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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’896Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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 | È l’aprile che torna con la sua luce cruda,
ma qui il tempo ha un altro battito, un restio
fermarsi tra le pieghe. La giacca è nuda
sopra il legno, nel vuoto d’un addio.
Ha tenuto la curva delle spalle,
il peso dei gomiti, l’ombra del respiro
un
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| Il dolore è una terra straniera senza confini,
una stanza buia dove il corpo si fa croce e chiodo,
ma oggi un soffio di vento scuote le persiane chiuse
e porta l’odore del mondo che ricomincia a respirare.
Pasqua non è per chi cammina al sole senza
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Ti vogliono solo
quando sei bello
e se sei vecchio
per loro muori
e non esisti più.
Ti vogliono solo
se le fai ridere
e se piangi allora
hai già la polvere
sui tuoi occhi blu.
Ti vogliono quando
puoi comprare
tutto il mondo
e il mondo
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Non esiste più niente
piccole uova sono ruzzolate giù dal ponte
nessuno che abbia deciso di metterle in salvo
sembrava che sorridessero
da anni erano nostre amiche
avevano fatto di tutto
affinché niente potesse distruggerle
perché questo
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Tramonta il sole, Signore,
e l’ultimo chiarore sfiora la terra
come una mano che benedice e tace.
Nel silenzio che cresce ricordiamo
il sangue versato nel tempo
e la pace nella notte dell’uomo.
La campana risuona nella valle
come un cuore che
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Presso il Sepolcro li ho visti,
gli Angeli Santi
in doloroso silenzio,
in attesa che abbia fine la notte.
Dolenti e sconvolti
intuivano nel Divin Sonno
quella Santa Vita
che non segna la morte.
Ora attendono
in intimo Consiglio
e
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Irto su un percorso,
cercai posa,
che già giungeva mattutino,
ché di restar sopito bramavo
In sosta ancora scosso rimasi,
notte volubile si spengeva
al novello cantar d’allegri uccellini,
stormiti da d’Eolo il soffio
Luce si
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Seduto qui, sotto la croce
non ho la forza
nemmeno di alzare lo sguardo
verso di te
che dalla Croce mi guardi
in bonario segno di sfida
no non posso accogliere in me
il tuo sguardo, è troppo
e mi fa male vederti così,
il corpo tuo così
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Sei la radice che spacca il cemento,
il battito sordo che la casa tiene,
quando la luce si arrende al tramonto
e il mio silenzio ti chiama per nome.
Ti cerco nel taglio di un raggio improvviso,
tra i libri aperti e il profumo del caffè,
sono la
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Sia forza
in questo Sabato di pura soglia,
dove il tempo non scorre, ma matura.
Quando il cielo è un sipario tirato
e la terra si fa grembo, distesa in un ascolto assoluto,
custodendo il segreto di una vita che non fa rumore.
A chi resta
senza
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Aiutami a cantare dolce musa
la Pasqua e la passione di Gesù
il figlio menestrello del buon Dio
che cancellò la nostra schiavitù
l’eredità di Adamo e alla sua genie
l’impronta maledetta del peccato
spensando amore e l’acqua del perdono
col nuovo
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 | E poi riordino ogni
mia emozione, la piego
con cura, nel silenzio
del rito, come si fa
con l’intimo ancora caldo
che trasuda di noi
e di un amore che ci
ha svuotati.
Torno a dormire
con gli occhi socchiusi,
fessure d’anima che
ancora ti
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Se potrai salvarmi
io porterò la tua croce
nella polvere nera
che il Golgotha soffia
solo per una volta
dopo che il dolore
ha preteso tutto il tempo
e molti battiti rossi
ancora da soffrire.
Se vorrai cullarmi
mi addormenterò felice
di
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La notte che verrà
mi confonde
nel mio cuore onde
di un mare in tempesta
ed io che devo vivere
e raccontare le mie notti,
questa notte
mi lascio andare al nulla
come la pula di riso
dispersa sarà.
Domani, io sarò nuovo
e nuovo sarà
il mio
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Nel giorno della Croce,
gli Angeli Santi
in angoscioso pianto
salivano con Te Signore,
l’aspro declivio del Calvario.
Sotto la Croce scioglievano
infelici e disperati lamenti,
mentre si elevava più forte
il divario
dei suoni delle voci
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Quando il desiderio si fa in quattro
per ovviare ad un sentire
capace soltanto d’influenzare il giorno
per non ledere quanto dentro si accumula
in un vuoto che sollecitando il respiro
produce ulteriore spazio
diventa il rincorrersi di un
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All’improvviso, come un tuono
nel cielo limpido e stellato
arriva trafelato il tempo dell’addio
del tempo passato
a creare progetti e crescere idee
tutto finisce e si dissolve
come zucchero nell’acqua della mattina
quella buttata giù
con la
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coccolo dolce gambo di girasole piegato dal vento
campi di fiori che sbocciano il sole che ama
m inondo dei segreti palpiti della natura
fragile filo di erba che cresce nella rugiada amata
tornano le rondini uccelli striati d’un colore nero
crescono
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Sorge un’eco leggera
tra la danza dei pensieri
senza il peso del dubbio
che rallenta il passo.
L’intuito non vacilla dinanzi al calcolo
nè si smarrisce nei meandri della logica
è una certezza che vibra sottile
un taglio di luce che separa
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 | No más excusas,
ni figuras soñadas _
vano espejismo;
en su niebla distante
nunca fue mío
-
Disinganno
.
Basta scuse,
né
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| Tutto fermo, irreale,
ombre magre di petroliere
galleggiano sullo stretto.
Solo la guerra va avanti,
divora terreno, persone
senza farsi domande.
Muoiono i bambini
tanta gente soffre
le pene dell’inferno.
In mezzo
alle voci afone degli
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 | Il mondo geme sotto un cielo opaco,
sa di ferro e di fumo,
le strade trattengono passi senza nome.
Chiama -
non con parole,
ma con crepe nei muri,
con frutti marciti tra le dita.
“Venite.”
Tra fango e frutti spezzati – risponde Neruda:
una
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Spazia l’Immensità
dentro al mio cuore,
riporta alla mia anima il Tuo Amore,
riecheggia sopra
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Discende piano il velo della sera
e il mondo tace sotto un manto d’oro.
Ritorna allora un’eco leggera,
la voce tua che è il mio solo tesoro.
Ti vedo ancora in quel chiaror di luna,
mentre cammini dove il tempo stanca.
Non sento più la
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Ti ascolto nel rumore dei giorni partiti e mai tornati. I rami spogli dopo l’estate s’inchinano all’odore acerbo dei tigli. C’è una finestra all'angolo dei se, non s’è mai chiusa. Cerca lo sguardo senza voltarsi, e non saperti mi ferisce. Lesinare partenze mai raggiunte, mi confondono. Si sbriciola la terra ai piedi, e ti penso nell’odore della sera, quando a inseguirti è ancora vivo un sogno. Mi tiene sveglia dal frastuono di abitudini, lasciate vagare nel vocio di sensazioni sfinite, rianimate dal bisogno d’acqua che disseti. Mi scuote il tempo. Il grido d’un’allodola sveglia in me il buio, e mi sorprendo ad accettare l'assenza, in una sofferenza che scompare |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Gioite e in Lui confortatevi,
ché al Bene adduce
e’l Mal mai vincerà
Qualcosa ho perduto
e più non torna,
seppur in cerca son del ravveduto
ormai è cosa storna
Storna, che non ritorna,
fra flutti temporali s’è persa,
or pur l’anima è
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Guardo la luna pallida
affacciarsi sul mare, mentre volano
quattro gabbiani, liberi
sulla scogliera pregna di
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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