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Va’ come l’acqua che la roccia aggira
lascia che il vento porti via il dolore
non trattenere il peso e il vecchio errore
ché il mondo passa e intorno a te sospira.
Sii come l’onda che nel tempo gira
senza prigione e senza più timore
scivola tra le
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Il sole stende un velo di candore
sopra la terra nuda che riposa,
non ha il calore acceso del vigore
ma il tocco lieve d’una bianca rosa.
Sui rami nudi, come dita tese,
gocce di gelo brillano al mattino;
sono promesse d’erbe mai
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Rosario di un istante su rami nudi di foglie
sboccia un fiore con petali piccoli di bellezza.
Assaporo la rugiada della prima mattinata di versi.
sento la bruma di un vento che soffia sui fogli bagnati dell’anima.
Palpita la nuvola che danza le
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El hombre cruza el mundo cual verdugo,
con mano ciega, dura y despiadada;
va segando la vida consagrada
como si todo fuera polvo y yugo.
.
Desgarra de la tierra el noble jugo
y esparce su raíz, ya profanada,
como carne vencida y olvidada
que el
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 | Mi sono perso nel labirinto del giorno,
lungo i sentieri di una vita che morde;
è difficile trovare il varco del ritorno
mentre la notte scioglie le mie corde.
Ho paura del buio, di questo vuoto immenso
che spaventa il mio sangue troppo acceso;
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| Ci sono notti in cui la vita
giunge al bivio fatale,
dove scelta non puoi evitare.
E’ un bivio senza cartelli,
o la via accesa dai sogni
o l’altra, spenta dalla realtà.
I dolci sogni han voce calda,
e pronuncian forte il tuo nome
come fosse
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| Bastasse solo una canzone
a cambiare l’atmosfera
di questa umanità
sempre più alla deriva...
o se bastasse anche solo la musica
a ridare ritmo al nostro cammino
allora mi metterei in ascolto
di quell’armonia capace
di coprire il pianto
di chi
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Non voglio
vivere di ricordi
e spezzerò le lune
per non finire
in un cielo nero
dove il vortice
consuma il respiro
fino alla luce
di un’alba vecchia.
Non voglio
vivere di sogni
e fumare cenere
finché la tenebra
coprirà lo
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Una sacra fiammella è accesa
nel cuore di ogni uomo,
già al suo apparir nel materno seno
e richiamando ognuno
alle sante meditazioni,
par che dica:
<< Figlio, non piegarti mai
al fittizio potere del mondo,
poiché il mistero della vita
è nel
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 | Bellissima
nei giorni della cornice dei vent’anni
come un capolavoro della vita racchiusa nella cornice.
Giorni belli in vasi di latta passati in sordina.
Occhi di donna lasciati alla storia
raccontati a chi quella storia dimentica
con la ruga
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| Su un argilloso sentiero,
d’intorno ai canti d’uccelli,
pellegrino, mi confortai,
al quieto incedere d’un fiume,
prospiciente a serene sponde
Baciato d’ombrose fronde,
dal Sole di lume,
un sospiro tirai
coi passi ormai snelli,
sì, in Natura
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Cara vita, sin dai primi momenti
sei stata continui cambiamenti
un’altalena di svariati sentimenti
di speranze, rinunce e di passioni
di piccole gioie, di molte delusioni
e tormenti, inferno e paradiso
amore o dolore all’improvviso.
Nell’avanzare
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Scavo a mani nude
la sabbia che scotta
con la speranza di trovare
qualcosa che mi disseta...
È appena mattino,
la notte non riesco
proprio a capire
dove scavare,
e al mattino il pericolo
è più grande
i cecchini sono in agguato
e no, non
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La bellezza salva il mondo.
cespuglio della poesia tu che cresci nel silenzio del fiore.
Tuono di candela tu che lampeggi il largo delle rime
bellissima radice di una sottile terra.
Amo l’odore impavido delle viole
sacrificio di un calice
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La luce di febbraio non scende: fluttua
polline d’oro che scivola sui tetti
drappo di seta teso tra gli abissi.
Il vento, esausto, ha perso il suo respiro
lasciando scie di polvere e silenzio
nei nodi nudi dei rami che tremano
giacciono già
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Ti cerco, padre, nella soglia rimasta
vuota dopo il tuo ultimo passo lieve,
quando la porta si chiuse piano piano
e il tuo odore ristette nella penombra.
Ora siete in due, dall’altra parte,
madre e padre, come prima del mio nascere
e io resto qui
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Ho lasciato Tirana
dopo ventiquattro anni,
tra vicoli e sole,
quando il lago tratteneva sogni
e il vento portava pane e spezie
tra mercati vibranti e voci sospese.
I bunker silenziosi raccontavano storie
che volevo tenere vive,
piazza Skanderbeg
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La mente, come un diario, si dispiega,
e in pagine d’inchiostro,
il cuore svela i suoi segreti,
dove il dolor si lega.
Scrivo, e le parole son balsamo,
che lenisce le ferite dell’esser,
e il piombo in piuma,
con amor richiamo.
Il cielo,
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Aria assolata, tenero vento,
tutt’intorno fiorir di bianco e rosa,
altra giornata di guerra lontana.
Traffico deserto, siam ricchi di cannoni.
All’orizzonte della mia città
solitaria ciminiera nera minaccia
di oscurare per sempre il mio cielo.
Un
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Metti la tua corona di spine
le rose non soffriranno
la mancanza d’amore
e appassiranno solo
quando i petali sentiranno
il calore del tuo corpo
sfumare come un tramonto
fra le nuvole della sera.
Indossa il lembo stracciato
del tuo sudario
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Striature di policrome luci
tra setosi cirri di nubi azzurrine,
rosate e grigioline,
l’arancio dolcemente s’induce
tra i raggi del sole brillante.
Magico tramonto d’intrecci
di variopinte fasce avvincenti,
mentre il maestoso astro ardente
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La mente e la malattia
sono in stretto contatto
non importa quale sia
ma da lei son soprafatto
Mi lascio condizionare
dal terrore dei farmaci
che fanno spesso peggiorare
con effetti demoniaci!
Se poi chiediamo ai dottori
ti dicono che son
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‘A vorpa ca sapimmo è trafechina
venette a museca’ int’ ‘a matina
pe’ na campagna e comme s’accurgette
‘e na pigna ‘e uva cchiù durcetta
fu pigliata d’ ‘a voglia ‘e s’ ‘a magna’
e zumpettianno cercava ‘e l’arraffa’.
Ma chella steve ‘ncielo
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D’augelli in festa
sento già il verso
al cantare mattutino
d’un giorno che s’apre
Se in torpore ancor mi trovo,
mi sfrega in viso
un vento sopraffino
Poi le nubi
in cielo fuggono
all’avvento del Sol d’Apollo,
che col carro traina
Più
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Se tutto avesse fine
non stasera lo vorrei
se questa sera avesse fine
resterò a guardarti
appoggiato sul davanzale
della mia finestra socchiusa
e t’ammirerei in alto, nel sole
intenta a tuffarti verso l’ignoto
in un salto ch’è l’apoteosi
nel
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M’è dolce posar pensieri sul natio colle ove l’odorosa felce fa lento lo respiro ch’accompagna l’occhi lungo terre mai piane Sol qui raccolgo ricci colmi di ricordi e di castagne Vagando la mente pel peregrinar quel suolo screziato Il riflesso del mio viso stanco d’aratura mi giunge posando sulle guance d’ogni lacrima un’assenza Mi rammento bambino vacanziero a luglio di messi dorate e di uomini con la roncola in mano che allineati e chini al papavero e al fiordaliso coglievano spighe al meriggio sperdendo lucciole di sera Vagheggio lo scapicollar pei fossi zuppo di salti brevi e il calor di quel camino che confortava ritorno Mai scorderò delle donne lo vestir mesto e li velati capi o del bifolco le scalcagnate scarpe e lo pileo sghembo quando di festa arridevano le fuligginose bocche auscultando la fisarmonica in villerecce bisbocce ove lo vino sperticava nell’aia lo danzare e li canti D’ogni rivenire mi colgono cipressi d’intorno e li passi si fan grevi nel posar ivi li freschi fiori Ch’io progenie non possa mai e poi mai scordarvi nello nome della madre e dello padre mio che claustrale terra straniera li loro corpi riposa E’ sol qui ch’io trovo plaga ove posar l’inviso dacché di codesta terra sono e a questa terra al fin di vita vorrei adagiar l’ossa e la carne mia che esangue alla mia terra grato torno |
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Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della…leggi…
di Arelys Agostini |
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
“ Ora è tempo di ritrovare i miei appunti, farli sfociare tutti insieme”. Sarà una sola strada e…leggi…
di Rita Stanzione |
Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un…leggi…
di Peppe Cassese |
Se vent’ anni fa qualcuno mi avesse chiesto se in Venelandia sarebbe stato possibile che i cittadini si odiassero tra loro -vicini, amici, colleghi, persino membri della stessa famiglia-, la mia risposta sarebbe stata quella frase familiare, usata…leggi…
di Arelys Agostini |
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Anteprima Esclusiva: La Nuova Libreria di Scrivere Sta per Aprire i Battenti!
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
- SOCIO ORDINARIO
- SOCIO SOSTENITORE
IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Muoio per la ventura della tua delicatezza
pregiatissima radice della bellezza fragorosa.
Fischio sottile della dolcezza d’un sonetto umano
o mantello annodato al collo venoso.
Apro gli occhi lassù sull’aurora che nasce
ferita sbiancata innamorata
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Quando dal viso scende una lacrima amara,
sapore di sale, l’umido che ti bagna le guance;
osservi sfocato il soffitto,
gli occhi brillano, ma non è luce;
brillano, ma dentro è il buio.
Quando per un attimo perdi te stesso,
quell’attimo che dura
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La sua vita è tra nuvole e suolo.
Non è sicuro a terra, non è sicuro in volo.
È frapposto fra due mondi.
Con un filo
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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Il ticchettìo ingrato di una noce.
La corazza del cuore è il cervello,
e mentre ascolti il rumore delle ortiche
su quello
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Scuro di nuvole è il cielo,
oltre loro è ancora nero.
Svettano alte sui cipressi,
su questi ambigui razzi verdi.
Il
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Cosa c’è di diverso nel mio sorridere?
Proprio quando la vita si è distratta.
Cosa c’è di diverso nel mio morire?
Come
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Quando il cielo ha poche idee
le esprime tutte insieme.
Porta nuvole grigie piene di bugie,
maestre di piccole fredde
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Quando si è felici: pochi secondi di battiti del cuore,
che sono percepibili, anche se lui è sempre stato lì
e funziona
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