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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’967Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 |
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Piuma cinerea, funesto presagio
guardo ad un sole che gelo non scioglie
piego leggero fra dita tremanti
parole e pensieri che mente rifiuta
Dolce la notte, antica compagna
s’impone suadente al riposo anelato
sussura all’orecchio parole
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Le carezze nuove
schiudevano confini
e il buio sulla pelle
non era che ombra
livida sui bordi
dei sogni che nascevano
lentamente, come stelle
rimaste a guardare
la notte aperta fra noi.
I baci rubati all’alba
rimaneva appesi
alle labbra e
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Or divien dì lieto
al cantar de l’ugole in festa
al divenir d’un novello mattutino,
che l’umor allieta
Or germogli già risuonano
d’odorosi effluvi
a sprizzar di brezza lieta,
ridondanti su nell’aere
Or sì giunge primavera,
che’l tepor già sì
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Ci fu in un tempo andato
un piccolo bimbo nato
in una nuda grotta
che nel tempo con amore
fu ricordato come figlio del Signore,
ora che di tempo è passato
imponenti Basiliche hanno a lui dedicato.
Chissà se nel tempo
il tempo abbia perso
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Nuvole tinte di grigio, d’oro e d’argento,
che senza sosta seguite veloci il vento,
in cortesia ditemi per davvero:
avete visto la dolce stagione sul sentiero?
<< Chiedi al grande astro brillante
che dall’alto irradia da mattina alla sera,
ti dirà
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 | Tuo nome ho pronunciato
contemplando il mare ...
da brezza accarezzato
fuoritempo ad amare.
Chissà se arriverà giorno
in cui potrò ascoltare
i passi del tuo ritorno
verso nostro altare?
Forse mi perderò
tra note d’incanto
pur se mai scorderò
il
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L’alba graffia i vetri dei grattacieli,
Milano si scuote come un corpo che si desta,
le strade ingoiano passi ancora frastornati
e il cielo si tende come pelle manifesta.
Il Duomo trattiene l’eco della notte,
tra guglie che tremano nel chiarore
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La furbizia
nasce nell’ombra.
È un animale nervoso
che corre tra le crepe del mondo
convinto che la notte
sia la vera forma della vita.
Impara presto
la geometria delle curve
i sorrisi inclinati
le scorciatoie
che sembrano vittorie.
Per un
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La notte è un antico scrigno silente,
raccoglie echi che il giorno ha sepolto,
come un baule di foglie sussurranti,
dove il vento intona nomi svaniti.
Quando le strade si svuotano in un soffio,
i segreti si animano, respiri sommessi,
simili a
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Giacca di carta respirata di vento
la tua terra suda della morte della speranza.
Quanti morti canta la strada di un cemento di solitudine
figlio di immigrati segnati dalla povera dignità del silenzio.
Arrivederci Rosalida signorina delle lacrime
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Spezzo le onde
di questo cielo
non ho ricordi
da cancellare ora
non ho più dolori
né ferite da guarire
sulla pelle triste
di un gelo che resta
dentro al petto.
Cavalco le ombre
per arrivare a sera
e danzo le stelle
per non
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La gioia del vivere
vive là distesa
sulla piazza del mio esistere
e là, mi aspetta, mi cerca,
mi dona tutta la sua vita,
e scendo nella fossa
di una stagione
figlia di un secolo
che pace non ha.
Allargo le mie braccia,
mi carico di un
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 | Al mio fianco nei tuoi anni io veglio,
come luce che arde nella sera,
sei la voce più pura e più sincera
e nel cuore ti proteggo, dolce figlio.
Nel tuo passo rinasce il mio germoglio,
come terra che attende primavera;
ogni sogno il mio cielo
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Tenero candor ove corron parol soavi.
Mar ad ingrandir visuale,
pensier dinamici ed avvenenti,
ad ingentilir mente.
Tracciar in lontananza fervido percorso,
cuor gigante e anima esultante,
ricordi da ricordar ad occhi aperti.
Lassù nell’orizzonte
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Spesso ci ritroviamo spalle al muro
inariditi nell’anima, senza capire perché
oppure con quel sentore
di essere incompleti
come se in noi non avessimo doni
da moltiplicare nel volgere del giorno.
Capita a tutti prima o poi
ed è così che
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 | Chissà se un fiore nascerà
dalle rovine di un sogno.
Pensiamo per immagini,
ma slegati e senza tremiti,
siamo come morti.
Il giusto insegue la verità,
ma dentro la verità
senza niente perdere
si arriverà in pochi.
È tempo
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| nel corridoio dell’ospedale vivono i rotti del silenzio
lacrime del disequilibrio
urla lo psicotico legato dalla cinta del pensiero
gli infermieri parlano con empatia alla disperazione degli occhi
lì siamo tutti disperati ci abbracciamo come
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La notte scende come un lento velo,
fiato posato sulle cose mute
e il mondo piega il suono e la memoria
dentro un silenzio vigile e profondo.
Quando le strade cedono al vuoto,
qualcosa si discioglie nell’ombra,
segreti come inchiostro dentro
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Signore, non ti chiedo,
non ti chiedo risposte,
solo un respiro
che non mi spezzi.
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Lascia che il mio sapere
si pieghi
senza frantumarsi.
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Sono fatta di domande,
di luce incompleta,
di amore che tenta.
.
Se devo portare il peso
di sentire
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Nell’alitar di primavera
lascerò nel brillio del sole
le mie sensazioni
perché diventino luminose emozioni,
il mio respiro nelle onde del mare
perché gli doni il mistero
d’intrepidi sogni
ed evochi per lui canti di sirene.
Adagerò sulle sue
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Metti i tacchi alti
le ghirlande di sogno
che facevano tremare
le ombre al confine
col buio del mondo
quando il cielo tremava
per le nostre carezze
piene di pioggia scura
dopo le notti all’alba.
Tieni solo le calze
puoi togliere l’ombra
e
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E sento dint’ ‘e mane ‘e chesta vita
na forza can un sape cchiù che fa’
pe’ mettere int’ ‘a sacca na partita
ca joco c’ ‘a certezza ‘e sprufunna’.
E sento dint’ ‘e passe ‘e chesta vita
na strata ca me porta na ‘mmasciata
ca scritta sott’ ‘o cielo
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C’è stata una linea
sottile come un vetro conficcato nel costato
un confine di carne che divideva
il mio respiro dal mondo.
Prima di quella linea
ero un’alba senza colpa
un groviglio di ginocchia e sogni bianchi
Poi...
un piccolo corpo
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Tanta era la paura
per un baco
e nemmeno da seta,
paura per un cambiamento
che di per sé mai è arrivato,
eravamo già fessi
e di questo nemmeno
nel destino ci ha modificato...
Adesso che di tempo è passato
così come luoghi comuni
e parole
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cancellò il tempo e l’istante bruciò l’infinito
il silenzio frustò il vento
carezza l’anima dolce di fragilità
ho colto il fiore donato al cuore
rosario d’inni
ho bevuto il vino dei giusti
prego l’umanità del Figlio di Dio
lampo di
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Forse sarebbe stato giusto il tralasciare quell’attimo di vita, un istante rappreso sulle labbra socchiuse
come uno stentato amore; forse non è stato un caso quell’attimo intenso, il naufragio dei sensi nel presente, io relitto della mia incertezza, complice e nomade il tiepido delle tue braccia.
Forse amarti è naufragio e la salvezza il mare livido di azzurro, gonfiore di risacca smemorata, che ripete un‘intesa o crepuscolo di sguardi zigzagando una maturità di luce sopra i tuoi occhi, smeraldi appesi a una tardiva estate di fanciullezza .
Forse frugando dentro questo tempo ritrovato le mani strette nervose accanto al cuore, ti ho sentito sognare i miei pensieri e mi ha preso la feroce nostalgia del tuo presente, nettare sopra le attese per corrucciati dei della noia, e del tuo canto giocoso per minuzie e dolore.
Forse, sono poi tanti i forse, dove tutto poi sfuma con un’alba affrettata, noi, nel vento delle Bocche ubriachi di passi un cammino sabbioso e pesante grano per ritrovare casa, attraversiamo insieme il cuore ed il domani, in volo. Forse. |
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Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della…leggi…
di Arelys Agostini |
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
“ Ora è tempo di ritrovare i miei appunti, farli sfociare tutti insieme”. Sarà una sola strada e…leggi…
di Rita Stanzione |
Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un…leggi…
di Peppe Cassese |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Tu che scavi il marmo del silenzio
e accendi fiamme nel pensiero oscuro,
eco remota che vive in me
e incide il patto sopra il mio futuro.
Voglio catturare l’ombra dell’istante
per stringere il respiro dell’universo,
sia un sospiro fragile e
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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