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Soffitta magica

Fantasy

Ero così annoiata che non avevo nemmeno voglia di prepararmi da mangiare, pioveva a dirotto, non avevo fatto la spesa, e il frigo era vuoto!

Meglio così, pensai, avevo bisogno di dimagrire una decina di chili di troppo, e non avevo più nemmeno un vestito decente che mi andasse bene... anzi, dovevo assolutamente trovarne uno per il matrimonio di una mia cara amica che si sarebbe sposata entro una decina di giorni.

Mi venne in mente all’ improvviso, c’ era un grosso baule in soffitta che era stato di mia nonna, e poi l’ aveva usato mia madre, ed infine, pure io avevo messo della roba vecchia dentro. Ma dire vecchia non è esatto, era nuova! Si, perché non l’ avevo usata quasi mai, e aspettando sempre il momento propizio per potermela rimettere, era passato il tempo senza accorgermene, ero ingrassata parecchio e non mi entrava più. Ma, pensai, sapevo cucire abbastanza bene, avrei potuto vedere se c’ era la possibilità di allargarne qualcuno...

Così, feci una corsa su per le scale, e quando entrai dalla porticina della soffitta, mi venne come una sensazione di smarrimento, di un qualcosa che mi riportò indietro nel tempo e nello spazio... mi girava la testa, cosa molto strana, perché pochi attimi prima stavo benissimo. Cosa mi stava succedendo? Vidi la vecchia poltrona di mio padre in un angolo, tolsi il lenzuolo che la copriva, e mi sedetti un po‘, sperando che il malessere mi fosse passato in fretta. Mi appoggiai allo schienale e chiusi gli occhi, e subito “ vidi” l’ immagine di Luca. Era uguale identico come lo ricordavo io, come quando lo vidi per l’ ultima volta proprio in quella soffitta, che mi prendeva forte tra le braccia, mi baciava con passione e mi asciugava gli occhi pieni di lacrime, dicendomi di non preoccuparmi, che sarebbe tornato presto, era sicuro che la guerra sarebbe finita al massimo entro un anno, allora sarebbe tornato e mi avrebbe sposata...

Sono passati ormai cinque anni, ma Luca non tornò piu‘, ed io rimasi sempre fedele a quei baci, rinunciando a rifarmi una vita, a sposarmi con qualcun altro, chiusa nel mio mondo di sogni, e devo dire che ne ho avuto di pretendenti! anche carini e con soldi, ma dentro al mio cuore non c’ era più spazio per nessuno...

Aprii gli occhi, mi passai una mano sulla fronte, e facendo uno sforzo mi alzai in piedi per andare verso il baule e incominciare a tirare fuori i miei vestiti, non vecchi ripeto, ma antichi si.

Me ne provai quattro. Tutti stretti!!!! Stupida che sono! chi mi aveva ordinato di mangiare così tanto? Più passava il tempo senza Luca ed io più mangiavo, era come una sorta di compensazione. Mi decisi allora di sceglierne uno che aveva le cuciture belle larghe all’ interno, l’ avrei scucito e l’ avrei aggiustato... Non se ne sarebbe accorto nessuno, ed io sarei apparsa come una vera star il giorno del matrimonio della mia amica..e appoggiandomi il vestito davanti (era bellissimo, di pizzo ricamato, stretto stretto con una scollatura molto generosa) incominciai a ballare, nel piccolo spazio che avevo a disposizione, immaginandomi di trovarmi ancora tra le braccia di Luca.

Mi misi subito a scucire il vestito, era un lavoro lungo e fastidioso, dovevo stare attenta a non tagliare il pizzo altrimenti l’ avrei rovinato....

Ormai era arrivato il giorno del matrimonio della mia cara amica, ero emozionata come se mi fossi dovuta sposare io. Marika era una brava ragazza, ci volevamo bene come sorelle, e quando io passai quel brutto periodo di depressione quando, finita la guerra, non vidi tornare Luca, lei mi fu molto vicina, mi aiutò moltissimo e lo dovevo a lei se ora stavo bene e mi era tornata la voglia di vivere.

C’ era un sacco di gente al matrimonio, e quanta eleganza! Ma sinceramente, devo dire che il mio vestito di pizzo faceva una gran bella figura, io non ero quello che si dice una modella, ma ero riuscita ad aggiustarmi e truccarmi proprio bene e non ero niente male! La cerimonia fu molto bella, e come era naturale, non mancarono le lacrime nel momento del “ Si”, e quando Marika gettò il suo bouquet di fiori, fui io a prenderlo, e tutti applaudirono augurandomi un pronto matrimonio pure a me...

Sarà stato il bouquet? Sarà stato il vestito stretto di pizzo? Sarà stata pura casualità? Non lo so, fatto sta che quel giorno conobbi un uomo molto affascinante, un ingegnere, e bastò uno sguardo per far scattare quella famosa scintilla, che ci vede ancora uniti dopo due anni e nel nostro nido d’ amore c’è anche un bimbo bellissimo, che ha riempito i nostri cuori di gioia. Volete sapere con quale nome l’ abbiamo bettezzato? Luca!!!


Franca Merighi 04/06/2019 07:00 131

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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Franca Merighi
 I suoi 47 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
Era il 1942 (13/07/2017)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Soffitta magica (04/06/2019)

Una proposta:
 
Voglia di libertà (20/04/2019)

Il racconto più letto:
 
Era il 1942 (13/07/2017, 822 letture)


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