Grandi praterie si distendono
Piene di speranza
Enormi foreste
Respirano naturali bellezze
Laghi incontaminati
Si aprono all'amore
Freschi ruscelli
Respirano sussurrando
Estese montagne
Si elevano nell'immenso
Mari impetuosi
Gridano al vento
Cielo azzurro
Risplende nei tuoi occhi
Sazi di simil bellezze. | 

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Buffa la vita
più vi guardo
ogni parte di noi
nel tempo
vive e muore senza scampo
rosso il petalo
fonde con l'amore
non si vergogna
attende soltanto
elargire l'ultimo saluto. | 

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Senza di voi è vuota quella corte
emigrate siete
eppure sono sicura
capolino avete fatto
fumi inconsueti
sul cammino
odori sconosciuti
al vostro olfatto
piccole zampine
temono il calore
privato vi hanno
di quell’ossigeno vitale
e voi
con sentimento materno
altro ricovero per la prole
avete cercato. | 

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Rosso fuoco era il sole
che splendeva al tramonto
rispecchiandosi sul mare
colorite onde spumeggianti
lambivano la pelle
quasi a volerla bruciare
ancor piccola
quella fanciulla
voleva esser donna
infuocate labbra
si confondevano
intimità fiorivano
come un bocciolo
lo sguardo rivolto verso il cielo
ammirava dono divino. | 

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Agili, snelli, portamento regale,
sempre insieme
quasi a volervi proteggere
morbide piume al vento
delicate come il colore che elargite,
con discrezione vi lasciate ammirare
Dio
- com'è possibile tanta bellezza! -. | 

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Una preghiera s'innalzava
un passerotto posandosi sul davanzale
annunciava il vostro arrivo
occhioni parlavano
cinguettìo destava
subito un pensiero a voi
uno sguardo al cielo
eccole!
Volavano alte nel cielo azzurro
la primavera è arrivata!. | 

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Ovunque lo sguardo gira
un tappeto di minuscoli esseri
sembrano anelare vita
ancor bramano fragranza
non vogliono lasciarsi abbattere
dal tempo che inesorabilmente avanza
la loro sottigliezza
è capace di trasmettere
quella fiducia
che solitaria
impone se stessa
al mondo. | 

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Verdi foglie che non sentite dolore,
verdi foglie che odorate di pace,
il vento non riesce a scacciare il vostro gioire,
in voi è ben temprato
quanto vi è stato donato.
Lontano, avanti, la vita scorre;
chissà se riesce a sentire il vostro profumo.
Profumo di pace. | 


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| Odi, ascolta,
qualcosa c'è nell'aria
che ti tende la mano
Ti sussurra, suggerisce
è forse una preghiera
Quanti spazi, quante ere
ha percorso
La risonanza dell'eco
non ha potuto ricoprire
Ma è giunto ed è
sempre vicino a te. | 

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| Lembi di pelle si adagiano sul selciato
colori tenui accarezzano il cuore
ciottoli si baciano palpitando
ciuffi d'erba aspettano
quel calore che prosciugherà lacrime
plumbee nuvole colorano l'aria
ancor lunga l'attesa
lentamente anima candida
tutto custodirà
un fiore alzerà la sua corolla
ispezionando. | 

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| Piccola
in punta di piedi
a bocca aperta ammiravi
lucide scaglie
ipnotizzata da quegl'occhi
fiorivano domande
incessanti
rullavano sulla spiaggia
danzavano telline
gamberetti in fila per uno
battevano le chele
a passo andavano le antenne
sudorini freddi
imperlavano la fronte
enorme quel pesce
bocca chiusa parlava. | 

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| Sento ancora quel profumo
quando in mezzo ai prati in fiore
navigavano piccirilli
saltando al suono della gioia
inconsapevoli che mai più
istanti simili avrebbero vissuto
in serbo ben altro la vita
verso chi con loro respirava
.
colori ancora spruzzano fra i pori
margherite roselline
unite in un amore a prima vista
si davano la mano
come vecchi amici
si ritrovavano al caldo sole
splendente la natura
tra le montagne s’imponeva
pronti boccioli
acchiappamosche
avidi
a riceverne il calore
.
ritornano nel tempo
infantili giochi
soffici palline colorate
insieme danzavano
fuori dall’orbita pupille
felicità s’espandeva
roventi scatti senza fine
per il domani
.
promesse non mantenute
si ripresentano
tuttora aspetta quel luogo d’incanto
fra picchi innevati. | 

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Suggestionarsi alla vista di tanta bellezza
un colore ricorda il tramonto
udire il battito
che celandosi sotto le piume
come vascello delicatamente ondeggia
sognare di volare
aggrappati a quelle ali
toccare lidi
intravisti solo su pagine
un capriccio irrealizzabile. | 

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Ai tuoi occhi
lentamente cade
non fa rumore
piccole gocce
come cristalli
si specchiano
sul selciato già bagnato
silenziose
trascinano a sé lo sguardo
di chi
tristemente
socchiude gli occhi
invasi
da stille di fuoco. | 

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Tuoni e lampi
combattono fra loro
scoppi tremendi
percuotono la terra
spiragli di luce
nel cielo plumbeo
affascinano
scrutando in essi
quella Luce
veglia su di noi
una preghiera sale
lacrime
bagnano l'arido suolo
chissà
forse un domani
germogli sbocceranno!. | 

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| Solca i mari
Fugge l'onda
Corre il destriero
verso lidi lontani
E tu
con i tuoi anni
dove sei arrivato?
Forse in tempo ancora sei
Fuggi come l'onda
Solca i mari
Giungi ad un atollo
E portami la libertà | 

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| Quando il pensiero vola
sensazione sublime accarezza
un tuffo nel piccante
si scontra improvviso
abbozzando quel respiro
che sempre aleggia intorno
variopinte maculate ali
sbattono salutando
carpendo sguardo
attonito sussurra un grazie
a Chi con amore ha elargito
distesa immane s’estende
indeformabile piatto
verde speranza collabora
delicatezza mette i pattini
sorvolando amore
captando unicità. | 

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| Odi ruscello che scorre
acque cristalline
mondano tua anima
purezza di vita.
Verdi prati
invasi da folate di vento
flettono loro essere verso te
sprigionando essenze.
In alto volgi tuo sguardo
imponenti catene di monti
quasi a toccare l'azzurro
ti avvolgono.
Lontano onde spumeggianti
si rincorrono
- come gioco di fanciulli -
violenti spruzzi
lambiscono tua pelle. | 

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Fra poco ve ne andrete
non udirò più
il vostro garrire
dolce caramella da scartare
onde prelevare
il profumo della natura
passi incerti
accompagneranno
nel viale della vita
aspettando la stagione dei colori
quando improvvise ali
educate saluteranno
allietando giorni
in attesa di quel domani
che sempre si ripeterà
lasciati in tutta fretta
si ripopoleranno quei nidi
nuova vita palpiterà
beccucci aspetteranno... | 

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| Stanchezza s’abbatte su gelido foglio
incredula odo cinguettio
in girotondo
s’affannano ramoscelli in bilico
adagiando qua e là
quel pane che presto
mocciosi ospiterà
non è facile rimanere estranei
a simile evento
un futuro colorato
sin d’ora aleggia
preparativi fremono
voli pindarici
attraggono
bianco manto
non fa paura
più forte
quel desiderio di pargoli
come raggio infuocato
riscalda dissolvendo riparo
si materializza alcova. | 

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| Pulviscolo di polvere
monda la tua corsa
Quanti ricordi in un sol granello
purtroppo il vento ti spazza via
purtroppo lei ti spazza via
Non pensano lontanamente che ami i ricordi
Tanti ne contiene un pizzico di sabbia. | 

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| Lago dorato accoglie
penetranti raggi scalfiscono
frecce inconsuete s’espandono
incontaminata natura sussurra
variopinto ruscello d’idee
operose si muovono
elargendo emozioni
impeccabili s’estraneano
colori e profumi
conditi d’armonia incantano
suoni del creato
dolcemente planano
instancabili fremono
compagnia e ossigeno
nutrimento inatteso
polmoni dilatano. | 

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| Cime innevate
Ruscelli cristallini
Fruscio di foglie
Cinguettii
Silenzi soprannaturali
Profumi variegati
Giungono a te
Con odore di pace
Volgi in alto
Il tuo sguardo
e
”RINGRAZI” | 

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| Quella panchina
non tarda a far sentire il vuoto
che aleggia imperterrito
non basta quella coltre
la sua purezza
a cancellare piccoli tarli
imperterriti saettano
niente è consono
difficile immergersi
vulcano attivo
attanaglia indomito
fuoco divampa
piccoli fiori combattono
natura s’impone
è tempo ormai
non lasciamoci sopraffare! | 

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| Notte stellata
limpida
come il cuore
dorme tranquilla
su fruscio di fresche foglie,
tutto tace
solo serenità
odono le mie orecchie.
Un canto come un sibilo
giunge in lontananza
a rovinare quest'atmosfera
no no... vi prego
non sciupate questa quiete
dono di Dio,
- niente -.
Tonfi sordi avanzano
urla disperate
spezzano l'incanto
giungendo sino a me
da un mondo
che pace non trova. | 

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| Piccoli vagiti
s'incamminano deliziando
attraversano sentieri
ciottoli sul loro cammino
sino a raggiungere quel traguardo
che silenziosamente
aprirà le porte a quel mondo
ove una gran luce cancellerà
l'avversità della vita. | 

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| Corre l’immaginazione sul binario della vita
ovunque si snodano profumi
tacchi lasciano il segno
un giardino di speranza palpita
estremo sentire in un mondo ormai offeso
ricordi risvegliano anfratti
ognuno nel suo guscio vigila difendendo
colori cigolano pronti ad accecare
ubriachi piccoli steli vacillano
sorretti da chiome
in girotondo danzano
passione ed amore vivono. | 

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| Ciliegi in fiore
danzano al suono dell’amore
profumo di vita si espande
elargendo sensazioni uniche
inebrianti colori
riescono a catturare
quello che dentro di noi
sibillinamente respira
non esiste
fascio di luce più potente
ove tuffarsi
diventi di rigore
meravigliosa natura
capace di concedere
all’improvviso
senza tradire
pugni colmi di manna. | 

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| Volano via le idee adagiandosi sugli scogli
come a non voler morire
variopinte farfalle in girotondo sorreggono
salva pensieri inusuale
indecisa batte l’onda
una due tre volte tenta l’ammaraggio
timidamente si accosta
non vuole cancellare la vita
stranamente calma la sua irruenza
svanisce il bollore
rispetto impera
inchinandosi
combatte il vento
non vuole arrendersi
uno due tre soffi
e lascia la briglia. | 

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Spiaccico il muso sul vetro del passato
occhi vedono quello che nel cuore batte
un garrire festoso stordisce
.
sono tornate
occhietti sbirciano
non si fidano
piccola mano si alza
saluta
infonde coraggio
da un filo all’altro volteggiano
scrutando quel rifugio
rissa pare non finire
sino a quando
facendo capolino
si appropriano del nido
grandi lavori aspettano
ramoscelli nel becco
edificheranno
il domani arriva presto
piccole uova
prenderanno posto
.
un anno è passato
focolare
non ha aspettato invano. | 

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Un po’ di riposo non può far certo male
l’importante non lasciarsi catturare dal bighellonare
.
ritirarsi su di un monte ascoltando il silenzio
innacquato dal canto di uccellini
pranzo prelibato non indigesto
leccornie intorno fanno la loro parte
colori come caramelle carpiscono gli occhi
pregano grandi braccia respirando i doni del Cielo
piccole foglie in volo sorridono
giocando ad acchiappino
birbante il vento si diverte
.
prove di forza sul pendio
salutare ginnastica. | 

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Un attimo di relax non si nega a nessuno
chiudere gli occhi e camminare sulle onde
lasciandosi guidare dal vento
grande amico non si smentisce
nel ritrovarsi a contatto con la natura
piccoli pesci guardano stupiti
richiamando l’attenzione
cozze vongole telline
non si capacitano
temono il dopo
giocando a nascondino
s’intrufolano nella sabbia
aspettando l’occasione
vedo non vedo
bianchi spruzzi birichini
fanno i dispetti
svanisce il sogno la realtà è ben altro! | 

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Birichini scodinzolano
attorno a quei frugoletti
occhioni parlano
corrisposto amore incuriosisce
capriole sul tappeto
si perdono
innocenza s’accanisce
su quelle spazzole
pazienza dote rara
impressiona
alla ricerca di carezze
nasini frugano ovunque
pelosoni si prostituiscono
andando al sodo
improvviso groviglio
per un’amicizia unica. | 

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| Nemmeno il cuore è capace di tanto
quando improvviso il cielo si accende
nuvole birichine si alternano
curiosando imperterrite
là dove il mare dispettoso annaffia
tesori risplendono
ognuno il suo respiro
natura in passerella
sfoggia colori
profumi inebriano
gustoso menù
da assaporare lentamente
centellinando
ogni più piccolo anfratto
dove occhi nuotano
ammirando ubriachi
naturali bellezze. | 

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| Quei passerotti
stretti in una nuvola d’amore
cercano storditi sotto un vento birichino
che dispettoso spazza via la vita
saltellando qua e là
attirano sguardi
cinguettio fende l’aria
lasciando immaginare
delusione e speranza
particolari piatti di portata
dove vibra il desiderio di vivere
combattendo intemperie
che dal cielo si scatenano. | 

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| L’alba faceva capolino
là sul selciato tra vecchie pietre
un pennuto finiva di soffrire
attorno parenti in livrea vegliavano
cinque chiudevano il cerchio
uno solitario accucciato vicino
mostrava la sua pena
macchine passavano
niente - non si smuoveva
incollato al selciato
altri invece andavano e venivano
un inno pareva cantassero
guardandosi attorno
non si vedevano lacrime
ma si toccava con mano il dolore
imprevedibile natura
non cessa di meravigliare
ovunque il cuore batte. | 

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| Ammiccanti sguardi s’intrufolano tra il pelo
amicizia non comune
in originali contesti lascia di stucco
brillano perle comunicando il sentire
specchio dell’anima non si arrende a dicerie
insieme trotterellano su panni sporchi
volontà di detergere il loro fine
quello che l’uomo
in ogni dove semina catrame
instancabile quella lingua lubrifica
sciando su piattaforma ignota ai più
bazzicano lamenti
latrati miagolii
giungono sino al cuore
attivando coscienza
per un riconoscimento inatteso
assai difficoltoso
meta da cospargere di amore. | 

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Giornata faticosa oggi
il sole con i suoi raggi non ha certo aiutato
un caldo birbone ha avuto partita vinta
speranza nel domani
un fresco venticello giungerà
amico da una vita non deve tradire
contribuendo ad allontanare
quelle fastidiose goccioline
che imperlano la fronte
nuvole faranno capolino
bianche pecorelle
prediranno pioggia
arabeschi faranno sognare. | 

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Picchi innevati si ergono silenziosi
ognuno ascolta
quanto d’intorno accade
il niente è già tanto per riposare
a valle piccoli ruscelli scodinzolano
colori caleidoscopici catturano
natura incontaminata si estende
per quanto ancora è un vero rebus
padrona del cielo
un’aquila reale fa l’occhiolino
sfidare vuole chi
nel suo regno mette piede. | 

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Berta - nata a Firenze l’8. 9. 1947, sono quindi una donna con una certa età, anche se oggi sembra che non si debba dire anziano sino all’età di 80 anni.
Sembra buffo, ma l’età che sento di avere sono solo 33 anni, essendo il mio spirito molto giovanile ed allegro - anche se in alcune poesie può sembrare il contrario -.
Sono felicemente sposata con due figli ormai abbondantemente quarantenni.
Ho cominciato a scrivere la storia della mia vita all’età di 12 anni e portata a termine a 50 anni, lasciando intatte le parole di allora.
Ho iniziato invece a scrivere poesie quasi per gioco, guarda strano, a 33 anni - sulla spiaggia con i miei figli - anche se fino dalla tenera età mi è sempre piaciuto buttare fuori all’improvviso piccoli pensieri profondi che però non venivano mai recepiti anzi, tutti prendevano in giro e così sono andata avanti nel tempo mettendoli a dormire, sino a quando un bel giorno ho detto:
" Basta - cosa importa di quanto dicono gli altri - scrivo per me!".
Ero solo cresciuta.
Premetto che non pretendo essere una scrittrice, anche perché le scuole fatte non me lo hanno permesso (avviamento commerciale).
a tutti |
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