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Simposio di epatologia

Biografie e Diari

L’ epatologia virale e metabolica (NAFLD e NASH), un tempo si eccedeva con il termine di epatopatia, rappresenta una giovane disciplina, dal momento che la scoperta dell’ antigene australia risale al 1970, mentre quella del virus C al 1989. Quest’ ultimo agente infettivo, di certo, è il virus più sfortunato della storia se circa 30 anni fa non era conosciuto (non A e non B) e adesso, invece, appena lo si intravede ha le ore contate!

Con questa premessa anche io mi considero un pioniere dell’ epatologia per aver curato negli anni ‘ 60, ancora studente di medicina, la cirrosi criptogenetica di mia madre che maturò, tra ematemesi, ascite e una splenectomia ex adiuvantibus, una encefalopatia di lunga durata. In virtù di tanto l’ esperienza, talora, conta più degli studi e, pertanto, il compianto professor Coltorti appena m’ intravedeva se la dava a gambe levate per non esser torturato sulla terapia epatologica a partire dall’ associazione di lattulosio e paromomicina (strabiliante azione catartica) che io facevo e la scienza vietava.

Passando a mio padre, commerciante di maglie ed esperto epatologo (per la malattia della moglie), da solo si fece diagnosi di ascite e, nel giro di 6 mesi, dipartì dopo una imponente ematemesi. Dopo tanta epatologia o meglio patologia epatica (la catarsi del dolore sublima la vita!), a me, nel lontano 1986, vennero le “ follie epatiche” in versi e, di recente, mi ha ispirato la musa epatologa!

Da “Follie epatiche

Di voi protettori epatici
è meglio non parlare
ché, in caso di battaglia,

il vostro posto so.
Passivi e da lontano,
miei cari vil codardi,
se mai il sisma fosse,
le spalle voi dareste
ai pochi sopravvissuti
dello scempio letal.
Per l’ incombente sisma
proprio sulla mia persona,
con voi fieri banditi
di glissoniana banda,
arrivo a certi patti:
se rimarrete inermi
nei vostri legal confini,
non più “ amorevolezze”,

giammai ingurgiterò...

La musa epatologa

Se avverti astenia

con stipsi e dispepsia,

a parte l’ ipocondria,

hai certo un’ epatopatia

e necessita un’ ecografia.

Vedo un fegato brillante

di qualità scadente,

presenta steatosi,

retaggio degli obesi e

condanna dei golosi,

e con un parenchima grasso

ti conviene andare a spasso

per scongiurare la fibrosi

che, ahimè, genera la cirrosi.

Nasce da uno screzio di proteine

e, tra endotelina e angiotensina,

ci si mettono le citochine

che stimolano le stellate

a produrre la prolina

con deposito di collagene.

Si chiudono le finestre vasali,

aumentano le resistenze portali

ma senza più spazi vitali

il sangue inverte il suo corso

e per collaterali percorsi

raggiunge il sistemico flusso.

Non più deaminato,

con il carico ammoniacale

non depurato,

obnubila il neurone

tanto da farti apparir

dapprima come un deficiente

ma poi diventi un incosciente

e di grado in grado,

passando per quattro stadi,

dalla confusione mentale

al torpore al sopore

arrivi a un respiro nauseabondo

ma sei in coma profondo.

Questa buia encefalopatia

nasce da uno screzio

tra valina e tiroxina

con un eccesso di glutamina,

sempre in tema di proteine...

e con l’ albumina che scende,

l’ ammonio che sale

e la bile che aumenta,

trasuda liquido ascitico

indi c’è il rischio emorragico

con il quadro encefalopatico

e il giallo itterico

a completare il panorama tipico

di una malattia indecente

che ti deturpa il fisico

e ti debilita la mente.

Questo strano percorso

mi è venuto in versi

perché lo conosco a menadito

dopo esser rinsavito

dalla follie epatiche

grazie alle ispirate fantasie

di una Musa epatologa.

Adesso venendo ai tempi nostri la NAFLD (steatosi epatica non alcolica) e la NASH (steatoepatite non alcolica) chiamano in causa la sindrome metabolica, l’ obesità, il diabete mellito e l’ insulino resistenza e, come mio solito, consigli e terapia io li metto in versi.

La sindrome metabolica

Con la golosità e tanta sedentarietà

per troppa comodità sei nell’ obesità.

Le tue cellule, non sopportando più

l’ eccessivo lavoro per gli alimenti,

si danno alla protesta.

Inizia così l’ insulino resistenza

e la conseguenza del grasso addominale

ti porta all’ evidenza

ma solo per la panza.

Tra grassi e zuccheri prendi peso,

ti aumenta la pression

e senza più stile di vita

ormai ti lasci andar

specie se continui a fumar.

Non bastassero tanti stress

si mette pure l’ ossidativo

con l’ asfissia dei suoi radicali liberi,

veri killer cellulari che,

catturando l’ ossido nitrico,

strenuo paladino endoteliale

e precursor della pillola celestiale,

ti determinano danno vascolare

a livello cardiaco e cerebrale

per non parlar di pena in pene...

del solito attributo!

L’ arteriosclerosi

E’ sotto la coperta endoteliale

del letto vascolare che riposa

la nostra vetustà

in veste di ateromasia,

segnale di circolo precario,

a meno che le mirabolanti statine,

azzerando il rischio del colesterolo

e riducendo l’ ispessimento

per deposito tra le lenzuola intimali,

non ci diano l’ immortalità

per le vie dell’ anima che,

velocizzate dalla mitica aspirina,

sconfinano nella verità.

Passando dalla medicina (e poesia) alla filosofia (lo faceva un certo Aristotele) siamo allo spirito naturale di Galeno che si confezionava nel fegato, in virtù della cellula epatica, vero laboratorio della vita. A livello dei sinusoidi (spazio di Disse), infatti, il sangue (e il suo calore o energia spirituale) arriva a diretto contatto con le cellule epatiche per confezionare la strabiliante miscela umana di spirito e materia.

Il fegato, pertanto, diventa la sede dove un dì si unirono in matrimonio con vincolo indissolubile l’ azoto con il suo corredo amminico (-NH2) e il carbonio con il suo corredo carbossilico (-COOH) per generare gli aminoacidi, la cui magica sequenza (dai codoni, triplette di nucleotidi) ci dona il codice genetico con la giusta informazione (DNA) per la trascrizione (RNA) della vita.

L’ evoluzione della specie umana, a parte quella antropologica di Darwin, è certamente una evoluzione cellulare che, partendo dalla cellula epatica (età della pietra, homo homini lupus) attraverso quella nervosa (homo sapiens con l’ egoismo della ragione), arriva a quella spirituale (uomo cosciente con l’ altruismo dell’ intelletto). Ed ecco la scala cellulare:

1- cellula epatica (spirito naturale), confeziona i gradini (le basi azotate) della scala (DNA)

2- cellula nervosa (spirito vitale) secerne il pensiero (mente, materia raffinata)

3- cellula spirituale (spirito immortale), distilla l’ amore (anima, mente illuminata)

Lungo questa scala mia madre con il buio della sua encefalopatia e relativi stadi (1- confusione mentale, 2- torpore/sonnolenza, 3- sopore/sonno, 4- coma profondo) mi impegnò la vita sin dall’ adolescenza e, in virtù di tanto, la catarsi del dolore me l’ ha sublimata, regalandomi la conoscenza con il suo gradiente di luminosità (dal mito della caverna di Platone) lungo questi 5 gradi:

1° grado - il grigiore del cogito (pensiero vigile)

2° grado - lo splendore della ragione (pensiero razionale)

3° grado - il bagliore dell’ intelletto (pensiero sciente)

4° grado - il fulgore della sapienza (pensiero illuminato)

5° grado - il candore della contemplazione (pensiero estatico)

Ritornando alla scala cellulare e partendo dall’ alto ho regalato a mio padre, uomo con la 5a elementare ma con la cultura della fede, la cirrosi psicosomatica, avallata anche da un vecchio detto napoletano: ‘ o tuosseche arruvin’ ‘ o fegat.

E così dalle amarezze (e nefandezze) della vita si arriva al fegato lungo questa scala psicosomatica:

1- psicosi (cellula spirituale, anima)

2- nevrosi (cellula nervosa, mente)

3- cirrosi (cellula epatica, fegato)

Questa patologia è di raro riscontro perché ancora non si concepisce l’ anima e, pertanto, vengono privilegiate le persone dure di cuore che, come le pietre, hanno un’ aspettativa di vita terrena migliore, a differenza di quelle sensibili che si contraddistinguono, invece, per questi 5 nobili attributi (scala psicosomatica dell’ angelo Raffaele): 1- sensibilità (pietà, 2- disponibilità (carità, 3- bontà (pietà+carità, 4- intelletto (dono spirituale), 5- cristiana pazienza (abnegazione e predisposizione al dolore fisico e morale).

Questa scala, con i mediatori sentimentali (sulla via dell’ amore) al posto di quelli chimici (o neurotramettitori sulla via del pensiero), l’ ho potuta stilare dal comportamento esemplare di mio padre Angelo Raffaele.

Di questi tempi per migliorare l’ umanità, dal punto di vista fisico (malattie e invecchiamento cellulare) e mentale (facoltà intellettive e capacità cognitive), si parla tanto di potenziamento umano (human enhancement), che deve essere soprattutto morale (da cui dipende quello comportamentale e culturale) in virtù dell’ acquisizione dell’ anima nella sua illuminata veste di triplice coscienza: vigile (pensiero), consapevole (amore) e morale (coscienza) a immagine e somiglianza divina dall’” alito vitale”, cellula primordiale o spirituale (pensiero, amore e coscienza) che presidia e presiede quella nervosa.

In tema di anima non si può prescindere dalla mitica biga alata di Platone che, ai nostri giorni, diventa una fiammante monoposto (pilotata dalla mente, alimentata dall’ amore e illuminata dalla coscienza) per superare il contorto circuito della vita: chi lo supera veloce e a pieni giri si guadagna la protezione del mantello divino con l’ alloro di pilota dell’ anima e, con un pizzico di umana vanagloria, la corona d’ alloro di poeta delle follie della vita.

In conclusione tornando al tema puramente scientifico, oggi un buon epatologo non può definirsi tale se non è anche un bravo ecografista, che riesce ad esplorare il fegato in ogni suo meandro. Da parte mia per sopperire a questa grave mancanza, con la presunzione scientifico- filosofico- letteraria che mi ritrovo, ho fatto “ l’ ecografia dell’ anima”, naturalmente in versi:

Con lo spirito nasce il pensiero

con la coscienza sboccia l’ amore

e con l’ anima spunta quel fiore

che ti regala la vita nei suoi colori

e te la profuma dei suoi valori.


Francesco Andrea Maiello 22/11/2018 07:18 1 57

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