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L’isola di corallo

Fantascienza
  1. L’ isola di Corallo

 

"Orio svelto prendi le valigie dobbiamo andare inizia il nostro viaggio, non c’è fretta    Cleufe è ancora presto dobbiamo attendere l’ anno tremilasedici."

"Saremo ancora vivi per quel tempo?"

 

"Certo ora siamo anziani abbiamo appena centocinquant’ anni quando partiremo saremo tornati giovani."

" Orio siamo proprio fortunati ogni anno che passerà saremo sempre più giovani qui nel nostro mondo viviamo alla rovescia."

"Cosa dici Cleufe prima moriamo poi iniziamo a vivere da vecchi."

"Hai ragiore da domani noi inizieremo a ringiovanire, come sono triste."

"Perchè?"

"Perderemo la nostra maturità."

"Non ci pensare adesso ci vorrà tanto tempo.

Che bello i miei capelli bianchi si stanno lentamente scurendo."

"Anche i miei."

"Si lo vedo Orio sei meno rugoso, i tuoi occhi viola brillano luminosi."

"Pure i tuoi occhi gialli sono meravigliosi, ma non mi piaci."

"Nemmeno tu mi piaci."

"Perchè ci dovevamo piacere? Siamo nati per caso vicini da una pianta di legumi, i nostri genitori erano fagioli, non siamo degli esseri umani solo vegetali con gambe braccia e sopratutto con cervello."

 

"Orio quanto tempo dovremo aspettare per partire?

"Dove andremo?

"Non me lo chiedere non lo so."

"Fagiolo quanti giorni sono trascorsi? Ho chiusi gli occhi  solo ora mi sono svegliata, dove siamo?!"

"Sei proprio una dormigliona da cinquant’ anni siamo arrivati su quest’ isola sconosciuta attendevo che ti svegliasti per andare a perlustrare il territorio."

"Fammi sgranchire le gambe sono stata ferma tanto nel mio baccello."

"Non perdiamo tempo fagiolo."

"Anche tu sei un fagiolo, ma secco."

"Basta con queste offese cosa vedi in giro?"

"Quello che vedi tu, un foresta di alberi rossi, laggiù si scorge il mare rosso corallo, onde bianche di  filante cotone, il cielo è verde, il sole blu, le montagne nere come il carbone."

"Che strano posto."

"E’ un’ isola Cleufe, saliamo sopra quell’ albero da quassù guarda, si vedono tantissime formiche nere dalle teste grandi, portano baccelli blu sulle spalle vanno dentro l’ antro di quella montagna."

"Ho paura Orio sono tante non possiamo sapere le loro intenzioni ci potrebbero mangiare."

"Certo resteremo nascosti fra le fronde di quest’ albero, sperando che non ci vedano."

"Che meraviglioso panorama le montagne nere come carbone, il cielo verde smeraldo, il mare rosso corallo mi è venuta voglia di fare un bagno."

"Sei impazzita ti vuoi far prendere?"

Improvvisamente il tempo cambia, il vento tempestoso scuote gli alberi, il cielo diventa scuro, le onde del mare sono altissime, un gelo intenso dilaga sull’ isola.

Orio Cleufe precipitano al suolo, si prendono per mano corrono verso la montagna a forma di castagna.

"Per fortuna abbiamo trovato questo riparo altrimenti chissà cosa ci sarebbe successo, temo che le formiche nere dalle teste grandi ci possano trovare, che possiamo fare?"

"Nulla solo sperare."

Continua a cadere incessantemente la pioggia, il vento è impetuoso i rami degli alberi si agitano, un forte  tuono rompe il silenzio, fulmini focosi accendono il cielo di smeraldo scuro, un fulmine cade su un albero bruciandolo si abbatte rumorosamente sulla roccia della montagna nera come il carbone.

"Orio abbiamo fatto appena in tempo a metterci al riparo, altrimenti saremo morti."

"Che sventura!"

Pian piamo  il vento, il mare si placano, nel cielo verde smeraldo si affaccia la luna di madreperla.

La notte è trascorsa, Orio prova ad uscire dall’ antro della montagnama qualcosa lo turba, vede in lontantananza le nere formiche dalle teste grandi battagliare ferocemente con le bacche blu, la lotta è sconvolgente sul terreno formiche e bacche morte giaciono in un fiume di sangue.

"Presto Cleufe corriamo sali sulla mia groppa, scaviamo la terra interriamoci."

Passano molti giorni prima che si decidano ad uscire, un bel giorno smuovono la terra che li ricopre ed escono, si guardano in giro non c’è nessuno tutto è tranquillo."

"Cleufe sai, ora ti vedo ringiovanita."

"Veramente!"

"Anch’ io ti vedo meno rugoso anzi sei bellissimo."

"Fagiolona mia mi sono infagiolato di te."

"Ed io di te fagiolone mio."

Guarda... Dove eravamo è cresciuta una pianta di fagioli, sono i nostri figli.

"Sono tanti, come sono vecchi."

"Certo fagiolo sono appena nati."

"Presto fuggiamo stanno arrivando le formiche ci hanno visto, ci vogliono assalire, nascondiamoci."

La battaglia è travolgente formiche bacche e mille fagioli lottano fra loro fino allo stremo delle forze, cadono morti nella battaglia formiche e bacche, i fagioli esultano vittoriosi, Orio e Cleufe sono salvi.

L’ amore vince sempre.



 


                      

 



Gabriella Giusti 17/07/2022 18:17 121

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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Il primo racconto pubblicato:
 
Amore Estraterrestre (11/05/2019)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Il fiore profumato dell’amore (17/07/2022)

Una proposta:
 
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Amore Estraterrestre (11/05/2019, 1412 letture)


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