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Questo racconto è inserito in:
 Parte 1 della raccolta "Le mie fiabe " di Vivì (11 racconti)
 Fantasiosamente

Andiamo a Zonzo?

Ragazzi

“Venite con me a Zonzo?” chiese la fata luna ai due ragazzini che la guardavano con aria incredula ed estasiata. Nessuno dei due aveva mai avuto modo d’incontrare una fata, e quella che aveva posto loro la domanda, era incantevole, sia nell’aspetto che nei modi deliziosi. Era molto giovane; avrà avuto all'incirca 14 anni, ed era al suo primo incarico. Doveva acquisire ancora esperienza, ma si era apprestata ad assolvere il suo compito con un entusiasmo tale, da far sorridere le fate più anziane del Gran Consiglio. Le era stato affidato il delicato compito di accompagnare i bambini meritevoli nel paese incantato dei Gran Balocchi di Zonzo.

La fatina a sua volta sorrise intenerita davanti agli occhi innocenti, azzurri e verdi sgranati con gran meraviglia su lei.

"Ma tu chi sei e come ti chiami?" chiese il più grande dei ragazzini.

"Il mio nome è Selen, e sono la fata luna. Sono stata incaricata di accompagnare i bambini meritevoli nel paese dei Gran Balocchi. Voi non siete mai stati a Zonzo, vero?"

" Zonzo? I bambini meritevoli? Cosa vuol dire?" chiese allora il più piccolo.

"I bambini meritevoli sono quelli che studiano, che non fanno capricci e che ubbidiscono ai genitori. Solo quei bimbi che posseggono queste virtù possono aspirare di varcare i cancelli di Zonzo. Ma attenzione però! Una volta varcati i cancelli del paese fantastico, ci sono i folletti dispettosi che cercano di impedire ai bambini di raggiungere la zona balocchi. Ed ecco che intervengo io con i miei consigli per cercare di aiutarli." Spiegò la fatina pazientemente.

"Che genere di consigli Selen?"

"Tu come ti chiami?"

"Io sono Andrea, e lui è il mio fratellino Alessio."

"Bene! Alessio, Andrea, voi siete bambini ubbidienti?"

"Abbastanza, fatina!" risposero in coro.

"Siete bravi a scuola?"

"Abbastanza fatina!"

"Siete bambini capricciosi?"

"Non molto fatina!"

"Bene! Allora vi posso accompagnare ai cancelli di Zonzo. Ma ricordate, solo se mi avete detto la verità i cancelli si spalancheranno davanti a voi, ed allora potrete entrare!"

"Va bene fatina, ci piace l’dea di andare a Zonzo. Tu vai avanti, noi ti seguiremo!"

"Però, quando saremo arrivati bimbi, fate attenzione! Tenete gli occhi e le orecchie ben aperte, poiché i folletti guardiani sanno essere molto dispettosi e chissà cosa s’inventerebbero pur d’impedirvi di entrare nel paese dei balocchi."

Detto e fatto si misero in cammino per Zonzo, ma non ci misero molto ad arrivare, poiché con l'aiuto della fatina viaggiarono alla velocità della luce, ed avendole detto la verità, nulla poterono i folletti per impedire loro di oltrepassare i cancelli, che si aprirono abbastanza velocemente anche se i cardini cigolavano tanto, da sembrare che si lamentassero.

Per quel cigolio lamentoso e poiché i battenti si aprivano con una lentezza esasperante per loro, i due ragazzini stettero a guardare il cancello con occhi sgranati ed il fiato sospeso; la paura che i battenti non si aprissero e che loro due non potessero entrare nel paese dei Gran Balocchi, era tanta, ma per fortuna alla fine, con un ultimo poderoso cigolio si spalancò.

I due bambini emisero un ohhh di meraviglia altisonante, poiché davanti ai loro occhi si aprì un paesaggio da favola. Il loro sguardo estasiato andò prima al cielo, in cui sembravano sospesi alcuni ponti acquerellati ed iridescenti. Con gran meraviglia guardarono gli arcobaleni sui quali incredibilmente passeggiavano impavidi bambini e bambine, che saltellavano giocosamente tenendosi per mano. I piccoli arrivati alla fine del ponte iridato, si dirigevano verso nuvole vicine, bianche e soffici come tanti batuffoli d’ovatta sparsi nel cielo, da cui partivano giganteschi scivoli a spirale che si tuffavano a loro volta nelle acque azzurre e limpidissime di enormi piscine. Da lì poi partivano percorsi acquatici con toboga di cristallo che si tuffavano a capofitto in salti d’acqua spettacolari.

Quindi videro giostre di ogni tipo e giochi, giochi a non finire, fin dove gli occhi dei bambini potevano spaziare. Nel cielo azzurrissimo, esplodevano tuonando, fuochi d’artificio multicolori e migliaia di bandierine garrivano al vento, stese su fili argentei chilometrici, tra una torre di un castello incantato all’altro.

Il parco divertimenti era assai affollato da bambini di tutte le età, che sembravano felicissimi. L'attenzione di Andrea ed Alessio, ad un certo punto, fu attratta da un aquilone gigantesco alla cui coda, stavano appesi attaccati gli uni agli altri, volando e ridendo cinque bambini.

I due ragazzini guardarono stupiti quella scena straordinaria, rimanendo imbambolati, fintantoché la fatina non li spinse di nuovo delicatamente, poiché i cancelli non rimanevano a lungo spalancati. Difatti, appena l’ebbero oltrepassato, esso si richiuse con un sonoro cigolio.

"Ora bambini, dovete dare prova di forza e coraggio, poiché se volete raggiungere quei bambini nella zone giochi e balocchi, dovete superare la prima prova." disse dolcemente la fatina, cercando di riportare l’attenzione dei due ragazzini frastornati da tante meraviglie, su lei.

"Ecco vedete? Proprio qui davanti a voi c'è questo percorso obbligato, costruito tutto in gommapiuma. Per prima cosa dovete salire su quella ruota che gira in orizzontale, poi saltare su quella lunga trave altalenante, per cercare di atterrare su quei gradoni giganti, ed infine affrontare quella parete attrezzata con i martelli di gommapiuma. Al di sotto di voi, come potete vedere c'è la piscina, ma state tranquilli, poiché se cadrete, ci saranno i folletti bagnini pronti ad aiutarvi. Solo se riuscirete ad oltrepassare il percorso obbligato conquisterete il diritto di diventare cittadini del fantastico paese dei Gran Balocchi chiamato anche Zonzo, ed entrarvi quando vi pare. Ora dovete scegliere se cercare di passare uno alla volta, o se invece preferite affrontare il percorso insieme. Ditemi voi!"

"Ma il mio fratellino è ancora piccolo, fatina! Da solo non ce la farà mai! Devo aiutarlo io, per cui affronteremo il percorso insieme. " disse decisamente Andrea.

"Va bene! Ma ricordate bambini, nel caso cadeste in acqua, dovrete ritornare indietro e ricominciare dalla ruota."

" Ok fatina! Ma i folletti dispettosi di cui ci hai parlato?"

"I folletti dispettosi vi aspettano alla fine del percorso, pronti ad impedirvi di raggiungere la zona balocchi e divertimenti."

"Allora cominciamo?"

"Un ultimo consiglio prima di andare. Il percorso non è difficile da superare, dovete solo saltare sull’altro ostacolo nel momento giusto. Vi consiglio di stare ad ascoltare il mio via e soprattutto tu Andrea, manda avanti il tuo fratellino. Solo quando Alessio sarà passato sull'altro ostacolo, aspetterai ancora il mio via e lo raggiungerai. Sono stata chiara Andrea?"

"Certo fatina. Aspetteremo che tu ci dia il via!"

"Bene! Ora andate bambini, si comincia."

I due ragazzini si presero per mano avviandosi alla ruota orizzontale. Non fu difficile con l'aiuto della fata luna per i due piccoli saltare dalla ruota alla gigantesca trave altalenante. Lo spazio su di essa era abbastanza grande perché i due ragazzini camminassero cercando di mantenersi in equilibrio affiancati. Durante tutto il percorso il piccolo Andrea, non lasciò mai la mano del fratellino, dimostrando una maturità ed un istinto di protezione molto spiccati verso il fratello minore.

Quando furono al centro della trave, la fatina ordinò loro di fermarsi, ed essi ubbidirono. La trave s’inclinò lentamente con il loro peso ben bilanciato al suo centro e scese fino a tornare in orizzontale, permettendo così ai due ragazzini di arrivare agevolmente ai due gradoni in movimento alternato. Ma ben presto superarono anche quell’ostacolo, quindi affrontarono la parete martellante.

Alessio ebbe un attimo di esitazione e sgranò gli occhi allibito:

" Ho paura Andrea!" disse con una vocina esitante.

"Dai Alessio, forza! Vedrai con l'aiuto della fatina ce la faremo!”

Infatti Selen si librò con le sue ali da libellula davanti al loro, rassicurandoli con la sua presenza e dando loro il segnale:

"Ora attenzione ragazzi! Questo è l'ostacolo più difficile, ma non impossibile! Pronti? Vai Alessio e abbassa la testa!"

Il ragazzino si lanciò al segnale della fatina, ed atterrò felicemente alla base della parete abbassandosi e facendosi piccolo piccolo. La paura di cadere in acqua era tanta, ma per fortuna tutti e due i ragazzi riuscirono a superare il percorso al primo tentativo. Quando arrivarono alla fine esultarono, mentre battevano il cinque tra loro e con la fatina accorsa a complimentarsi:

"Bravi ragazzi! Ce l'avete fatta! Ma non avevo dubbi. Ora riposatevi poiché dovrete superare ancora alcune prove a sorpresa. I folletti dispettosi vi aspettano per cercare di rimandarvi indietro. Secondo loro sono sempre troppi i bambini che entrano a Zonzo."

Dopo poco infatti, comparve davanti a loro un folletto che sghignazzava sfregandosi le mani molto soddisfatto e canzonandoli:

"Eh eh eh! Come sono contento! Non ce la farete mai! Ho preparato per voi un trabocchetto insuperabile! Venite bambini, venite!" disse infine minacciosamente. E dinnanzi ai loro occhi sconcertati, la piscina cominciò a ribollire, e le acque ben presto si gonfiarono fino a trasformarsi in onde spaventose.

La fatina si avvide che i due erano impauriti e corse accanto a loro per rassicurarli:

"Non abbiate timore, ragazzi! Supereremo insieme questo ostacolo, divertendoci. Vedrete, sarà come andare sulle montagne russe! Non ci siete mai stati? No? Ebbene è ora che cominciate! Seguitemi!"

E con un frullio leggiadro e magico delle sue ali, fece apparire una simpaticissima coppia di delfini, sul cui dorso erano sistemate delle selle come quelle dei cavalli.

I delfini sembrarono felici di vedere i due ragazzini, tanto, che si misero a fare salti mortali in aria ricadendo in acqua con tuffi strabilianti e giocosi. I due ragazzi si affrettarono a salire sul loro dorso, tenendosi alle briglie dorate che pendevano sul collo dei simpatici animali. In quel momento ebbe inizio una cavalcata ed una corsa a cavallo delle onde, che i due ragazzini avrebbero ricordato per sempre. I due cetacei, principi del mare saltavano i grandi marosi con abilità, ma facendo attenzione che i piccoli a loro affidati dalla fata luna si divertissero, senza fargli bere nemmeno un po' d'acqua.

Andrea ed Alessio dopo i primi attimi di sbigottimento, cominciarono a divertirsi e ben presto salirono nell'aria, le loro risate felici.

Ma come tutte le cose belle e divertenti, anche quella gioiosa cavalcata finì, ed i due bambini salutarono affettuosamente, e a loro volta i due giocolieri dell’acqua, salutarono con simpatia i due piccoli.

"Ciao bambini! State tranquilli, ci rivedremo presto! E state buoni se potete!"

Dopo, la fatina concesse loro ancora qualche minuto per riposarsi, poiché la traversata era stata oltre che gioiosa, anche molto lunga, ed i ragazzi si erano stancati. Intanto il folletto che aveva preparato il trabocchetto, saltellava furioso, grugnendo come un maialino. Si stava rodendo il fegato, poiché i ragazzi erano chiaramente soddisfatti.

Ma al suo fianco apparve quasi subito un altro folletto sghignazzante:

"Tranquillo compare! Ora ci penso io a questi due furbetti!"

E ridendo e saltando, assestò delle grandi pacche sulle spalle del suo piccolo amico.

E davanti agli occhi dei ragazzini, comparve improvviso un labirinto acquatico. Il folletto esultò quando vide i due bambini sgranare gli occhi sconcertati, ma la fatina li rassicurò per l’ennesima volta, sospingendoli delicatamente.

Ma questa volta anche lei doveva rimanere sconcertata, poiché alla prima svolta netta della parete acquatica, si trovarono davanti dei terribili guardiani. Il folletto aveva messo di sentinella dei granchi giganti e neri astici titanici.

I bambini questa volta si bloccarono terrorizzati, ed allora la fatina prese una decisione:

"Ora basta!" disse adirata verso i folletti "Avete proprio superato ogni limite! Non permetterò che continuate con questi sporchi giochetti! Non era nei patti che spaventaste i bambini in questo modo! Ora vedrete!" E con un altro frullio magico delle diafane ali, fece apparire lo spara bolle gigante. Davanti agli occhi degli astici e dei granchi, si andò a formare una bolla iridescente.

"Soffiate bambini, soffiate!" esortò la fatina. Quindi, quando le sembrò abbastanza grande da contenerli, sospinse i bambini dentro la bolla. Si alzò una brezza gentile che presala delicatamente, la sospinse poi sempre più in alto. I due bambini risero felicemente; il mondo dei balocchi si estendeva ora meravigliosamente, sotto di loro.

Furono trasportati nella bolla iridescente, in un mondo fantastico, fantasmagorico e cominciarono così un viaggio di sogno nel paese di Zonzo sulle ali della fantasia.


Vivì 14/07/2011 20:09 2 620

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Meravigliosa! Fantasia e creatività volano leggere sulle ali della soavità! Complimenti!»
Laura Sensoli

«Ali della fantasia? C'è qualcuno che ti supera in questo? Neanche... Selene in carne e ossa mia cara. Tutti a Zonzoooooo si parteeeeeeeeeee.»
Maria Rosy

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