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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Avevo in mano un pugno di stagioni,
sei lune appena, e il gelo nella voce,
mentre il destino alzava le prigioni
e mi inchiodava il tempo sulla croce.
Trentasette rintocchi, e poi il silenzio,
un foglio bianco senza più domani,
ho bevuto il veleno
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Mulán cammina sull’argilla antica;
la terra pulsa sotto il suo passo.
Non è polvere: è tempo che respira
con voce oscura e alito d’origine.
.
Sotto i suoi piedi si destano i sentieri
un tempo attraversati nel silenzio;
la guerra ancora mormora
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Nel gran disordine di ogni giornata,
cerco il mio centro, la rotta smarrita.
Ogni battaglia, per quanto spietata,
regala un riflesso di senso alla vita.
Respiro piano nel caos che avanza,
navigo fiera tra onde di vetro.
C’è nel mio passo una
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Superior stabat lupus,
intorno niuno.
Predone rio cuore
sbranò mitezza.
Feroce belva oggi
insegue preda.
La Terra è ai suoi pie’,
muove le zampe!
Mammona santo loda,
viltà nei campi.
Compenso marcio vale,
di carne stracci.
Per chi, nel
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Ti ho cercato nel punto esatto in cui il cielo
si inclina e scioglie l’oro dentro al mare,
dove la luce si spoglia d’ogni velo
e il tempo impara finalmente a respirare.
Ti ho trovato nel battito profondo
che rompe il guscio chiuso del
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Chi non ebbe virtù di memoria e intelligenza
venne bistrattato e mal pagato.
E, quando andò peggio, finì sul marciapiede,
sconosciuto a me, passante e indaffarato:
macchia indistinta, nera, chiusa in tela bagnata.
Prese la vita giorno per
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Di mille speranze
è rimasto solo
il soffio nel vento
e dei nostri magici sogni
che dei raggi del sole
si nutrivano,
è rimasto il respiro ansimante.
Di tanto profondo amore
resta ormai
il gemito dell’incanto
e anch’esso via scorrerà
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Chiudi ogni spazio verso l’altro
nella stanza del disagio,
non è più tempo di argomentare
quel che giustifica l’andare
verso il punto fermo di una penna
nel suo scorrere a fatica
nel commento fra muro e porta
che testé ora resta chiusa...
Ti
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La notte mi sveglia,
mi frusta, mi spinge
là sotto le stelle,
che sono nere
in questa notte,
fglia di una guerra,
tremenda.
Cerco Dio, non voglio
guardare quelle stelle
da solo, infinitamente solo.
Sento una fresca brezza
che fra i rami
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Se cambio il verbo, il cielo muta .
Non è solo suono
che scivola tra i denti
è una porta che ruota
sui cardini invisibili del senso.
Quando dico ho valore
cerco tra le tasche
temo d’averlo smarrito tra le chiavi
e gli scontrini del
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Abbraccio nel silenzio che palpita anime.
splendore di un amicizia bruma come il vento.
Nel calore dei vostri occhi si riscaldano i miei freddi pensieri d’inverno.
voi stretti come nodi del mare.
Uomini d’una maturità di autunno
mi sento protetto
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Sul bordo del fiume, dove le ninfee sussurrano
la luna si scioglie nel riverbero dell’acqua.
Nel sogno ti vedevo: fiore che si schiude
mentre le stelle accorrevano in fiamme.
I tuoi occhi dicevano più di ogni voce;
nel loro chiarore sentii un
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La donna siede al centro della stanza
come un continente che ha perso i suoi nomi.
Gli occhi, ancora belli,
non riconoscono le rotte.
Davanti a lei i figli,
inermi, adulti, spezzati,
stranieri con il suo stesso sangue.
Li guarda come si guarda
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Là dove si restringe l’orizzonte
tra l’uno e l’altro monte
si erge l’arco nei sette colori
e dell’umano sentire allieta i cuori.
Elargito da Dio all’umanità in dono,
forte sigillo di alleanza e perdono,
dopo la tempesta segue il
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 | Li vedi che
si aggrappano,
felici,
a quella mano
e trotterellano,
saltellando ogni tanto,
trasognati,
poi alzando gli occhi
a incrociare lo sguardo
che risponda vigile,
corrisponda alla gioia,
confermi,
protettivo,
l’esperienza.
Rubano
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Marzo pe’ me sì tu
int’a stu mare blu
ca spercia cielo e munno
jucanno c’ ‘o sprufunno
e comme a nu criaturo
te piscia ‘nfaccia ‘o muro.
Marzo è na signurina
ca splenne int’ ‘a vetrina
sicura ‘e te piace’
pazzianno pe’ vede’
si ‘o tempo
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Sospinto da tenue brezza,
mi ritrovai su umida roccia,
che d’intorno tutto di mare tacea
con l’onde ormai sopite
Sferzante ancor di nubi inquiete
il ciel era rappreso
al calar del lucido tramonto,
soggiogo finito d’un maremoto
Lungi da me, o
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Tu
nel mio cuore
nei miei pensieri
splendido sole nella mia anima.
Tu
che mi vesti ogni giorno
con i colori dell’aurora
mi baci con roride gocce di rugiada.
Tu
che m’arricci i capelli
nei meriggi di pioggia,
li profumi di viole.
E
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 | Cielo sempre m’incanti
al chiaro di luna
mentre approdano canti
dove ogni nota accomuna.
Pur se smarrita la via
da quando non v’è più ...
svanita l’armonia
per lei a miglior vita lassù!
Prigioniero senza catene
d’un amore immane
espierò le
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| Spira il destino rallentato nell’istante dei tuoi occhi.
respira un tuono di baci sordi al riscatto del tuo cuore.
Riuscirò ad aprire la tua mano nella perseveranza di un fiore che stagna nell’acqua.
soffia la pietà di una bruma che anela al profumo
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| Hai vinto la forma immobile della noia
amore stabile, eterno enigma
sentiero percorso solo una volta.
In bianco e nero, lo spirito dei morti
mi schiaffeggia, tra bisbigli e lacrime.
S’infrange sul cuore come fosse mare
il disincanto d’un
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| Per sceglier la rotta giusta
delle lacrime che cadono anguste
nel limbo degl’amori tuoi sfumati
navigo a vista e sotto nervo.
Col timone direzionale d’un innamorato
spingo il cuor fuori dalle tue prigioni
e contro le macerie d’ogni fallimento
ti
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| Se n’è andato con il conto leggero
come una tasca bucata dal tempo
e una fama di vento contrario.
Dicevano fosse pietra
non sapevano fosse argine.
Aveva mani di corteccia
e silenzi lunghi come inverni
non distribuiva carezze
distribuiva
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Scende il silenzio, l’aria si fa vuota,
come un respiro trattenuto a lungo;
ogni fiocco è una parola ignota
che cade lieve e il mondo rende muto.
La terra accoglie il suo candore lento,
velo su velo a spegnere il clamore;
i passi cedono al morbido
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Non tutto è dato
a chi cerca.
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C’è un sapere
che ferisce
e un altro
che custodisce.
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Tu sei nel confine
che non posso attraversare
senza perdermi.
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Accetto
di non comprendere,
di camminare
senza vedere l’intero disegno.
.
Il mistero
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Pensavo alle nuvole e a qualcosa di decente da scrivere non mi viene in mente niente di importante che possa colpire gli occhi e poi il cuore
Pensavo alle foglie alla stagione che le accoglie a cosa si lasceranno alle spalle quando il tempo passerà nel ricordo di un amore sul ramo
Pensavo al vento al coraggio nel soffio su quelle nubi per portarle lontano nello spazio adiacente ma assente anche se nulla è cambiato
mentre cerchi ancora le mie mani sappi che sono lì dove le hai lasciate nei tuoi versi immaginati e solitari che attendono ancora e invano di essere sfiorate dalle tue
Pensavo al tuo ego di un sorriso bieco e deciso vederti afferrare un sogno di vetro per poi lasciarlo cadere d'improvviso farsi male e non dimenticare
ciò che si è taciuto in segreto per un desiderio di pace mentre inseguivo il tuo vento. |
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Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della…leggi…
di Arelys Agostini |
Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
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Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un…leggi…
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Se vent’ anni fa qualcuno mi avesse chiesto se in Venelandia sarebbe stato possibile che i cittadini si odiassero tra loro -vicini, amici, colleghi, persino membri della stessa famiglia-, la mia risposta sarebbe stata quella frase familiare, usata…leggi…
di Arelys Agostini |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
La neve scende piano e il mondo tace,
l’aria si veste di minuscoli gridi
bianchi, sospesi, lievi come i baci
che il silenzio scambia coi rami aridi.
Ogni fiocco è un sussurro che ritarda,
cade lentissimo, quasi per paura
di spezzare il
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La sua vita è tra nuvole e suolo.
Non è sicuro a terra, non è sicuro in volo.
È frapposto fra due mondi.
Con un filo
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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Il ticchettìo ingrato di una noce.
La corazza del cuore è il cervello,
e mentre ascolti il rumore delle ortiche
su quello
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Scuro di nuvole è il cielo,
oltre loro è ancora nero.
Svettano alte sui cipressi,
su questi ambigui razzi verdi.
Il
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Cosa c’è di diverso nel mio sorridere?
Proprio quando la vita si è distratta.
Cosa c’è di diverso nel mio morire?
Come
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Quando il cielo ha poche idee
le esprime tutte insieme.
Porta nuvole grigie piene di bugie,
maestre di piccole fredde
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Quando si è felici: pochi secondi di battiti del cuore,
che sono percepibili, anche se lui è sempre stato lì
e funziona
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