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Tanto virile e tanto mesta appare
la mia signora piccola e barbuta
che geme canticchiando a scena muta
mentre la mente torna a vaneggiare.
Quando la incontro me ne sto a guardare
i pezzi a uno a uno e lei saluta
gambe e dentiera ciglia e la
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Avanti sulla ruota
mulino del pensiero
acqua che muove e svuota
la macina e il suo nocchiero
toccare le parole
che muovono silenzi
al buio o in pieno sole
un pensiero li evidenzi
sorvolano le menti
te li ritrovi accanto
smuovono
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Chi sei Tu che nella notte
il mio respiro conservi e ascolti
e il mio spirito
come un sacro calice custodisci?
Tu che al mattin mi risvegli
traendomi ai sogni
dell’anima mia?
Se il mio sguardo intorno volgo,
a me accanto Ti colgo
nelle
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È un mare chiuso e torbido il rancore,
che sbatte scogli contro il petto nudo,
un ghiaccio che matura nel vigore
di chi dell’odio si fa lancia e scudo.
Ma il male inflitto, quel veleno amaro,
non si dilegua se lo tieni stretto;
diventa un
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Marzo apre le vene della terra
con dita di vento e luce smeraldina
un canto lontano di arance amare
trema nei cortili di cemento.
La luna si scioglie nei pozzi antichi
come un sogno che non osa restare
i cavalli neri del temporale
bevono pioggia
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falegname anziano padre di un neonato puro d’umanità
uomo di poche parole che cingeva con dolcezza la sua giovane sposa.
scese il silenzio nei suoi occhi umili
hai accettato la maternità di Maria santa carezza di Dio.
tuo figlio è cresciuto
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Impossibilitato a trovare una soluzione
ti estranei da situazioni che invece vorrebbero aiutare
troppo l’orgoglio che influisce
benché tu sappia benissimo quanto possa nuocere
non appoggiarsi ad un minimo di sapienza
onde incorrere a momenti per i
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 | Ho reciso l’anima mia con un colpo netto,
come si recide un rampicante
che strozza il cuore,
ma non ho toccato quel fiore
che danza in mezzo al prato
della mia mente.
L’ho lasciato lì, solo e sfrontato,
vestito unicamente dello scoperto
della
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 | È insopportabile,
Giulio,
pensare a quello che ti è capitato,
ragazzo attento e assennato,
d’un tratto braccato e smembrato.
L’orrore ci è piovuto addosso, denso,
e non andava via.
E il tuo sorriso,
affisso un po’ dovunque,
feriva fino alle
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 | Milano si sveglia tra luce e sogno
In Galleria scorrono vene di vetro e argento,
ogni passo sui sampietrini scandisce un rintocco,
la folla scivola rapida, un brivido di vento
che sferza la fretta e ne scioglie il blocco.
Il Braciere è spento, la
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Vengono qui a morire
nelle stanze buie
dove nessuno perdona
un respiro di troppo
o un dolore nascosto
al cielo che piange
di qualche nuvola
carica di pioggia ma
fredda come l’inverno.
Vengono qui a sperare
e poi muoiono
di una nostalgia
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Giri e danze amorose
si alternano sui rami frondosi.
Iridescenti e scattanti
a Marzo i colori dei prati
dichiaran al cielo e al mare
che la festosa Primavera
è arrivata.
La candida tenera neve
ancor sulle vette lucenti dimora,
ma ancor per
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Nacqui in una casa di periferia
quella alla fine della strada,
quando accadde mio padre già non c’era
lui aveva preso la via della galera
e la mamma di controvoglia
accettò di accudirmi da sola
Ci spostammo poi
con mamma in un altro
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 | «Per te si incantano gli elementi:
la pioggia si trattiene dal bagnarti,
al vento piace scompigliarti tiepido i capelli,
al sole carezzarti il viso,
al cielo
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Ad illuminar mattino è tiepido sole,
brina mattutina e ciel ad indorar nuvole.
Ieri pensai ad oggi, cioè domani,
oggi arrivar ad enfasi d’umore.
Barca a dondolar sul fiume,
onde ad increspar lievi.
Barca ad ancorar al molo,
sole, vento e
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“Non chiederci” ...
la parola che supera distanze
e fa ponti tra terre e continenti,
la parola per far vivere eventi
aldilà di barriere e lontananze.
Ma cosa può oggi un poeta
davanti ad un tempo sconvolgente
per dare voce nuova al triste
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 | La sera cala sipario
sulla platea del giorno
ove sul palco pur mio diario
t’implora utopico ritorno.
Su una pagina della vita
son rimasto solo ...
in ciel tu dipartita
ed io più non volo.
Come farò a dirti
che senza te non respiro ...
spesso
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| Non mi lasciare nel mare lieve poesia.
ho colto per te il papavero del campo
luce abbagliante dei miei occhi.
Vivo per te dolce madonna.
verso che trema la lacrima del silenzio
oh poesia che singhiozza la purezza delle stelle.
Mi aggrappo alle tue
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| Sono un albero con radici profonde
non posso camminare altrove
ma cresco verso cieli che cambiano nome.
Sono un libro scritto sulla mia carne
ogni cicatrice è una frase
che non ho avuto il coraggio di dire.
Sono fuoco sotto una cenere sottile
non
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Nella piazza dormiente delle ore
l’ombra misura il passo dell’eterno,
un guanto vuoto pensa al suo signore,
la statua ascolta il cielo più interno.
Un treno immobile fischia nel silenzio,
la distanza è una porta senza muro,
il tempo posa il capo
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Un bosco che non riesce a stare zitto
ove fronde fluttuano come a chiedere sostegno
un sentire che travolge ogni volta che situazioni
si confondono nell’esplicare quel minimo
per non rimanere inerte
modo d’essere che non si addice
nello
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E penso che ci sia
una parola da dire
mai pronunciata prima
e penso che ci sia
uno sguardo da scoprire
come una cartolina da un luogo in cui siamo stati bene
e penso che ci sia
un attimo con dentro un attimo
quiete e tempesta le onde
in cui
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Ogni mattina, lo specchio.
Non il volto:
la traccia lieve dell’Essenza.
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Dal vetro freddo
sale un tremore di luce,
come se l’alba
cullasse sogni sopiti
in un riflesso che respira.
.
Silenzio.
.
L’Essere accade
nella minima vibrazione
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 | Sembri ansimare d’un tratto
tepore e profumo li’ fuori
e un lieve capogiro
il giorno sgrana il suo sorriso
la vita si colora
la senti
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Cerca di colpire il cuore
la vita finirà
e non avrò più nulla
da chiedere al cielo
né alle ombre in coro
che lamentano il domani
quasi fosse un fiume
che cerca il suo mare
nel vuoto di una lacrima.
Cerca di annientare l’anima
il respiro
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Giunta ormai alla fine del percorso non puoi fare a meno di ripercorrere quegli anfratti che hanno dato un senso alla vita selezionando quanto più ha contribuito a crescere.
La guerra ormai un ricordo che imperava nel cuore di chi la sofferenza aveva toccato con mano faceva la sua parte quando un bel dì due anime si unirono dopo vicissitudini che augurare non avrebbe senso da ambo le parti un incubo da depennare.
Immagino la curiosità di chi legge gran fatica tirare su dal pozzo quei serpentelli uno ad uno ben sveglio e non in letargo come molti potrebbero pensare si dimenano per lasciare il segno su nuove pagine in allestimento.
Un nome la cui bontà ancora vive ogni giorno è presente sciogliendo tutti quei cavilli che una bimba sin dalla tenera età ha dovuto sopportare e che solo ora ne comprende il significato.
Episodi insignificanti assumono l’aspetto di piatti di portata inconsueti dove attingere troppo personali per divulgare.
Un braccio si allunga alla ricerca di appoggio gli anni cominciano a pesare dopo situazioni che sembrano non avere fine in ognuna si staglia l’impensabile non demordere è di rigore tuffandoti in quel seno che prorompente faceva immaginare l’erba che non c’era.
Carrozzine pullulavano sotto agli occhi quella finestra testimone di dolore non si stanca di soffrire calamita che non trova pace sicuramente arriveranno all’improvviso quegli eventi che non cessano di vivere in chi scrive via via che pagine scorreranno.
Un’incompiuta che vuole trovare una ragione per quel passato recente che sempre martella ovunque si ripropongono figure burattini che non smettono di fare l’occhiolino non sai non comprendi il perché di tanta invadenza un arcobaleno che sfila sulla passerella incontrando palpiti
germogli che non si azzardano a morire. |
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Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della…leggi…
di Arelys Agostini |
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
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Anteprima Esclusiva: La Nuova Libreria di Scrivere Sta per Aprire i Battenti!
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Priva,
anche di un fragile sorriso
se ne andava
col Vangelo in mano
la donna dei sicuri sì
che a tutti donava.
Nella camera alta,
come si spensero i suoi occhi
la luce si fece assente,
anche un ciao non si sentì.
Il figlo da lei generato,
e
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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