna surda e muta
ca nun
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Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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 | Io non cammino più sulla terra,
ma salto tra una nuvola e l’altra
per non sporcarmi i piedi di cenere.
Dall’infinito guardo questo mondo
che trema di freddo e odio,
che vomita guerre e prende a schiaffi
l’innocenza rapita, quella grazia nuda
che
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 | Stanotte alle due
dicono che il tempo avrà un padrone,
che un dito sospeso sull’abisso
deciderà il respiro del mondo.
Ma il mondo non è un bottone.
Non è un ordine sussurrato tra denti serrati,
non è una mappa da piegare
dentro il taschino di un
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La magia
era sentire la notte
attraverso la pelle
e respirare le ombre
fino alla fine del cielo
quando il buio sfumava
in un alone di nero
con un cerchio di luce
che avvolgeva le labbra.
Il prodigio
era finire con le stelle
mentre l’alba
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Come file di colore
ora bianche, ora purpuree
vanno le rose nel cammino
fra i roseti delle chiese.
Sulle linee della mano
vanno i sogni a ricercar intrecci
laddove le tracce sono solo
segni da interpretare.
Siamo anime in
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Nell’animo acceso di ogni uomo
vive un universo di circostanze
con ritmo di lunghe percorrenze,
per conquistar l’ambito d’oro pomo.
Sembra l’uomo scrivere il proprio tomo,
sempre ardito e pronto ad oltranze,
con costanza e senza
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Buon compleanno, sorella mia
cinquantadue primavere
e non sei mai stata così viva.
Hai attraversato inverni lunghi
giorni senza voce
notti cucite addosso al cuore
ma non ti sei spezzata
ti sei trasformata.
Ora la primavera ti somiglia
timida,
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E torni come il soffio dell’aprile,
che scuote il vetro e sveglia la dimora,
con quel tuo passo d’erba, tanto umile
che il gelo si dilegua e si scolora.
Sei come un raggio che non osa il grido,
ma scalda il solco della terra
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Qual rugiada, che all’apparir del sole,
è goccia di cristallo che si perde
nell’aere puro e fresco del mattino,
sì l’alma mia, che lascia i sogni, vuole
nei prati camminar, con l’erba verde,
che ha il limpido sorriso d’un bambino.
Ed ivi
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We,
fleeting shadows, nameless images,
skins and colors that do not divide us;
words that travel from distant horizons
and, in their meeting,
become a heartbeat
each day.
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And if illusion slips away from thought,
tell me:
were our writings only
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In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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