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Non è un classico!

Fantasy

Stefania mise la chiave nella serratura del portone di casa sua con le mani che le tremavano, aprì ed entrò chiudendo immediatamente, il cuore le batteva a mille, e una paura folle l’ aveva invasa tutta ed ora, guardava fuori dalla finestra del salone spostando appena appena la tenda.

Non vedeva nessuno, eppure era sicurissima che qualcuno la stesse seguendo da un bel po‘, si era girata varie volte e aveva visto un uomo con un cappotto grigio e occhiali scuri a una certa distanza da quando era uscita dal supermarket. In principio, non si era preoccupata, ma quando imboccò la strada di casa sua e vide che quel tipo era ancora dietro di lei, non ebbe più nessun dubbio

Non sapeva cosa fare, lei viveva sola, pensò di chiamare la polizia, ma scartò subito quell’ idea. Avrebbero pensato che fosse una psicopatica. Cercò di calmarsi, mettendo a posto la spesa che aveva appena fatto. Ma non si sentiva affatto tranquilla.

Prese il suo cellulare e fece il numero di Luisa, la sua amica del cuore, lei l’ ascoltò in silenzio, ma poi le disse che forse quello stava andando per i fatti suoi, che si calmasse, ma Stefania sentiva che non si poteva fidare. Era troppo evidente che quell’ uomo la inseguiva, e forse ora stava nascosto aspettando il momento giusto per poter entrare in casa sua.

Luisa si arrabbiò, le disse che non poteva continuare a vivere sempre con la paura addosso, che doveva dimenticare quell’episodio, non era possibile che capitassero tutte a lei...

Infatti, Stefania, appena un anno prima aveva avuto un’ esperienza terribile, era stata violentata da un uomo che aveva sempre negato, anche davanti al giudice, mostrando un alibi falso, e lei aveva dovuto tenersi il suo dolore, il suo disgusto e la sua vergogna senza che nessuno le credesse. Se ora avesse avvisato la polizia, avrebbero pensato che fosse pazza... Anche Luisa dubitava de lei...

Si avvicinò al suo portone d’ ingresso e le fece fare tre giri di chiave e ispezionò le finestre una per una assicurandosi che fossero ben chiuse, il guaio era che lei viveva al piano terra, e ogni rumore che sentiva la metteva in allarme.. Luisa aveva ragione, non poteva continuare così, la sua vita era diventata un inferno da quel giorno maledetto che l’ aveva segnata lasciandole una ferita che non voleva chiudersi.

La mattina seguente, si sentiva a pezzi, aveva dormito pochissimo e non aveva la forza di andare a lavorare. Rimase a letto tutto il giorno, senza mangiare, senza la voglia di niente, solo di piangere. Lo spavento del giorno prima le aveva risvegliato tutto il suo dramma, e una forte depressione stava prendendo piede.

Luisa, non vedendola al lavoro, le telefonò nel pomeriggio, Stefania scoppiò a piangere, e Luisa capì che doveva aiutarla a prendere una decisione, doveva assolutamente andare da uno psicoanalista che la prendesse in cura. Stefania le rispose tra i singhiozzi che non aveva le possibilità economiche per permettersi una cura del genere. A questo punto Luisa le disse che non si doveva preoccupare, lei aveva un caro amico d’ infanzia che si era laureato proprio in questo ramo, e non avrebbe avuto problemi a prenderla come sua paziente.

E così per Luisa, incominciò un periodo di analisi, di momenti dolorosi, di giorni difficili che sembrava non le giovassero per niente, ma piano piano, questi momenti si trasformarono in un senso di sicurezza, di benessere e di sentimenti liberatori. Andava a lavorare di nuovo senza problemi, non soffriva più di angosce e paure, anzi, dentro di lei stava nascendo un sentimento nuovo, sconosciuto, qualcosa che non aveva mai provato, ma si vergognava da morire solo al pensiero che “ lui” se ne accorgesse, no, non doveva sapere che si era innamorata di lui, il suo psicologo!

Però, a Luisa si, a lei lo avrebbe detto, non poteva tenersi per lei sola quel sentimento bellissimo che le scoppiava nel petto. Luisa appena seppe da Stefania questa novità scoppiò in una fragorosa risata mentre le diceva: “ Mia cara, ma tu non lo sapevi che questa cosa che tu stai provando è normalissima? Non lo sapevi che la paziente in questi casi, dopo mesi e mesi di contatto col proprio psicologo arriva al punto di innamorarsi? O meglio, “ crede” di essersi innamorata? E’ un classico! Sei proprio una sciocca...”

Stefania guardò la sua amica come se la vedesse per la prima volta, e una delusione mista a rabbia e dolore si fecero strada dentro di lei. Si alzò di scatto e se ne andò verso l’ uscita, sbattendo la porta. Lacrime amare scorrevano per le sue guance. No, lei non lo sapeva che quel sentimento meraviglioso che le era nato dentro era “ normalissimo”, era un “ classico”. Perché Luisa le aveva tolto quella illusione che sentiva per la prima volta, riducendola a una cosa così banale?

Non andò più alle sedute con lo psichiatra. Forse lui se ne era accorto benissimo, e lei non avrebbe più avuto il coraggio di sostenere il suo sguardo. Si dedicò con tutta se stessa al suo lavoro, faceva gli straordinari per non pensare a lui, ma quando tornava a casa le mancava da morire. Una sera che stava guardando un film alla TV, per distrarsi un po‘, sentì suonare il campanello. Andò ad aprire e rimase senza fiato. Era LUI.....!!!!

non ci poteva credere, lui le disse: “ Mi lasci sulla porta?”

Lei si fece a un lato per farlo passare, lui la guardò lungamente e le disse che Luisa gli aveva raccontato tutto. Stefania arrossì come un pomodoro maturo, lui la prese per le spalle e la baciò...e le disse: “ Non ti hanno detto che anche il medico si può innamorare della sua paziente? E non è un classico!”


Franca Merighi 06/05/2019 06:53 1 180

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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«Bella storia mi è piaciuta moltissimo complimenti Gabry»
Gabriella Giusti

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