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La Nascita

Spiritualità
Quale espressione del dolore, può rappresentare la vita, se non quella della nascita di un figlio? Soltanto colei che ha la fortuna di diventare madre, può godere di tale indimenticabile atto!
Alto, robusto e fiero, l'uomo impaziente, è in lacrime. Nel suo cuore prova la vergogna di non aver trovato il coraggio di assistere la moglie nel parto. Ci aveva provato con tutte le sue forze, ma dopo due svenimenti, le donne che aiutavano l'amata a partorire, lo avevano mandato fuori. La barba di due centimetri, tagliata male, improvvisata e mal messa, la diceva lunga sul cammino che la coppia stava facendo, poi, le contrazioni. Abituato al parto delle pecore, l'uomo aveva pensato di essere capace di affrontare l'evento del suo primogenito, ma appena la moglie gli aveva chiesto aiuto, un forte tremore aveva scosso la propria ragione e le proprie capacità. Come paralizzato, non era riuscito fare niente. Qualsiasi suo gesto era diventato goffo ed inutile, indeciso ed incoerente. Fortunatamente, il buon senso, riuscì ad avere il sopravvento e, invece di continuare quella farsa, decise di andare in cerca di aiuto. Dopo aver corso per dieci minuti al buio, arrivò a un vicino borgo ed entrò nella porta aperta della prima casa che aveva trovato. Una donna anziana gli andò incontro e, portando l'indice sul naso, gli intimò di fare silenzio sussurrandogli due semplici parole "ti aspettavamo". Il giorno dopo, il fiero uomo, ripensò molto a quelle parole, ma in quel momento, non vi prestò attenzione. Prese la pentola di acqua calda che l'anziana gli aveva messo in mano e seguì la donna verso il luogo in cui lui aveva lasciato la moglie. Quando, con passo veloce, arrivarono alla meta, gli occhi dell'uomo cercarono invano l'amata, ma al suo posto, erano presenti soltanto il buio ed il silenzio. Una stretta al cuore portò il terrore alla sua anima: non riusciva a capire cosa stava succedendo. La sua vita era stata povera ma serena fino a quella sera e lui non era abituato a frenesie di quel genere. Era sempre riuscito a programmare tutto il suo lavoro con perfezione e intelligenza e mai avrebbe potuto immaginare ciò che, invece, il destino gli avrebbe riservato. Distratto da un urlo aveva riportato l'attenzione verso una piccola porta scardinata e veloce come un lampo la varcò prepotentemente. La vista della moglie madida di sudore lo rasserenò, ma il sangue rosso nella sua nudità più intima gli fece perdere i sensi. Le donne lo accorsero velocemente, lo destarono e tornarono ad aiutare la puerpera, ma appena gli occhi dell'uomo si riaprirono, fecero tre battiti e crollarono nuovamente. Gli fu dato soccorso nuovamente, ma questa volta, le donne, lo portarono fuori e gli dissero di aspettare lì. L'uomo, in quella attesa aveva trovato serenità e angoscia. La prima, perché in un certo qual modo l'attesa non è mai frenetica, la seconda, perché deluso dal proprio comportamento. Cercava di guardare ciò che lo circondava, per potersi distrarre, per poter rompere la tensione, ma, troppo buio per riuscire nell'intento. Allora, cercò di lasciare la mente libera per raccogliere i pensieri casuali che arrivavano, ma soltanto una piccola leggenda Accadica gli si ripeteva in testa. L'antico popolo semitico diceva che, dal momento in cui una donna aveva le contrazioni a quando il bambino nasceva, al padre veniva fatto dono della visione dell'intera vita del figlio, ma che i "segni" sarebbero stati da interpretare. L'uomo non credeva alle tradizionali novelle, ma il fatto che nella sua mente ricorresse soltanto quella storia gli mise qualche dubbio. Si alzò in piedi e, proprio mentre l'amata urlava di dolore, un rovo gli si attorcigliò alla caviglia penetrando le proprie spine nella carne viva. Il ginocchio dell'uomo si piegò fino a trovare il terreno ed il doppio forte dolore disegnò una smorfia sul suo viso. Le mani furono pronte a sostenere la rovinosa caduta trovando l'appoggio sottostante. Su dodici sassi esse si posarono ed uno di essi lacerò il palmo sinistro della sua mano facendone sgorgare sangue vivo. Il respiro si fece affannoso ed una incomprensibile sensazione di sete si impadronì dell'uomo. Le urla della compagna, gli fecero dimenticare il dolore e ritrovando la propria dignità di uomo, si rimise in piedi. Si guardò intorno e, forse perché i suoi occhi si erano abituati al buio o forse perché chissà quale altra ragione, in quel momento l'uomo riusciva a vedere. Vide un laghetto a pochi passi in cui galleggiavano delle foglie di loto, vi si avvicinò e sentì una grande voglia di bagnarsi con quell'acqua. Senza esserne pienamente consapevole si inginocchiò sul suo bordo e con la mano sinistra raccolse per tre volte dell'acqua versandosela sulla testa. I dolori passarono, l'angoscia si perse tra le forti spire della speranza. Un tremendo ultimo urlo, annunciò la nascita del suo primogenito: primo di quattro figli. Unico figlio del mondo! Il silenzio tornò a fare il suo lavoro; una lacrima scese dagli occhi di Giuseppe e la luce di una grande stella con la coda, mai vista prima, si rispecchiò in essa. Un nuovo mondo era iniziato.
Marco Morandi 08/01/2013 11:19 1 820

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Ho avuto il piacere di leggere altri racconti di Marco Morandi altrettanto degni di nota, ma questo mi ha particolarmente colpito. La storia la conosciamo tutti, ma la bravura dell'autore e data dall'aver saputo cogliere il "sentire" del protagonista Giuseppe, un meraviglioso viaggio introspettivo all'interno della sublimata "Paternità".Un plauso all'autore.»
Carla Fortebracci

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Complimenti Marco è bellissimo! (Carla Fortebracci)

buono l'intento, ma poteva dar di più nel finale ()



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 I suoi 7 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Esperienza d'Inverno (20/12/2012)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Eros (03/07/2013)

Una proposta:
 
In Treno (09/01/2013)

Il racconto più letto:
 
Lussuria (31/12/2012, 5645 letture)


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