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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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TACI
“Non chiederci” ...
la parola che supera distanze
e fa ponti tra terre e continenti,
la parola per far vivere eventi
aldilà di barriere e lontananze.
Ma cosa può oggi un poeta
davanti ad un tempo sconvolgente
per dare voce nuova al
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 | La sera cala sipario
sulla platea del giorno
ove sul palco pur mio diario
t’implora utopico ritorno.
Su una pagina della vita
son rimasto solo ...
in ciel tu dipartita
ed io più non volo.
Come farò a dirti
che senza te non respiro ...
spesso
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| Non mi lasciare nel mare lieve poesia.
ho colto per te il papavero del campo
luce abbagliante dei miei occhi.
Vivo per te dolce madonna.
verso che trema la lacrima del silenzio
oh poesia che singhiozza la purezza delle stelle.
Mi aggrappo alle tue
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| Sono un albero con radici profonde
non posso camminare altrove
ma cresco verso cieli che cambiano nome.
Sono un libro scritto sulla mia carne
ogni cicatrice è una frase
che non ho avuto il coraggio di dire.
Sono fuoco sotto una cenere sottile
non
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Nella piazza dormiente delle ore
l’ombra misura il passo dell’eterno,
un guanto vuoto pensa al suo signore,
la statua ascolta il cielo più interno.
Un treno immobile fischia nel silenzio,
la distanza è una porta senza muro,
il tempo posa il capo
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Un bosco che non riesce a stare zitto
ove fronde fluttuano come a chiedere sostegno
un sentire che travolge ogni volta che situazioni
si confondono nell’esplicare quel minimo
per non rimanere inerte
modo d’essere che non si addice
nello
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E penso che ci sia
una parola da dire
mai pronunciata prima
e penso che ci sia
uno sguardo da scoprire
come una cartolina da un luogo in cui siamo stati bene
e penso che ci sia
un attimo con dentro un attimo
quiete e tempesta le onde
in cui
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Ogni mattina, lo specchio.
Non il volto:
la traccia lieve dell’Essenza.
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Dal vetro freddo
sale un tremore di luce,
come se l’alba
cullasse sogni sopiti
in un riflesso che respira.
.
Silenzio.
.
L’Essere accade
nella minima vibrazione
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 | Sembri ansimare d’un tratto
tepore e profumo li’ fuori
e un lieve capogiro
il giorno sgrana il suo sorriso
la vita si colora
la senti
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Cerca di colpire il cuore
la vita finirà
e non avrò più nulla
da chiedere al cielo
né alle ombre in coro
che lamentano il domani
quasi fosse un fiume
che cerca il suo mare
nel vuoto di una lacrima.
Cerca di annientare l’anima
il respiro
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Scivolo sul sentiero
stretto
scivolo sui sassi rossi
i rami verdi mi coprono
il sole
mi siedo quasi stanco
nasce Dio
non mi nasce preghiera
la morte
chiude la gola
la guerra
è anche mia
radici
sporche e fonde
basta
mi fanno gridare
Dio
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 | Quando vieni a me
Sei come una fiammata
che brucia dentro
e insieme porta sollievo.
Ti accolgo con fibrillazione,
con la luce che fa brillare gli occhi
a un amante.
Quando giunge il tempo
di lasciarti andare
lo faccio con tenerezza,
sapendo
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| Il fiore
Un fiore,
colsi nella mano,
un attimo fuggente,
volò via di fretta
all’imperversar di tenace
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Sulla piazza vuota il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto
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 | Se l’ombra s’aduna nel tempo che muore,
e il giorno s’inchina velato di pianto,
un lume gentile si desta nel core
qual raggio divino che vince ogni incanto,
non vien da ragione, né nasce da terra,
ma scende soave da cieli sereni,
e l’alma
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| Schegge di silenzio mi attraversano e prendono voce.
poesia fragile stelo di un cuore bagnato.
Palpitano i miei occhi che lampeggiano versi
galleria di una luce fioca all’orizzonte.
Figlia di un tramonto rosso di cenere
tu oh poesia che baci la terra
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| Tre numeri che riescono ad accendere un falò
persino quando nel tepore del giorno
tutto stravolgono nel presentare sé stessi al mondo
gioia serenità calore profumi hanno il loro bel daffare
onde portare avanti la stagione
sanno bene cosa
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Non si accorgono subito di mancare,
le cose.
Restano appese ai gesti minimi
la tazza che scegli senza pensarci,
la sedia che eviti con il ginocchio,
il lato del letto che non rifai.
All’inizio è solo una distrazione,
una svista
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Nel respiro obliquo della luce
la Terra inclina il cuore al sole
come un bicchiere colmo che trema
prima di farsi trasparenza.
È un confine sottile, l’equinozio
un filo d’oro teso tra due silenzi
la notte depone le sue chiavi d’ombra
il giorno
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Tienila con te
non lasciare che la furia
diventi ossessione
e che le nuvole dell’odio
lamentino il loro potere
sul tuo cuore ferito
sulla tua anima
senza più nostalgia.
Stringila forte
non osare negare amore
a chi non ha voce
e pretende
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Dice la Notte al Giorno:
<< Stavolta siam pari.
E questi casi non son rari,
ogni Primavera ed Autunno
è da riviver lo stesso dramma.
Siam uguali e congiunti
da un tratto verticale
indicato sulla global mappa
dalle umane intelligenze.
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Saranno impronte nella neve
e vento freddo,
a ritagliare gli angoli del cielo
e le lacrime specchiarsi
negli abissi della solitudine.
Saranno pezzi di cristallo rilucente
spilli conficcati nelle iridi
a ricordare i passaggi ad est
delle
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Ti sento primavera
col vecchio tintinnio alla finestra
che preannunzia il profumo dei tuoi passi
felici nell’entrare assai odorosi
nella mia stanza aperta al divenire
che tenero e asservito
santifica le ore del mattino
coperto di fragranze
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 | Sorprendimi come pioggia nel buio,
che lieve cade e il mondo fa tacere,
come un segreto antico, io sento
senza parole pronte da vedere.
Sii goccia e mi sfiora all’improvviso,
brivido caldo in notte senza nome,
eco di un tempo, penna di un
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| Ogni giorno, ancora
seguo la tua traccia
quel cammino che hai iniziato
quando da giovane
con amici a seguito
andavi per case a cantar novelle...
E quante volte
da bambino me le ripetevi
in un connubio di storie e versi,
io restavo estasiato
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Dopo ogni riflesso la luce rifrange l’ordine (o il disordine) nello sfondo di una notte di cristalli deformanti
crateri di buio a fondo
perché poeticizzare l’essenza?
“fotografia dell’assenza”
macro nei flussi del pensiero fuoco senza diaframma sfumato con i colori della profondità di campo o dell’anima
…ANIMA!
la scala dei sogni riverbera mentre s’appesantisce la salita e ogni frase, o verso che sia, si sbriciola
in suoni distorti o parole … afone
guardo, osservo, afferro l’incostante desiderio
“oh,…il cielo, desiderato”
e dopo ogni riflesso spengo la luce la notte è ancora mia e sempre. |
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Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della…leggi…
di Arelys Agostini |
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Tienila con te
non lasciare che la furia
diventi ossessione
e che le nuvole dell’odio
lamentino il loro potere
sul tuo cuore ferito
sulla tua anima
senza più nostalgia.
Stringila forte
non osare negare amore
a chi non ha voce
e pretende
leggi

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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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