
 18 anni e quasi 4 mesi sempre insieme,
sei stata strappata a noi da un destino crudele,
hai lasciato un vuoto incolmabile,
tutto ci parla di te.
Ogni momento, ogni cosa, ogni punto rinnova il dolore.
Eri un piccolo esserino, sei diventata grande come noi;
peccato che per te gli anni che passavano erano molti, molti di più.
Manca il tuo sorriso, contornato da quei bei baffoni bianchi che tutti invidiavano,
manca il perenne miagolio, la buonanotte, le risposte alle nostre domande,
i rari graffietti, le richieste un po' troppo invadenti,
il saluto quando rientravo ed uscivo e sono certa che capivi quando dicevo:
"Ciao Eva, torno tardi" oppure "Ciao Eva, torno presto";
manca il tuo calore ai piedi quando potevo permettermi una piccola pennichella.
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Mi seguivi ovunque, perfino sotto la doccia, mentre stiravo, al computer
ed anche nelle nostre intimità,
eri sempre ai miei piedi ad attendere e quanto ti ho fatto aspettare!
Vedo ancora quegli occhioni che guardavano da lontano
e venivi subito a me per una carezza,
per un biscottino od un pezzetto di ciccia.
La mattina aspettavi sempre dietro l'uscio,
dopo tutti gli sforzi per aprire la porta
con le zampette e ... miaooo! ...Così davi il buongiorno.
Ci sei stata vicino nei momenti più tristi
rimanendo alcuni giorni senza mangiare e tenendoti in disparte.
Ci hai rallegrato persino fuori dalle tue mura,
seguendoci nelle gite al mare.
Hai allietato i nostri Natale.
Eri talmente educata che salutavi chiunque entrasse in casa.
Hai sopportato i miei piccoli dispetti con l'arancia, i mandarini.
Hai sopportato dopo otto anni il cambio della dimòra
adattandoti facilmente al nuovo ménage.
Hai accettato quasi subito, dopo ben 16 anni,
la compagnia di una gattina nera come te ed anche più sfortunata,
perché con una gambina spezzata per un incidente.
Hai saputo insegnare qualcosa, anche se inconsapevolmente, a chi è rimasto.
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Eri un piccolo batuffolino nero
con una stellina bianca sotto il collo ed una in fondo al pancino
e già tanto sfortunata perché qualcuno ti aveva abbandonata ed anche picchiata.
Hai invaso le nostre giornate sapendo farti amare.
Mi sveglio, il primo pensiero è per te,
vorrei che fossi partecipe di tutto ciò che accade di nuovo, ma non ci sei più.
Il cuore parlava di te,
non ho voluto ascoltarlo, un rimpianto che mai finirà.
Come pure il sesto senso,
si è fermato alle 8, 20 - 22, ma non l'ho capito.
Ti ho lasciata proprio nel momento in cui avresti avuto più bisogno, perdonami!.
Avrei voluto tenerti fra le braccia come nell'ultime poppate, tu sai ... come.
Mi consolo soltanto pensando che sei spirata sulla copertina preferita,
quella gialla, ove sin da piccola hai passato il tempo ...(censura)
come dicevano gli altri a fare il pane;
non ero d'accordo,
convinta tu cercassi le poppe della mamma,
quelle fusa parlavano.
Quanti giri sulla copertina prima di addormentarti!
Ricordi le ultime parole che abbiamo sentito insieme?
"Vive per lei"
ed io all'ultimo non c'ero. | 

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 | In te ho potuto vedere il circolo della vita
Eri piccola
la tua morbidezza, i tuoi timori, i tuoi giochi,
mi accompagnavano nell'arco della giornata.
Sei cresciuta
hai sempre più, insegnato a farti amare,
il tuo manto non più morbido faceva capire le tue sofferenze,
i tuoi movimenti lasciavano capire la tua forza
anche se solo d'animo,
faticavi a rimanere dritta, ma vincevi sempre.
Sino a quando sola, sola - non ce l'hai fatta più -.
Le tue zampine le rivedo ancora nella solita posizione
di gran fatica e così - sono rimaste -.
Credevo di averti capita, ma certo non abbastanza! . | 

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| Un giorno da depennare quest’oggi
troppi dolori in un colpo solo non resistono
su quel monte tutto è iniziato
onde poi terminare tra quattro pareti
impossibile resistere a tanto
umano ed animale nel cuore
ognuno ha lasciato il segno
solo silenzio intorno illumina il pensiero
due cassettine hanno cambiato il loro habitat
ne avrebbero fatto volentieri a meno
ma è la vita che l’impone
bisogna adeguarsi
scappare non si può! | 

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| Ma come corrono veloci questi anni
riflettendosi nello specchio della vita
riescono a duplicare quanto accaduto
mantenendo vivo il ricordo
di una casualità tra due anime
che sempre hanno posto nel cuore
suscitando un’emozione unica
da suddividere affinché mai
debba aggrovigliarsi causando impaccio
continuando a vivere
seppur in altra dimensione
proseguendo a scandire quegli attimi
ancora pulsanti e caldi
in tutta la loro freddezza. | 

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| Piccolo piccole
con tutte le loro moine
quel modo di fare che non muore
ritornano sovente a rallegrare il giorno
seppure con una punta di tristezza
sono tre solo tre
ma capaci di dare un senso alla vita
riuscendo persino a far sorridere nei momenti no
un trittico tutto nero
dove poter leggere l’amore
sfogliando anni ed anni di respiri
quando a Natale curiosità imperava
mimetizzandosi tra sfarfallio di luci
un vizietto che non hanno perso
basta guardare nella notte lassù
per vedere tre stelline affacciate
la loro brillantezza non passa certo inosservata. | 

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Miagolio nella notte
due fari nel buio
hanno illuminato le ore
con piedini felpati
avanzavi timorosa
un piccolo salto
e le mie calze
impresse nell'unghie
sorridevano
Memore d'un lontano passato
ancor nel cuore quegli istanti
che allontanandomi da te
soffrivano l'incertezza del dopo
bocche fameliche
inghiottivano rospi
un mesto ritorno
divorò il nostro passato
china su te
Perché non mi hai aspettata! | 

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E’ vuoto quel posticino
dove voi micette a primavera prendevate posto
timorose che qualcuno potesse carpirvi il sole
tristezza ricordi un tutt’uno nel pensarvi
è finito quel tempo quando con amore
il nostro cuore batteva all’unisono
tutto si è fatto buio
niente più risplende nella notte
occhioni sono volati via
solo due stelline brillano lassù
batticuore impazzisce riconoscendole
nell’appuntamento notturno per riposare
sì sì
altro che pasticca per dormire
tutto risparmio con il vostro calore
una video chiamata nel cuore si fa concreta
miagolii pronunciano quel nome
“mamma!” | 

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| Fruscio d’ali mimetizzatosi sino a valle
turbano in modo strano alla vista di un colore per il quale
il cuore non si esime dal nascondere
effetto triplo d’amore
“chi sei chi siete” in girotondo avanzate
tutti e tre in un solo momento
vera sorpresa in questi giorni
tre stelline scese sino qua a fare compagnia
incredibile
subito calendario accoglie con rigore
palline di pelo giocano
birichine sfuggono
dispetti sanno sempre fare
un vizio che non si è perso
ancora riscalda il cuore
incredibile
cosa aspettare ancora
mi avete già viziato abbastanza
non posso approfittare
eppure un pensierino voglio fare
se volete sono sempre qui
in un’attesa che non avrà fine
vedo già le vostre zampine
che arrampicandosi fanno
“ciao ciao”
cosa chiedere di più! | 

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Berta - nata a Firenze l’8. 9. 1947, sono quindi una donna con una certa età, anche se oggi sembra che non si debba dire anziano sino all’età di 80 anni.
Sembra buffo, ma l’età che sento di avere sono solo 33 anni, essendo il mio spirito molto giovanile ed allegro - anche se in alcune poesie può sembrare il contrario -.
Sono felicemente sposata con due figli ormai abbondantemente quarantenni.
Ho cominciato a scrivere la storia della mia vita all’età di 12 anni e portata a termine a 50 anni, lasciando intatte le parole di allora.
Ho iniziato invece a scrivere poesie quasi per gioco, guarda strano, a 33 anni - sulla spiaggia con i miei figli - anche se fino dalla tenera età mi è sempre piaciuto buttare fuori all’improvviso piccoli pensieri profondi che però non venivano mai recepiti anzi, tutti prendevano in giro e così sono andata avanti nel tempo mettendoli a dormire, sino a quando un bel giorno ho detto:
" Basta - cosa importa di quanto dicono gli altri - scrivo per me!".
Ero solo cresciuta.
Premetto che non pretendo essere una scrittrice, anche perché le scuole fatte non me lo hanno permesso (avviamento commerciale).
a tutti |
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