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12/12 - Risveglio -

Sociale e Cronaca

che cosa significa essere “ ribelli”?

Sono anni duri questi, di “ piombo” direbbe qualcuno, di “ mulini a vento” direi io.

Ma che cosa significa “ manifestare”? Cosa significa essere “ cittadini” che hanno il diritto di “ ribellarsi”? Ma che senso ha manifestare se poi non si ha nulla da dire?

Contro chi ci si vuole schierare, quando non si sa nemmeno da quale punto partire? Ora verrete a dirmi che chi va riversandosi in piazza sia necessariamente un “ salvatore della patria”, un “ illuminato”, un “ vate” da seguire in tutto e per tutto…

Non m’ azzarderei mai a definire tutti coloro i quali esercitano il diritto di “ ribellarsi” buoni a nulla, o ancor peggio incivili! Anzi, posso dire che, per certi versi, hanno tutta la mia solidarietà.

Dico soltanto che gridare contro tutto e tutti è molto più facile piuttosto che fermarsi a riflettere un attimo di più, e cercare di dare un “ senso” a ciò che si sta urlando…

Il grosso problema è che non esiste un nemico autentico, identificabile. Il vero problema è che queste persone sembrano essersi meravigliosamente risvegliate da un torpore che sembrava quasi eterno ed ora sono mosse più dalla colpa che si auto- infliggono, rimuginando sulla propria inerzia, che da reali obbiettivi posti razionalmente, che possano davvero cambiare qualcosa!

Sorrido quando penso a quanto sia proibitivo “ ribellarsi” a se stessi, a quanto sia arduo applicare una “ rivoluzione” interiore ed a quanto sia complicato cambiare i propri standard. Ma se non ho nemmeno io la concezione di cosa sia giusto o sbagliato per me stesso, come posso pretendere di applicare una “ rivoluzione” esteriore ed universale che soverchi gli ordini sociali e renda la civiltà una realtà giusta e “ paradisiaca”!?!?

No, non riesco proprio ad immaginarmici, no!

“ Il paradiso e l’ inferno sono la stessa cosa”.

E scrutando questo mondo estremamente “ collegato” dall’ oscura ragnatela dei media, m’ accorgo dell’ esistenza di un potere subdolo ed illimitato: quello dello smontare ed umiliare una persona o un gruppo di persone o intere famiglie o interi stati ed i loro ideali a prescindere! Semplicemente inventandosi un “ gossip”, uno “ scandalo” o “ improperi” vari!

Questo potere può plasmare coscienze malleabili e traviarle…

Figuriamoci cosa potrebbe potenzialmente architettare la “ Dittatura del Web” (inteso nel senso più generico di “ Ragnatela”, concernente cioè: Mass Media, Stampa, Trasmissioni televisive, Dibattiti, ecc ecc.) nello svilupparsi di una potenziale “ rivoluzione”! Noi, piccoli uomini, siamo inoffensive ed inutili mosche…

No e poi no, non riuscirei a sacrificare i valori che mi appartengono in funzione di un fantomatico “ progetto” costruito e “ ragionato” (si fa per dire) con la fretta e la furia di chi, risvegliandosi in una gabbia di leoni, cominci a “ menare le mani” a casaccio, insultando qualsiasi cosa e giungendo a conclusioni a dir poco “ pericolose”… quando, se solo avesse cercato di aprire gli occhi a tempo debito, si sarebbe forse reso conto della propria situazione.

Ma non illudiamoci! Questi fantomatici “ leoni” non esistono e non sono mai esistiti!! Se noi li vediamo, li identifichiamo, li concepiamo e ne abbiamo paura è per il semplice fatto che abbiamo lasciato che le nostre percezioni e la Ragnatela Dittatoriale ci corrompessero, e corrompessero con noi anche ciò che ci circonda, il nostro habitat, detto in parole povere i nostri “ vicini di casa”.

La vita non è la piazza, non è in piazza, nemmeno in città o nelle “ biblioteche liberate” o nelle “ librerie bruciate”. La vita è nella via di casa nostra, anzi, ancora più nel particolare, è IN casa nostra, anzi, ancora più precisamente, è quando si è “ seduti sul water” di casa nostra… per usare un eufemismo!

Questo significa che sono quei pensieri sviluppati nei momenti meno importanti, quelle piccole “ manie quotidiane”, quelle minuscole “ coscienze addormentate” che sono da percuotere, da risvegliare, da illuminare con la luce del miracolo del nostro esser- ci, essere qui, essere viventi, parlanti e coscienti!

Cosa vuol dire essere “ ribelli”?

Essere ribelli vuol dire “ aprire gli occhi”. Non esistono leoni, non esistono nemici, non esistono cause giuste, non esistono “ rivoluzioni purificatrici”, non esistono semi- dei dotati di panacea, non esiste civiltà e nemmeno politica… esiste il Vaso di Pandora del “ noi stessi”! Esiste il poter decidere di non cercare colpevoli da sacrificare, ma di salvare il salvabile del “ noi stessi”! Esiste l’ istinto di sopravvivenza, che non è la “ competizione”, ma è il “ senso di solidarietà” che un piccolo uccellino esercita sul rinoceronte quando mangia i parassiti fastidiosi! Esiste il “ senso di simbiosi” che un’ ape ha con il fiore e il miracolo della vita che scaturisce da essi! Esiste “ l’ uguaglianza vigente tra i fiori”: tutti hanno bisogno del sole, ed il sole è disponibile e sfruttabile da tutti.

Basta aprire gli occhi, non manifestare con le armi.

Questa sì che sarebbe una rivolta: la “ Poesia Illogica come terapia del Mondo”.


Più Filosofia, Meno Utopia.

Narciso Soares

Willy Zini 12/12/2013 18:22 1183

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Nota dell'autore:
«tratto da - Il Diario del fratello di Bernardo Soares -»

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