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Due camelie rosse sul cappello! Settima parte!

Amore

Il treno lasciò Rapallo ed assorta nei miei pensieri più reconditi da essi mi facevo soggiogare, ricordi insistenti ma piacevoli, pensieri che portavano lontano dal mondo reale e mi eclissavano nella pace e nella nostalgia, facendo rinascere, sogni irrealizzabili e sogni realizzati, ero seduta sul treno ma con la mente viaggiavo e quegli attimi li vivevo con varietà umorale m’ aggiravo tra il malinconico ed il sereno. Ricordi, tornati con insistenza più vivi e stavo cercando di alimentarli, pur essendo consapevole che ero pronta al cambiamento della mia vita. Vivevo un amore incerto ma piacevole, emozionante e propositivo, situazione difficile da risolvere, una passione lavorativa da intraprendere ma, tanta inesperienza da colmare, in un mondo ambito e difficoltoso, entrare a farne parte non sarebbe stato opera facile. Al momento le sole certezze della vita erano mia madre e la nostra boutique.

I pensieri correvano, deragliando di stazione in stazione e fu così che il pensiero mi riportò indietro nel tempo, un tempo da poco passato che aveva sembianze d’ un evanescente fantasma, immagini su immagini sfrecciavano veloci, e nuovamente tornai a Venezia con Matteo, stavo rivivendo le stesse emozioni chiuse a chiave nel cuore, fotogrammi colorati, un film, il mio film ed ogni flash era un’ emozione da riscoprire, ricordi indimenticabili. Fotogrammi piacevoli da rivivere.

Malinconia e gioiosità avanzavano nella mente tenendomi sveglia e viva.

La storia fra me e Matteo era un film e quel giorno, ed in quel momento, iniziai a riviverlo dall’ inizio della storia, partimmo da Venezia da quando ci conoscemmo, era meraviglioso rivivere quei momenti che solo noi due conoscevamo il codice dell’ amore e delle nostre vicende. Il treno correva e sognante come non mai, rivissi le stesse emozioni. Correva il treno, ad un tratto guardai dal finestrino, a grande velocità sfrecciava il paesaggio e ne avvertii il cambiamento ero quasi arrivata alla stazione di Milano. Avvertivo un certo languore ed una certa agitazione ero emozionata e credo sia normale che il cuore battesse all’ impazzata, fra non molto, sarei stata nuovamente fra le braccia di Matteo e questo il viaggio lo rese magnifico e inusuale, fra le sue braccia sarei stata felice. Quei momenti passati da sola con me stessa furono riflessivi ed anche emozionanti, era propositivo ed attraente il tempo che avrei dovuto passare con Matteo sarebbero stati altri due giorni ed altri due fogli del nostro diario d’ amore da riempire. Amavo Matteo ma, la storia al momento era destinata alla discrezione e segretezza, doveva essere inviolata da occhi indiscreti e il nostro amore avrebbe dovuto accontentarsi di piccoli spazi di tempo a noi concessi. Come questi due giorni nati per miracolo ad interrompere la nostra lontananza che ferocemente incombeva fra noi. Il nostro rapporto avrebbe dovuto mantenersi vivo pur restando lontani, Matteo avrebbe dovuto restare a Venezia, era lì che svolgeva il suo lavoro, erano lì, la sua ex moglie e la figlia Beatrice, era lì che le sue radici erano divenute possenti e salde, da non poter più andare altrove. Rapallo la mia cittadina che avrei potuto lasciare per andar a vivere con Matteo, ma Matteo ancora aveva grandi doveri, amore e responsabilità per la figlia Beatrice e fummo in buoni accordi, avremmo dovuto attendere che tutto si risolvesse alla meglio. Fu così che compresi che il nostro rapporto avrebbe dovuto nutrirsi di qualche furtivo incontro per renderlo forte e tenace. Tra un pensiero e l’ altro il tempo repentino volò ma avevo la sensazione che non fosse passato tanto tempo da quando salii sul treno, tenendo impegnata la mente altrove, inconsapevolmente ero arrivata alla stazione di Milano. In lontananza intravidi la figura di Matteo che passeggiava sui marciapiedi della stazione, il mio cuore arrossì e si misi a far capricci, batteva all’ impazzata come un tamburo africano che scandiva il suo tam tam sospirando parole; “ amore, diceva il cuore, al cuore, non vedevo l’ ora di vederti” ed intanto camminavo andandole incontro, per raggiungerlo affrettai il passo, fummo vicini e lo scrutai con affetto, ammirai i suoi capelli, il viso e finalmente, nel mio sguardo cadde il suo sorriso e i nostri occhi si unirono, unendo anche il piacere di esserci ritrovati e fu allora che l’ incollai un grande bacio, lo strinsi forte a me, come volessi rubarlo e rapirlo al mondo per farne un mio ed unico gioiello. Qualcosa dentro di me salì congiungendo sensazioni ed emozioni mentre le nostre anime vibrarono, spiritualità fra corpo ed anima “ Matteo non vedevo l’ ora di rivederti, amore mi sei mancato tanto!” lo strinsi ancora più forte” Susy amore, hai fatto buon viaggio?” “ Si Amore”! Rispose Susy. Arrivammo in albergo, avevo già prenotato due camere separate, volevo stare insieme a lui, ma pensai a camere divise, non volevo impegnarmi ed impegnarlo del tutto, non sarebbe stato giusto, dar l’ impressione che volessi legarlo frettolosamente. Era meglio se decidessimo insieme il nostro avvenire. Non volevo apparire invadente, forse anche il tempo avrebbe deciso per noi. Arrivammo all’ hotel ” Palazzo Segreti” aveva una bella posizione era al centro di Milano,tra il Duomo e il Castello Sforzesco, e fummo soddisfatti delle nostre stanze, erano arredato in stile d’ epoca signorile, davano un senso d’ importanza e rilassatezza a coloro che anche per poco le abitavano. Posai le valigie in un angolo della mia camera e chiusi la porta per correre nella camera di Matteo con meraviglia vidi che la sua camera era ben diversa dalla mia, ma questo lo scoprii prima di prenotarle erano arredate in stile differente e di diverse tinteggiature alle pareti, le lampade assemblate con gusto e stile, il maiolicato dei bagni intonava con i colori della camera.. Sedei sul letto con Matteo, uno vicino all’ altro, ero andata nella sua camera con l’ idea di ritornare subito nella mia, ma non fui molto brava e determinata a mantenere ciò che avevo prefissato, ebbi il desiderio di baciarlo di sentire e percepire il nostro amore e di sentirmi tutt’ uno con lui. Le sussurrai all’ orecchio; Matteo avrei voluto dirti tante cose ma, amore ci sarà tempo ora voglio essere tua”! Ci stringemmo e sfociammo in quel desiderio che il tempo aveva represso con la lontananza, i nostri corpi si cercavano come non mai, più lo baciavo e più volevo appartenerle, fummo trasportati nel mondo dell’ amore, dove tutto il resto svanisce, in quell’ attimo che logora ogni altro attimo, in quel frangente dove il respiro unisce due corpi fin divenir tutt’ uno, dove il cuore batte all’ unisono, dove i corpi si appartengono completamente senza ma e senza se, sono i momenti più belli della vita. L’ amore tutto rende possibile, l’ amore è perdersi e ritrovarsi è sbagliare e perdonare è prigionia e libertà, è un luogo dove vengono accese mille lucciole nel cielo, e milioni di stelle all’ infinito brillano e la luna sussurra agli innamorati; amatevi, l’ amore dona magnificenza alla vita, l’ amore guarisce ogni malattia!” Oh ero tanto felice che non credo sarei stata capace di raccontarlo a me stessa, era un estasi di gioia e fra le braccia di Matteo trovavo quel che la vita desiderava. Pranzammo e parlammo di varie cose e dei nostri desideri ma Matteo anticipò la sua preoccupazione, sua moglie avrebbe ostacolato il nostro rapporto. Fui presa da un pensiero Matteo non sta vivendo questi splendidi momenti fra noi, sul suo viso le leggevo amarezza e preoccupazione verso sua moglie, ma sopratutto per la bambina, e per amore della bambina non avrebbe voluto contrariare sua moglie, non avrebbe voluto far la guerra, avrebbe preferito attendere altri esiti e altre situazioni. Per distoglierlo da quei pensieri che l’ assillavano cambiai discorso, annunciandole il programma del primo giorno che avrei passato all’ agenzia;” Matteo oggi pomeriggio alle ore 16: 00 ho il primo incontro per l’ inizio del casting, con me saranno altri partecipanti, la lezione finirà alla 19, 30, avrai a disposizione del tempo che ne farai? Dove andrai?” “ Matteo mi guardò sorridendo” Non preoccuparti andrò in giro per Milano e certamente non mi annoierò, incomincerò dal Duomo!” Ci vedremo in albergo? Dissi; “ No, no, tranquilla t’ accompagno con l’ auto e nuovamente sarò presente all’ uscita dal casting, ed insieme andremo in albergo..!” Non vidi soluzione migliore e fui felice di tanta gentilezza e cordialità, erano sentimenti che mi emozionavano.

Amavo essere corteggiata e vezzeggiata.

Venne l’ ora di andare ed era pomeriggio inoltrato, salii in auto con Matteo e m’ accompagnò a scuola e con grande soddisfazione quando arrivai al portone dell’ agenzia, mi resi conto che non ero sola, tanti ragazzi e ragazze partecipavano a quel casting, qualcuno di loro era più giovane di me.

Presi la fila del cerchio formatosi in attesa che il portone s’ aprisse, ed intanto ci scrutammo uno con l’ altro, qualcuno di loro, mi fece bella impressione, ed intanto pensai, credo venga spontaneo divenire amici, in un contesto di una scuola come questa ma, senza escludere che nascano anche rivalità. Venimmo subito alle presentazioni;” Ciao Susanna, per gli amici Susy” facemmo conoscenza, ebbi di tutti una bella impressione ma due ragazzi di loro, mi piacquero più degli altri, erano quelle percezioni che frequenti accadono fra umani. Rosalinda, bella ragazza, alta e ben formosa, con tutti gli attributi al suo posto, capelli lunghi e bell’ incarnato, due occhi che rapivano già prima di parlare, occhi sorridenti a dar il benvenuto, ragazza radiosa che non passava inosservata. Fummo da subito amiche fu fatale attrazione d’ amicizia, fra noi un filling che a volte accade nella vita, fu come se ci fossimo conosciute da tempo, ma che dico da sempre. Rosalinda aveva qualche anno meno di me, ma per la sua età era molto matura e questo ci mise in sintonia, fu naturale conoscerci e spontaneo raccontarci, ambiva a diventare una grande modella e prendeva a cuore tutto ciò che le veniva insegnato. Avrebbe voluto evolvere in quel campo che amava intensamente e sentiva di appartenere, era sempre ben preparata e ben disposta e spesso ripeteva; “ Voglio diventare una grande modella! ” era attratta da quel mondo che lei già conosceva, ma per me ancora sconosciuto, pensai; forse per me sarà troppo tardi? ” Non ebbi risposta! Distogliendo il pensiero vagai altrove!

Rosalinda era una ragazza di 19 anni e già aveva esperienza, avvalorandosi di un buon curriculum che l’ avrebbe aperto le porte dei più importanti marchi dell’ alta moda, aveva partecipato a sfilate per case di alta moda e partecipato con interesse ad altri casting tra Roma, Firenze e oggi si trovava a Milano, esperienze che a me mancavano. Venne sera e felice caddi fra le braccia di Matteo, programmammo la serata, ma prima telefonai alla mamma, dicendole di star tranquilla che tutto proseguiva come previsto e nella scuola in un solo giorno, avevo fatto nuove amicizie. Salutai la mamma con la promessa che il giorno seguente l’ avrei nuovamente chiamata.

Con gli amici di gruppo parlavo volentieri ci si poteva scambiare consigli, novità e curiosità del vasto campo della moda e non sarebbe stato mai abbastanza imparare, ed ascoltarci uno con l’ altro significava mettere a disposizioni esperienze vissute che avrebbero aiutato ad apprendere meglio, nozioni e suggerimenti da coloro che al momento sapevano di più. Feci da subito tante amicizie ed entrai in sintonia con tanti di loro, accorgendomi del miracolo avvenuto, fra di noi fu come se ci fossimo conosciuti da sempre, fatalità che non capitano spesso, ma meno male che accadono. Soggiogata da quei pensieri iniziai a scegliere quel che avrei indossato per la cena, truccandomi con cura, volevo far colpo su Matteo, avrei voluto sbalordirlo, avrei voluto che guardasse me, solamente me. Avevo la mente ricolma da Matteo, ed anche avendolo vicino, vicino il pensiero rivolgeva sempre a lui, non avrei potuto immaginare la vita senza Matteo, era la prima volta che scoprii di aver paura, dicendomi e se la moglie avesse ostacolato il nostro rapporto” cosa sarebbe accaduto alla nostra unione;” cosa avremmo fatto?” “ E come ci saremmo comportati?” Il pensiero si faceva sempre più assillante, era un martello pneumatico che batteva nella mente volevo un attimo di tregua. E mi dissi; “ Susy devi pensare positivo e vivere questo amore con positività ed invece di piangerti addosso vivilo, in fin dei conti ora, ed in questo momento lo stai vivendo insieme a Matteo, amandovi.


Adele Vincenti 17/03/2021 13:51 1 752

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Nota dell'autore:
«Tutti i diritti sono riservati come per legge all’autrice!
Fatti e personaggi di questo racconto sono opera della mia fantasia e
non hanno alcuna relazione con fatti e persone;
Adele Vincenti
16 marzo 2021
»

Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«"L’amore tutto rende possibile, l’amore è perdersi e ritrovarsi è sbagliare e perdonare è prigionia e libertà, è un luogo dove vengono accese mille lucciole nel cielo, e milioni di stelle all’infinito brillano e la luna sussurra agli innamorati; amatevi, l’amore dona magnificenza alla vita, l’amore guarisce ogni malattia!"...il pensiero dell’autrice è chiaro... nelle parole di Susy si respira tutta la gioia che un amore riesce a donare. La ragazza però è consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare con la moglie di Matteo... situazione molto complicata. Intanto, tra nuove amicizie e l’amore per Matteo, prosegue il suo sogno legato alla moda. Penso che Rosalinda, la ragazza appena conosciuta, avrà un ruolo in questa storia.
Complimenti.»
Giacomo Scimonelli

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"La Principessa Alina!" (05/09/2019, 1130 letture)


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