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Questo racconto è inserito in:
 Parte 7 della raccolta "Nel paese che non c'e' " di Sara Acireale (7 racconti)
 Il paese della felicita'

Sellix (capitolo 3- racconto in tre capitoli)

Ragazzi

Taiomì fece accomodare Silvia su un comodo divano, la guardò con simpatia e disse: - Siediti e riposati Silvia, respira quest’aria purissima. Dopo questo lungo viaggio sarai stanca e avrai sicuramente fame. Ti faccio preparare qualcosa da mangiare. –

In effetti, sentiva un certo languorino. Taiomì suonò per tre volte un campanello e si presentò un essere meraviglioso con il viso di donna e il corpo che assomigliava a quello di una zebra, ma fornito di tre gambe e quattro braccia. I capelli erano di un bellissimo colore arancione e gli occhi, di colore rosa fucsia, erano pieni di brio e vivacità.

- Che essere fantastico! Taiomì mi dici il suo nome? –

- Si tratta di un barmaritauro e si chiama Tozzilla. È un essere straordinario dotato di molta intelligenza, ha senso dell’umorismo, canta in modo divino, sa suonare parecchi strumenti ed ha molte affinità con l’uomo. Inoltre, in questa creatura, è spiccato il senso del dovere e della giustizia. –

Il barmaritauro indossava un vezzoso vestitino bianco con palline azzurre, le scarpette erano bianche, come pure il fiocco che aveva tra i capelli acconciati all’ultima moda. Gli occhi e le labbra erano truccati e camminava come un’indossatrice su una passerella. Fece un profondo inchino a Silvia e le pose davanti un piatto d’oro pieno di frutta variopinta e squisita.

- Buon appetito. – Disse Tozzilla e scomparve.

Che strana e affascinante creatura!

La frutta era composta da ciliegie bianche, fragole verdi, banane rosa, ananas azzurri, pere e mele di vari colori e, inoltre, altra frutta strana per forma e colore. Il tutto era una delizia per gli occhi e una prelibatezza per il palato.

Mentre mangiava due sirene bionde, immerse in una piscina, suonavano con molta bravura la chitarra, due coniglietti rosa cantavano e alcuni topolini rossi ballavano il tip tap sopra un tavolo. Dopo un po’ ricomparve Tozzilla e si mise a cantare assieme ai coniglietti. Accidenti! Cantava meglio di Madonna.

Taidilì disse con orgoglio che era stata lei a insegnare a cantare ai coniglietti. C’era voluto molto tempo e si era dovuta armare di santa pazienza, ma alla fine era riuscita nel suo scopo.

Ma era proprio vero? Era lei, la piccola Silvia, che si trovava in quel posto meraviglioso, lontana anni luce dal suo paese? Si diede un pizzicotto per essere sicura di non sognare. Era reale tutto ciò che le stava succedendo?

- Silvia cara, devo dirti che noi ci nutriamo soltanto di frutta fresca e verdura cruda. – Spiegò Taiomì – la nostra alimentazione, il nostro clima, l’aria pulita e il nostro carattere buono e allegro ci permettono di restare sempre giovani e di vivere più di diecimila anni. Io, per esempio, compio tremilacentodieci anni fra pochi giorni (ci sarà una grande festa a Sellix per il mio compleanno) Turimax ne ha tremilaquattrocentoventuno e la mia dolce bambina ha soltanto la tenera età di cinquecentodiciotto anni. –

Silvia sgranò gli occhi per la sorpresa.

- Taiomì, hai forse voglia di prendermi in giro? Forse mi credi un po’ tonta? Non ho mai conosciuto nessuno che abbia più fantasia di te. Diecimila anni! No, io penso che è praticamente impossibile. Come si può vivere per un periodo così lungo? E poi com’è possibile che tu hai tremilacentodieci anni e Turimax tremilaquattrocentoventuno? Secondo me, tu e Turimax non dimostrate nemmeno trent’anni e Taidilì soltanto cinque. La tua pelle è levigata, i tuoi capelli sono soffici e morbidi, i tuoi occhi hanno una grande luminosità. La mia povera mamma, invece, ha soltanto quarantadue anni e, credimi, sembra una befana al tuo confronto. Lei si dispera sempre per i segni inesorabili dell’età. Le prime rughe e i primi capelli bianchi la fanno diventare nevrastenica. Non fa altro che impiastricciarsi il viso con varie pomate, tingersi i capelli, ma il risultato è contrario alle sue aspettative. Da quando è ingrassata di qualche chilo frequenta la palestra per cimentarsi in esercizi estenuanti. Quando ritorna a casa i suoi nervi sono a pezzi e con lei non si può nemmeno discutere. Mio padre ha compiuto quarantacinque anni da poco e ha già la pancia, il doppio mento e un carattere impossibile. Mio nonno Giacomo ha ottanta anni e un mucchio di acciacchi, durante la giornata è costretto a prendere svariate pillole. Guai se ne dimentica qualcuna! Il suo cuore incomincia a fare i capricci e poi… soffre di pressione alta, ha i reumatismi, il diabete e anche l’arteriosclerosi, si dimentica sempre tutto e a volte non mi riconosce nemmeno e rivolgendosi a mio padre urla: “Chi è quella stravagante ragazzina lentigginosa?”. Non mi ricordo l’età di mio zio Baldassare, so soltanto che è un balordo che vuole fare il sapientone, sbaglia sempre tutto e ha una particolare attitudine a cacciarsi nei guai. Che famiglia catastrofica! Con una simile eredità che ne sarà di me? –

Taiomì si commosse, l’abbracciò forte a se per un po’ di tempo. Anche Turimax accarezzò dolcemente la fanciulla. Era evidente che queste persone straordinarie l’amavano e volevano salvarla. Taiomì replicò così a Silvia: - Mia cara ti assicuro che non ho la minima intenzione di prenderti in giro. Ti rispetto troppo e so che sei una ragazzina intelligente. La mia non è fantasia, come tu pensi, ma la realtà di Sellix. A costo di essere ripetitiva devo ribadirti che qui non è come da voi. Piccola mia, devi tenere presente che la nostra serenità e la nostra gioia ci permettono di vivere molto a lungo e di evitare le malattie e la vecchiaia. Non conosciamo le rughe, il mal di testa, i reumatismi, il diabete, l’arteriosclerosi. So che sulla Terra esistono queste miserie, che il genere umano è afflitto da ogni genere di malanni. Quando Turimax me ne ha parlato mi si è stretto il cuore per l’angoscia. Ho provato una grande compassione per voi terrestri e… ho pianto calde lacrime. Vorrei potervi aiutare. Noi donne di Sellix siamo fortunate perché non usiamo creme, non tingiamo i capelli, non spendiamo soldi per il parrucchiere e l’estetista. Per noi non c’è bisogno di niente perché siamo già molto belle al naturale. Più belle di così sarebbe impossibile. –

Silvia rimase un poco pensierosa, poi dai suoi occhi blu uscirono due grosse lacrime.

- Cosa fai, piangi adesso? – domandò Turimax premurosamente.

  • E bravo Turimax! Secondo te cosa dovrei fare? Ballare e cantare? Nemmeno se fossi uscita dal manicomio potrei ridere perché mi sto rendendo conto che i mali della Terra sono troppi. Da noi è tutto effimero e triste: la pace e la gioia non esistono, vari popoli sono in guerra tra loro. Da una parte ci sono i terroristi che fanno gli attentati e dall’altra quelli che bombardano le popolazioni inermi. Anche i miei genitori litigano sempre di santa ragione e a volte devo tapparmi le orecchie per non sentire le loro urla assordanti, le parole cattive che escono dalla loro bocca. Gli insegnanti hanno i loro problemi e scaricano il loro nervosismo su noi ragazzi. Ci torturano, siamo le loro cavie. Prima mi sembrava normale tutto questo, ma adesso che sto notando la profonda differenza tra i terrestri e i sellixiani, non vorrei più tornare sulla Terra. Vi prego, non mandatemi via. Fatemi restare con voi. Non voglio diventare come mia madre, mio padre e… tutti gli altri terrestri. Non voglio diventare adulta sulla Terra e poi invecchiare. Non mi attira per niente l’idea di diventare a quarant’anni nevrastenica come mia madre e, a ottanta, arteriosclerotica come mio nonno, perdere la memoria e non riconoscere chi mi sta vicino – sospirò per riprendere un po’ di fiato – Voglio volare anch’io, avere un barmaritauro che si chiama Tozzilla (o magari Petronilla) che mi porta la frutta, delle sirene che suonano la chitarra, dei topolini rossi che cantano e ballano il tip tap e degli animali che giocano a pallavolo. –

  • Non disperarti piccola terrestre perché anche il tuo pianeta un giorno sarà più bello e armonioso, la gente sarà più felice perché avrà finalmente imparato la legge universale dell’amore. –

  • Sarà come a Sellix? –

  • Ti assicuro di si, - disse Turimax – lo sai che non mento mai, ma dovranno passare molti, molti lunghissimi anni. Con un po’ di pazienza e molta buona volontà, i terrestri impareranno finalmente ad amarsi e rispettarsi e non ci saranno più guerre fra i vari popoli. Anche da voi la pace regnerà sovrana (almeno lo spero). Saremo noi di Sellix a istruire gli indisciplinati abitanti del tuo pianeta. Attualmente sto addestrando dei volontari per questa importante missione terrestre. Anche da voi la gente non invecchierà più e sarà più bella e sana. Gli orrori e le miserie che si riscontrano attualmente sulla terra, saranno un brutto ricordo. –Ti ringrazio, adesso posso ripartire tranquilla perché mi hai dato una speranza, anche se… non mi fido molto dei terrestri. Io li conosco meglio di te. –

Dicendo ciò la fanciulla sorrise di nuovo. Pensava adesso a quel giorno lontano in cui finalmente sulla terra tutto sarebbe cambiato: ci sarebbero state armonia e felicità, nessuno si sarebbe più ammalato e sarebbe diventato vecchio. Per mezzo di un benefico influsso, anche gli animali sarebbero diventati più buoni e intelligenti. I suoi genitori e tutti i genitori del mondo, sarebbero diventati gentili e comprensivi e non avrebbero litigato mai più. Avrebbero compreso l’atmosfera della primavera.

Sua madre non si sarebbe più disperata per le rughe, le vene varicose e la cellulite perché sarebbe diventata bellissima come Taiomì. A suo padre sparirebbe la pancia, il doppio mento e il nervosismo per diventare meraviglioso quasi… come Turimax. Suo zio Baldassare sarebbe diventato sensibile e intelligente come le scimmie di Sellix. E suo nonno Giacomo? Anche lui avrebbe subito delle profonde trasformazioni. Avrebbe acquistato una memoria prodigiosa come Pico della Mirandola e il suo corpo sarebbe diventato agile e scattante come quello di un giovanetto.

Dobbiamo andare adesso, preparati a fare il viaggio di ritorno. Suvvia! Sbrigati Silvia, altrimenti i tuoi genitori incominceranno a stare in pensiero per te e potranno combinare dei pasticci. Mi raccomando ragazzina: racconta a tutti i terrestri che in questo pianeta lontano dalla terra esiste un paese di nome Sellix dove tutti i suoi abitanti sono felici, non conoscono lo stress e le preoccupazioni e… non ci dimenticare mai. –

Dimenticarli? Mai e poi mai. Cosa andava blaterando Turimax? Come avrebbe potuto dimenticarli se con loro aveva trascorso la giornata più bella, più entusiasmante, della sua giovane esistenza? Forse Turimax aveva voglia di scherzare. Silvia promise solennemente che avrebbe raccontato a tutti i terrestri delle meraviglie di Sellix. Salutò Taiomì e Taidilì e, promise loro, che sarebbe andata a ritrovarle un giorno. A stento tratteneva le lacrime. Turimax strizzandole un occhio la incoraggiò: - Ehi piccola! Non piangere, ci rivedremo presto. Te lo prometto. Per farti stare più tranquilla ti regalo un medaglione con la mia fotografia. Quando ti troverai in seria difficoltà, guardandolo intensamente, potrai metterti in contatto con me. Correrò subito alla MONTAGNA DELLA PRINCIPESSA per venirti a prendere. –

Mentre con Turimax si avviava verso l’astronave che doveva riportarla sulla terra, vennero i coniglietti rosa assieme a Tozzilla esclamando: - Birbantella che non sei altro? Vorresti andartene senza salutarci? È così che si trattano gli amici? –

Quelle simpatiche e straordinarie creature le cantarono una commovente canzoncina di addio. Le parole e la musica erano opera di Tozzilla. Quando finirono di esibirsi le buttarono addosso coriandoli colorati, stelle filanti e le diedero tanti bacetti.

Erano circa le 15,30 quando fece ritorno nella sua abitazione.

- Sei la solita testolina matta. Si può sapere cosa ti è successo? – l’apostrofò sua madre – dove sei stata? Con chi? Sei sempre con la testa fra le nuvole. Vorrei essere capace di entrare nel tuo cervello per conoscere e capire i tuoi strampalati pensieri. Abbiamo telefonato a scuola e non c’eri, le tue amiche non sapevano nulla di te. Abbiamo girato il paese in lungo e in largo. Sembravi sparita nel nulla, inghiottita dalla terra. Non sapevamo più dove cercarti. Ci hai fatto disperare moltissimo. –

  • Mamma calmati e sta a sentire con attenzione. Tu e papà avete fatto male ad agitarvi tanto. Come al solito state sempre in ansia e vi preoccupate troppo, senza alcun valido motivo. È questo il modo di accogliermi dopo il lungo viaggio che ho fatto? Non è bello essere aggredita in questo modo. Santo cielo! Penso che non imparerete mai. Sono stata in un paese bellissimo che si trova moto lontano: al di là della luna, del sole e delle stelle. Questo paese si trova nel pianeta Zoran e si chiama Sellix. Voi non immaginate nemmeno le cose fantastiche che ho potuto conoscere. È tutto meraviglioso lassù, sapete? Gli abitanti di Sellix sono sempre felici e non invecchiano mai, non hanno malattie e vivono molto a lungo: più di diecimila anni. Gli animali sono dotati di un’intelligenza straordinaria: ballano, cantano, giocano a pallavolo e fanno molte altre cose. Sono più intelligenti e brillanti di zio Baldassare. Mamma, papà, ho fatto un’esperienza bellissima e un giorno ritornerò di nuovo in questo paese fantastico. Anzi, se volete, farò venire Turimax con l’astronave e potete venire anche voi. Anche nonno Giacomo potrebbe venire, così avrebbe modo di ringiovanire. Che ne dite? Non vi sembra una bella idea?. –

I suoi genitori la guardarono stranamente, non credevano a una sola parola di quello che lei aveva raccontato. Molto probabilmente pensarono che a quella figlia tutta matta mancavano parecchie rotelle.

Silvia andò subito nella sua cameretta. No, non era possibile fare cambiare mentalità ai suoi genitori e agli altri terrestri. Domani… sì domani avrebbe preso il medaglione con la foto di Turimax, si sarebbe messa in contatto con lui perché voleva… ritornare a Sellix.


Sara Acireale 22/12/2010 08:40 2 773

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Nota dell'autore:
«Silvia è protagonista di un viaggio fantastico. A Sellix scopre tante meraviglie, animali molto intelligenti che parlano e giocano a pallavolo, persone che vivono più di 10. 000 anni e restano sempre belle e giovani.»

Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«Questo è già un piccolo romanso inventato con fantasia, personaggi, avvenimenti, ricco di particolari, con un certo filologico, ti ripeto di scrivere, perché la vena di scrittrice c'è,complimenti!!!»
Colomba

«Nemmeno da bambino avevo letto con tanta avidità e rapacità un racconto, come ho fatto con il terzo capitolo della saga di Sellix, aspetto con ansia altri capitoli di questa piccolissima ed intelligente bambina e di Tourimax, Taidilì, Taiomì e Tozzilla il barmauritaro e tutte le altre cose belle che l'autrice sa raccontare, complimenti.»
Pulse

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buonasera grande scrittrice. (Pulse)

coraggio sei una brava scrittrice!ciao,un bacio (Colomba)

piaciuta molto la conclusione!ciao. (Colomba)



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Il primo racconto pubblicato:
 
La principessa triste (06/10/2010)

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Sulle ali della musica (07/07/2011)

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La principessa triste (06/10/2010, 2946 letture)


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