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Questa è un racconto erotico: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerlo.

La ragazza della copertina

Erotismo e per adulti

Devi essere perfetta le aveva detto con aria perentoria, quindi né vizi né stravizi. Cristel era già così, magra da sembrare un fuscello, altissima ed eterea, pelle di luna, un viso delicato e due occhi grandi e profondi, che si fecero ancora più tristi. Lo fissava con aria interrogativa: ma dove voleva arrivare? Si chiedeva perplessa, vuole che scompaia del tutto?

Continuò Bruno: “ Intesi? Non voglio sorprese, ora puoi andare, l’ appuntamento è per domani alle nove nel mio studio.”

Cristel si voltò dall’ altra parte per non fare vedere due lucciconi che inevitabilmente scendevano sul bel viso. Assentì chiudendo rapidamente la porta e quasi di corsa, attraversò il lungo corridoio dal quale ripartivano altri studi. Da uno di questi, uscì quasi investendola un bel ragazzo biondo, mezzo nudo, forse un modello e lei sbottò: ” Ehi stai attento…!”

Lui per tutta risposta, le disse: ” Guarda che sei tu la stranita, che non vedi dove vai a sbattere.”

Poi osservandola notò che era una delle più belle creature che avesse mai incontrato, sebbene fosse così magra da potersi spezzare con una carezza ed aggiunse: ” Non vorrei che ti sia fatta male, sei così magra da sembrare il fantasma di una donna.”

Lei non rispose e scappò via, Sergio continuò a guardarla fino a quando sparì dalla sua visuale e pensò che doveva aver incontrato un angelo. Dallo stesso studio da dove era uscito, s’ affacciò una ragazza anch’ essa in abiti succinti e visibilmente adirata gli gridò: ” Sergio, ancora sei qui, sbrigati che fra poco iniziano le riprese.”

Sergio era una attore porno, uno dei più ricercati per questo genere di film, sia per la sua prestanza fisica, ma soprattutto perché era molto dotato, non amava questo tipo di lavoro, ma per mantenersi agli studi, era costretto a farlo.

Intanto Cristel camminava spedita e ogni tanto vedeva la sua immagine riflessa nelle vetrine, ma quello che le appariva non le piaceva, quel ragazzo aveva ragione sembrava davvero un alone di donna. Fece l’ ultimo tratto di strada quando improvvisamente scoppiò un violento temporale, si riparò con la grossa borsa, ma quando giunse davanti al portone di casa, era completamente inzuppata fradicia. Una volta dentro si catapultò in bagno per togliersi i vestiti bagnati e nuda si buttò sul grande lettone.

Il corpo esile, adagiato sulle lenzuola nere di raso, esaltava di più la sua magrezza, eppure, nonostante ciò, era perfetta, il seno anche se piccolo, era bello e le sue curve con la vita stretta ed i fianchi larghi erano armoniosi e poi posto in mezzo, un triangolo folto di pelliccia bionda. Infine, le sue gambe lunghe e slanciate dalla pelle liscia e setosa completavano il tutto.

Il suo corpo era diventato un’ ossessione, anzi, erano quelli con cui lavorava che l’ avevano spinta verso questa mania. La perfezione doveva essere il suo grande obiettivo, non poteva ingrassare nemmeno un etto, la sua figura doveva rappresentare la donna del futuro, quasi una linea.

Avvertiva i morsi della fame, lo stomaco borbottava continuamente facendole male, si alzò, doveva mangiare assolutamente qualcosa, altrimenti non avrebbe chiuso occhio. Si preparò il solito frullato di verdure con delle bruschette integrali, stava per finire di cenare quando sentì il campanello. Sperava che non fosse Bruno, quella sera non se la sentiva di esibirsi in posizioni provocanti per fargli piacere e soddisfare così la sua libido. S’ infilò una leggera vestaglietta ed aprì, contrariamente a quanto sperato, davanti all’ uscio con una bottiglia di vino bianco c’ era lui, il quale con la sua aria prepotente, le disse: ” Ciao tesoro, avevo voglia di te.”

Cristel avrebbe voluto dire: ” No vattene, non sono un oggetto…!”

Ma invece rispose: ” Entra.”

Bruno fece scivolare la vestaglia per terra, lasciandola nuda, poi iniziò a palpeggiarla dappertutto, le stringeva i seni fra le mani mordicchiando i capezzoli che erano diventati durissimi, poi infilò una mano fra le gambe e afferrò il triangolo, quasi facendole male ed intanto le diceva: ” Brava la mia bambina, così ti voglio dolce e arrendevole…”

Cristel nonostante la sua testa diceva no, il suo corpo cedeva a quelle intime carezze ed infatti, il suo orifizio rispondeva bagnandosi copiosamente eccitato dalle sue stimolazioni.

Bruno le ordinò di poggiarsi sul divano alla pecorina, con le gambe ben allargate, voleva guardarle entrambe le cavità, le spalancò ancora di più, vedeva la vulva gonfia, dalla quale usciva l’ umore e poi quel buchino stretto ma così invitante in mezzo alle natiche. Non l’ aveva mai forzato ma quella sera la sua eccitazione era tale da non potersi trattenere. Il suo membro scoppiava tanto era grosso e duro, si avvicinò prima strusciando le grandi labbra bagnate, poi indirizzò la sua spada di carne verso lo sfintere il quale di riflesso reagì chiudendosi ancora di più, ma Bruno iniziò a spingere a colpetti, mentre Cristel gridava di smettere, tanto le faceva male. Tuttavia lui fingeva di non sentire e continuava ad entrare un po’ per volta ma non senza difficoltà viste le sue dimensioni. Poi quando la verga fu a metà, con un’ ultima spinta entrò tutto, facendola urlare. Cristel sentiva quel membro che la sfondava ma improvvisamente non avvertiva più dolore, anzi, provava un gran piacere, tanto che si sorprese ad incitarlo a continuare: ” Dai sì ancora, lo voglio…”

Bruno si svuotò tutto, ma non uscì subito voleva godersi il più a lungo possibile quel momento. Infine si staccò da lei dicendo: ” Sei stata grande… ci vediamo domani, mi raccomando la puntualità.”

Cristel restò seduta sul divano ripensando a quello che era successo, era stato semplicemente fantastico, Bruno le piaceva da sempre, per questo accettava ogni cosa lui le proponesse, anche se in cuor suo sapeva che non avrebbe mai ottenuto di più. Essendo uno spirito libero, non aveva avuto mai legami duraturi, e poi, era sempre circondato da bellissime modelle o attrici, lei era soltanto una delle tante.

Quella notte dormì poco e male, ancora sentiva il suo odore sulla pelle, quasi che fosse lì con lei. L’ indomani si preparò con cura doveva essere splendida, Bruno non ammetteva nessuna manchevolezza a riguardo. Soltanto che una volta nell’ atrio dell’ edificio si accorse di aver dimenticato a casa il suo ultimo book fotografico, quindi di fretta tornò a casa per recuperarlo. Era in ritardo, cercò di affrettarsi il più possibile e ritornata in agenzia, stava attraversando il corridoio ed invece di entrare nello studio di Bruno, si infilò in quello accanto dove stavano girando le riprese di un film a luci rosse, Sergio, il ragazzo con cui si era scontrata il giorno precedente, stava facendo sesso con due ragazze. La scena era veramente forte, lui stava penetrando una delle due, mentre l’ altra provvista di un fallo di gomma, lo stava sodomizzando. Alla sua entrata tutti ammutolirono e Sergio si girò guardandola maliziosamente. Il regista le chiese.” E tu chi sei, la nuova attrice?”

Cristel imbarazzata farfugliò: ” No, no ho sbagliato studio.”

Nel frattempo, Bruno impaziente già da un bel po’ guardava l’ ora, quando se la ritrovò davanti stravolta, le urlò: ” Ma che diavolo hai fatto? Non amo le persone che non rispettano gli impegni… che sia la prima e ultima volta…”

Lei si scusò raccontando ciò che le era capitato, omettendo l’ entrata inaspettata nel mezzo di una scena hard. Dopo il servizio fotografico, Bruno le puntualizzò che avrebbero scelto insieme agli altri dello staff, la foto da mettere sulla copertina dell’ ultimo numero della rivista, quindi, la congedò dicendo che aveva da fare, ma Cristel sapeva che il suo impegno non era lavorativo, infatti uscendo, incontrò una bomba sex che entrava da lui. Si allontanò con l’ umore a terra, stava per prendere la sua auto quando si sentì chiamare: ” Ehi… Cristel… giusto?”

Era Sergio, lei lo fissò ripensando a quello che aveva visto e diventò rossa come un peperone. Lui continuò: ” Mi daresti un passaggio, sono in ritardo per la lezione all’ università…”

Cristel non se la sentì di rifiutare e gli rispose: ” Dai salta su…”

Guidava attenta, ma la sua presenza l’ imbarazzava, l’ aveva visto nudo e non era niente male anzi era veramente una potenza. Lui le confidò che faceva quel lavoro per mantenersi e così via, inoltre, le disse che il suo sogno era diventare un astronomo. La sua compagnia era piacevole ed al momento di salutarsi i loro sguardi si incontrarono e furono più eloquenti di mille parole.

Sergio le disse: ” Ci vediamo fata…”

Per tutta la notte Cristel non riuscì a toglierselo dalla mente, lo vedeva fare l’ amore con le due donne ed un brivido di piacere la fece fremere di desiderio. Aveva una voglia matta, così si accarezzò fino ad arrivare a un orgasmo strabiliante, lo faceva raramente ma quell’ immagine non la lasciava un attimo. Passarono alcuni giorni, fino al momento in cui fu convocata all’ agenzia per la presentazione della copertina…

Prese l’ ascensore cosa che capitava di rado, spesso preferiva fare le scale, quando s’ infilò dentro, trovò anche Sergio che le disse: ” Guarda chi c’è… la fata.”

La sua vicinanza la turbava, infatti non aveva smesso un solo istante di pensare a ciò che aveva visto. Sergio le si avvicinò dicendole: ” Io non sono quello che sembra…”

E così dicendo la baciò, un bacio tenerissimo ma al tempo da brivido.

Cristel rispose con slancio e quando lui fermò l’ ascensore non disse no… Lui iniziò a spogliarla, quando improvvisamente si fermò dicendo: ” Non qui e non in questo momento, ti aspetto da me questa sera, deve essere un incontro speciale."

Quindi le lasciò l’ indirizzo.

Dopo questo incontro, Cristel si presentò all’ appuntamento con Bruno il quale si accorse subito che c’ era qualcosa di diverso in lei, infatti le fece mille domande, alle quali Cristel rispose a mala pena, tanto che alla fine Bruno rinunciò ad insistere. Successivamente la invitò a cena in casa di amici e lei stranamente, rigettò la proposta. Bruno a quel punto era sicuro che Cristel gli stesse nascondendo qualcosa ed era intenzionato a scoprirlo.

Lei intanto stava pensando se accettare o meno l’ invito di Sergio, mentre dentro una vocina intrigante le continuava a ripetere: perché no? Ti piace, è un gran bel fusto… e poi non sei legata con nessuno… perché non provarci?

Alla fine verso le ventidue, dopo aver rimuginato tanto, decise di andarci, arrivata d’ avanti all’ uscio tentennò ancora, poi finalmente suonò. La casa era quasi al buio, soltanto illuminata da luci soffuse, mentre un delizioso profumo di viole si spargeva nell’ aria… l’ atmosfera era magica, Cristel se lo vide davanti nudo e bellissimo, la prese per mano e dolcemente la svestì, la fece sdraiare e iniziò a cospargela di miele, il liquido caramelloso scivolava sul collo scendendo sui seni, poi più giù sul ventre e infine nelle parti intime. Sergio iniziò a suggere il miele, mentre le labbra sfioravano la pelle accendendo i sensi e accalorandola.

Cristel, al contatto della sua bocca calda, gemeva e sempre più bagnata, si apriva alle sue provocanti carezze. Era un’ esperienza fantastica, mai provata prima, che arrivò all’ apice, quando da esperto amatore, indugiò aspirando il bottone turgido posto in mezzo alle gonfie labbra. Era il massimo della goduria, ora Cristel era presa da spasmi violenti che facevano sussultare il corpo fino all’ esplosione dell’ estasi. il tutto, mentre il profumo di viole si era mescolato agli umori della passione, un mix di goduria e corpi…

In seguito fu la volta di Cristel, con le sue mani delicate, cosparse di miele il corpo di Sergio indugiando sul grosso fallo, dopo che ebbe finito, lo strinse fra le labbra, leccandolo e assaporando l’ odore maschile misto a quello dolciastro, più lo stringeva più lo sentiva ingrossarsi, infine se lo infilò in bocca fino alla base. Quasi la soffocava, date le sue dimensioni, ma abilmente andava su e giù, sempre più veloce fino al momento di essere riempita di sperma. La notte era appena cominciata e sapevano che non sarebbe finita, Sergio le propose:” Se vuoi possiamo fare altri giochi…

Non fece in tempo a dargli una risposta, che le arrivò una telefonata, era Bruno… strano pensò, a quell’ ora di notte.

Era tentata di non rispondere ma conoscendolo, non poteva esimersi dal non farlo, non l’ avrebbe accettato…. ” Si Bruno…” disse con la voce annoiata.

Lui seccato strillò: ” Sono sotto casa, mi apri che è un’ ora che suono… dormivi?”

Cristel prima di rispondere ci pensò un attimo, poi sicura replicò: ” Non sono in casa…”

Dall’ altra parte un silenzio tombale a cui seguì l’ ira di Bruno che sbraitò senza controllo: ” Hai perso la testa, domani abbiamo il servizio fotografico per la prossima copertina e tu che fai? Te ne vai a gironzolare in chissà quale bordello.”

Cristel perse il controllo: ” Ma come ti permetti e con quale diritto pretendi di controllare la mia vita?” Bruno la minacciò: ” Stai attenta che non lavorerai più per me, anzi, farò in modo che nessun’ altra agenzia ti contatti…”

Cristel rispose: ” Fai pure, hai finito di fare il prepotente .”

Bruno a quel punto era disorientato non si era mai rivolta a lui in quel modo tuttavia ribadì: ” Come vuoi, domani non ti presentare, sei licenziata… la copertina la farà un’ altra…” E così dicendo riattaccò.

Lei tirò un sospiro di sollievo, finalmente si sentiva libera, non le importava di non essere più la ragazza della copertina, si rivolse a Sergio dicendo: ” Allora? Dove eravamo rimasti?” E scoppiarono a ridere…


Anna Rossi 22/09/2018 06:32 1 251

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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Commenti sul racconto Commenti sul racconto:

«La ragazza della copertina deve ringraziare Bruno che in modo nudo e crudo come si legge nel racconto gli ha sfondato il buchetto, il bruciore e il dolore iniziale sono ben compensati dal piacere che la ragazza ha ricevuto e ne potrà fare tesoro in altri incontri, così come Sergio che da buongustaio si sofferma sul bottone turgido della ragazza deliziandosi dei suoi umori facendola godere con la lingua. A parte questo che senza falsi pudori va detto, altrimenti per quale motivo leggere questa tipologia di racconti? Una scrittura che cattura il lettore. Precisa. Curata. Esplicita come deve essere una Rossi.»
Francesco Rossi

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