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Parlami, Lisa

Amore

Lisa credeva nell'Amore.

Ed alla forza che quel sentimento poteva sviluppare fino ad annullare tutti gli ostacoli ed i limiti umani.

Lisa credeva alla magia.

Delle cose che accadono anche se vanno contro tutte le credenze diffuse.

Lisa credeva nei rituali.

Che inducono le leggi della natura a piegarsi ed aprono porte sconosciute dove tutto è possibile.

Lisa insegnava in una scuola ed ai suoi bambini raccontava storie fantastiche e parabole delicate per insegnar loro a credere nella forza delle proprie opinioni e dei propri sentimenti, creava per i suoi bambini mondi colorati pieni di farfalle che portavano baci leggeri e nuvole alle quali affidare i propri messaggi.

Lisa era innamorata perdutamente ed il suo amore era lontano, partito per la guerra, lo aveva incontrato ai margini del bosco dove si recava spesso a passeggiare, a raccogliere fiori e frutti, per le sue marmellate, era bastato uno sguardo, un sorriso e si era abbandonata nelle braccia di quel meraviglioso uomo che le aveva sussurrato che la stava cercando da una vita, e che aveva poco tempo ma che mai avrebbe rinunciato a quella ricerca che lo aveva portato fino a lei.

“ Parlami, Lisa” le aveva sussurrato quel giorno dopo che avevano fatto l'amore, sdraiati nell'erba, era entrato in lei con la sua solita forza e la veemenza dei suoi trent'anni, l'aveva abbracciata forte e baciata, aveva percorso ogni centimetro della sua pelle con la punta della lingua fermandosi sulle parti più sensibili fino a farla impazzire di desiderio, ed ora erano lì, le gambe incrociate, i pensieri che inseguivano le nuvole che correvano nel cielo turchese.

E lei aveva cominciato a raccontargli le sue storie, quelle che scriveva nella sua casetta ai margini del bosco, quelle che le ispirava il piccolo molo di legno che si allungava nell'acqua del lago, quelle raccolte nelle lunghe giornate d'inverno quando la neve ricopriva tutto di un manto bianco e silenzioso.

Lui si innamorò perdutamente della sua voce, delle mani sottili che volteggiavano come farfalle nell'aria, dello sguardo assorto perso nelle immagini che gli stava descrivendo. E si innamorò perdutamente della sua pelle, della curva dei seni, della piega delle labbra e della fossetta sulla guancia quando sorrideva.

Quell'estate passò in un baleno, con le loro corse nei prati, le passeggiate mano nella mano, le lunghe ore di amore intenso e passionale, occhi negli occhi, le bocche incollate, le gambe allacciate.

“ Devo partire Lisa, mi hanno chiamato e parto per il fronte” lo sguardo triste, le labbra tremanti

“ ma ti prego, tu che sai evocare la magia, tu che raccontando crei dei mondi possibili, trova il modo di farmi tornare da te, ogni notte, perché possa continuare ad amarti”

Lo aveva accompagnato ai margini del bosco, gli aveva posato la testa sul cuore, gli aveva sorriso

“ Si, amore mio, troverò il modo e tu ogni notte tornerai da me, ovunque tu sia”.

Si era girato mille volte mentre si allontanava, le aveva mandato un bacio sulla punta delle dita. Era tornato indietro di corsa per un ultimo bacio e poi, sempre più piccolo, era sparito alla vista.

Erano passati molti giorni, e quella notte c'era la luna piena, enorme e luminosa che si levava lenta dal lago.

Lisa sentiva uno strano formicolio a fior di pelle, un batticuore sordo che le toglieva il fiato, un calore nel ventre e brividi sottili che le increspavano la pelle.

Quella sera si immerse nella vasca piena di petali di fiori, accese mille candele ed incensi, si accarezzò con oli profumati, indossò una camicia di seta, nel patio accese lampade ad olio e sparse petali di rosa sui gradini di casa, lasciò le finestre aperte lasciandosi accarezzare dal vento gentile e dalla luce chiara della luna piena, cominciò a chiamare per nome il suo amore evocando il ricordo del suo odore, delle sue mani, della sua bocca, del suo petto, lentamente scivolò nel sonno, il suo viso rischiarato dall'argento fulgente della luna che occhieggiava dal lago.

Una carezza, delle mani che indugiavano sulle sue scapole, piccoli baci agli angoli della bocca, e poi sul collo e sul seno ” Sono qui Lisa, mi hai chiamato ed io sono venuto, abbracciami forte e non lasciarmi andar via. Fa freddo dove sono ed intorno a me c'è solo dolore e morte, donami il tuo sorriso, scaldami sul tuo cuore e fammi perdere in te”.

Bocche ardenti, lingue intrecciate, il sapore della loro pelle, il loro fondersi più e più volte, Al primo raggio di sole lui andò via, non prima di averle lasciato un piccola margherita sul cuscino.

La magia, la magia di quelle notti di passione, della pelle che bruciava, delle bocche riarse, dei baci infiniti, delle carezze languide, la magia della pelle che diventava seta sotto le sue dita e lei che diventava liquida sotto la forza delle sue carezze.

Lui poi le raccontava degli orrori ai quali assisteva, degli occhi terrorizzati dei bambini, della fame e della sete, del rumore assordante degli spari, del sangue e del fuoco.

Lei ascoltava smarrita, ne assorbiva il dolore, lo rielaborava ed a sua volta gli raccontava delle albe sul lago, della nebbia del mattino, del canto degli uccelli, delle notti di tempesta quando correva sul molo a guardare il lago incresparsi mentre la pioggia le sferzava il viso e le bagnava i capelli ed il lampo disegnava i contorni delle montagne.

Lo sentiva rilassarsi, smetteva di tremare e le chiedeva di lasciarlo entrare in lei per assorbirne tutta l'essenza.

Ogni notte, per mesi, Lisa riuscì a ripetere la magia, lo chiamava e lui arrivava restando tra le sue braccia fino al primo raggio di sole.

Una notte arrivò barcollando, una rosa rossa si stava allargando sul suo petto, le labbra gelate, il corpo scosso da brividi “ Parlami, Lisa, accompagnami nel mio ultimo viaggio, raccontami della vita che avremmo avuto, dei figli che mi avresti donato, delle stagioni che avremmo visto da questa finestra, delle infinite notti d'amore che avremmo trascorso insieme.

E con voce dolce, cullandolo tra le braccia, Lisa cominciò a raccontare, per ore.

Fin quando il suo respiro si fece più lento... il suo capo pesante.

Aprì gli occhi con un grande sforzo fissandoli in quelli infiniti di lei.

“ Ora sarò io a raggiungere te, amore mio, chiamami, illumina il sentiero, presto staremo insieme, per sempre”

“ Ti sto già aspettando, Lisa”.

Quella mattina Lisa portò ai suoi bambini un libro colorato che aveva preparato per ognuno di loro, pieno di disegni di animali dei boschi, pieno di favole belle che aveva adattato alla personalità ed al carattere di ogni bambino.

Cantarono insieme ed alla fine della giornata abbracciò a lungo ognuno di loro chiamandolo per nome.

Uscì sorridendo dalla sua scuola fermandosi a guardarla per fissarne ogni particolare, si avviò a piedi attraversando il paese fermandosi a scambiare una parola o un sorriso con ogni persona che incontrava, disse addio al campanile della chiesa ed alla fontana della piazza, alle strade lastricate ed ai balconi trabordanti gerani multicolori, disse addio alla sua valle amata, alle montagne che svettavano come una preghiera nel cielo azzurro.

Disse addio al sentiero che la portava alla sua casetta al margine del bosco.

Quel giorno indossò il suo abito più bello intrecciò margherite tra i suoi capelli e non appena si levò la luna si diresse verso il lago.

“ Lisa sono qui...”

Lentamente scese nell'acqua e si diresse verso il centro del lago, i vestiti le impedivano i movimenti

il fondo fangoso le avviluppava le gambe, ma sorrideva, seguiva un sentiero pieno di luci e di margherite.

Nel paese quella notte tutti ammirarono nel cielo, verso il lago, un magnifico chiarore verde che si spense solo alle prime luci dell'alba.

Una leggenda raccontava che quella luce indicava che due anime si erano finalmente trovate.


Annamaria Barone 17/06/2015 09:17 1 673

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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«Non amo i finali tristi che, ahimè, rispecchiano la realtà, ma in questo racconto l'autrice crea una magica alchimia e, la dolcezza del narrato, cesella una magica fiaba che avvolge e coinvolge.
Aleggia un'erotismo gentile, che accompagna per tutto il racconto e apre universi alternativi che palesano la speranza all'amore eterno e indissolubile.»
Oriella Del Col

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Libro di poesieSe tu mi dimentichi
Autori Vari
Le poesie che hanno partecipato al Premio di Poesia Scrivere 2011, con tutte le opere partecipanti ed i vincitori

Pagine: 208 - € 11
Anno: 2012 - ISBN: 9781471686214


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La bottega della Poesia (10/04/2014)

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Quella tenda di bianca organza (27/04/2014, 1987 letture)


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