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Le 32787 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Trovami nel bianco del disincanto
se avrò perso la traccia
di un antico cammino
o se il pianto sarà
solo polvere sulla faccia.
Amami oltre il confine del giorno
dove il buio si fa preghiera
e il respiro rallenta
per non svegliare il destino
che
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Danza leggera di driadi nel vento
ricordi che sfiorano flebili il volto
portando alla mente quei giorni trascorsi
la ferma certezza guidava i tuoi passi
Le scelte il percorso, l’assenza di dubbio
lontano e sbiadito il motivo e la voglia
ritorna
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Non è coraggio, è fame
un’urgenza di sangue e di stelle
che preme contro la scorza
di questo esistere calmo.
Voglio la mia vita non come un dono
ma come una preda
strappata all’inerzia del tempo
che tutto leviga e uccide.
Mi offro al vuoto come
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Il vento di Primavera
è diverso da ogni vento
anche se intenso, anche se freddo,
ti dice che puoi aspettare,
che puoi sperare
e ti riempie d’amore
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Dice la fisica mia sostanza
alla sbigottita anima mia:
<< Ancor per poco
e ci sarà tra noi secessione. >>
<< Non è lecito interpretar
che per pulsazion d’amore sofferente
ci sia tra noi amaro scioglimento. >>
Ribatte l’anima mia in
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Graffi sull’uscio, parole mai dette
fisso lo specchio cercandomi ancora
mischio stupore alle risa ed al pianto
non vedo chi ero né cerco chi sono
Parole, silenzi, rancore e condanna
mutando l’istante in pensieri di ore
perduta la rotta che al
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Luce ad espander nel cielo,
dinamiche fluorescenze
ad abbellir atmosfera
vita ad addolcir sembianze a ciel sereno,
gabbiani a volar nel cielo,
pensieri a volar su astronave ed andar lontano.
A cuor vibrante fermentan emozioni,
unisono d’un canto
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Ti svegli una mattina
e senti che la tua pelle è troppo stretta.
È il vestito di un’altra,
un’eredità di polvere e rinunce
che ti hanno cucito addosso
mentre dormivi la tua vita.
E allora cominci a scucire.
Un punto alla volta.
Senti il dolore
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Amor avvinto e distinto,
dinamico portento dal docil avvento.
Amor eclatante ed estenuante,
placido ed assestante.
Pioggia repentina a sparpagliar vigore,
amor a disincantar, tenace ed avvenente,
pacifico e forviante,
amor e pace e ristorar
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All’orizzonte non vi è un traguardo
né un tesoro che il mondo deve offrire
vi è un seme antico, un’acqua alla sua fonte
che dà un senso profondo al mio divenire.
È l’incrocio sottile tra ciò che io amo
il dono che offro, il mestiere, il cuore
è
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Quando non si fa
ciò che il cuore vuole,
l’anima si duole.
Sprecare l’ora più bella della vita
nell’assenza di bellezza
è come uno schiaffo
e non una carezza.
Come vorrei che quel tempo
non andasse sprecato,
ma fosse nutrito
dal nostro
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Dorme la vita sotto il velo d’oro,
chiusa in un guscio d’umile pazienza;
nel silenzio dei secoli, il tesoro
attende il tempo della sua esistenza.
Piccoli scrigni d’ambra e di speranza,
celati al vento che la duna sposta,
misurano
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 | Il gioco è vero, tra i calcinacci ancora caldi.
Non serve finzione per l’artiglieria
il bersaglio è il muro che ha ceduto,
la trincea è il cratere che spacca la via.
Hanno facce di polvere e mani di vecchio,
scavalcano ferri che sanno di fumo e di
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| Quante volte mi perdo,
ai confini della veglia
alle volte ti scorgo,
sulla soglia del risveglio
scintille virenti che squarciano il buio
dubbioso t’osservo incapace d’agire
legato alle fronde d’un salice antico
il senso dei giorni si spiega
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In questa pioggia d’acciaio,
obliqua e insistente,
io sono un campo arato e nudo,
che beve il cielo scuro.
Non c’è ancora la promessa della rosa,
ma un ronzio sordo sopra il tetto
e il fango che inghiotte i passi stanchi.
Sono l’attesa
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 | A te, amico specchio, mi presento,
senza nome, senza scuse
poiché rifletti viso stanco di ogni giorno
e il peso di tutto ciò che ho dentro.
“Piacere,” a te sussurro,
a quegli occhi vuoti in vetro,
da cui mai come stasera
sfociano fiumi di
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| Difficile rimanere lontano da chi ti ha dato i natali
quei piccoli pezzi di vita
come panìco hanno lasciato il segno
via non abbattiamoci torneranno giorni di un tempo
il volere è potere e poi sono lì a due passi
basta saperli cogliere
già senti
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Scende l’obliqua danza del bagnato,
lava le tracce dell’antico gelo;
io sono un campo stanco e dissodato
sotto un sipario grigio teso in cielo.
In questo tempo che non ha dimora
tra il fango denso e il gocciolio costante,
io sono
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Silenzi di ghiaccio che squarciano il velo
fra sogno illusione e parole non dette
l’orgoglio, il veleno l’assurdo e l’assioma
caotico stormo d’astrusi pensieri
Le dita leggere ma stanche e dolenti
intreccio corone di sale e lamento
di cuori
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A navigar vita, su fiume in piena,
or fervido e turbolento, or sereno e tranquillo,
e dopo la pioggia sperar torni sereno.
Nebbia a sfumar contorni e svanire.
Anime ad attender sul fiume,
barchette al vento alla deriva,
ombrello a coprir turbolenze
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Scavò
il sentire mio silente
nelle pieghe dell’anima mia,
ne estrasse le sensazioni potenti
e le irradiò coi raggi del sole brillante.
Tutto
indagò e scosse
e tutto ravvivò, il mio sentire,
portando il sereno dove lo spirito doleva.
Nei
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Non farti ingannare dalla schiena dritta
che sfida il vento sulla scogliera,
né dalla mano che tiene il remo
mentre il gorgo si chiude nella sera.
C’è un’arte del silenzio che somiglia
alla calma del muro sotto il sole
pare non sentire il proprio
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Infatuo un mite pungolo dormiente
nascosto dietro un pavido pudore...
perlustro e provo e tento inutilmente
di dare un senso a un fine adulatore
ma non insorge e manco si rivela
e volge verso un’arrendevolezza
di sentimento che in cuor suo si
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La bellezza malinconica del crepuscolo
mi trasmette un’imperscrutabile
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Non serve bussola in questo andare
se il baricentro è un battito che svela
non esiste mare da non solcare
quando l’anima si fa distesa vela.
Siamo mattoni e insieme architetti
costruttori di ponti sopra il vuoto
scrivendo sogni sopra i muri
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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 | Stanotte alle due
dicono che il tempo avrà un padrone,
che un dito sospeso sull’abisso
deciderà il respiro del mondo.
Ma il mondo non è un bottone.
Non è un ordine sussurrato tra denti serrati,
non è una mappa da piegare
dentro il taschino di un
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| Falena insistente che sbatte su un lume,
metafora oscura di ciò che è la vita
l’istinto primorde t’impone salvezza
tu folle l’ignori anelando la luce
T’illudi, poi credi, poi preghi e disperi
cercando il calore che il cuore ti scaldi
tendi
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| Qual rugiada, che all’apparir del sole,
è goccia di cristallo che si perde
nell’aere puro e fresco del mattino,
sì l’alma mia, che lascia i sogni, vuole
nei prati camminar, con l’erba verde,
che ha il limpido sorriso d’un bambino.
Ed ivi
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| Quando il silenzio completa l’anima sussultando
è qualcosa di unico capace di elargire
quanto sino a quel momento era stato dimenticato
sfruttando il vero modo d’essere che con sagacia
aggiunge un pizzico di sale
ad un mondo fatto di solo
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| angelo che gonfi nelle tue mani i chiodi del silenzio
soglia dei tuoi occhi stanchi di fragilità
guardo il raggio amato del sole
sanguina la mia croce frantumata dalle ossa
canto di una primavera vestita d’amore
guarderò le stelle appese al tuo
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32787 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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