 | Graffi e carezze sono i ricordi
che vivono nell'ombra dell'anima,
impronte, tracce che raccontano,
storie che appartengono al passato,
restano indelebili, come cicatrici profonde.
Cocci e frammenti di un vaso
andato in pezzi nel viaggio di vita,
ricordi sparsi dentro l'anima buia,
senza speranza aggrappato sugli specchi
cerco di ricomporre i miei frantumi.
Sempre ritorno a parlare con loro
immagini rotte e sapori di hashish,
il loro tacere mi avvolge nel silenzio,
cerco di reggermi a qualche appiglio
ma il tempo fugge lontano.
Resta solo un'ombra senza la sua luce
un foglio bianco senza parole,
un pentagramma senza note,
nell'area una spira di fumo
e una musica non suonata. | 


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Nel pozzo della memoria,
là dove dimorano le delusioni subite
speravo di non metterne altre,
con rammarico dovrò collocarne ancora una
la più importante, forse, di questa vita...
un amore, amicizia, stima e affetto
di chi credevo fosse e invece non era,
amareggiato, pieno di sconforto
metto tutto dentro un fagotto
e getto dentro anche questo!
Come Don Chisciotte ho perso la battaglia
mi sento perso, vinto, sconfitto,
dall'alto dei miei anni mi illudevo,
credevo che amor fosse invincibile,
ho lottato con tutte le forze
messo in atto le più ardite strategie,
credevo di aver conquistato terreno
invece avanzavo dentro un deserto,
conquistavo tristezza e desolazione,
non resta ormai che leccarmi le ferite.
Davanti a me un invincibile guerriero
non ha odio ne rancore,
non ha rabbia ne vendetta,
la sua arma non tiene paragoni
si chiama indifferenza! |  | 

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Per strade deserte
intorno a me il silenzio
cammino guardandomi attorno
senza una meta
riscopro angoli mai visti prima
assaporo questo momento
che non è più giorno
e ancora non è notte
affascinato dalle prime luci in cielo
guardo con gli occhi di un bambino
assaporando questa magia
abbraccio la mia notte col fiato sospeso
sento di essere ai margini del tempo
come una clessidra
la sabbia che sta per finire
con nessuno che la gira | 

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 | Davanti ad uno specchio
non vedo l'immagine mia riflessa
ma solamente una maschera
quella che nel mio esistere indosso.
Dietro a questa copertura
si cela il vero mio “essere”
e questo mi fa quasi paura,
vorrei fuggir ma scappar non posso
e in tutto questo vedo un senso
nell'esistenza mia.
In quel che si dice vita
non trovo un vero senso
poiché questa esistenza
ha avuto inizio già prima
che tutto questo incominciasse.
Quante volte nella mia esistenza
mi son chiesto del perchè
dei tanti eventi che ho vissuto
quelli a cui ho assistito
e ai tanti altri ancora
cercando di dare una risposta
trovandone a volte qualcuna
fuori o dentro una fede
dentro un ragionamento
una semplice convinzione
convinto di aver trovato un senso
a ciò che accadeva...
ma trovare un senso agli eventi
è un consolar se stessi...
forse un voler fuggire alla morte?
Il senso di questa vita è incompiuto,
solo quando questa cesserà di essere
quell'istante sarà l'unico vero senso
che gli appartiene.
Esso è il punto di ritorno alla sua origine. | 

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Adagiato sotto il secolare pino, ove il grande poeta di Girgenti, scrisse i suoi più alti pensieri, ho vissuto la mia gioventù, leggendo i suoi racconti al cospetto del “mare africano” sognando le mie storie, la mia vita, i miei futuri amori.
Solo l'ombra del ricordo rivive accanto a quel masso che segretamente cela le ceneri del nobile poeta e i miei più intimi segreti di giovane picciotto, vita consumata tra ulivi, vigne, malvoni e gerani, con l'agave ed il suo maestoso fiore, tra le onde di quel selvaggio mare che mi ha dato tanto amore.
In quella antica terra ho imparato ad amare le cose belle, l'arte, la musica, letterature antiche e moderne.
In età ormai avanzata ritrovo il piacere di scrivere ciò che sento dentro, stati d'animo, sentimenti e storie di vita vissuta.
Quello che scrivo nasce dalla sponteneitïà e dalla sincerità del cuore.
Grazie a quanti vorranno prestare la loro attenzione alle mie parole. |
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