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Inconsapevole, distratto investigatore... (provvisorio) 10a parte

Giallo e Thriller

Sono passate da poco le 20. 00, nel laboratorio di Milano, le commesse hanno iniziato a svuotare le vetrine, mentre Maxim si avvia nel suo studio per aprire la cassaforte. Francoise finite le commissioni ritorna in laboratorio, con una luce diversa di quando è uscita, più raggiante. Svuotate le vetrine, chiusa la cassaforte, si raccolgono tutti appena fuori del negozio, aspettando che Maxim spenga le luci e attivi l’ allarme. Maxim e Francoise dopo aver salutato s’ incamminano verso l’ appartamento in piazza sant’ Erasmo ma, prima facendo una sosta, come ogni sera, in un ristorante, non troppo grande, con pochi tavoli, illuminati da una luce soffusa, per la cena. Mentre sono a tavola, il cellulare di Maxim inizia a vibrare, preso alla sprovvista fa un gesto incondizionato, quasi da cadere dalla sedia e, Francoise spaventata esclama:

<< Maxim, caro cosa succede? non ti senti bene? guarda che ha solo vibrato il cellulare…>> vedendolo bianco in viso e, lui:

<< ah sì, scusami ma, sto passando un periodo che salto per un nulla>> intanto il cellulare continua a vibrare:

<< ma, che fai, non rispondi? >> esordì di nuovo Francoise.

<< sì, pronto..!>> trafelato risponde, mentre dall’ altro telefono:

<< finalmente! !! Maxim ma, quanto ci vuole per rispondere! !!>> riprendendosi quasi subito, Maxim, risponde in modo quasi normale:

<< scusami Antoine ma, siamo a cena e presi nel parlare non ho sentito il telefono. Come stai? è successo qualcosa? >>

<< tutto bene, Maxim, volevo solo avvisarti che dovrebbe arrivare Benedetta con dei suoi amici, così quel campionario, invece di spedirlo, puoi darlo direttamente a lei. Come procede il laboratorio? >>

<< procede lentamente ma, sempre in miglioramento. Quel campionario è già pronto, in qualsiasi momento Benedetta può ritirarlo>>

<< molto bene, mi fai salutare Francoise? >>

<< certamente! >> passando il cellulare alla moglie, le dice:

<< è Antoine, vuole salutarti>> immergendosi nella finta gioia di essere a Milano, risponde:

<< ciao Antoine, come stai? ti sono arrivate, via e- mail, le foto che ho fatto delle nostre creazioni? non sono fantastiche! quando ho altre fotografie, le spedisco ma, tu mandami sempre qualche altro disegno per altre idee per nuove creazioni>>

<< ciao Francoise, mi fa piacere sentirti così entusiasta. Sì, certo ho ricevuto le foto, belle cose avete fatto, sono contento e, certamente ti manderò altri disegni. Buona serata, ci sentiamo presto>>

<< grazie Antoine, altrettanto a te, ciao a presto>> Francoise chiude la comunicazione, chiude anche la finta euforia, anche se non del tutto, l’ arrivo nell’ indomani di Michele gli fa vedere tutto con una luce diversa.

<< mi stava dicendo, Antoine, che Benedetta è qui a Milano, si trattiene una settimana e, verrà a trovarci uno di questi giorni con alcuni amici>> gli dice Maxim, terminando il caffè e, lei:

<< così puoi dare a lei quei pacchi, invece di spedirli>> telegraficamente ribatte perentoria e, Maxim:

<< sì, infatti>>.

Escono dal ristorante incamminandosi verso l’ appartamento, lei con il soprabito e la borsetta in una mano, mentre l’ altra è sotto il suo braccio, invece Maxim ha l’ altra mano in tasca, dove stringe il cellulare privato, in attesa che vibri all’ arrivo del messaggio di Benedetta per l’ appuntamento dell’ indomani. Dopo la breve passeggiata di 20 minuti, arrivano in P. zza Sant’ Erasmo, lui cerca di affrettarsi, vorrebbe essere già in camera quando arriva il messaggio. Francoise, posato il soprabito nell’ ingresso, salutando il marito, che già è oltre la metà della scala, dice:

<< Maxim, ci vediamo domani nel pomeriggio, sai che al mattino ho palestra e parrucchiere>> lui è già al primo piano, dove ci sono il salotto e lo studio, poggiato al corrimano, risponde:

<< va bene ma, cerca di non fare tardi che devo assentarmi anche io. Ora mi fermo nello studio, ci vediamo domani mattina per colazione, dolce notte Francoise>> lanciando un bacio dall’ ultimo gradino e, lei con un sorriso appena accennato ma, pieno di complicità, ribatte:

<< io vado a letto, dolce notte a te>> ricambiando il bacio.

Finalmente solo, entrando nello studio posa subito il cellulare vicino al computer e, si toglie la giacca, il gilet e la cravatta, sbottonando il colletto della camicia, poi accende il pc ma, tutto questo senza mai perdere di vista il telefonino. Si siede alla scrivania, con il piano in cristallo posato su una composizione centrale in radica d’ olivo, controlla la posta elettronica e, visita i soliti siti, dove poter prendere eventuali suggerimenti, da cui poter fare nuovi disegni per le sue creazioni di gioielli, mentre attende, con trepidazione, il messaggio di Benedetta.

Francoise, anche lei con una certa euforia ed ansia ma, riesce ha controllarsi meglio, lascia il piano terra, oltrepassa il primo piano e si dirige direttamente nella propria camera, si prepara per la notte e, accende il portatile. Si mette comoda al suo scrittorio, in arte povera, collegandosi ad internet per la ricerca di un albergo per l’ indomani, è trepidante come al primo appuntamento, è da quando si sono trasferiti che non vede Michele e, di giovedì ne sono passati tanti. Riesce a trovare un albergo non distante dalla stazione centrale, “ hotel Michelangelo”, controlla se ci sono camere libere e, prenota subito. Ricevuto la risposta di conferma, spegne il portatile, prende il cellulare e si corica a letto. Quando è distesa, l’ ansia inizia lentamente a placarsi, scrive il messaggio a Michele “ dolce pensiero, l’ albergo è ‘ hotel Michelangelo’, poco distante dalla stazione, lo trovi alla tua destra, la camera è la 325. Non vedo il momento di stringerti. Un bacio”.

Terminata la cena, Antoine, sale nel suo studio- biblioteca, prende il solito libro, posandolo accanto alla poltrona e, prima di accomodarsi si versa la sua grappa preferita nel bicchiere, in quel momento bussano alla porta, è Michele, come aveva richiesto prima di cena.

<< vieni Michele, entra. Capisco che domani è il tuo giorno libero ma, avrei bisogno di un piacere>> nel sentire quelle parole, rimane in silenzio un momento, senza proferire un suono, gli cresce l’ ansia ed ha come un nodo che gli stringe la gola ma, trova la forza, dall’ anima, per dire:

<< molto volentieri signor Antoine ma, domani mattina presto ho organizzato un viaggio con degli amici, di cosa si trattava, se posso in un altro momento…>> gli dice con un’ impercettibile angoscia nella voce.

<< hai ragione, scusami per l’ indelicata richiesta, non era niente d’ importante, sapevo che frequenti in modo assiduo una palestra, al centro e, desideravo se fosse possibile, delle informazioni e depliant in merito>> visibilmente sollevato da quella richiesta, risponde:

<< ma, signor Antoine, se vuole, posso portarle subito quello che desidera, ho tutto nella mia camera>>

<< oh, bene, se non è di disturbo, puoi prenderli? ti aspetto. Grazie Michele>> con un profondo sospiro di sollievo esce, per tornare quasi subito, con una cartellina dove ci sono tutte le informazioni e depliant necessari. Chiede se poteva servire altro, Antoine lo ringrazia e lo congeda, lui con l’ animo sollevato si ritira nella sua camera, con un’ euforia crescente per l’ imminente partenza dell’ indomani.

Durante la cena, Benedetta, si apre ulteriormente con Alexia e, così conosce la storia con Maxim ma, sente una strana sensazione, come se quello non sia proprio tutto, ci deve essere dell’ altro. Ad un certo punto, Benedetta, gli dice:

<< Alexia, ti dispiace se domani mattina non stiamo insieme, avrei delle cose da fare>> proseguendo con un tono più soffuso della voce:

<< sai per Maxim… ma, ti prometto che ci troviamo in stazione quando arriva il tuo ‘ artista’>> avendo intuito i sui progetti, dai discorsi precedenti, Alexia risponde:

<< ma, Benedetta, non devi minimamente preoccuparti per me, prenditi tutto il tempo che desideri, se vuoi, ci vediamo direttamente a casa, dopo che sono andata a prendere Sante>>

<< no, ci mancherebbe, stai tranquilla che ci sarò, poi andiamo tutti un momento a casa e, dopo cosa dici se torniamo qui per cena? credi, sarà di suo gradimento? >> Alexia, sorridendo delicatamente, dice:

<< vedi Benedetta, forse perché ancora non lo conosci, lui non è un tipo che si ferma alle esteriorità oppure a chi ostenta i propri averi ma, con la sua profondità d’ animo e sensibilità, va oltre. Per dirti meglio, a lui non importa con quale vassoio una pietanza si presenta, può essere di ceramica, di legno o d’ oro, per lui ha importanza e valore, nel modo come si porge, lui nota se il gesto è dettato dalla circostanza o viene spontaneo dall’ anima. Certamente questo locale sarà di suo gradimento, è piaciuto molto anche a me, in modo particolare la cordialità e gentilezza>> Benedetta, sorpresa e colpita da quelle parole, rimane un momento in silenzio, con la curiosità che aumenta ancora di più, riprendendosi finisce:

<< sono sempre più curiosa di conoscerlo, ora penso che sia meglio andare, domani sarà una giornata piena, almeno per me, tu puoi prenderla con un po’ più di tranquillità>>

<< si, certo andiamo>> si alzano compiaciute dal zelante cameriere, che le aiuta per i soprabiti, dirigendosi al banco della cassa, dove Benedetta non manca di ostentare il suo porta carte magnetiche, senza spazi vuoti, scegliendo lentamente, quale carta di credito usare e, dice:

<< può aggiungere dieci euro per il cameriere, siete sempre impeccabili>>

<< grazie, signora Corsetti, lei è sempre molto cortese, è un piacere per noi servirla. Buona serata, gentili signore>> risponde il gestore, palesemente inorgoglito da quei complimenti. Ripresa la carta di credito, escono, incamminandosi verso l’ appartamento poco distante.

<< Benedetta, posso collegarmi ad internet? dovrei controllare la posta>> dice Alexia, prima di entrare nello splendido portone e, l’ altra subito, con entusiasmo, risponde:

<< certamente, se vuoi usa pure il mio pc, dammi un minuto per vedere una cosa ma, faccio presto>> intanto entrano nell’ ascensore.

<< ti ringrazio ma, ho il mio>> sorridendo, aggiunge:

<< dopo vorrei sentire Sante e, vedere cosa ha combinato con la valigia, di sicuro avrà dimenticato qualcosa>> sorride anche Benedetta, arrivano al piano, entrano e, gli dice:

<< va bene, Alexia, allora ci vediamo per la colazione, penso per le 8. 00 può andar bene, cosa dici? >>

<< benissimo, alle 8. 00 allora, serena notte Benedetta>>

<< dolce notte a te, a domani>> si lasciano con un bacio di saluto e, vanno nelle rispettive camere.

Benedetta, come rimane sola, prima di cambiarsi per la notte, accende il computer, poi si ritira in bagno, uscendo dopo 30 minuti con soltanto una leggera e trasparente camicia da notte in seta, passando davanti al grande specchio del bellissimo armadio, si ferma un momento, girando su se stessa, ammirandosi nelle sue deliziose forme. Siede alla scrivania, collegandosi ad un sito che, già conosce, per prenotare una camera nel solito hotel, poco distante dalla stazione centrale. Appena avuto l’ esito positivo, prende il cellulare e scrive a Maxim “ dolce tesoro, l’ albergo è quello, di sempre, ci vediamo alle 9. 30 nella camera 272, un bacio”.

Con tutta la sua placida calma, Alexia, nel richiudere la porta, posa la borsetta e il soprabito sulla morbida poltrona, accanto al grande letto, prende dalla valigia il comodo pigiama di cotone, molto ampio, accennando un dolcissimo sorriso, nel ricordare l’ ironico commento di Sante, quando lo vide la prima volta, dicendogli:

<< mah! cosa stai indossando? i fantozzini…>> alludendo a quei pantaloni enormi con la vita alta, che indossa di solito il ragioniere Fantozzi nei suoi film. Si ritira in bagno, giusto il tempo necessario per cambiarsi e struccarsi, dopo dieci minuti è già seduta sul letto, chiamando Sante. Risponde dopo innumerevoli squilli, con l’ affanno nella voce:

<< pronto! !! ciao Alexia, riesci sempre a prendermi nei momenti più impegnativi>> e lei, scherzosamente ridendo:

<< immaginavo di trovarti indaffarato nel preparare la valigia, ancora vuota, in piena ansia capire cosa mettere cercando di non dimenticare nulla e, nell’ indecisione di cosa indossare. Sante, sei unico…>>

<< e tu, adorabilmente cinica ma, ti voglio bene, sono contento che hai chiamato, così mi suggerisci cosa mettermi e cosa portare. A proposito, come è andata la serata? sei ancora in giro? >>

<< lo sai che scherzo e, ti voglio bene anche io. Sono in camera a casa di Benedetta, stavo preparandomi per dormire e nell’ indossare lo ‘ splendido’ pigiama, ho pensato subito a te. Lo ricordi, vero? >> e lui, ridendo:

<< ma, quale? non mi dirai i fantozzini? >>

<< ebbene sì, proprio loro, lo sai che difficilmente mi separo da loro. Ora, siamo seri, la cena è stata splendida, mi ha portato in un bel ristorante e, si è mangiato molto bene, anche se lei, ostenta sempre tutto, ogni cosa che fa in maniera esagerata. È una buona manager e di compagnia ma, vuole essere sempre in primo piano, protagonista, poi la conoscerai. Attento però, non farti ammaliare dai suoi modi sensuali e provocanti>> subito lui, con voce seria:

<< mi conosci fin troppo bene e, sai cosa penso in merito>> cambiando discorso, aggiunge:

<< allora, cosa dovrei mettermi, secondo te? jeans, scarpe comode e t- shirt con un gilet, andrà bene? >>

<< ma, sì, vestiti come desideri e come ti senti più a tuo agio, l’ importante che porti un completo elegante per la presentazione del libro. Ricordati i documenti, hai il biglietto per il treno? >>

<< certamente, ora fammi finire e, tu cerca di riposare, ci sentiamo domani mattina. Una dolce notte. Un bacio>>

<< buon proseguimento, Sante. A domani, un bacio a te>> chiude il telefono ma, prima di coricarsi inserisce la sveglia, fissandola alle 7. 30 .

Sono da poco passate le 23. 30, Maxim, intento a memorizzare alcune immagini, per i suoi disegni, vede accendersi il cellulare, è arrivato un messaggio, lascia immediatamente il computer, legge il messaggio, è come aveva sperato, quello atteso, di Benedetta e, risponde subito, scrivendo “ non mancherò, dolce passione. Serena notte”, spegne il pc, raccoglie l’ indumenti che si è tolto, prende il cellulare e, anche lui sale un altro piano recandosi nella sua stanza. Prima di andare a letto, prepara accuratamente, gli abiti per l’ indomani, meticolosamente ben piegati sull’ omino morto e, finalmente si corica.

L’ antica pendola, nell’ ampio atrio della villa, fa sentire i suoi rintocchi delle 23. 30, Michele ha già sistemato il borsone e il porta abito, sta preparando cosa indossare per la partenza quando, il cellulare fa un breve trillo, l’ arrivo di un massaggio, lascia cosa stava facendo per leggere, ad ogni parola salgono le palpitazioni, non si era mai sentito in questo modo, eppure di storie ne ha avute ma, non era stato coinvolto come in questa. Si siede sul letto e, risponde “ mi sembra un’ eternità che non vedo i tuoi meravigliosi occhi, mi sei mancata come non mai ma, sei sempre presente nell’ anima. A domani. Un bacio. M.” finisce le ultime cose e prova a dormire.

Sono le 4. 30, già innumerevoli volte si è girato nel letto, dormendo molto poco, si siede nel letto, prende il telefonino e scrive “ avessi il modo, sarei già tra le tue braccia. Ti penso. Ti desidero. Tuo M.” inviandolo al solito destinatario, Francoise. Poi decide di iniziare a prepararsi così, da poter riuscire a prendere il volo precedente, quello delle 7. 15.

Anche Francoise ha dormito tra innumerevoli risvegli, tanta è l’ agitazione per l’ atteso incontro. Accende la deliziosa abat- jour, a forma di farfalla, sopra il comodino in arte povera, guarda la piccola sveglia da viaggio, indica le 4. 30, decide di rimanere ancora nel letto. Istintivamente prende e attiva il cellulare, vede la piccola icona accesa, indica un messaggio non ancora letto, l’ anima s’ illumina, gli occhi si accendono e il cuore inizia a correre. Finito di leggere si abbandona avvolta tra le volute di quelle parole e lentamente si addormenta cullata da quel pensiero di dolcezza.

Come le altre mattine, la piccola sveglia diffonde la sua voce, inondando la stanza di una delicata melodia, sono le 7. 00, lei si desta ancora abbracciata a quelle dolci parole, si prepara e scende per la colazione. Maxim è già in movimento tra la tavola e fornelli, ha già preparato quasi tutto, mancano il latte e il caffè che sono sul piano di cottura, ancora spenta, appena vede Francoise, l’ accende e, dice:

<< ciao Francoise, buon giorno, aspettavo te per accendere il gas, la colazione è quasi pronta>>.

Appena Francoise, entra nell’ ampia cucina, trova tutto già pronto, la tavola preparata con ogni cosa, fette tostate e imburrate, croissant caldi, marmellate varie e fiocchi di cereali preparati per lei. Con evidente entusiasmante sorpresa, si siede rispondendo:

<< buon giorno, Maxim, ti sei svegliato presto questa mattina! di solito arrivi con profumo del caffè, come mai non hai dormito? >>

<< ma! non lo so, mi sono svegliato prima che suonasse la sveglia, forse ho mangiato molto ieri sera>> il vero motivo, era l’ eccitazione per quel appuntamento con Benedetta.

<< certamente sarà così>> ribatte lei, con una leggera nota ammiccante.

<< dovresti avere più spesso questi appuntamenti, vedi come sei bravo a farmi trovare tutto pronto, sei impeccabile, non manca nulla. Appena abbiamo finito, lascia stare e vai a prepararti, ci penso io a riordinare e lavare le stoviglie>> commenta Francoise per l’ inaspettata colazione.

Alzandosi prima del dovuto, Michele, è arrivato in aeroporto, un’ ora in anticipo della partenza per il volo preventivato, subito dopo il check- in, mentre seduto al bar per la colazione, in attesa dell’ imbarco, scrive un messaggio di buon giorno per Francoise:

“… in questa folle corsa

senza apparente motivo

tra valli, colline, mare e montagne,

ancora lei, lascia

un meraviglioso segno di se,

sull’ irraggiungibile orizzonte

si lascia vedere,

tra un piccolo spazio

di secolari boschi e

maestose montagne,

la sua splendida presenza,

attraverso i fantastici colori

dell’ alba…

la natura…

E questa folle corsa

Si trasforma in

Una incantevole passeggiata

mano nella mano,

perdendosi nel rifugio del

profondo dei

tuoi occhi…

buon giorno meravigliosa creatura…

M.”

Termina la colazione e si avvia senza fretta, verso il gate per l’ imbarco.

Finito di fare colazione, Maxim, si alza dalla tavola e, prima di salire in camera, bacia sulla fronte la moglie dicendo:

<< grazie Francoise, sei adorabile>> lei con un sorriso e la gioia nell’ anima, per la considerazione ricevuta, risponde:

<< Maxim, lo sei sempre stato anche tu, solo che spesso lo dimentichi>> lui si allontana, sorridendo, lei inizia a mettere in ordine, mentre è intenta a lavare le poche stoviglie, sente una breve vibrazione nella tasca della vestaglia ma, avendo le mani insaponate, rimanda a dopo la lettura, sapendo in cuor suo, che Michele gli ha scritto un sms. Terminato di mettere in ordine la cucina, mentre sale nella sua camera per prepararsi, vede Maxim scendere con la valigetta ventiquattrore, ben rasato, profumato e impeccabile nel suo completo.

<< complimenti! sei molto elegante, di certo farai colpo>> esclama Francoise ammirandolo, lui compiacendosi, risponde:

<< è solo lavoro, dolce Francoise…>> con un leggero accenno di sorriso, si allontana, lasciandola con un tenero bacio. Per l’ impazienza di leggere il messaggio lei prosegue per la sua camera, senza pensare di accompagnare il marito verso la porta ma, da tempo entrambi non facevano più caso a queste velate manifestazioni d’ affetto. Nel rimanere sola, legge immediatamente il messaggio, supponendo che doveva essere di Michele, nello scorrere quelle parole ne ha la conferma. Prova a chiamarlo ma, il cellulare è spento, “ dovrebbe essere già in aereo” pensa Francoise, guardando l’ orologio sul comodino, indica le 8. 00 . Con la crescente ansia che aumenta a dismisura, inizia a prepararsi.



Piccolo Guerriero della Luce 01/03/2012 23:53 933

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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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