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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’978Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca |
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 | Brillava così forte il sole
e il gentil vento
mi vestiva col profumo di fiori innamorati
e come sorridevano le ore
quando, il sapore dei tuoi baci
cullava il mio respiro...
Ora, che tu, più non ci sei,
mi siedo qui, nella panchina dei ricordi
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| L’aria profumata
della sera colorata
mi dona aprile,
come una buona notte.
Le parole mie
sono passi della vita,
sentieri deformi,
sorgenti da scoprire.
Guardo il cielo
si riempie di stelle,
mi accosta un raggio
che scende vicino a
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| La bellezza malinconica del crepuscolo
mi trasmette un’imperscrutabile
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| Non chiedo al cielo un sentiero di seta
né che l’onda si plachi prima del mio passaggio
non cerco il riparo di un’ombra segreta
ma il fuoco che arde nel nome del coraggio.
Se il vento percuote la roccia del giorno
non prego che il nembo si perda
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| Delicatezza del fiore lungimirante di bruciore
guardo il tramonto esploso tra le tue mani.
Piango la scia dolorosa delle stelle
bacio il silenzio di un vento rubato dal tuo boulevard.
Ho inventato le emozioni delicate dei quadri
carezze della tua
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| Ho bisogno di te
e delle tue carezze
ogni volta che vado a fondo
o delle tue parole
quando resto all’ombra
al riparo dell’incanto,
a niente c’è più posto
ora che il vento sbuffa polvere
sui miei ricordi impilati
a dovere in un sé.
Nulla
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S’apre la porta di un antico regno
quando la luce muore nel giardino
e il sonno incide, con sottile segno,
il volto del pensiero più vicino.
È uno specchio di nebbia e d’argento
dove l’immagine si fa memoria,
vola il ricordo come foglia al
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Entra pure, ti aspettavo
non ho paura
delle tue vesti
nere come la notte
cupe come il buio
che da sempre
io indosso come fossero
una seconda pelle.
Vieni pure, danza con me
la tenebra sarà
il nostro rifugio nero
e il dolore se ne
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andando avanti
tra le strade brulle
ho incontrato ostacoli
e nel ricordo ho colpito forte
bussando agli angoli nascosti
soffiando in vicoli chiusi
piangendo in notti buie e silenziose
ho plasmato il dolore,
ad ogni rifiuto ho piegato la
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Quand’un tratta del se e del ma
e mente divien insana
in tal questio che si frappone
fra ben o mal nel far,
allor pur ci s’indispone,
ché via retta non si trova
e si percorre in mal cagione
L’autorevole responso
si pensa nel Dio di
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Nel tempo si è perduto
quel senso dell’onore
che fin da piccoli
ci è stato insegnato
alla pari del rispetto
lo so, anche tu l’hai detto
e forse ti riconosci
in quell’antico credo
dove ogni cosa aveva un senso
e il senso era il dovere
di porre
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Francesco
Tra le vene azzurre del silenzio
il mare respira al posto tuo
e tu sei soltanto una conchiglia aperta
che dimentica il nome della riva.
Le onde non tornano
scrivono e cancellano nello stesso gesto
come dita d’acqua
sulla fronte fragile
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Bacio la natura terra del silenzio
vibrante passione nella spuma delle nuvole
chiodo di un pensiero pendolo dello squilibrio.
I poeti lavorano di notte nella pallida luna del silenzio
stilla l’amore che passa un mare di lacrime ai tuoi occhi
verso
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Tornavano e scacciavano la noia
sfrecciando in basso in alto in ogni dove
giulive nel portare sole e gioia
bandiere e testimoni delle prove
che prospettava lady primavera
intenta a far trionfare la sua era.
Tornavano al caldo sotto il tetto
a
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Che c’è nell’aria che rende
il cielo azzurro?
Atomi invisibili agli occhi
che ammassati creano per me
il colore che dà pace
e mai diverrà peso alla mia vista?
Che c’è nella distesa d’acqua
che ammiro verde, azzurra
e blu profondo?
E’ l’ossigeno
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Cade una lacrima
cade su di un fiore appassito
si svegliano api morenti
s’innalzano steli,
tu no è il tuo sepolcro
che
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentrro ville e nei
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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I sogni della morte
sono nel vento
lei non sa
lei non conosce
altro che il buio
e le notti infinite
la portano al mattino
quando recide
i respiri del mondo.
I colori della morte
sono nella terra
e lei toglie il dolore
quasi fosse un
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Vaghi castelli incantati
senza re né regine né fate,
son i discorsi di chi al vero è negato
e infondatezza e presunzione respira.
Come sterili piante dal cavo fusto
e riarso fogliame son le loro convinzioni,
carenti di linfa di sacro
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rivoluzione di parole
colombaie lunari
cammino sulla strada della polvere
ultimo faro di una poesia sbandata di silenzi
generazione sconvolta di disegni
tremito di una sporcizia arrugginita di carezze
marcia della solitudine tra i piedi della
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Sospesi sono i miei pensieri
in quell’arcano che è confuso
fra i ricordi passati
e l’odierno vivere in continuità
pur avendo la paura del vuoto.
Appesi a un filo che ci fluttua
nel tempo che cola, noi siamo...
inevitabilmente il tutto scorre
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Sfilano maschere di seta e di decoro
su marciapiedi lucidi d’orgoglio
custodi di un antico e finto oro
seduti sul palchetto del germoglio.
Hanno lo sguardo stretto nel mirino
misurano la colpa col righello
disegnano il destino del vicino
mentre
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Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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E mi ritrovo qui
nel cuore di una tempesta boreale su questa ciglio di terra a scrutare il sorgere di un’indomita aurora che illumina pallore d’anime indolenti ormai soggiogate nel subdolo velo dell’ipocrisia.
La vita in affannoso respiro affonda sotto la furia incessante d’astruse manipolazioni che hanno alterato il corso del destino.
No, non cesserà la furia dei venti di radere al suolo ridenti lembi ne funeste onde … a scagliare pietre contro quest’umanità morente!
Mentre voi, maledetti demoni del tempio, nei vostri castelli di carta muovete i fili di questo mondo inerme!
Ma io non m’arrenderò a nefasta sorte! Salirò con ardore sull’altare dei vostri santuari proibiti per sradicare il male che si cela in perverse menti
e sventrare le trame maledette che spento hanno lo sguardo della luna nelle grevi notti di stelle morenti
Solo allora in un arido deserto rispunterà un fiore di speranza -che come sole nascente riscalderà sogni gioiosi di una nuova vita-. |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Come file di colore
ora bianche, ora purpuree
vanno le rose nel cammino
fra i roseti delle chiese.
Sulle linee della mano
vanno i sogni a ricercar intrecci
laddove le tracce sono solo
segni da interpretare.
Siamo anime in
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Distorto, il suono mi buca
lasciandomi vuoti ingordi
che al tatto pesano
e in punta sparano.
Risalirli mi ghiaccia
in
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Guardo la luna pallida
affacciarsi sul mare, mentre volano
quattro gabbiani, liberi
sulla scogliera pregna di
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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