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Sul treno, una notte

Giallo e Thriller

A coprire certe distanze, di spazio e di tempo, che ti scorrono al suono delle rotaie sui binari nelle notti d’ inverno a temperature sullo zero o zero borderline, può a volte non bastare la consapevolezza di un arrivo, di una qualche stazione, nel ristoro di un fermo andare.

In animo già frenetico arrivò in stazione, Gianni uno scompigliatore di parole che nelle casualità delle combinazioni a volte indovinava facciate da vero artista. Questo era almeno uno dei tanti commenti che diceva di aver ricevuto a titolo di recensione. Era solito una volta la settimana, per incentivare la sua fervente ispirazione, prendere il treno più tetro del suo territorio, che nel tempo che separa la fine di un crepuscolo con l’ inizio di un alba, l’ avrebbe portato e riportato dal centro cittadino provinciale. Fece, dunque, il biglietto, entrò nel vagone e si sedette comodo in uno dei tanti posti vuoti, vicino al grande finestrone laterale. Con lui, avanti, ai lati e dietro, nessuno, forse qualcuno sarebbe entrato alla fermata intermedia. Prese dallo zaino, un quaderno a righe, e una penna che aveva nel taschino interno del cappotto marrone daino, che indossava e provò già a scrivere qualche pensiero.. Passò un bel po’ che il treno si fermò al primo casello, e Gianni alzò lo sguardo verso i lati d’ entrata, nel desiderio vano, a brevi scoccati secondi, di scorgere qualche anima viva .I portelloni del treno si aprirono e si richiusero solo per un ricambio d’ aria. I preziosi minuti trascorrevano sonoramente sulle rotaie infuocate e sul quaderno neanche una goccia d’ inchiostro, si lascio sfuggire dalla bocca una serie di parole, che legate per leggerle in senso compiuto, non davano certo quel tocco d’ arte, che trascritto con una bella penna nera, su un bel foglio bianco, dessero il senso di un principio di un non so ché d’ opera. Con suo stesso deluso stupore, si ascoltò rammaricato sotto voce:

langue l’ ispirazione

già dalla prima stazione

assenza di intuizione

anche col treno in azione.

Non mise nero su bianco.Invoco l'aiuto degli spiriti della notte,la loro voce,la loro verità.

Dopo numerose fermate Il Treno arrivò alla sua destinazione d’ andata con l’ unico passeggero ormai addormentato a bordo verso le 3 di notte. Al finire di una breve pausa ripartì e poco dopo Gianni si destò di soprassalto come toccato da qualcuno, aprì per bene gli occhi e terrorizzato si vide se stesso come capo treno con gli occhi rossi con venature blu su tutto il corpo e vestito soltanto di una folta peluria chiedersi il biglietto. Come paralizzato, privo della sua volontà, all’ angolo della sua postazione poté

null'altro che ascoltare una voce che nel suono dava il senso già di malvagio:

“ Caro mio Uomo, Tu nella insana voglia di erigerti a pensatore speciale di questo mondo, perché vuoi scorgere oltre il limite che ti è stato dato? Perché non vivi del tuo umile? Io ti cerco di mio. Se solo potessi leggere già ora questi 666 racconti che ho fra le mie mani Ti giuro saresti già mio.”

Nello sguardo atterrito di Gianni si impresse come un sigillo il titolo del libro che aveva fra le mani: “ I 666 racconti del diavolo”- Poi le prime luci dell’ alba e un senso di stordimento, con la sensazione di essere sveglio del tutto. Il treno arrivo al paese di partenza che erano circa le nove,

e Gianni aveva la consapevolezza di aver bucato la nottata, e nel mentre, richiuse il quaderno per risistemarlo, nello zaino, gli si raggelò di nuovo il sangue.

C’ era scritto, in testa al primo foglio bianco, il titolo, come di un inizio d’ opera, ispirata da chissà quale strana voce della notte:

“ I 666 racconti del diavolo”

Questa storia mi è stata raccontata diversi anni fa, il nome che ho menzionato è vero per la metà che ho omessa, io stesso nell’ ascoltarla ho sentito un misto di brivido e di risata ma vi posso assicurare che Gianni tremava dalla paura al ricordo di quella corsa, io da amico, gli dissi che aveva fatto un incubo e che aveva scritto, il titolo di un opera, che se realizzata gli avrebbe dato sicura fama.

Lui mi rispose in un tono molto severo:

“ Non credo sia una scelta artistica giusta, rischiare la mia anima e quella dei miei lettori per così poco”.


Rosafio Giancarlo 20/01/2014 21:39 897

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