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La Bella e la Bestia (teatro)

Amore

Dionisio Moretti



LA BELLA

E

LA BESTIA



Elaborazione teatrale



2017





PERSONAGGI



CANTASTORIE

MICIO amico del Principe

LA BESTIA Il Principe

BELLA figlia di Abelardo

CONTENTO Valletto

SCONTENTO Valletto

LELLINA cane di Scontento

GATTINA gattina di Contento

VECCHINA Fata

NERA pecora di Bella

AMICASCALTRA amica di Bella

AMICAINVOLO amica di Bella

ABELARDO padre di Bella

FULMINE cavallo di Abelardo

I LUPI lupi

I PIPISTRELLI pipistrelli

TORRONE spasimante di Bella

SILOSO amico di Torrone

LOSOIO amico di Torrone

ESTREMO direttore dell’ Ospedale



NEL CASTELLO

CANTASTORIE - (presenta i personaggi e resta sulla scena per tutta la rappresentazione svolgendo più ruoli)

Tanto tempo fa, in un paese lontano, un giovane Principe viveva in un grande castello. Benché avesse avuto tutto ciò che poteva desiderare, era viziato ed egoista. Aveva anche una gattina buona e saggia di nome Gattina. Aveva anche due valletti: valletto Contento che si atteggiava a maggiordomo e, valletto Scontento, che faceva il cameriere. La storia ha inizio in una sala del castello. Sono sulla scena il Principe, Micio, suo amico del cuore, e i valletti, Contento e Scontento.



PRINCIPE - Briscolina!

CONTENTO - Briscoletta!

SCONTENTO - La prossima mano io carico!

PRINCIPE - Briscolona! Che carico hai?

SCONTENTO - Ci sto pensando.

CONTENTO - Carico a coppe!

SCONTENTO - Pure tu carico a coppe?! Io bravi come voi non l’ ho mai conosciuti. Capaci di farsi venire tutte le carte più belle. Furbi, astuti!

PRINCIPE - Perché non giuochi, invece di fare il pianto greco?!

MICIO - Eh! Perché non giochi, invece di fare il pianto in greco?!

SCONTENTO - Gioco, gioco. Adesso vi sorprenderò. Ecco il tre di spade!

PRINCIPE - E questo è l’ asso di spade. Giù tutto! Ho tutte le briscole. Ho vinto, ho vinto io!

MICIO - Bravissimo Principe! Siete il più grande!

CONTENTO - Bravissimo! Principe, siete propio un campione nel gioco della biccola!

PRINCIPE - (a Scontento) E tu, non ti congratuli per la mia vittoria?!

SCONTENTO - Bravissimo! Siete proprio un campione nel gioco della briscola, soprattutto se a voi vengono tutte le carte belle e a me tutte quelle brutte.

MICIO - Non sei sportivo e sei sempre scontento.

CONTENTO - Non sai dare soddisfazione…

SCONTENTO - Avete ragione. Voi siete bravi, io sono cattivo ma… andiamo avanti così. (si alza e in disparte al pubblico) Astuti, furbi!

(tuoni e luci del temporale. Qualcuno bussa alla porta)

VECCHINA - (bussa alla porta)

PRINCIPE - Se sono mendicanti cacciateli via!

(tutti e due i valletti vanno alla porta e appare la Vecchina

infreddolita che chiede ricovero)

VECCHINA - Per carità, aiutatemi, ho tanto freddo, fatemi entrare solo un momento!

CONTENTO - Principe, c’è un mendicante. Sembra più motto che vivo. Che gli debbo dire?

PRINCIPE - (cantilenando) Caccialo via! Ca- ccia- lo- vi- a! Fuori! Come ve lo devo dire, per la barba di Mosè!?

MICIO - Come ve lo deve dire, per la barba di Noè?!

CONTENTO - Sentite buon uomo, il Principe non vuole mendicanti. Ceccate altrove, è meglio per voi.

VECCHINA - Non sono un uomo, sono una donna. Lasciatemi parlare con il Principe. Magari, vedendomi si rabbonirà.

SCONTENTO - Buon uomo, date retta a valletto Scontento. Il Principe se insistete vi butta dalla finestra.

MICIO - E poi, se vi vede, capace che scioglie i cani.

VECCHINA - (a Scontento) Vi prego signore. Voi mi sembrate buono di cuore. Lasciatemi parlare al Principe, lui capirà.

(i Valletti la conducono innanzi al Principe)

PRINCIPE - Chi è costui? E voi, razza di mammalucchi, perché lo avete fatto entrare? Chi siete, che volete? Andatevene, non vogliamo un brutto vecchiaccio in casa!

VECCHINA - Non sono un uomo, sono una donna. Per carità, datemi ricovero, solo per questa notte. Fuori è molto freddo ed io sono proprio sfinita.

PRINCIPE - Ho detto di no, no e no! E voi, levatemi di torno questo catafalco!

MICIO - (ai valletti) Volete fare quello che dice il Principe?! E andiamo!

SCONTENTO - Su, forza, uscite, per diamine! (in disparte alla Vecchina) Ve l’ avevo detto io?!

CONTENTO - (fa per accompagnarla) Su, su, andate! E poi, fuori, non fa così tanto freddo come dite.

SCONTENTO - Saranno si e no dieci gradi sotto zero?! Perché non le proponi un bagno nel torrente?!

VECCHINA - (al Principe) Siate buono Principe. Se mi lasciate riposare un po’, vi dono questa rosa.

PRINCIPE - Una rosa?! Ah, ah, ah! E che me ne debbo fare di una rosa? Ho il più bel giardino della regione, che me ne importa della tua rosa, brutta strega impudente, brutta e fastidiosa, che sembri un maschio. Cacciatela via!

VECCHINA - Figliolo, non ti devi far ingannare dalle apparenze. Sappi che la vera bellezza è nascosta nel cuore.

PRINCIPE - Il cuore, il cuore! Sempre con la scusa del cuore, voi, morti di fame! Che me ne debbo fare del cuore?! E’ buono soltanto a spingerti a comprare qualche sciocchezza che non avresti mai sognato di acquistare se non fosse per… il cuore!

MICIO - Puff… Il cuore?! A me lo dici? Lo so io, lo so!

PRINCIPE - (provocandola) Tieni, prenditi il mio, così la facciamo finita con questa lagna del cuore, brutta stregaccia!

VECCHINA - Così giovane e già tanto crudele. Cosa farai da vecchio quando sarai indurito dagli acciacchi e dai dispiaceri?! Eppure l’ hai detto tu che il tuo castello è immenso. Il tuo egoismo non può restare impunito. Non hai avuto pietà per questa povera vecchia infreddolita che chiedeva riparo, ora…

(la Vecchina si solleva, lascia cadere il manto e compare una fanciulla con le ali di farfalla che mostra la sua vera identità di Fata)

FATA - … ora ti trasformerò in un’ orribile bestia. La gente avrà paura di te. Imparerai il sapore amaro che si prova a stare aldilà del castello.

(Il Principe si trasforma in una Bestia spaventosa e ululante. Le urla della Bestia fanno comparire gli altri abitanti del castello)

PRINCIPE - No, signora Fata. Vi prego, non lo farò più. Fatemi tornare come prima e diventerò gentile e buono, soprattutto con le vecchine brutte. Datemi una possibilità, vi prego!

CONTENTO - Dategli una possibilità, vi prego…

SCONTENTO - Dateci una possibilità… piccola, piccola, piccola, v’ imploro!

MICIO - Non scherziamo, Fata! Vi ha chiesto una possibilità, mica di ridiventare una vecchia befana?!

FATA - E’ troppo tardi. Getterò un incantesimo sul castello. Per la vergogna, Principe, ti rinchiuderai nell’ ala più remota. La tua finestra sul mondo sarà questo Specchio Magico. Potrai liberarti dall’ incantesimo se farai quanto ti sto per dire: devi avere cura di questa Rosa perché se per quando starà per perdere il suo ultimo petalo non sarai riuscito ad amare e farti riamare da una fanciulla, l’ incantesimo si spezzerà e resterai La Bestia per sempre.

LA BESTIA - Come potrò farmi amare da una fanciulla in questo stato? Chi mai potrà amare un essere così spaventoso?

CONTENTO - Principe, la vedo dua...

SCONTENTO - Molto dua… Direi, duissima!

MICIO - Principe, non gli date retta: uno come voi ce la fa con un piede solo! Non vi preoccupate!

FATA - Mi fa piacere che la prendiate simpaticamente. Bravi. Ci vediamo, diciamo… tra dieci anni. Alla prossima, Principe! (escono)



IL PAESINO

TORRONE - (con i suoi amici Siloso e Losoio, cantano) Siamo tre, siamo qua, viva la felicità!

SILOSO - Ehi, Torrone! Si dice in paese che tutte le ragazze non fanno che guardare te.

TORRONE - Perché sono il meglio del meglio che c’è!

LOSOIO - E tu quale hai scelto fra tante in città?

TORRONE - E’ una che legge, ma le passerà!

BELLA - (legge un libro con accanto Nera, la sua pecora e le sue amiche Amicainvolo e Amicascaltra) Sai Nera, è un libro meraviglioso questo che sto leggendo. Parla di un gruppo di amici che si prodigano per salvare una pecora. Pensa, una pecora come te. Magari non proprio nera.

PECORA NERA - ‘ Mbè, ‘ mbè, ‘ embè.

TORRONE - (si accorge di Bella e si rivolge agli amici) Ma guarda, guarda chi si vede?!

SILOSO - Quanto è carina Bella!

LOSOIO - E’ proprio carina Bella!

TORRONE - Zitti caproni, Bella ha solo un uomo che la può intrigare: io, questo!

AMICASCALTRA - (sottovoce) Ehi, Bella, che facciamo, ci pensiamo noi a questi rondoni?

BELLA - Non vi preoccupate, lasciate fare a me.

AMICAINVOLO - Perché non scappiamo nel bosco, fuggiamo sulle montagne più alte degli Appennini, raggiungiamo il mare, imbarchiamoci, varchiamo l’ oceano…

BELLA - (con aria benevola) Sul primo veliero! Ti chiamano Amicainvolo perché sei sempre con i piedi staccati da terra.

AMICAINVOLO - Lo faccio per istigare coloro che non provano a staccarli mai.

TORRONE - Ehi, Bella! Scommetto che sei uscita per incontrarmi. Eccomi qua, m’ hai incontrato! Sono tutto per te!

PECORA NERA - (lo affronta belando col fare di un cane che abbaia per difendere la padroncina) Mbè, mbè, mbè! Lascia perdere la mia padroncina, brutto pappagallo!

TORRONE - Pussa via, brutta pecoraccia nera, brutta!

BELLA - Lasciate stare la mia pecora, Torrone. Fa così perché pensa che mi vogliate infastidire.

TORRONE - Bella, t’ informo che sei la fortunata che sto per sposare! Tu sei la migliore e… non mi merito il meglio, io? Sposerai me, si sa!

BELLA - Caro Torrone, a voi piace la lotta, spostare i macigni. Io amo la quiete. Voi meritate una fanciulla diversa, agitatina, non credete?! Oh, Nera, si è fatto tardi. Vi saluto Torrone. Buona giornata Siloso. Buona giornata, Losoio.

TORRONE - Ci vediamo presto, cara la mia donzella! Torrone non si arrende!

LOSOIO - Ci si vede, care le mie donzelle!

AMICASCALTRA - Non vediamo l’ ora!?

SILOSO - Torniamo presto, domani!

AMICAINVOLO - Già ci batte il cuore!

BELLA - Nera, andiamo?!

PECORA NERA - (rivolta ai tre amici) ‘ Mbe’, mbe’, embe’!



NEL BOSCO

ABELARDO - (il padre di Bella, in groppa a Fulmine, sta tornando a casa dopo un lungo viaggio) Ormai non dovremmo essere lontani, mio caro Fulmine. Forza, Fulmine, un ultimo sforzo e siamo a casa! Non vedo l’ ora di riabbracciare Bella, la mia dolcissima figliola.

(dopo un pochino la vegetazione sul sentiero s’ infittisce)

Strano, più procediamo e più scende il buio. (si sentono i Lupi ululare)

FULMINE - Padrone, non è che per caso sentite i Lupi?!

ABELARDO - Ma quali Lupi… Io non li sento. Perché, tu li senti? (ululati più prossimi)

FULMINE - Un pochino… Voi invece no?!

ABELARDO - Ma no! Vedrai che sarà il vento...

I LUPI - (gli sono addosso e li affliggono)

FULMINE - Ma il vento di che? Ma il vento di che? Ci stanno sbranando!

ABELARDO - Ma, ma questi sono lupi?! Scappiamo Fulmine, non vedi che i Lupi ci sbranano?!

I PIPISTRELLI - (arrivano e li affliggono)

ABELARDO - Fulmine, ci attaccano anche i Pipistrelli!

FULMINE - Non ci facciamo mancare niente, padrone. Che si fa?!

ABELARDO - Laggiù, vedo una luce! Deve essere un maniero! Sì, è un maniero! Corri Fulmine, vola!

FULMINE - Volo, volo! Fortuna ch’ era una scorciatoia?!

(Fulmine spaventato s’ impenna e Abelardo è disarcionato. Arrancano innanzi al castello con i Lupi ancora alle calcagna)

ABELARDO - Aiuto, fateci entrare! (la porta si apre ed entrano) Per un pelo!

FULMINE - Per un crine!

ABELARDO - Possibile che non t’ eri accorto che avevamo addosso i Lupi?!

FULMINE - Perché, voi ve n’ eravate accorto?!

ABELARDO - Subito! Mica dormo, io!

FULMINE - Eh, siete forti voi umani!

(Abelardo osserva la costruzione timoroso. Si fa coraggio ed entra guardingo)

ABELARDO - E’ permesso?

CONTENTO - (al riparo si rivolge a Lellina) Lellina, non dire nulla, così se ne andranno subito.

LELLINA - Oh, Contento, abbi un po’ di cuore! (ad Abelardo con un profondo inchino) Signore, siete il benvenuto, accomodatevi! Venite ad asciugarvi, siete così bagnato! (a Fulmine) Come è andata con i Lupi?

FULMINE - Chiedete a lui, ve lo sa dire meglio.

ABELARDO - Hanno capito che non li temevamo e allora si sono ritirati per la paura.

(a poco a poco, gli altri personaggi del castello si avvicinano)

LELLINA - E’ un bel po’ che nessuno viene da queste parti. Siamo molto lieti di avervi con noi. Che dite di una tazza di tè, signore?

(a Fulmine) Per voi vado a prendere un covone di fieno…

FULMINE - … Non vi scomodate, a me va benissimo il tè con i biscotti!

ABELARDO - Mi sa che ci aspetta proprio una bella serata!

(si sente un ruggito spaventoso e compaiono la Bestia e i due valletti)

LA BESTIA - Chi siete? Perché siete entrati nel mio castello?! Chi vi ha autorizzato ad accomodarvi? E’ casa vostra forse questa?! Portatelo via di qua!

CONTENTO - Avanti, vecchio lupastro!

SCONTENTO - Avanti, vecchio babbeo! (fanno per trascinarlo via)

ABELARDO - Monsignore, perdonatemi: non credevo davvero di offendervi accettando l’ accoglienza dei vostri amici.

LA BESTIA - Non sono monsignore! (lo aggredisce) Ti sembro un monsignore io?!

ABELARDO - Non mi fate del male. Ho una figlia in paese che mi aspetta ed ha bisogno di me. Come farà se non potrò pensare a lei?

LA BESTIA - Hai fatto male a mancarmi di rispetto! Gettatelo nella cella più profonda delle prigioni. Dategli pane, acqua e cicoria.

MICIO - Principe, mi sa che la cicoria è finita!

LA BESTIA - E allora pane e acqua! Che stia solo e al buio. Stanotte deciderò se farlo mangiare daI Lupi o dai cinghiali. Grrrrr!

ABELARDO - Per carità, signor Principe, i cinghiali no!

LA BESTIA - E allora i Lupi!

ABELARDO - No, per favore, datemi una possibilità per raggiungere mia figlia ed io farò quello che vorrete. Qualsiasi cosa!

MICIO - Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa?! (come per dire: sei sicuro davvero?)

LELLINA -(sotto voce) Ditegli di sì, mi raccomando.

ABELARDO - Sicuro. Qualsiasi cosa!

LA BESTIA - E sia.

ABELARDO - Oh, vi ringrazio. Siete molto più buono… Ditemi, che debbo fare?

CONTENTO - Che deve fae, Signoe?

LA BESTIA - Hai detto di avere una figlia al villaggio.

ABELARDO - Si, si chiama Bella, perché è bella come una stella! Lasciatemi tornare da lei, vi prego! Sono così vecchio e malato… (tossisce) … hach, hach, hach!

SCONTENTO - Perché non lo assecondate? Non lo vedete che ha la tosse? Se continua così, non arriva a domani. Non si può negare l’ ultimo desiderio a un moribondo. Tenetevi il cavallo, mi sembra molto più

interessante di questo barbagianni.

CONTENTO - Come fa, tonnae a casa senza cavallo?

LA BESTIA - A piedi ci va!!!

SCONTENTO - Ma non ce la farà mai a raggiungere il paese in queste condizioni?!

MICIO - Se ha detto a piedi...

ABELARDO - No, no e no! Mai e poi mai! Non posso fare a meno di Fulmine, hach, hach, hach!

LA BESTIA - (ruggendo) Stai pensando di disubbidire, forse?! (lo scuote come un fruscello) Hai detto qualsiasi cosa: mantieni il patto!

ABELARDO - Non posso raggiungere il paese senza il cavallo. I Lupi mi sbraneranno appena fuori il castello. Perché siete tanto crudele?!

LA BESTIA - (ruggendo) Crudele?! Perché, non dovrei esserlo?! E’ stata forse tenera e dolce la vita con me?! Ti lascerò libero di rivedere tua figlia, ma Fulmine resterà al castello finché non tornerai.

ABELARDO - Sì, monsignore…

LA BESTIA - … non sono monsignore! Proprio non vuoi intendere che io sono… La Bestia! (si allontana)

MICIO - E dai! Grrrrrr!





NEL PAESINO - TORRONE PRETENDE LA MANO DI BELLA



TORRONE - (bussa spavaldo alla porta di Bella) C’è qualcunoooo?! Sono venuto a ritirare la mia meraviglia. Uhuu?! Ci siete?!

BELLA - Buongiorno, Torrone. Come mai da queste parti? Non andate al lavoro neanche oggi?

TORRONE - Lavoro? I matti lavorano! Io ho ben altro da fare. Non mi far perdere il mio prezioso tempo. (si sbraca sul divano) Bella, devo darti una notizia importante: ho deciso di sposarmi con te quanto prima. Che ne dici se facciamo… domani?! Ma si, va bene, domani. Ci vediamo davanti alla chiesa, diciamo, verso le dodici. Che mi dici?

BELLA - E che vi dico?! Non vorreste per caso una tazza di tè?

TORRONE - Che c’ entra adesso il tè?! E poi il tè non mi piace! Ci vogliono ore prima che si raffreddi. La ritengo una bevanda per chi ha tempo da perdere. I miei amici Siloso e Losoio mi stanno aspettando fuori. Non posso perdere altro tempo. Allora, sei d’ accordo, sì?! (fa per abbracciarla)

BELLA - Vedete… caro Torrone, voi godete delle attenzioni di tutte le ragazze del villaggio. Io non sono adatta a voi. A me piace leggere, voi, i libri come li aprite, vi cresce il mal di testa… Io amo la casa, voi siete sempre al bar con quel gruppo di sfatica… di amici del cuore. Non avete tempo per un matrimonio d’ amore. E comunque nel mio cuore c’è un Principe.

TORRONE - Allora, m’ hai tradito?!

BELLA - Siete proprio un… Torrone. Ascoltate. Sento di amare un Principe ideale. Non conosco la sua identità, né il suo nome, né il suo volto, ma sono sicura ch’ egli esiste e che presto lo incontrerò.

TORRONE - Tu sei proprio matta. Le letture ti stanno spappolando il cervello. Lascia perdere i libri prima che la testa ti si riempia di farfalle!

BELLA - Torrone, ascoltatemi bene, cercatevene un’ altra. Sapete quante ne trovate di fanciullette da esposizione che non vedono l’ ora d’ incontrare un pezzo d’ uomo come voi?!

TORRONE - Capiscimi bene, piccioncina: o mi sposi con le buone o mi sposi con le cattive. Ormai ti ho scelta. Sono stato chiaro?!

(Abelardo apre la porta)

BELLA - Oh, papà, finalmente! Ero così preoccupata per voi. Sono così contenta che siate tornato. Come state?

ABELARDO - Bene, figliola. E tu, Torrone, come stai? E’ una vera sorpresa per me trovarti qui, in casa mia, da solo con mia figlia. Sei sicuro che sia buona educazione entrare in casa d’ altri, quando le fanciulle sono sole?! Non te la prendere, mio caro, ma io sono un bel po’ all’ antica e anche piuttosto lieto di esserlo. Ora, se non ti dispiace, dovresti accomodarti fuori, ho proprio urgenza di parlare in privato con la mia Bella. Buongiorno Torrone. Ci vediamo a Natale, a Pasqua o quando sarà.

TORRONE - Avete ragione. Arrivederci a Pasqua, signor Abelardo!

(Abelardo si siede e racconta alla figlia della terribile avventura avuta nel castello)

BELLA - Come state, padre?!

ABELARDO - Figlia mia, che te lo dico a fare, che paura!

BELLA - Di che cosa padre, che cosa vi è accaduto?

ABELARDO - Fulmine ha voluto prendere una scorciatoia e il viaggio, invece di abbreviarsi, si è allungato. Ci hanno assaliti i Lupi!

BELLA - I Lupi?!

ABELARDO - E perché, i Pipistrelli?!

BELLA- I Pipistrelli?!

ABELARDO - E questo non è niente! Ci siamo messi in salvo dentro una grande dimora, un maniero, un castello! All’ inizio, dei simpatici pupazzetti, ci hanno accolto cordialmente. Poi è apparso un mostro, che loro chiamo Principe, ma devi sapere che è una bestia orribile, tesoro mio. Le sue urla agghiaccianti fanno spalancare le finestre. E’ forte come un gigante. Per lasciare che ti rivedessi, ha preteso di trattenere presso di sé il nostro Fulmine.

BELLA - Oh, povero papà, che esperienza terribile!

ABELARDO - Ho tentato di oppormi per non lasciare lì Fulmine, ma il cavallo si è messo a prendere il tè con i biscotti, e che ti debbo dire, non mi è riuscito di farmi seguire.

BELLA - Ma se non torni il Principe ti cercherà.

ABELARDO - Lo sai, figlia mia, che facciamo?

BELLA - Che facciamo, caro papà?

ABELARDO - Scappiamo in un altro paese dove nessuno ci conosce e nessuno potrà trovarci. Io non intendo tornare da quell’ essere mostruoso.

BELLA - Caro papà, voi avete fatto un patto con il Principe di quel castello. Dobbiamo rispettarlo. Non c’è altra possibilità. Andrò io al vostro posto.

ABELARDO - No, no e no, mai! Non ti permetterò d’ incontrare quella bestia orribile. E’ un mostro!

BELLA - Se è un vero Principe non potrà farmi nulla di male.

ABELARDO - Ma è un mostrooo?!

BELLA - Padre, per cortesia! Voi siete ammalato. La vostra salute non vi consente di avere altri traumi. Mi farò accompagnare dalle mie amiche Amicascaltra e Amicainvolo. Non temete per me, saprò cavarmela. Non mi avete sempre detto che bisogna avere paura soltanto della paura?!

ABELARDO - Sì. E’ vero.

(Bella lo abbraccia e si mette in camino con Amicascaltra e Amicainvolo verso il castello)

BELLA E’ PRIGIONIERA

BELLA - (entrata nel castello Bella è sorpresa e impaurita) Che posto è mai questo? C’è nessuno?! (silenzio assoluto)

AMICAINVOLO - Ehi, voi del maniero, c’è qualcuno?

LELLINA - Bau, bau, bau. Hai voglia se c’è qualcuno! Bau, bau, bau! (scappa)

AMICASCALTRA - Non si può dire che non ci sia nemmeno un cane.

AMICAINVOLO - Oh, che carino e che bel castellooo! Non è vero Bella?

BELLA - Si cara. (si sente un ruggito e compare La Bestia) Oh! Chi è lei?

LA BESTIA - Io sono il padrone del castello. Tu chi sei?!

BELLA - (molto spaventata) - Sono Bella. Mio padre mi ha detto del vostro patto. Lui è malato. Prendo io il suo posto!

LA BESTIA - Perché voi? Io non ho fatto alcun patto con voi. Andatevene!

BELLA - E’ mio padre. Sono sangue del suo sangue. Non potete non accettare.

LA BESTIA - Ho detto andatevene!

MICIO - Ha detto, andatevene. Manco è difficile…

BELLA - Dovrete farmi allontanare con la forza. Non mi muoverò di qua!

LA BESTIA - Ne siete davvero certa?!

BELLA - Si, ne sono certa.

LA BESTIA - E allora sia!

MICIO - (rassegnato al peggio) - Arindanghete!

LA BESTIA - (si accorge delle due amiche) Chi sono queste due? Che ci fanno qui? Non le voglio! (ai valletti Contento e Scontento) Cacciatele via!

MICIO - (ai valletti Contento e Scontento) Perchè non le cacciate via?!

CONTENTO - Subito Pincipe! Via voi, butte galline!

AMICASCALTRA - Sei bello tu, sei bello. Pollo!

CONTENTO - Dovete ringraziae il Pincipe. Se fosse per me vi farei sulla bace… arrosto! Sciò, sciò!

MICIO - Pipe, pipe!

AMICASCALTRA - Com’è che dici… Pincipe…

CONTENTO - Non dico… Pincipe, dico Pincipe. Pollatta e gallina!

AMICASCALTRA - Pollatta?! E che vuol dire… pollatta?!

CONTENTO - Pollatta vuol die… po- lla- tta! (mima le ali della pollastra) Coccodè. Capisci adesso?!

AMICASCALTRA - Ah, ho capito… (mima il pollo anche lei) … volevi dire… pollastra! Ah, aha, aha!

CONTENTO - ‘ Idi, ‘ idi, che mamma ha fatto gli gnocchi!

AMICAINVOLO - Oh, ci sono gli gnocchi! Meno male, a me piacciono tantissimo gli gnocchi! E’ così tanto tempo che non li mangio!

SCONTENTO - (vedendo che sono molto carine) Principe, perché non riflettiamo un pochino?!

LA BESTIA - (ruggendo) “ Di che”?

SCONTENTO - Attendiamo a mandarle via. Potrebbero darci una mano a servire meglio la signorina Bella quando avrà bisogno di vestirsi e di truccarsi. Con le sue amiche non avrà problemi. Che ne pensate?

LA BESTIA - Fate come vi pare, basta che me le togliate di torno!

CONTENTO - La signoina Bella, dove la facciamo accomodae, padrone?

LA BESTIA - Datele una stanza come si deve. (a BELLA, categorico) Potrete andare dovunque vorrete, tranne che nel maschio. Lì è vietato, non ci dovete andare, è proibito, non si può, chiaro?!

BELLA - Chia…. chiarissimo, Principe.

CONTENTO - E delle amiche? Che si fa?

LA BESTIA - Date una stanzaccia anche a loro.

MICIO - Ho un’ idea: chiudiamole nei sotterranei quelli scuri!

AMICASCALTRA - Possiamo respirare e, magari, anche bere, se siamo proprio arse dalla sete?

LA BESTIA - (risponde con un ruggito) Grrraaauuuu! Si cena alle otto in punto!

CONTENTO - Venite signoine, voi qua e voi là. (le separano)

MICIO - (rivolto ad Amicascaltra e ad Amicainvolo) Non siete di quippedequi, voi?

AMICASCALTRA - Eh?!

MICIO - Voi non siete di quippedequi?

AMICASCALTRA - Non capisco che dici?

SCONTENTO - Voleva sapere se siete di quippedequi.

AMICAINVOLO - Di quippedequi?! Che significa quippedequi? Ma di che cosa parlate?

MICIO – (a Valletto Scontento) Lascia stare, non sono di quippedequi.

BELLA - (scoppia a piangere) Oh, povera me. Papà aveva detto ch’ era brutto e forte come un gigante ma non immaginavo che fosse proprio primitivo.

CONTENTO - Non pallate così del Pincipe, sennò glielo dico e la notte vi sbatte in piggione e di gionno vi fa fustae!

AMICASCALTRA - … la notte in prigione, di giorno ci fa?!

CONTENTO - (mima la frusta) …fustae!

AMICASCALTRA - Ah! (mima anche lei la frusta sul capo di Contento) … fustae con la fusta! (gli dà i pizzicotti sulle guance) Quanto mi sei simpatico!

SCONTENTO (a valletto Contento) Perché non la smetti con queste stupidaggini?! Del resto, la signorina Bella che ha detto? Non sarà proprio un gigante, ma per essere brutto potrebbe vincere i concorsi! Venite qua, signorina Bella. (alle altre) Voi, invece, restate qui con Lellina, mi raccomando, non le fare fuggire!

MICIO - Mordile se dovesse servire!

LELLINA - (finge di aggredirle ma poi le abbraccia)

SCONTENTO - (in disparte ad Amicascaltra) Se mi presentate alla vostra amica castana, vi porto pane e cicoria.

BELLA - Si chiama Amicainvolo. La chiamiamo così perché vive tra i sogni. La cicoria ve la potete tenere.

CONTENTO - (a Bella) Se mi pesentate alla votta amica bruna vi potto pane e boccoletti. Ditemi, come si chiama?

AMICASCALTRA - (lo ha sentito e si presenta direttamente) Mi chiamo Scaltra. Dillo un po’… Scal- tra!

CONTENTO – Sca- lta!

AMICASCALTRA - (lo “ massacra&rdquo Scalta? Scalta?! Scaltra, non Scalta?! Sai perché mi chiamano Scaltra?! Perché anticipo sempre le mosse degli altri. Ma con te non ce la faccio: mi fai ammazzare dal ridere! Pane e boccoletti? Ahah, ahah, ahah! Non ci piacciono i broccoletti! Sei proprio un “pollatto”. (esce)

CONTENTO - Scalta come me quando io gioco a biccola?!

AMICAINVOLO - Che gioco è biccola?

MICIO - E’ un po’ briscola e un po’ rubamazzo, e vince sempre il Principe, l’ amico mio.

AMICAINVOLO - Non lo conosco. Me lo insegni?!

MICIO - Io mica sono capace.

AMICAINVOLO - Proviamo, vediamo che succede. Hai visto mai che vinco io?!

LELLINA - (accompagna Bella) E’ stato un privilegio conoscervi, signorina Bella. Lambisco e riverisco. (si abbassano le luci)





LA CENA

BELLA - (sola nella torre, guarda dalla finestra ma ad un tratto sente arrivare qualcuno&hellip

GATTINA – Miao!

BELLA - C’è qualcuno?

GATTINA – Miaoooo! Miaooooo! (le fa le fusa)

BELLA - Ma c’è una gattina?! Una gattina! Ciao, micetta, come ti chiami?

GATTINA – Buonasera, madamigella. Posso fare la vostra conoscenza? Io mi chiamo Gattina e sono rara. Sono la gatta del Principe, cherie.

BELLA - Oh, povera micetta. Così fragile, tra le grinfie di quel mostro!?


dionisio moretti 26/01/2017 22:01 235

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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