Chiudo gli occhi. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d’ aria. Con sentimenti elevati e sublimi, galleggio come una particella cosmica in questo spazio temporaneo. Scintille di luce dorata emergono dal mio cuore e crescono come una pianta rigogliosa, dando vita a ogni cellula del mio corpo e illuminando la strada che sto per percorrere: la stessa strada percorsa tante volte alla ricerca di te, lo stesso sentiero da cui ti osservo vagabondare, alla ricerca di soluzioni alle tue tribolazioni.
È il sentiero da cui guardo il tuo volto, il tuo bel volto che tanto ho adorato e che oggi riflette insoddisfazione per non trovare tutte le risposte. Mi nascondo nel fogliame di questo paradiso, custodendo i momenti regalati dai sogni; osservo con il cuore, ascolto con la mente, viaggio nella bellezza e do vita al sole -al tuo Sole. Sei solo tu e il tuo istinto.
Oh, mio dolce amore. Rimango lì, accoccolata, pensando che un giorno i miei sentimenti ti raggiungeranno. Quante volte avrei desiderato muovermi per rendere evidente la mia presenza, quante volte avrei voluto correre al tuo fianco e dirti: -Sono io-. Invece resto immobile, come un albero radicato alla terra che gli dà vita; traccio la via, disegno una stella di petali di rose e la riempio di una brezza soave e profumata che, come un alito sublime, potrebbe abbracciare la tua anima, sussurrandoti delicatamente:
-Sono la tua realtà infinita, vivo in te; sentimi, sono l’ essenza che esiste per te-.
Ma oggi… oggi è diverso. Ho tardato un po’ di più ad arrivare, trattenuta dalla luce, giocando come una bambina birichina con i raggi multicolori che, come ali, mi accarezzavano, trasmettendomi serenità, facendomi sentire il calore e la dolcezza di una melodia soave. Il tuo riflesso attraverso la luce richiama la mia attenzione: mi volto e tu rimani attonito, notando che ti ho scoperto. Mi guardi. Oggi sono io a essere osservata.
Abbassi lo sguardo e ti allontani indifferente, facendomi comprendere che non sei interessato alla mia presenza. Alzo gli occhi verso l’ infinito; il mio cuore batte di felicità e, nel suo ritmo frenetico, sparge semi di caldi sentimenti che affiorano come la più pura fede:
-Ti sento, essenza divina-.
Con gli occhi chiusi mi concentro sui suoni della luce che volano come fate, annunciando il ritrovarsi di due anime separate da anni. Il vento mormora una canzonetta a ritmo di valzer e i salici oscillano nel loro incessante andare e venire.
-Ti sento, semplicemente-.
Vibri come una chioma ardente al centro del sole. Mi cerchi con i tuoi occhi, i tuoi begli occhi di cui tanto ho sentito la mancanza e che oggi sono colmi di tristezza: la tristezza del viaggiatore errante che, un giorno, abbandonata la casa, non ha ancora trovato la via del ritorno.
Avvolta nella mia interiorità, parlo al tuo essere infinito, che ora sento così vicino:
-Ti amo, come si ama l’ essenza che ci dà vita. Perché tanta distanza tra noi? Non sono la tua nemica; desidero solo sentire il tuo tepore, inalare il tuo profumo. Da anni percorro il tempo come un uccello arcaico che non vuole abbandonare il proprio nido, cercandoti in ogni volto, negli occhi di migliaia passati davanti alla mia finestra. Quante volte ti ho abbracciato nella mia mente, chiedendomi dove fossi. Quante volte ti ho sognato-.
Sento il tuo essere inquieto, come se percepissi i miei pensieri.
Respiro dolcemente e ritorno alla realtà che mi avvolge. Apro di nuovo gli occhi e volteggio lentamente verso il luogo in cui credo tu sia. Ormai non vuoi fuggire. Fisso intensamente i tuoi occhi nei miei e, senza pronunciare parola, mi dici:
-Torniamo a casa-.
Non serve altro. Il sole dona una tiepida carezza alla luna, che assapora le sue labbra in un tenero bacio. Sollevi l’ indice e tocchi la punta del mio naso: prima timidamente, poi come una carezza delicata, chiedendoti se io sia reale in questo sogno o solo un riflesso nella luce. Il tuo tocco risveglia sulla mia pelle il dolce desiderio del tuo calore umano. Lo percepisci e mi avvolgi in un abbraccio soave, trasmettendomi il tepore del tuo corpo. Non ci poniamo domande: non ne abbiamo bisogno.
Poco a poco iniziamo a galleggiare in una bolla di colori scintillanti che ci trasporta verso lo spazio infinito. Una sensazione dolce e delicata ci avvolge. Mi abbandono all’ istante, non voglio fermarmi: siamo un sogno dentro i sogni. Restiamo immobili, abbracciati per un’ eternità, armoniosamente uniti da un canto vibrante di pace, mentre i nostri respiri salgono e scendono lentamente, scandendo la profondità del tempo.
Desidero abbandonare completamente il mio corpo materiale e lasciarmi guidare dalla tua mano verso quel paradiso sublime dell’ amore, dove finalmente saremo Uno. All’ improvviso, però, voci di un bambino mi chiamano da qualche punto di quell’ immenso spazio. Non voglio rispondere e ti stringo più forte. Senti la mia agonia e mi dici con dolcezza:
-Ritorna, non è ancora il momento-.
-Quando? Quando sarà il momento?-
-Lo saprai riconoscere. Io resterò qui ad aspettarti. Non temere: devi vivere altre esperienze prima di essere pronta per il nostro incontro finale-.
-Ma non voglio vivere altro se non con te».
« Non lamentarti: non ti manca nulla. È solo una tua invenzione, una distorsione. Correggila. Di che cosa hai paura?-
Una forza invisibile inizia a risucchiarmi verso il basso, separandomi da te. Non voglio lasciarti andare. Mi stringi e mi sussurri che resterai per sempre con me. Le luci si affievoliscono e lentamente la bolla ci espelle: le nostre mani restano unite, lasciandomi solo il ricordo dell’ ultimo tocco, quello delle nostre dita che, come antenne, continuano a trasmettere il nostro universo d’ amore.
Ritorno al mio mondo terreno. Pallidi raggi di sole filtrano tra il fogliame degli alberi; l’ immenso oceano si muove in lontananza come un gabbiano sereno che ha ritrovato il suo nido. Alla mia sinistra, un bambino parla di stelle e lune, di soli magici e acque dorate, di fate incantate in un mondo irreale; di un padre amorevole che è l’ unica verità.
Resto immobile, osservando ogni movimento di quegli occhi d’ angelo. Il vento soffia quieto e, nonostante tutto, mi porta ancora il tuo sublime profumo e un dolce mormorio:
-Un giorno il sole e la luna saranno parte dello stesso oceano-.