Pubblicare poesie

Salsedine
di Giorgia Spurio

Le 10 poesie pubblicate nella raccolta


Albino

Amore
AlbinoCome l’albina notte
i tuoi occhi,
di ghiaccio potrebbero d’imbarazzo
accendere le stelle rosse
come gli occhi della sera e del tramonto,
come le ali che l’aurora
richiude, indietro, sulla schiena dei gabbiani.

-Scappai-
Come l’ombra al suo segugio,
-Scappasti-
Come il freddo che si smaschera dal gelo.

-Ti ho cercata-
Cuore che nel seno impazza.

-Ti ho cercata-
Singhiozzo e sorriso,
come rossi i capelli del fuoco.

Perché le lucertole del cielo
segnano ghirigori celtici,
e suoni di bocche che assottigliano il vento,
voci immacolate di seta bianca e nera,
voci che sanno baciare il collo
di cui la semplicità esplode.

Mi donasti pizzo per non riflettere,
specchio che d’adagio bisbiglia,
ridonami mano d’angelo
con le dita del diavolo candido,
-intoccabile candore come la tua pelle
e brucia, e prende, e rimane, e cicatrizza
i polsi-.

Pizzo, di cenere, dal vergine al grigio,
mi nascosi, come l’angolo che si veste di buio,
come l’inverno che congela le dolcezze nella gola,
e sfuggo, abbasso le palpebre e non la guardia,
e fuggo, proteggendomi con le ciglia sul viso.

Ma perché hai il colore della neve?
Che arde sulle guance,
come il bacio della salsedine
che schiaffeggia la brezza.

Ma perché hai il colore dei sogni da bambina?
Che ulula come le foglie dei gelsi,
degli abeti e dei colli,
come le ossa, e le falangi,
come le clavicole che sostengono le bufere,

come la linea della tua voce...
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Giorgia Spurio 06/07/2014 14:35 1 6117

Amami, anche questa notte

Amore
Amami, anche questa notte
Le fate sbattono le ali
E di notte sento i loro baci volare
Muovi le tue mani
E di notte il tuo profumo lo sento scivolare

Amami, anche questa notte
In questo silenzio complice
Che non punirà mai le nostre colpe

Amami, anche oggi
In questa nuova mattina fatta di sveglie e odore di caffè
Fatta di figli che vanno a scuola
E di biscotti fatti in casa

Il sole sfiora le tue gote
Un'alba fatta di rose
Scivola nel silenzio dei pensieri
Mi basta solo un tuo sorriso
Mi basta solo un tuo bacio
Nevicano azalee
Ed io rimango innamorato solo di te

Il sugo è sul fuoco
I bimbi gridano al gioco dei pirati
Ed io come un pirata di nuovo ruberò il tuo profumo di seta

Una rosa cade fra i ceppi in fiore
Una lacrima racchiusa come un cristallo
Fra le mia mani la raccoglierò per trasformarla in corallo

Amami, anche questa notte
Incatenami di baci
Danzeranno sui solchi dei tuoi silenzi le mie mani
Fai piovere su di me i tuoi neri capelli
Solletica la mia pelle impregnata del tuo respiro
Intrappola la mia bocca nel tuo sospiro
E di nuovo sarò tuo, l'eterno amante dei tuoi occhi neri

Amami, anche oggi
In quest'alba che si fa prigioniera
Tra l'odore del latte e il tuo bacio fra le lenzuola
In quest'alba che ruba il buio dei miscredenti
Ingoio il tuo sapore
E salirò su per il tuo corpo con il tuo silenzio in bocca
Con la tua fragranza stretta fra i denti e protetta in gola

Amami, anche domani
In quel tramonto in chiaro scuro
Che turba la luce dei fedeli
Stringi la mia mano
Ed io come un bimbo indifeso seguirò il tuo profumo
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Giorgia Spurio 26/09/2009 12:12 10 10744| Racconto su 'Complici nel silenzio'

Campanule rosee

Erotismo
Campanule roseeNeve di foglie
pioggia in lucciole coriandoli
su pelle tronchi,
fiori sboccianti
in bocche
alla saliva il miele e la linfa,
ortiche alle cosce
senza chador neri né pizzo di quel bianco
che la cornea dilata pupilla.

Assale il respiro
caldo della luce
sul buio il corpo
saldo, a riflesso delle onde
oltre la fine del cielo

A ridosso dei seni
ascendono sussultano
campanule rosee.
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Giorgia Spurio 23/06/2010 00:08 3 10218

Correrai più veloce di Apollo

Amore
Correrai più veloce di Apollo
Falene di neve,
luce invasa, notte
e ombra, tra le braccia
come bimba,
occhi rossi.

Ti prego, non cantare.

Moriranno sciolte tutte le foglie,
le corde alle mani, diventeranno acciaio
verso dita che come Dafne
diverranno rami.

Scarabei d’ambra,
occhi –li cerco-, alba
chiusa tra gli spigoli dei cuscini,
come i no troppe volte detti,
i si muti.

Ti prego, non cantare.

Perderanno tutti i colori
e le maschere non avranno più cera,
deformate, i volti;
sarai più veloce di Apollo?

A passo di lucertola,
si sdraiano le lumache del vento,
potresti rubarlo, potresti corromperle,
e sarai d’aria travestito.

Ti prego, non cantare.

Madre Terra, non ti troverà,
e di lei, ninfa in ascolto,
il corpo in acacia, alloro imprigionato,
potrai toccarlo.

Ti prego, non baciarlo.
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Giorgia Spurio 22/11/2014 22:19 4427

Del mare le sue memorie di cielo nel suo dolce seno

Natura
Del sorgere le gialle ciglia
dagli occhi dormienti ancora
del mattino spalancando pupille
del ceruleo che i tetti racchiudono sulle cime,

e divento foglia di verde che il silenzio dipinge,
e voce che di pesco ha ancora da fiorirsi le nostalgie,
e di madre sa ancora piegare nel grembo le ali
delle madonne, stese sulla sabbia tra la salsedine e gli angeli,
tra le cipree e i loro bimbi, perle che di grigio è poi non più nero
tra le luci e i fondali, che sembrano sirene.

E del loro velo, si nutre il cielo di latte
come di stelle su fili tenuti da marionette
e di lune che i monti timidi sorreggono
sulle spalle, come padri
pescatori di viandanti senza memoria,
e di nuovo è casa, oltre la lunga barba,
naufraghi senza fotografie,
raccolti fra le reti e le meduse,
e oltre lo specchio d'acqua
sarà il figlio a guardar loro
le proprie cicatrici, e lì baciarle.
Del mare le sue memorie di cielo nel suo dolce seno
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Giorgia Spurio 15/07/2012 19:58 1 4735

E mi chiamerò Vento

Amore
E mi chiamerò Vento
In silenzio
Non oserò che baciare le tue orme lasciate

Qui nascosto
Sarò spia della tua pelle e delle tue tracce

Cosa darei per il tuo sguardo?
Sarò gabbiano illuso di esser falco

Ritratto perpetuo
che scalfisce il mio cuore
Disegno che porto come cicatrice

Danzeranno nuvole e poi stelle
Il vento mi inseguirà con il tuo profumo
Sposa vergine
Principessa delle foreste della mia mente
Ed io tuo schiavo
ho peccato di sognarti

L'alba mi bacia come suono della tua voce
E la sera mi abbraccerà come il tuo corpo
Rosa che in autunno sboccia

Le rocce grideranno il tuo nome
al mare che si ribellerà geloso del tuo mondo
Cosa darei per esser onda di fiume
e accarezzarti come vento di cielo
Mi librerò in volo
Aquila che ti sorveglierà
ed in segreto ti amerà

Palpita il mio cuore
E verrà la guerra
E combatterò per la mia terra
Tra frecce e danze nel fuoco
penserò al tuo volto

E dalla rupe più alta griderò il tuo nome
Aspetterò che il vento mi porga la mano
E tra le sue dita mi porterà del tuo profumo il fiore
Fra dita di orchidee toccherò i tuoi capelli
fusi all'aria del mio pensiero

E se morirò
Mia Signora, se io morirò ora qui sulla nostra terra
Il mio ultimo canto
detterò alle lacrime del Grande Cielo

Se io morirò
Per te, mia regina, avrò combattuto
E la pioggia si fonderà al mio corpo di cera
Sparirò senza traccia alcuna

Ma quando sentirete il vento fra i capelli
Mia vergine fanciulla, sentirete le mie dita di orchidee
Quando sentirete la pioggia sul viso
sappiate che erano le mie lacrime
Quando il lupo ululerà alla luna
sappiate che è il mio canto ad una dèa

A voi la mia voce si innalza,
a voi, amore custodito nel mio cuore
ora fatto di vento.
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Giorgia Spurio 21/10/2009 20:45 6 7550

Il bimbo del circo

Introspezione
Il bimbo del circo  Volge il capo ad est la Luna
e il collo bianco
viene morso dalle nubi

Tramonto di rose calpestate
e di profumi che gli aranci
in inverno inebriano i sogni

Lo vidi un giorno... un giorno qualunque...
di una sera appena nata
al suo finir di tinger le ali degli aeroplani...
il bimbo che sapeva volare
il bimbo che cantava
il bimbo funambolo passeggiare

Aveva gli occhi del cielo
e lo sguardo della morte

Sorrise...

Mi scambiò per sua madre...

Al seguito sul filo
sopra al vuoto della città
lo seguivano i fedeli seguaci
animali che dondolando
seguivano la sua fischiettata filastrocca
come dal flauto magico la profezia di Orfeo

Camminavano cibandosi di vuoti
e delle fantasie dei passanti
che alzavano il naso in su
per vedere lo spettacolo
incredibile del circo
arrivato in città

Rapito respiro
dei sonnambuli dalle occhiaie
che cercano un fiocco di neve
mentre le insonni onestà
si aggrappano a fiori secchi
che l'estate ama... stringe e soffoca...

Il bimbo se ne andò...
oltre i tetti della nostra città...
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Giorgia Spurio 14/03/2010 12:21 11 5860

Il parto delle nefeli

Impressioni
Il parto delle nefeliOro in fauci di ghiaccio
Dolci canti in cristallo
e l'usignolo in nido di quarzo

Catturerò sottili ombre bianche
nel bosco di questo sentiero
che si diverte a plasmare
specchi e uomini

Camminerò inseguendo il profumo
di questo alabastro disprezzato e amato
come corsa verso il traguardo del tempo
verso meteore di spazi celesti

Danzanti promesse
come ninfee gitane
che baciano il centauro del vento
invisibile creatura del cielo e della terra
che attende la sua sposa,
fede promessa
di pioggia che cade
come gocce sul manto di cervo,
alce che nasce dall'alito
i fiori che le rose divorano
per poi partorire come bocche di linci
dagli occhi di fuoco
falene dal muso di tigre.

Rincorrerò il respiro dei lupi
che foggiano la pelle del bambino
che nacque dalle viscere di amaranto
di nevi che sciolgono il corpo
come sole nella siepe che incastra l'immortale tempore
di una solitudine che sprigionerà sorrisi
ai sogni su ali d'allodole.

Non cadere, mani che le nuvole aggrappano.
Non inciampare, bimba che la luna baciò
al parto delle nefeli...
precipiteranno come piuma d'ocra alpina
nubi sospese sui monti
di storie e leggende di quando mia nonna
era bambina.
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Giorgia Spurio 06/02/2010 15:27 8 4698| Racconto su 'Dentro a un sogno'

In lingua lakota

Natura
In lingua lakota  I giunchi inclinati
come inchiostri sulla cera
delle tavolette di pietra

I petali racchiusi
come soffi di bimba
tra le mani dei tigli

All'alba i tuoni
portano scompigli
e di piogge tremano le ali dei pipistrelli
verso i loro nidi in grotte.

Sai che le rocce
hanno le voci dei lakota addormentati?
Sai che il sole sboccia sulla terra
pronunciando parole
in sospiri di lingua sioux?

Esplode il silenzio
al contatto delle ambre
posando dita e frecce
sulle violacee armature
delle ametiste in arabeschi.
Racconto in esclusiva

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Racconto inserito in una raccolta
Giorgia Spurio 13/08/2010 19:28 7 8856



Giorgia Spurio
Giorgia Spurio Giorgia Spurio, nata il 21/12/1986 a Ascoli Piceno, ha lavorato in progetti educativi, dedicati all’educazione civica e musicali.
È docente di lettere presso la scuola secondaria di primo grado.
Ha vinto vari premi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa.
Ha pubblicato le sillogi: "Quando l’est mi rubò gli occhi", "Dove bussa il mare", "Quanto è difficile essere bambini", "Piccoli Prometeo", "Le ninne nanne degli Šar" e "L’orecchio delle dee" (Macabor Editore).
"L’inverno in giardino" è il suo primo romanzo, breve e di genere storico.
Da Macabor è stato pubblicato il suo libro di fiabe "I Bambini Ciliegio e altre storie ".
Grazie al Premio InediTO 2017 è uscito il romanzo "Gli Occhi degli Orologi" premiato e presentato al Salone del Libro di Torino poi a
Più Libri Più Liberi di Roma.
A dicembre 2023 esce il libro di poesie PURPLE CIRCUS, edito da Polissena Fiabe e Poesie. È una silloge originale che fa parlare i suoi personaggi, animali e acrobati, e a volte zooma sugli spettatori, per parlare della società umana attraverso l’allegoria del circo e denunciare tutte le forme di violenza.

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