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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’177Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Il tempo è un cerchio
e molte cose
le ho già fatte
per un’ultima volta
e avrei potuto
abbracciarti ancora
quando ho smesso
di credere al cielo.
Il tempo è morte
si porta via tutto
anche i respiri del buio
e le ombre amiche
che cullavano
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Pulsan le sensazioni nel mio petto,
d’impeto la Ragione s’intromette.
<< Trattieni, anima cara, le emozioni,
filtra, ordina e misura
prima di trasferirle al cuore. >>
Se il cuore in luogo dell’Amore
chiamasse a tale mira la Ragione,
non avrebbe
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Ho negli occhi ancora il tuo volto.
Mi guardavi,
mi stringevi la mano.
La tua voce soffocata...
e chissà se hai pensato
che non ci sarebbe stata più casa.
Leggevi le mie pagine
e io speravo,
credevo,
mi illudevo
che potessi farcela.
Ti ho
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Ascolto piano le voci
entrare in contatto
con questo mio silenzio
che mi parla di tutti voi
e ogni cosa acquista valore
così come padronanza
d’ogni mio pensiero,
e l’anima mia, ora
raggiunge vette dentro me
che credevo d’aver perduto
dietro
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Ho lasciato che la neve coprisse la pelle,
che il vento non portasse via
le ultime lacrime
affacciate agli occhi stanchi.
Aggrappata alla vita,
ho soffiato forte sulle ferite aperte.
Ho intinto le labbra
nelle acque gelide
dei tuoi
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Nella stretta della mano
già albeggia il vuoto del palmo
come un setaccio d’argento
che non trattiene l’oro ma il tempo.
Ogni polmone è vela rubata
e deve al vento la rotta
la pupilla che beve il sole
è uno specchio che accende la
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Ci dissero: “avanti è la sola via”,
come freccia lanciata verso il mondo;
ma ai lati già tremava l’armonia
del polline che ruota lento e tondo.
Guardare dritto è un’ombra sottile,
un corridoio stretto nella mente,
mentre la luce, come un fiume
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E domani inizierà un nuovo mese
sperando che la festa che tra poco arriverà
possa portare la pace
scriverla pronunciarla pensarla
parrebbe la cosa più facile del mondo
metterla in pratica però diventa alquanto difficile
guardandoci attorno
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Attraverso le crepe sedute sulla soglia della porta del mare
vinco il silenzio dei pensieri sporchi di ombra.
Ascolto le tenebre riportate dal suicidio assonnato
sento le crepe della mia anima risuonare nei miei occhi bellissimi.
Palpita la mia
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Sarei stato un buon padre
ti avrei accarezzata
sempre quando viene sera
e ti avrei ascoltata
senza mai imporre ombre
o fili di memoria
che non avresti capito
con la tua giovane anima.
Sarei stato un buon fratello
e tu, sorella del
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Ad infuriar tempeste di stelle cadenti,
vento a soffiar saline coste
impeto furioso e travolgente
catastrofi ambientali
a spazzar quel che incontrano.
Onde su onde,
risacca e mare forza sette,
onde giganti a travolger l’incanto
e frantumar gocce
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Dal cielo scese la Divina Sapienza,
cercando dell’uomo lo spirito retto,
entrò nella sua dimora
dalle finestre chiuse e dal tetto,
davanti al suo uscio fissò i paletti.
In lui lesse i più segreti pensieri,
ascoltò le sottili voci e i sussurri
e
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L’ultimo sole
dall’inverno bastonato
mi ha svegliato
da un lungo letargo:
ho pianto di gioia
ho cantato a l’azzurro
ho sorriso alla luce.
Mi sono sentito
di nuovo un’ uomo.
Ho liberato il mio canto:
ho ritrovato la preghiera,
sono fiorite le
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Ti posso dare in dono un mio pensiero
di quelli che sorprendono la mente
nel biascicare frasi ed è evidente
che copre la cervice con lo zero.
Suadente molto ardente e battagliero
si adopera così convulsamente
che sbotta a più non posso e come
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Un palloncino rosso
ha festeggiato a lungo
volando a zig zag
poi schiavo del caso
s’è afflosciato come
un grande
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Poi, volai giù
Nella prima acerba mattina
salii felice sulla crina
proprio davanti a casa mia,
non so cosa mi smosse
forse quella stupida utopia
di voler cambiare le nuvole basse
che meste, oscuravano il cielo
con il loro bigio velo.
Era
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Sotto un cielo che nega ogni promessa
tra fratture di muri e assedio d’ortica
pulsa un fiato di sale: un mare remoto
sillaba amara tra i denti.
Le case socchiudono ciglia di legno
bevono il fiato di un meriggio sospeso.
Accanto al pozzo,
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Re della pace tu che cavalchi nudo un povero asino
c’ era tanta gente del popolo che ti esaltava re dei Giudei.
Tu figlio di Dio re del silenzio di un amore immenso
hai donato la tua vita per la nostra salvezza.
Tu condannato all’atroce crocefissione
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S’apre nel petto un varco, un raggio d’oro,
mentre il silenzio invernale si spezza;
Marzo ridesta l’antico tesoro
col tocco lieve d’una mite brezza.
L’anima scioglie i nodi del dolore
che la stringevano, freddi, nel buio;
or canta un inno
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 | Sembra ieri quel momento
quando un batuffolo di pelo
pareva scalare una montagna
tanto il desiderio di raggiungere la mèta
occhioni parevano chiedere aiuto o forse permesso
di certo si leggeva una richiesta unica
nel suo modo di porsi
ancor
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 | Li vedo, languidi,
gli occhi degli altri su di te,
come mani che non toccano
ma sanno farsi sentire.
Si posano, insistono,
ti percorrono avidi e perversi,
e dentro di me nasce guerra
senza spade ne sangue,
ma rabbia trattenuta a
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 | L’arsura della vita di prima,
i ricordi di volti
stranianti
fra l’incubo di adesso,
l’orrore indicibile intorno
e anche i morti,
dilanianti visioni
che rende la guerra.
Tremore e pazzia.
E un miraggio, un delirio:
la pace e’ la vita,
la chiave
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| Cielo, fumo nero di esplosioni,
sabbia gialla, calcinacci in volo
a spazzar di vita le illusioni.
Dall’alto un piede scaccia formiche
disperse al nulla: tana non hanno,
gridano aiuto a genti amiche.
Siamo con voi risponde il pianeta;
pioggia di
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Sono io l’uomo nero
sono fuggito
dalle stanze scure
dove la morte
conta i passi di tutti
e i corvi annunciano
le ombre di un cielo
nuovo, che attende
l’ultimo nostro respiro.
Sono io l’uomo strano
che di sera
accarezza i ricordi
e sente
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Salutate il Signore,
colui che giunge
fra novizie palme
in Gerusalemme liberata
Laudate il Signore,
che in gloria sopraggiunge
a risorger le salme
verso il cielo in alzata
In profusione rallegratevi,
all’insegna di novella luce
che gli animi
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Nubi ammainate all’orizzonte mi oscurano l’alba; l’alba, antagonista è ai sogni così come l’egoismo lo è all’Amore. Hai dilatato i confini del mio cielo, ridisegnandolo: il sogno può bastare, a volte se lenisce il ricordo, all’apparire improvviso di odore di ambra e calicanto e umori che frantumano, polverizzando le sofferenze antiche, mie e non di altri, che non so spiegare e di cui poco so raccontare… E il cuore si allieta, sottrae energia al creato, all’amore e all’esser amato e l’anima tumultuosa alfin si quieta. |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
- SOCIO ORDINARIO
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Il mondo preme sopra il petto nudo,
come una lama scivola il dolore;
nel buio pesto cerco ancora un grido,
mentre si spegne intorno ogni fragore.
Sono ferite l’odio e le trincee
e quel silenzio d’ombre senza nome;
restano amare
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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