3143 visitatori in 24 ore
 176 visitatori online adesso





Pubblica gratis
Non aprite questo libro!
Cerchiamo autori per pubblicare una antologia di racconti dell'horror in libro cartaceo, con numero ISBN.
Ciascun autore può inviare massimo due racconti dell'horror, sia pubblicati su Scrivere che inediti. Verrà effettuata una selezione
1. La pubblicazione è GRATUITA!
2. Nessun impegno di acquisto di copie!
3. I racconti devono essere di massimo 10 pagine
4. Devono pervenire a libri@scrivere.info entro il 30 Settembre

Menu del sito


Visitatori in 24 ore: 3143

176 persone sono online
Autori online: 5
Lettori online: 171
Poesie pubblicate: 335’313
Autori attivi: 7’483

Gli ultimi 5 iscritti: Erika Pitarresi - GiusPalma - Piera Tola - Sabrina Arghittu - Fabert
Chi c'è nel sito:
♦ Davide Zocca Messaggio privatoClub ScrivereAnna Rossi Messaggio privato ♦ fausto di pasquale Messaggio privato ♦ Cesare Moceo Messaggio privatoClub Scrivereu cuntadin Messaggio privato








Stampa il tuo libro



Pubblicità
eBook italiani a € 0,99: ebook pubblicati con la massima cura e messi in vendita con il prezzo minore possibile per renderli accessibile a tutti.
I Ching: consulta gratuitamente il millenario oracolo cinese.
Confessioni: trovare amicizia e amore, annunci e lettere.
Farmaci generici Guida contro le truffe sui farmaci generici.

Xenical per dimagrire in modo sicuro ed efficace.
Glossario informatico: sigle, acronimi e termini informatici, spiegati in modo semplice ma completo, per comprendere libri, manuali, libretti di istruzioni, riviste e recensioni.
Guida eBook: Guida agli eBook ed agli eBook reader. Caratteristiche tecniche, schede ed analisi

Responsabilità sociale



Per pubblicare un libro scrivete a libri@scrivere.info

In quel 1974. L’inizio

Viaggi e Avventura

Avevo compiuto sedici anni il 24 di gennaio e luoghi così caratteristici non ne avevo mai visti. Tra la valle romagnola del Montone scendendo a San Godenzo, le case a differenza delle nostre costruzioni sul mare mi apparivano misere e tristi. Una ragione a questa mia impressione c’ era, eccome. I venti sembrano scatenare la loro furia e le case hanno finestre così piccole che pare non passi neppure l’ ossigeno. Lungo la strada e per un tratto di alcuni metri ci sta un muraglione massiccio con un’ iscrizione che spiega il perché l’ ultimo granduca avesse fatto costruire quel muro di pietra affinché il vento non travolgesse più le carrozze, i cavalli e i viandanti nei burroni che fiancheggiavano la vallata. L’ ultima delle minuscole case che stanno sul valico è l’ osteria della gioventù, dove arrivammo all’ imbrunire. Ai Poggi, poco lontano, c’ era stata in quei giorni una fiera e la strade, davanti all’ osteria, erano affollate. Notai con mio stupore una bella ragazza che poteva avere all’ incirca la mia età buttarsi a capofitto nella rissa che si stava scatenando, mi accorsi istantaneamente che era intervenuta in quel modo così veemente per difendere il fratello, che nella concitazione del momento chiamava per nome “ Giuseppe” per strapparlo dalla mischia. Il nostro arrivo forse incuriosì e sortì l’ effetto di calmare la burrasca che si era scatenata. Volemmo sapere quale era la causa scatenante della rissa anche per evitare senza proposito di scatenare noi stessi una zuffa visto il nostro carattere estremamente goliardico. Fu inutile il nostro tentativo. Nessuno, nemmeno i più accaniti, seppero spiegare il perché della rissa. Non rimase che dar la colpa al vino. Consigliammo di far portare nuovi fiaschi e la nostra ricetta si rivelò azzeccata. Noi, che avevamo sulle gambe qualche diecina di chilometri di strada montana e dovevamo alzarci alle due del mattino per salire la Falterona e scendere a Stia in Casentino decidemmo di abbandonare quella inusuale e inattesa compagnia ritirandoci nelle nostre camere. Avevamo appena chiusi gli occhi, che il capo gita venne a bussare urlando che era tempo di partire. A malincuore, lasciammo il letto. L’ aria della notte si faceva sentire e ci intirizziva le ossa; il capo gita armato di torcia elettrica come tutti noi cominciò ad inerpicarsi per la cresta sassosa del monte dei Tramiti e a raggiungere in fretta la schiena dell’ Alpe di San Benedetto. Questi sono i chilometri più antipatici in una escursione. Vengono delle tentazioni di tornare indietro, che non sono altro che ribellioni della pigrizia contro la volontà. Alcune nostre irritazioni nervose che sembrano figlie dell’ energia in realtà sono dello scoraggiamento. Non c’è che un rimedio: passo lento e non fermarsi se non per un sorso di cognac. I passi risuonano sulle rocce nude e nel silenzio; poi si cammina sull’ erba soffice, sui muschi che paiono velluto, senza alcun rumore. Ci si accorge di voltare, di salire, di scendere, e qualche volta si percepisce di passare vicino ad un albero o ad uno scoglio, senza vederlo. Il mistero non ci abbandona mai, stimola l’ attenzione, affina i sensi. All’ alba giungemmo ad una casa di pastori, proprio sotto al giogo della Falterona. Una donna col fischio chiamò le capre e munse il latte caldo e spumante che noi tutti bevemmo con gran piacere. Il monte stava davanti a noi con le sue coste chiazzate di prati verdi e di abetaie quasi nere. Salire dritti alla cima non è facile. Quindi direzione verso levante per avvicinarci alla punta di Modina e dal Pian delle Fontanelle guadagnare la vetta. A 1280 metri di altitudine mangiammo lamponi cogliendoli sul margine del sentiero; a 1650 metri perdemmo la parola davanti ad uno spettacolo immenso. Eravamo sull’ ultima vetta della Falterona, e sotto di noi, per quanto l’ occhio poteva, non vedevamo che un mare di monti! Tutto l’ Appennino centrale dal Sasso della Verna al Cimone di Fanano era sotto i nostri piedi, e più lontano, sfumate nell’ azzurro, facevano capolino vette più alte. L’ Adriatico luccicava a levante, e a mezzogiorno, verde, ridente quasi ci tendesse le braccia. Si apriva ai nostri occhi il Casentino fino ad Arezzo. Si può vivere cent’ anni ma quell’ istante non si può più dimenticare.Arriva un momento, nel silenzio solenne della montagna, che il sublime ci sgomenta e ci sente costretti a chiuder gli occhi per la vertigine dell’ immenso. La vita ha poche ore così piene, così grandi. Scendere è un dolore. In ogni caso scendemmo e intorno alla sorgente dell’ Arno bevemmo tutti l’ acqua limpida e gelata del fiume che nasce in Falterona. Poi, procedemmo ancora più a valle, tra le chine sassose e le ginestre dai fiori gialli, sui sentieri arsi e bianchi che portano a Stia. Una frazione del comune di Pratovecchio. Entrati nella piccola frazione la gente ci guardava con molta curiosità, quando un giovane ci venne incontro chiedendoci se fossimo soci del Club Alpino. Rispondemmo di sì e precisammo che la nostra sede era a Chiavari una ridente cittadina della riviera ligure. Era socio pure lui del club alpino e subito si stabilì un rapporto di fraterna amicizia. Il collante era la passione per la montagna. Arturo, questo il nome del giovane, ci indicò un posto dove cenare e passare la notte a un prezzo di assoluto favore. Il mattino seguente si presentò alla locanda dove avevamo alloggiato per la notte e fece una abbondante colazione assieme a noi poi, ci accompagnò per un buon tratto di via nella nostra salita per Segaticci verso Camaldoli all’ Eremo. Eravamo diretti alle sorgenti del Tevere. Questa però è un’ altra storia con gli stessi personaggi che mi onoro di citare; Vittorio, Carletto, Giuseppe, Francesco, Mauro, e il grande balla Massimigliano, il nostro capo gita.


Francesco Rossi 07/12/2017 19:51 203

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


SuccessivaPrecedente
Precedente di Francesco Rossi

Nota dell'autore:
«Dedico questo racconto agli amici che condividono ancora oggi questa passione per la montagna e le camminate. Giovanni, Massimo, Marco e tanti altri.»

Commenti sul racconto Non vi sono commenti su questo racconto. Se vuoi, puoi scriverne uno.

Commenti sul racconto Avviso
Puoi scrivere un commento a questo racconto solamente se sei un utente registrato.
Se vuoi pubblicare racconti o commentarli, registrati.
Se sei già registrato, entra nel sito.

La bacheca del racconto:

Bellissime immagini, descrizione perfetta (Anna Rossi)

Bravissimo Rossi (Anna Rossi)

molto piaciuta (franca merighi 42)

molto piaciuto il racconto.... (emiliapoesie39)



Ritratto di Francesco Rossi:
Francesco Rossi
 I suoi 11 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Bestia e Pietro (08/10/2014)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
In quel 1974. L’inizio (07/12/2017)

Una proposta:
 
In quel 1974. L’inizio (07/12/2017)

Il racconto più letto:
 
Bestia e Pietro (08/10/2014, 633 letture)


 Le poesie di Francesco Rossi

Cerca il racconto:





Lo staff del sito
Google
Cerca un autore od un racconto

Accordo/regolamento che regola la pubblicazione sul sito
Le domande più frequenti sulle poesie, i commenti, la redazione...
Guida all'abbinamento di audio o video alle poesie
Pubblicare un libro di poesie
Legge sul Diritto d'autore (633/41) - Domande e risposte sul Diritto d'autore
Se vuoi mandarci suggerimenti, commenti, reclami o richieste: .



Per pubblicare un libro scrivete a libri@scrivere.info

Copyright © 2018 Scrivere.info Scrivere.info Erospoesia.com Paroledelcuore.com Poesianuova.com Rimescelte.com DonneModerne.com AquiloneFelice.it