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Per nulla al mondo ti abandonero’

Amore

Era Domenica, e come sempre Luisa si preparò con cura per andare a trovare sua madre alla casa di riposo.

Luisa e sua madre erano sempre state molto unite, specialmente dopo la morte improvvisa del padre che le aveva lasciate nella povertà più assoluta, così lei dovette smettere di studiare all’ università e trovarsi in fretta un lavoro per tirare avanti. Studiava di sera, ma era sempre così stanca che dopo pochi minuti si addormentava con qualche libro in mano, sua madre allora, che sapeva dei sacrifici che faceva sua figlia, entrava in camera, e con grande amore e delicatezza le toglieva le scarpe e la copriva con una coperta spegnendo la luce.

Ma le cose brutte, si sa, non vengono mai sole, e dopo poco tempo sua madre ebbe un ictus che la costrinse sopra una sedia a rotelle, e Luisa non poteva permettersi di pagare qualcuno che venisse a casa ad accudirla, d’ altra parte non poteva nemmeno smettere di lavorare, e come unica soluzione, con molto dolore, dovette portare sua madre in una casa di riposo molto modesta, dove c’ erano pochissime comodità per le persone che ci vivevano, e la cosa peggiore, si rese conto che c’ era anche poca attenzione verso gli anziani. Certo, per quei pochi soldi che pagava al mese, non poteva pretendere di più, così pensò di dedicare l’ unico giorno libero che aveva alla persona che amava di più.

Ogni Domenica le faceva una bella doccia, le metteva tutto pulito e le cambiava il letto. La pettinava, le dava da mangiare qualcosa di molto sostanzioso che le aveva preparato, ed infine tornava a casa per pensare un po’ a se stessa.

La sua vita trascorreva così: lavoro, casa. studio e sua madre...

Non c’ era nient’ altro e questo le aveva tolto quel bellissimo sorriso che aveva prima e che attirava non pochi corteggiatori. Infatti nello stesso palazzo dove abitava c’ era un ragazzo molto simpatico. Non era bello, comunque sprizzava allegria da tutti i pori e quando la incontrava per le scale aveva sempre una parola gentile, un complimento, e una parola oggi, una il giorno dopo, sapeva quasi tutta la sua storia, le chiedeva spesso come stesse sua madre, e una domenica le diede pure un bel bouquet di rose per portare a lei.

Luisa le era riconoscente ma non provava per Giorgio (così si chiamava) niente al di fuori di una buona amicizia. A volte lui si tratteneva più del dovuto e rimaneva incantato a guardarla. Avrebbe voluto invitarla fuori a cena, ma non osava dirle niente perché vedeva che era veramente stanca e la lasciava andare...

Dopo un anno, la madre di Luisa morì, per lei fu un dolore troppo grande, al punto che smise pure di studiare, non riusciva a concentrarsi, e molte volte si metteva sul letto della madre e scoppiava a piangere. Si sentiva depressa e molto sola, per la prima volta si rese conto che aveva completamente trascurato la sua vita privata, ma sapeva anche che non avrebbe lasciato sola sua madre per nulla al mondo.

Giorgio, che era stato al suo fianco durante il funerale, non la lasciava sola quasi mai, faceva di tutto per distrarla ma non riusciva a strapparle un sorriso o a convincerla ad uscire qualche volta con lui.

Una sera Luisa si sentì così triste e sola che non potè fare a meno di telefonare a Giorgio chiedendogli in lacrime che venisse da lei. Naturalmente lui “ volò” a casa sua che lo aspettava con la porta aperta, si guardarono per qualche attimo senza dire una parola, poi si abbracciarono rimanendo sempre in silenzio.

Fu un abbraccio pieno d’ amore che dopo pochi minuti si trasformò in un lungo bacio... Luisa non si sentì più sola, e staccandosi da lui gli sorrise e Giorgio vide in quel sorriso un futuro insieme a lei per sempre.


Franca Merighi 19/04/2022 22:05 1 86

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.


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«Un racconto molto sentito, pieno di una dolce malinconia e di un forte senso di attaccamento filiale alla mamma, che porta la protagonista ad annullarsi quasi completamente in lei. Sereno il finale, con il giusto premio per tanta dedizione incondizionata alla cura dell’anziana madre.»
Silvana Poccioni

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Franca Merighi
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Il primo racconto pubblicato:
 
Era il 1942 (13/07/2017)

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Un profumo particolare (22/04/2022)

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Per nulla al mondo ti abandonero’ (19/04/2022)

Il racconto più letto:
 
Era il 1942 (13/07/2017, 1499 letture)


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