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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Deponi l’arma contro te stessa,
a poco a poco,
come si posa la sera
sulle cose che hanno resistito al giorno.
Hai abitato il dolore
come una lingua straniera
ne conosci i verbi storti,
le sillabe d’ombra,
le pause di cenere.
Hai camminato sul
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Candida linea ingiallita nel tempo
riporti all’anima una carezza d’amore
che incanta e sorregge.
Dura legge diventa
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Mia candida madre, così prematura,
te ne sei andata lasciando la cura
di un mondo che adesso non riconosci più,
mentre io resto qui, e dentro ci sei tu.
Eri leggera, un passo di piuma,
un’ombra silente che il tempo consuma,
ma dentro il mio
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Non so tacere più
il disgusto che mi lecca,
avido e purulento
mi sa convincere bene
della stizza che mi sale
dai piedi
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 | Ci andavo in treno io
al liceo,
quel nostro “mondo a parte”,
ed era sempre un vociare,
col freddo e col sole,
fremendo.
E incolonnati
come le formiche
entravamo,
coinvolti nell’esperimento,
come catalizzati ad un’impresa.
Per poi dopo
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Sceglimi se avrò peccato
se sarò malato
di qualche nostalgia
e se avrò profumo di fiori
colti di sera
quando il vento ancora spera
di non cedere più
ai desideri del silenzio.
Amami se avrò sbagliato
e pronunciato parole
senza barare
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Dice la fisica mia sostanza
alla sbigottita anima mia:
<< Ancor per poco
e ci sarà tra noi secessione. >>
<< Non è lecito interpretar
che per pulsazion d’amore sofferente
ci sia tra noi amaro scioglimento. >>
Ribatte l’anima mia in
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Graffi sull’uscio, parole mai dette
fisso lo specchio cercandomi ancora
mischio stupore alle risa ed al pianto
non vedo chi ero né cerco chi sono
Parole, silenzi, rancore e condanna
mutando l’istante in pensieri di ore
perduta la rotta che al
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Non voltarti quando ti chiamerò.
Non tornare indietro
dopo che avrai oltrepassato il ponte
che ti condurrà negli splendidi
colori dell’iride.
Alza gli occhi al cielo
e prega in silenzio
nell’attesa che io ti raggiunga
nelle immense praterie
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Cade la brocca, s’infrange il destino
in mille schegge di terra e di pianto
ciò che era intero si fa pellegrino
perso nel buio, privo del suo incanto.
Ma non si getta il cuore spezzato
non si oscura la ferita aperta
la cura è un filo di nobile
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’A vita c’haje cantato juorne e notte
se mette tutt’assieme a ‘mpacchettia’
e sape puntualmente comme ‘a fa’
quanno pe’ caso tiene l’ossa rotte.
È pate ciento vote int’ ‘a nuttata
è mamma mille vote int’ ‘a matina
e si te serve quacche
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Luce ad espander nel cielo,
dinamiche fluorescenze
ad abbellir atmosfera
vita ad addolcir sembianze a ciel sereno,
gabbiani a volar nel cielo,
pensieri a volar su astronave ed andar lontano.
A cuor vibrante fermentan emozioni,
unisono d’un canto
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Passa il vento di voci
lamenti flebili risuonano insistenti
c’è un cucciolo impaurito
nascosto, fra l’erba secca
di un
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In quei momenti
quando il senso dell’inquietudine
lascia poco spazio al capire
tutto dipende da come vivi l’attimo,
e forse l’essere cherofobico
porta a pensieri insensati...
Molti non vogliono essere felici
e non hanno rispetto per la
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Nel petto si spalanca una voragine muta
dove il giorno si spegne e non fa rumore,
l’inferno non urla, ma ti chiama e ti aiuta
a scendere scalzo sul tuo stesso dolore.
Le scale sono vene, pulsano di piombo,
ogni gradino un nome che hai sepolto
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Riempimi di carezze,
silenzio solitario di nuvole,
sogni del tuo abbraccio di figlia,
dolce figura di un uomo di dignità,
tenera primavera di una madonna,
amore forza gentile delle viole,
senso di un bacio gelido di vento,
impeto di
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Non tornerò
sul mare al tramonto
e quei riflessi di luce
finiranno con me
con le stelle di sera
e con la luna morta
nel cielo di notte
che sembrava scuro
come un addio.
Non piangerò più
sull’orgoglio ferito
un mattino d’aprile
e non
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«Sei bella da morire»,
sussurra al tuo sentiero,
mentre il destino oscura l’orizzonte
e l’amore si svela un inganno nero e fiero.
Poi il ferro freddo squarcia il tuo domani,
tradendo ogni parola, ogni giuramento dato;
cade il castello
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Ti svegli una mattina
e senti che la tua pelle è troppo stretta.
È il vestito di un’altra,
un’eredità di polvere e rinunce
che ti hanno cucito addosso
mentre dormivi la tua vita.
E allora cominci a scucire.
Un punto alla volta.
Senti il dolore
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Irridescenti fruste
governano l’onde nere
nei fossi asciutti,
che se sbrigo le ore
mi masticano lunga
e piatta si fa
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Il cuore
si fa luogo
e incendio.
Il corpo risponde,
il sangue accelera
come se sapesse
prima di te.
Il tempo ascolta
chi tenta di stare
oltre lo sguardo
e dentro il rischio.
E tu lasci andare parole
che il vento raccoglie
come
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 | E se spostassi d’un tratto
le nuvole dal cielo,
con la forza di un Dio
che non sa più pregare,
per disegnare la vita
col sangue del mio cuore?
Tu lo baceresti, allora,
questo momento sfrontato?
lo berresti come un vino
che scotta le
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| È così che si raccoglie la sera,
verso il mare,
dove il suono delle sirene
sale fino al bordo della strada,
sparpagliando pensieri
come alghe sfuggenti
in un temporale di sale.
Va verso il mare,
con il viso per terra,
un social aperto che fa
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Brillanti sorrisi mi concedeva
il mio amato,
mentre le mie braccia lasciava,
e felice come su soffici nubi
avviò il suo calmo andare.
E poi insieme li scorsi,
lui e l’altra,
su se stessi d’incanto flessi
nel tenersi per mano.
Lei,
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Guardate che splendido sole si leva
sicuramente ama farmi da riflettore!
Il mondo s’inchina, l’universo preleva
un grammo di gloria dal mio gran valore.
Cammino e l’asfalto ringrazia i miei passi
l’aria si scusa se osa sfiorarmi
anche le ortiche,
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Se potessi io essere foglia che sfida le acque più tortuose sapendo di non soccombere, guarderei i tuoi occhi di ghiaccio senza aver paura dei suoi profondi abissi e li porterei con me, tra le onde tumultuose dei miei ansimanti giorni che traboccano di sete da tutti gli argini dell'anima.
Se potessi immergermi con te dove il silenzio ha mille voci e mille bocche trasognanti d'amore... mi spoglierei di questa sudicia maschera di pelle per dipingermi del tuo stesso destino.
Amerei l'istante mentre parla di noi nei vortici più trepidanti e appassionati che il mio fragile cuore possa mai sopportare, amerei il vento, che sostiene con parole leggere quei piccoli aquiloni innamorati: così, come il limpido cielo sostiene con un soffio l'afflato degli angeli. |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
- SOCIO ORDINARIO
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
È così che si raccoglie la sera,
verso il mare,
dove il suono delle sirene
sale fino al bordo della strada,
sparpagliando pensieri
come alghe sfuggenti
in un temporale di sale.
Va verso il mare,
con il viso per terra,
un social aperto che fa
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Io sono vento,
di nubi coperta che dai cieli si schianta
sui rami, sui laghi, che giacciono stanchi.
Hai mai udito il
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Goccia di cuore,
goccia di dolore,
sono l’età che ho vissuto
e quella che mi manca.
E ora che succede?
Il sogno non si
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Le radici del cielo
scorticano l’anima,
fanno abisso
di tremori e pietre
sull’angolo di scelte
senza ritorno.
Cercano crepe,
affondano,
marcano il confine
del ricordo
per farsi albero di frutti
da raccogliere
quando il palpito
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Distorto, il suono mi buca
lasciandomi vuoti ingordi
che al tatto pesano
e in punta sparano.
Risalirli mi ghiaccia
in
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Guardo la luna pallida
affacciarsi sul mare, mentre volano
quattro gabbiani, liberi
sulla scogliera pregna di
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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