2957 visitatori in 24 ore
 196 visitatori online adesso





Pubblica gratis
Non aprite questo libro!
Cerchiamo autori per pubblicare una antologia di racconti dell'horror in libro cartaceo, con numero ISBN.
Ciascun autore può inviare massimo due racconti dell'horror, sia pubblicati su Scrivere che inediti. Verrà effettuata una selezione
1. La pubblicazione è GRATUITA!
2. Nessun impegno di acquisto di copie!
3. I racconti devono essere di massimo 10 pagine
4. Devono pervenire a libri@scrivere.info entro il 30 Settembre

Menu del sito


Visitatori in 24 ore: 2957

196 persone sono online
Autori online: 15
Lettori online: 181
Poesie pubblicate: 337’203
Autori attivi: 7’493

Gli ultimi 5 iscritti: Mauro Maschiella - BradleySek - giulia4567 - Mirko Vangi - Andreesove
Chi c'è nel sito:
♦ Libera Mastropaolo Messaggio privatoClub ScrivereLara Messaggio privato ♦ Veronica F Messaggio privato ♦ Wilobi Messaggio privato ♦ Adriana Messaggio privatoClub ScrivereFranca Merighi Messaggio privatoClub ScrivereRosetta Sacchi Messaggio privatoClub ScrivereSara Acireale Messaggio privatoClub ScrivereStefana Pieretti Messaggio privato ♦ Mario Panzarella Messaggio privatoClub ScrivereMaria Luisa Bandiera Messaggio privatoClub ScrivereSilvia De Angelis Messaggio privato ♦ Gabriella Giusti Messaggio privato ♦ Turchi Tommaso Messaggio privato ♦ romeo cantoni Messaggio privato
Vi sono online 2 membri del Comitato di lettura








Stampa il tuo libro



Pubblicità
eBook italiani a € 0,99: ebook pubblicati con la massima cura e messi in vendita con il prezzo minore possibile per renderli accessibile a tutti.
I Ching: consulta gratuitamente il millenario oracolo cinese.
Confessioni: trovare amicizia e amore, annunci e lettere.
Farmaci generici Guida contro le truffe sui farmaci generici.

Xenical per dimagrire in modo sicuro ed efficace.
Glossario informatico: sigle, acronimi e termini informatici, spiegati in modo semplice ma completo, per comprendere libri, manuali, libretti di istruzioni, riviste e recensioni.
Guida eBook: Guida agli eBook ed agli eBook reader. Caratteristiche tecniche, schede ed analisi

Responsabilità sociale



Per pubblicare un libro scrivete a libri@scrivere.info

Stanchezza & noia

Ragazzi

Non mi ritenevo un abitudinario, un ferreo metodico o una persona affetta da qualche patologia mentale, di certo avevo problemi sociali, non tolleravo gli imbecilli.
Odiavo il senso di branco, mi irritava, mi toglieva il respiro. Stavo con pochi, scelti, particolari e con la testa funzionante. Anche da solo, non mi spaventava il silenzio.
Mi piacevano le cose fatte con calma, senza fretta. Era un modo per rallentare. Sta vita correva come un giovane puledro, lasciando poco tempo per riflettere.
Appena il sole calava e le luci della città si facevano più nitide, prendevo la lattina di coca, qualcosa da sgranocchiare, una coperta e mi andavo a sdraiare sul tetto.
Stare lontano dallo smog, dal chaos e dai luoghi troppo compressi.
Era una casetta molto semplice, quattro stanze, ma vivevo più fuori, che fra le mura domestiche.
Poco distante dal centro, ma fortunamente come zona era ancora scarsamente popolata. Essere più alti e lontani dal terreno, mi dava l’ illusoria sensazione che pure i problemi fossero meno asfissianti.
La maggior parte dei miei compagni era dedita a ben altri rituali: sballarsi, bere e scopare con estranee. "Un modo come un altro per ottundere la mente ed evadere" dicevano loro, come se i problemi trovassero risposta nell’ assenza di domanda. Poco importa se dopo erano piegati a libro, storditi per ore e con un hang- over duro da passare. Loro dovevano per forza fare così.
Raramente passavano i Sabati da sobri.
Provai in un paio di occasioni a portare altri esempi di divertimento, ma non riuscirono a passare la membrana timpanica. Mi rovesciarono un paio di bottiglie di birra sulla testa e mi sgonfiarono le gomme della macchina... molto maturi. Fortuna loro, non ero vendicativo.
Quella notte oltre a farmela a piedi per un pezzo, pregare il tassista di farmi salire a bordo pagando di più per lo smacchiamento del sedile, convincerlo che non ero sbronzo, pagare il carro attrezzi e tornare a casa oltre le 3: 00 con un conto di cento e passa euro... beh, era il caso di dire basta. Stando con loro perdevo solo tempo, rischiavo denunce e la mia autostima non gradiva.
Dovevo uscire di scena senza rischiare altre noie. Inventai la favoletta, ben studiata, di aver trovato la ragazza un po’ distante. Se la bevvero. Da quanto era fatta ad arte, ci credevo pure io. Mi fecero pure la festa d’ addio. L’ ennesima serata passata fra vodka, pasticche, fumo e piste di coca, ma stavolta mi eclissai prima di mezzanotte... e fu un bene.
Solo tre giorni dopo via messaggio laconico, mi dissero il resto.
Una corsa, inutile, al pronto soccorso per un overdose.....una vita spezzata per non aver detto no.
Dopo questa mirabolante prova di maturità e di integrità, ci sparpagliammo come semi di Tarassaco nel vento. Nessuno chiese a nessuno. Rischio di finire nel mirino delle autorità.
“ Vivrò con il rimorso? Affatto. Ho provato e riprovato, ma senza successo”. Alla fine "mors tua, vita mea" non per egoismo, ma di pagare per causa altrui, non mi andava. Capivo che la paura di mettersi in gioco, il non trovare una collocazione, essere una pedina sacrificabile poteva non essere facile da affrontare e gestire, ma non capivo come distruggersi potesse essere la soluzione.
Quello che mi tratteneva, era il rapporto che si era creato con Fischio. Aveva lo strano talento di emettere un fischio così intenso da stordire chi stesse troppo vicino. Memorabile quando rimase bloccato in ascensore, svegliò mezzo condominio, il video divenne virale.
Un ragazzo senza genitori, sballottato in case famiglia ed istituti come una valigia.
Fra quei quindici diavoli, era uno dei pochi che ascoltava, certo, quando era sobrio.
Lo presi in simpatia. Lo portavo con me, volevo fargli vedere che c’ era qualcosa oltre lo sballo, ma era fragile.
La droga gli dava forza e coraggio.
Ricordo quasi con una punta di tristezza quando lo accompagnai alla stazione, aveva trovato lavoro come muratore al confine con la Germania.
Eravamo su quelle panchine di marmo, scritte e sporche. Un paio di clochard, l’ odore di stazione. Il rumore dei freni. Faceva freddo e lui tremava come una foglia.
"Non hai una giacca più pesa gli dissi? "
“ No, macchè ho speso tutto nel biglietto. Non ho nemmeno mangiato ".
Mosso a compassione gli detti il mio giaccone, un po’ di euro e andai al bar per comprare qualcosa da mettere sotto i denti. Non era un cattivo ragazzo, fu solo molto sfortunato. Si era rannicchiato fra il palo ed il cartellone. Faceva tenerezza e rabbia.
Gli porsi un tramezzino ed un succo di frutta.
“ Sai, Bione, mi sarebbe piaucito averti come fratello maggiore. Essere più forte. Avrei voluto avere una famiglia, un amico vero in più e 100 conoscenti estranei in meno, ma alla fine che te ne fai? Mi chiese quasi supplicando una risposta non banale.
"Mi spiace Fischio, ma non so che dirti, hai trovato l’ unica persona che sta bene sola e che non gli frega nulla di amici, conoscenti e parenti”.
Mi guardò torvo, alzando le sopracciglia, mentre si accendeva l’ ennesimo spinello". "Ancora non hai smesso" gli chiesi?
"Smetterò stanne certo, ma ora son troppo triste per affrontarlo".
Arrivò il treno
.
" Vai tigre, i crucchi ti aspettano, non fare cazzate. Se hai bisogno chiama. "
Annui fischiando strizzandomi l’ occhio.
Era un addio? Un arrivederci? Boh, ero contento per lui, il resto fregavasega.
Avevo altro a cui pensare.

Ed eccomi qua sul tetto di casa, a fissare le stelle ed aspettare un po’ di serenità, che non guasterebbe. Nei momenti di lucidità emotiva quando il mio caos calmo finalmente riposa, anche senza volerlo, ripenso alle scelte. Imposte, volute o semplicemente successe. Mi dico “ fortunato” ma lo sono realmente? Resto intrappolato in questa ragnatela di dubbi, certezze e vane speranze. Il respiro diventa lungo, gli occhi adesso vedono... Sì, ho fatto bene. Un lieve sorriso mi corruga le guancie. Sorseggio la coca, mentre un il rumore di un piroscafo disturba i gabbiani. Mi sdraio chiudendo gli occhi, una lacrima ed un soffio di vento.

Fine


Matteo Bio Matteucci 20/04/2018 02:54 162

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


SuccessivaPrecedente
Successiva di Matteo Bio MatteucciPrecedente di Matteo Bio Matteucci

Commenti sul racconto Non vi sono commenti su questo racconto. Se vuoi, puoi scriverne uno.

Commenti sul racconto Avviso
Puoi scrivere un commento a questo racconto solamente se sei un utente registrato.
Se vuoi pubblicare racconti o commentarli, registrati.
Se sei già registrato, entra nel sito.

La bacheca del racconto:

mi piace come scrivi. (Silvie)

hai delineato bene i personaggi sembra di vederli (Silvie)



Ritratto di Matteo Bio Matteucci:
Matteo Bio Matteucci
 I suoi 134 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Scatole & ricordi (09/09/2014)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Bouncer (04/10/2018)

Una proposta:
 
Bouncer (04/10/2018)

Il racconto più letto:
 
Voglie (27/04/2016, 3601 letture)


Cerca il racconto:





Lo staff del sito
Google
Cerca un autore od un racconto

Accordo/regolamento che regola la pubblicazione sul sito
Le domande più frequenti sulle poesie, i commenti, la redazione...
Guida all'abbinamento di audio o video alle poesie
Pubblicare un libro di poesie
Legge sul Diritto d'autore (633/41) - Domande e risposte sul Diritto d'autore
Se vuoi mandarci suggerimenti, commenti, reclami o richieste: .



Per pubblicare un libro scrivete a libri@scrivere.info

Copyright © 2018 Scrivere.info Scrivere.info Erospoesia.com Paroledelcuore.com Poesianuova.com Rimescelte.com DonneModerne.com AquiloneFelice.it