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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’003Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Massimo Masteri - Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - Petorto loca
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Sogno i superlativi scalzi di un oboe marchiato
indomito fiore che vive nel silenzio delle api
vera la bugia della voce peregrina di notte.
Dormi nel tumulo dei papaveri
segno di una crescita increspata di stelle.
Ognuno è solo nel cuore della terra
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Ti cerco nell’urlo d’un silenzio bianco,
dove il tempo s’arresta eppure precipita.
Sei l’alba che gela e la notte che incendia,
un ghiaccio bollente che mi scava le vene.
Il tuo respiro è una tempesta d’aria ferma,
una carezza di vetro che
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Amena terra tra colli e pianure
dove vivere e sognare avventure,
flusso di torrente che scorre leggero,
gente che col cuore ama davvero.
Amata diletta terra mia
dove in infanzia mi colse poesia.
Dolci rilievi d’agrumi e d’ulivi
sotto il sole
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Fiore d’amore, fiore di nonna
fai la ninna, fai la nanna
boccuccia di latte e vaniglia
dischiusa al sorriso e vermiglia.
Fiore di pesco e melograno
dai capelli color del grano
occhi di cielo, occhi di mare
azzurro e sconfinato amore.
Nonna ti
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Goccia di cuore,
goccia di dolore,
sono l’età che ho vissuto
e quella che mi manca.
E ora che succede?
Il sogno non si
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C’è un filo che non si spezza, anche quando è teso,
un ponte silenzioso tra il mio cuore e il tuo cammino.
Venti anni fa nascevi, e il mondo ha preso un peso
più lieve e più profondo, fragile e divino.
Abbiamo smarrito le parole nei corridoi del
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Il cuore è danza e piccola meta,
pallida e indomita aurora;
beve la luce, e s’allenta e s’allora
nella speranza che non si quieta.
S’unisce il fiato al canto stellare,
mentre profuma di buio la via;
siamo scintille in un’ampia agonia,
gocce di
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Dallo specchio ti osservo
definita da un sogno,
dall’invidia immune,
sono nudo!
sono inerme!
Non esce voce dal mio cuore
guardami!
Nello specchio solo
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Perché dovremmo cantare se il piede straniero schiaccia la nostra anima.
nel silenzio dei rami dei salici dondolavano le cetre arrugginite
l’urlo nero della madre libera il giovane figlio appeso all’antenna.
Indomita radice che sfregia la terra degli
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Avrei voluto invecchiare
insieme a te
coccolando la suggestione del tramonto
seduto su una sedia a dondolo.
Avrei voluto invecchiare
insieme a te
sfogliando l’album dei ricordi
dove sorridevamo felici.
Avrei voluto invecchiare
insieme a
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S’accende il pesco in un brivido rosa
nuvola mite che il cielo trattiene
ogni corolla è una tazza preziosa
dove la vita fa scorrere le vene.
Svanisce il petalo, cade la seta
e resta il nocciolo, cuore d’argilla
che sotto il sole si fa polpa
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L’avaro avanzo di tasche bucate la notte
l’amaro gusto di un caffè il cielo
la nebbia dei perchè
sguardi e traguardi senza un fine
l’odore
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Dorme la pietra eppure urla il tormento,
mentre una pioggia secca scava il viso;
siamo la vela ferma contro il vento,
l’inferno aperto dentro un paradiso.
C’è una carezza ruvida che sferza,
come un oceano chiuso in una goccia;
la linfa
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Quando avevano imparato a misconoscerlo?
Appena nato scuro e inquietante
o quando si era azzoppato?
Forme di vita semplici provano ribellione
o solo paura?
Era arrivato al portico un giorno di maggio
salendo una fredda scala di ferro.
Aveva
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Se di questo respiro
poi facessi la mia casa
sarebbe come tornare
nel grembo di un sogno,
in una danza di fuoco
col ritmo di un’alba:
quante notti a pregare
per un sole d’inverno.
Quante sere a piangere
per due occhi di fata
e per una
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Per tutti non sono solo mare
a volte sono tempesta che tutto distrugge
sono urlo che graffia le nubi
e onde che dal profondo emergono
con la forza della disperazione
di chi mai m’ha saputo amare.
Sono movimento universale
che frantuma le pareti
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Scavò
il sentire mio silente
nelle pieghe dell’anima mia,
ne estrasse le sensazioni potenti
e le irradiò coi raggi del sole brillante.
Tutto
indagò e scosse
e tutto ravvivò, il mio sentire,
portando il sereno dove lo spirito doleva.
Nei
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I giorni del vento,
quel vento del sapere
che passa nelle notti
burrascose, e che ...
il cuore non sa domare,
una sconosciuta paura
schiaccia i
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Tu origli dietro i muri io ascolto i cuori duri
io canto la mattina tu stoni in copertina
io sono medicina tu l’erba fistolina
tu non conosci i puri io vivo coi spergiuri.
Io studio la mia essenza tu badi all’apparenza
ti reputi importante io solo
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Non farti ingannare dalla schiena dritta
che sfida il vento sulla scogliera,
né dalla mano che tiene il remo
mentre il gorgo si chiude nella sera.
C’è un’arte del silenzio che somiglia
alla calma del muro sotto il sole
pare non sentire il proprio
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Sognerò i tuoi fiori narcisi sparpagliati al vento
emozioni del tuo scontento
figura di un silenzio alla fine del filo.
Il cielo brucia di coraggio
tu sei troppo lontano dalla mia stanza
notte di respiri rubati dalle stelle.
Bruciano i sogni nel
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S’accende il buio in un riflesso d’oro,
mentre la neve brucia tra le dita;
custodisco un immenso e vano tesoro
nella ferita aperta della vita.
Sale un silenzio che rimbomba forte,
come un oceano chiuso in un granello;
danza la vita ai
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Dal muto petto un soffio si sprigiona
che d’immortale luce il mondo ammanta
non è soltanto suono che risuona
ma forza sacra che distrugge e incanta.
È il gran martello che la pietra spezza
o dardo d’oro che trafigge il core
è il canto arcano
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L’indifferenza antropica degli italiani
di fronte alle tragedie del mare
assomiglia molto allo sguardo torvo
dei trafficanti di esseri umani
che contano febbrilmente il denaro
che gli sfortunati migranti
gli hanno elargito per sbarcare
nel Paese
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 | C’è una storia che vive di strappi e respiro,
di attimi rubati al tempo e al destino,
di fughe improvvise, di porte socchiuse,
di mani che tremano, mai davvero deluse.
Si accende in litigi, graffia e poi cura,
si perde e ritorna, fragile e
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Quando la vita soffia tra le foglie e muove l'ombra nuda sull'asfalto.
Sul giorno riflette un tempo di pioggia. La luna ha un orizzonte incerto nel cielo.
Dipingo la libertà che sprigiona l'arte di questo vivere.
Vorrei come prima che il vento ci scoprisse corpi nudi, prima che il tuo mondo scovasse il mio.
Da quel tacere delle ombre dove lo sfondo manca all'ascolto che risale azzurro dalla notte;
dalla gravità del silenzio
tu potessi scrivermi ed io urlarti amore amore mio. |
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Questi era un suo uomo di fiducia e seguiva, per suo conto, quasi a tempo pieno l’andamento e la gestione delle tante società di vario genere e grado di cui egli, senza apparentemente farne…leggi…
di Michele Serri |
Francesco Andrea Maiello è nato a Sant’ Anastasia (NA) il 23 settembre 1948. Nonostante studi sempre brillanti, per limiti caratteriali da interior conflitto, a stento supera l’ esame di maturità classica con la media del 6 per…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta…leggi…
di Arelys Agostini |
Camminano insieme sul marciapiede, come se l’ asfalto potesse sostenere il peso invisibile che portano da anni. Non parlano molto. Non serve. Tra loro c’è una complicità nata nella prigionia, una lealtà silenziosa che…leggi…
di Arelys Agostini |
Erano da poco passate le nove di sera quando il campanello suonò alla porta principale.
Giulio, suo da sempre fedele servitore, aprì impassibile l’uscio.
Entrarono subito, senza…leggi…
di Michele Serri |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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Le radici del cielo
scorticano l’anima,
fanno abisso
di tremori e pietre
sull’angolo di scelte
senza ritorno.
Cercano crepe,
affondano,
marcano il confine
del ricordo
per farsi albero di frutti
da raccogliere
quando il palpito
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Distorto, il suono mi buca
lasciandomi vuoti ingordi
che al tatto pesano
e in punta sparano.
Risalirli mi ghiaccia
in
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Guardo la luna pallida
affacciarsi sul mare, mentre volano
quattro gabbiani, liberi
sulla scogliera pregna di
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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