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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’999Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca |
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Perché dovremmo cantare se il piede straniero schiaccia la nostra anima.
nel silenzio dei rami dei salici dondolavano le cetre arrugginite
l’urlo nero della madre libera il giovane figlio appeso all’antenna.
Indomita radice che sfregia la terra degli
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Avrei voluto invecchiare
insieme a te
coccolando la suggestione del tramonto
seduto su una sedia a dondolo.
Avrei voluto invecchiare
insieme a te
sfogliando l’album dei ricordi
dove sorridevamo felici.
Avrei voluto invecchiare
insieme a
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S’accende il pesco in un brivido rosa
nuvola mite che il cielo trattiene
ogni corolla è una tazza preziosa
dove la vita fa scorrere le vene.
Svanisce il petalo, cade la seta
e resta il nocciolo, cuore d’argilla
che sotto il sole si fa polpa
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L’avaro avanzo di tasche bucate la notte
l’amaro gusto di un caffè il cielo
la nebbia dei perchè
sguardi e traguardi senza un fine
l’odore
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Dorme la pietra eppure urla il tormento,
mentre una pioggia secca scava il viso;
siamo la vela ferma contro il vento,
l’inferno aperto dentro un paradiso.
C’è una carezza ruvida che sferza,
come un oceano chiuso in una goccia;
la linfa
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Quando avevano imparato a misconoscerlo?
Appena nato scuro e inquietante
o quando si era azzoppato?
Forme di vita semplici provano ribellione
o solo paura?
Era arrivato al portico un giorno di maggio
salendo una fredda scala di ferro.
Aveva
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Se di questo respiro
poi facessi la mia casa
sarebbe come tornare
nel grembo di un sogno,
in una danza di fuoco
col ritmo di un’alba:
quante notti a pregare
per un sole d’inverno.
Quante sere a piangere
per due occhi di fata
e per una
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Per tutti non sono solo mare
a volte sono tempesta che tutto distrugge
sono urlo che graffia le nubi
e onde che dal profondo emergono
con la forza della disperazione
di chi mai m’ha saputo amare.
Sono movimento universale
che frantuma le pareti
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Scavò
il sentire mio silente
nelle pieghe dell’anima mia,
ne estrasse le sensazioni potenti
e le irradiò coi raggi del sole brillante.
Tutto
indagò e scosse
e tutto ravvivò, il mio sentire,
portando il sereno dove lo spirito doleva.
Nei
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I giorni del vento,
quel vento del sapere
che passa nelle notti
burrascose, e che ...
il cuore non sa domare,
una sconosciuta paura
schiaccia i
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Tu origli dietro i muri io ascolto i cuori duri
io canto la mattina tu stoni in copertina
io sono medicina tu l’erba fistolina
tu non conosci i puri io vivo coi spergiuri.
Io studio la mia essenza tu badi all’apparenza
ti reputi importante io solo
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Non farti ingannare dalla schiena dritta
che sfida il vento sulla scogliera,
né dalla mano che tiene il remo
mentre il gorgo si chiude nella sera.
C’è un’arte del silenzio che somiglia
alla calma del muro sotto il sole
pare non sentire il proprio
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Sognerò i tuoi fiori narcisi sparpagliati al vento
emozioni del tuo scontento
figura di un silenzio alla fine del filo.
Il cielo brucia di coraggio
tu sei troppo lontano dalla mia stanza
notte di respiri rubati dalle stelle.
Bruciano i sogni nel
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S’accende il buio in un riflesso d’oro,
mentre la neve brucia tra le dita;
custodisco un immenso e vano tesoro
nella ferita aperta della vita.
Sale un silenzio che rimbomba forte,
come un oceano chiuso in un granello;
danza la vita ai
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Dal muto petto un soffio si sprigiona
che d’immortale luce il mondo ammanta
non è soltanto suono che risuona
ma forza sacra che distrugge e incanta.
È il gran martello che la pietra spezza
o dardo d’oro che trafigge il core
è il canto arcano
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L’indifferenza antropica degli italiani
di fronte alle tragedie del mare
assomiglia molto allo sguardo torvo
dei trafficanti di esseri umani
che contano febbrilmente il denaro
che gli sfortunati migranti
gli hanno elargito per sbarcare
nel Paese
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 | C’è una storia che vive di strappi e respiro,
di attimi rubati al tempo e al destino,
di fughe improvvise, di porte socchiuse,
di mani che tremano, mai davvero deluse.
Si accende in litigi, graffia e poi cura,
si perde e ritorna, fragile e
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| Le radici del cielo
scorticano l’anima,
fanno abisso
di tremori e pietre
sull’angolo di scelte
senza ritorno.
Cercano crepe,
affondano,
marcano il confine
del ricordo
per farsi albero di frutti
da raccogliere
quando il palpito
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 | Sei rimasto per un anno intero
accanto al mio pensiero,
abbiamo fatto tanto insieme.
Oggi hai ripreso il tuo cammino
lasciandomi ancora una volta
nell’attesa di una prossima Alba.
Ma tu sei il tempo che non ha sonno,
che non sogna, ma che
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| Infatuo un mite pungolo dormiente
nascosto dietro un pavido pudore...
perlustro e provo e tento inutilmente
di dare un senso a un fine adulatore
ma non insorge e manco si rivela
e volge verso un’arrendevolezza
di sentimento che in cuor suo si
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Riposo nell’ombra
il respiro è l’attesa
nel nulla ricordo
la Venere in fiore
il cielo già acceso
di alba perenne
e le mille carezze
vendute all’oblio
dei giovani cuori.
Tremo nel buio
il dono è la bocca
le labbra di vento
macchiate di
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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 | Amici,
ora vecchi,
abbiamo un codice
tutto nostro
e ricordi
anch’essi solo nostri;
niente di che,
ma identitari
e risate,
insensate.
Un giro complice
di sguardi
e siamo ancora ragazzi,
Ammicchi
e ti specchi in quegli occhi,
tutti come
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 | Brillava così forte il sole
e il gentil vento
mi vestiva col profumo di fiori innamorati
e come sorridevano le ore
quando, il sapore dei tuoi baci
cullava il mio respiro...
Ora, che tu, più non ci sei,
mi siedo qui, nella panchina dei ricordi
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| L’aria profumata
della sera colorata
mi dona aprile,
come una buona notte.
Le parole mie
sono passi della vita,
sentieri deformi,
sorgenti da scoprire.
Guardo il cielo
si riempie di stelle,
mi accosta un raggio
che scende vicino a
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Era un giorno che finiva
Lungo il fiume di una via Silenzio
Qualche rondine sparsa in cielo a banchettare con l’Estate
Qualche sguardo rubato ai tuoi occhi indifferenti per il sottile continuo dolore delle ore solitarie
Era un giorno che finiva senza l’urlo della gloria L’eroe che siamo era vivo Domani potremo rincorrerlo? Prendere ancora una sua mano anche se il tempo scade?
Lungo il fiume di una via Silenzio |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
| Delicatezza del fiore lungimirante d’ un profumo
guardo il tramonto esploso tra le tue mani.
Piango la scia dolorosa delle stelle
bacio il silenzio di un vento rubato dal tuo boulevard.
Ho inventato le emozioni delicate dei quadri
carezze della tua
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| Distorto, il suono mi buca
lasciandomi vuoti ingordi
che al tatto pesano
e in punta sparano.
Risalirli mi ghiaccia
in
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| Guardo la luna pallida
affacciarsi sul mare, mentre volano
quattro gabbiani, liberi
sulla scogliera pregna di
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| Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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