Pubblicare poesie

Memoria e Shoah, preghiere in versi
di Giorgia Spurio
Poesie per ricordare

Le 10 poesie pubblicate nella raccolta

"Alleluja"

Riflessioni
"Alleluja"  Mormorii di torrenti
e di motori che partono

Sibila il vento della città
e una cioccolata calda
è tra le mani
di chi riflette i propri pensieri
sul vetro

Una vecchia insegna
"Tavola calda"
si spegne come neon
triste e solitario

E lontano cantano
chitarre del blues
Bibbia che i negri insegnano

"Alleluja"
e osanna al padre
Osanna alle polveri e alle nuvole
alle madri e alle angustie

Mentre divoriamo dispiaceri
mascherandoci di illusioni come notturne manguste

Ronzii di pensieri
nella gabbia della mente
sottovuoto
come mosche dalle ali bianche
sbattono contro i muri esasperati

Notte, camminiamo
qui lungo questo grigio marciapiede
Dai la tua mano al mio io vagabondo

Ricamiamo silenzi
ronzando ancora
come mosche che si dibattono contro l'aria

Solitaria menzogna
si presentò alle mie mani
e così si è spenta
sciolta come neve
spenta come quel neon
esalazione di un ultimo respiro

La neve si sciolse, mia cara Notte
sì...
si sciolse come frusta di lacrime
dai miei occhi
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Giorgia Spurio 07/11/2009 00:15 8 7371

Il pianto dell'Acheronte

Sociale
Si coprì il volto
arando con le dita la terra
e il seno era arido di latte.
Il mondo non camminava
né con la testa tra le mani
né danzando come le fanciulle dei fiumi.

E si spense d'improvviso
il vuoto del nulla
tra le costole degli arresi.
Mentre a pregare a un Dio
rimanevano gli arrestati,
innocenti santi condannati.

Non avevano corde per non respirare,
non avevano l'obbligo di urlare,
soffrire nel soffocato orrore
dove l'inverno non conosce fiore.

Non c'era che sabbia di neve calpestata,
non c'era che un "noi sussurrato" con paura
tra la pelle nuda e le ossa,
tra le lacrime gelate e il cielo che per dispetto
aveva persino le stelle.

Non hai mai pianto,
il freddo rapiva il respiro,
gli uomini vestiti da soldato
castravano gli occhi,
e la bocca non osava se non baci
nei ricordi e tra i balocchi dei piccini,
giocattoli decapitati per gioco
mentre il sangue si ferma davanti al mostro
della morte, delle tombe senza sepoltura,
dei cadaveri senza abiti,
delle vergini senza capelli,
e delle labbra ricucite dei bimbi.

Pregava il silenzio per avere in dono la sordità,
pregava il buio per avere il miracolo del divenire cecità.

E Cerbero dagli inferi della sua cuccia
mugolava il latrato segreto
tra le viscere di Acheronte,
dove Ade morì ad ogni anima,
frastornata da urla impresse
e annodate nella gola,
trasportata stanca e senza occhi
alla sua deriva.
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Giorgia Spurio 29/01/2011 16:14 2 8338

Il ventre del pensiero

Impressioni
Il ventre del pensiero
Gocce di cadaveri di pioggia
scivolano come fronde
abbattute in danze

Scivolano pagine scritte...
mai lette... chiuse...
come petali che i libri
accolgono per seccare
tra le mani...

Rose che appassiscono
come ciglia cieche
che non spiccano nessun volo
con gli occhi
incantati dal grigio cielo
che germoglia nuvole
dal nero abito di lutto
mentre il treno va... contro tutto...
nella furia del vento
vedo spiriti nel mare
che piangono senza parlare
accarezzando angeli
che non possono baciare...

Filo nero all'orizzonte
come confine senza dita
del corpo di una terra senza respirare
Come corpo monco
che denuda il pensiero
e lo vende come chioma di riccioli
per i nobili passanti
in un negozio di periferia...

E le civette perdono piume
e poi cantano maledizioni
che salgono come echi
di occhi gialli che spiano il lontano silenzio
riposto sotto il rumore delle rotaie
e dei paesaggi che sfrecciano...

Dolci addii
entrano in meccanismo
nel solitario mondo
che chiuso nella mente
fonde pianoforti a carillon
e canti di campi a dolci ninne nanne...
violini di celeste dipinto
che si comprime come macchia
su tela di un addio...
un addio senza nome
né sapore.
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Giorgia Spurio 27/01/2010 18:06 10 5417

Le vertebre senza memoria

Impressioni
Le vertebre senza memoriaHai presente le costole?
Ma le senti trafitte,
sepolte, nel polmone,
e corrode... fino alle gambe,
sulle sedie... a rotelle.

Hai presente i piedi...
Diciottenni, e gli autoreggenti
che indossano i sogni.
Scongiurando schiaffi,
senza regalare baci.

E la nebbia avvolge, fitta
come le pupille di quel biancore...
Voci e rumori,
lampi e fari,
scivolando dai muri
fin sulle strade...
Mi dissero che ero diventata pioggia,
e non ricordavo,
no, senza memoria,
come la linea parallela
che dell’odore,
sai, di morfina,
addormenta ogni vertebra.
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Giorgia Spurio 30/01/2012 23:58 1 4122

Il gas dietro le sbarre

Sociale
Il gas dietro le sbarre
Su strade ragni
verso monti di capelli
d'anima bianche

Singhiozzo di lupo nuvola
bela il deforme sogno
al ruscello raccoglie ossa

Furono fucili
Piombo disarmi
Alla scabbia
sulla pelle uccider
pulci e tarme
Contro la rabbia
ringhia la bava

Mi dissero pazza...
Oltre i cieli vidi angeli
anoressici dolori
Li uccisero contro il muro
Alzarono non ali
E da sotto le finte piume spararono

Furono prigioni
di fame che aveva il nome
dei tuberi le loro bucce

Saliva persa
nel rivolo di sangue
le mai lacrime.

E i bimbi... al filo spinato
furono lasciati soli
agli scheletrici ingressi degli inferni.
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Giorgia Spurio 22/06/2010 00:10 10 7520

Il pianoforte degli infermi

Introspezione
Parte il pensiero,
frammenti di lacrime estranee
a questa casa
che ingoia anime senza perché,
che ingoia bolle che l'ossigeno stringe in un bavaglio
messo alla bocca per far tacere il dolore

Madre, non chiudere quella porta,
qui sola nella mia prigione
suonerò pianoforti lugubri
e inni funebri alla mia esistenza

Sarà macabra sofferenza
come soffocare
in un'Ave Maria detta al contrario

Statua di calcare
bianca presenza di un sogno decapitato
all'uffizio dei morti celebrati
Ed io piangerò note rosse
che hanno amaro sapore di sangue colato
dalle finestre chiuse alle sbarre che incatenano le menti
dei pinguini travestiti in ceramica d'asfalto

Piangerò deliri di febbre
su letti d'infermi sentimenti

Tenderò il braccio in cerca di una voce
e sorda accoglierò tra le mie braccia
vana piuma fatta cenere
Il pianoforte degli infermiRacconto in esclusiva

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Giorgia Spurio 20/11/2009 00:52 7 9400

Dentro la vernice del ghiaccio

Morte
Brivido, come un bivio
il mare e il buio,
la neve e il cielo,
la strada e i negozi chiusi,
un sacco che il cuore contiene
di ansie con ali senza penne
né piume né matite né respiri.

Ho braccia fredde, come binari,
senza che io torni
-sperando, nel tuo ritorno-.

Ho tese silenziose lancette del tempo
e dell’incubo,
e cado in una vernice d’argento,
e cado, affogo,
e questo treno non ha fermata,
scivola dove è ghiaccio,
dove è argento,
sul mio corpo.

A frammenti,
pallottole e pelle,
vetro e sapone, e nuda
ti ho vista piangere
a proteggere il segreto
nascosto dove il grembo
non può avere peccato,
dove c’è la madre
che ha procreato il nostro amore.

E le mura sono reti e gabbie,
e i corpi non hanno più organi,
svuotati, morti e deportati,
silenzi tra le mani delle ragazze.

Capelli – tagliati –
tra le mani delle donne.

E in un attimo
Non ti riconoscevo più...

E in un attimo
ti ho cercato,
tra gli occhi e le cieche
vecchie insolenti solite
menzogne.

E in un attimo...
In un attimo
Ti ho perso.
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Giorgia Spurio 27/01/2016 23:04 2589

Rintocchi d'orologi

Uomini
Rintocchi d'orologiHai profumo d'acciaio
freddo ferro che tocca il respiro
ed io...
fingo di non sentirlo...

Ti tengo per mano...
Padre... ed il fiore dell'aurora
canterà ancora una volta

Ti tengo la testa...
Padre... e il sospiro sarà fiato
che si arrampicherà per i muri
per non finire vomitato
come parole d'insulti
che lacerano pelle al silenzio

Ti tengo io... padre...

La luna sa come guardare i figli della terra
con pietà e orrore
ed io graffierò le sue nuvole
per poi cadere giù
nel labirinto di questo baratro
gridando tutte le mie colpe

E l'occhio del tempo
io l'odio
come illegittimo patrigno
che scorre nelle vene
di questo destino
che si diverte
a far sculture
e plasmare sogni
per poi gettarli
nel fosso dove Narciso
fecondò il suo suicidio

Padre... il rossore che hanno le bianche pupille
sono giade che prenderò tra labbra
e a loro i miei baci di vergini segreti
donerò come chiavi di prigione
alle mani di quella luna
che mi vide precipitare.

D'accordo... padre...
m'inginocchierò...
a testa bassa guarderò pavimento di vuoti
dove ponti reminiscenti d'illusioni
si arrampicano come pitoni
che stringono il collo
agli angeli della dimora
e a quei dèi Lari
che non sanno più piangere.

Padre... ti tengo la mano...
ti prego non lasciarla più...
ricordo ancora il rumore
sordo e muto
che distrusse all'aria vagante
l'alito del sodalizio
la mano di tuo padre
quando cadde
a palpebre aperte
senza baci
sul lenzuolo sporco
di ricordi e rintocchi d'orologio.
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Giorgia Spurio 25/01/2010 15:41 6 4601

Il funerale dei lupi

Morte
Il funerale dei lupi  Paludi furono come nebbia di spose
che correvano come amanti di centauri
via dalle nozze

Vergini chiome di fieno e trecce
danzarono al vento
davanti al sepolcro

Spettri della mente
rincorrono dipinti di fuoco
Folli e innamorati
degli occhi di ghiaccio
di colui che dicono sia il mostro

Piangono alla luna pregata
lusinghe e lacrime
I lupi ululano la loro condanna
Il cuore pesa di lacrime senza nome
e di sofferenza dilaniata

Sulla tomba del silenzio
riposti ci sono i denti
come reliquia di dèi e ricordi degli zèli

Sulla tomba della Vergine
cha cantava fra le valli e i colli
furon posate le pupille del suo proibito orrendo sposo
A lui esiliato furon cavati gli occhi

I papaveri cantarono,
nella notte invocarono l'Eco,
colei che squarciò il cuore
del mostro che un tempo fu bambino
nel corpo di un vecchio

Triste presagio
di corvi che scappano
e di tortore che sangue piangono
Il mostro aveva pianto

Si strappò il cuore
e sulla tomba si mise in croce
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Giorgia Spurio 09/11/2009 02:29 5 7082

Angels' fall / La caduta degli angeli

Natura
Angels' fall / La caduta degli angeliThere is a war of colours,
The Pink eats, The Light Blue gobbles down,
-And I’m flying-.

In the Heaven the Songs
say about a rustle
between skimmed and outcast whispers,
like Clouds’ pupils,
and the wings of heavy plumes.

They meet here,
where Time’s tails
fall,
between unmerciful beats
of violet moths.

They are like Mornings that speed
on the Mountains’ peaks,
perhaps they touched the air
of Himalaya’s breath,
-perhaps, they searched a royal grave,
like a pyramid,
where her Pharaoh sleeps-.

Perhaps, they searched –in an instant-
the soft world of Olympus,
where it’s possible the meeting
between Horizon and Orient,
where it’s possible the landing place
of grudges with the West,
and the Gods chosen human names
to tell about them, about Angels,
when They fallen.

The Clouds don’t be hidden,
except their features
like limp shadows
of concealed crying,
of missed betrayal,
of tears whom the rain
-still- keeps in her chest.

And we can see the Ether
when the cerulean ceiling
throws his palate
with his sorrowing,
-so the meteors fall
like Angels-,
-so the comets fall
like Gods-,
dressed up as the Sky.

Traduzione

C’è una Guerra di colori,
il Rosa mangia, l’Azzurro divora.
-ed io sto volando-.

Le canzoni nel Cielo
raccontano di un sussurro –delle foglie-
tra gli sfiorati bisbigli emarginati,
come pupille tra le nefeli,
e le ali di piume troppo pesanti.

Si incontrano, lì,
dove precipitano
le code del tempo,
tra spietati battiti
di falene viola.

Sfrecciano come mattini
sulle cime delle montagne,
forse toccarono dell’aria
il respiro dell’Himalaya,
in cerca di una tomba regale,
-come di una piramide,
il riposo del suo faraone-.

Forse cercarono di un istante
il soffice mondo degli Olimpi,
all’incontro dell’orizzonte con gli orienti,
allo scalo dei rancori con gli occidenti,
e gli dèi scelsero nomi umani,
per parlare, di loro –gli angeli-
quando caddero.

Le nuvole non si nascondono,
che le loro sembianze,
come ombre –molli-
di pianti celati,
di tradimenti falliti,
di lacrime che la pioggia ancora
-trattiene nel costato-

E d’etere si spalanca
il soffitto – ceruleo-
d’un sol compianto
il suo palato,
così come gli angeli,
-precipitano meteore-
così come divinità
-precipitano comete-,
travestiti di cielo.
Racconto in esclusiva
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Poesia in Inglese
Racconto inserito in una raccolta
Giorgia Spurio 06/12/2011 21:59 1 5199



Giorgia Spurio
Giorgia Spurio Giorgia Spurio, nata il 21/12/1986 a Ascoli Piceno, ha lavorato in progetti educativi, dedicati all’educazione civica e musicali.
È docente di lettere presso la scuola secondaria di primo grado.
Ha vinto vari premi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa.
Ha pubblicato le sillogi: "Quando l’est mi rubò gli occhi", "Dove bussa il mare", "Quanto è difficile essere bambini", "Piccoli Prometeo", "Le ninne nanne degli Šar" e "L’orecchio delle dee" (Macabor Editore).
"L’inverno in giardino" è il suo primo romanzo, breve e di genere storico.
Da Macabor è stato pubblicato il suo libro di fiabe "I Bambini Ciliegio e altre storie ".
Grazie al Premio InediTO 2017 è uscito il romanzo "Gli Occhi degli Orologi" premiato e presentato al Salone del Libro di Torino poi a
Più Libri Più Liberi di Roma.
A dicembre 2023 esce il libro di poesie PURPLE CIRCUS, edito da Polissena Fiabe e Poesie. È una silloge originale che fa parlare i suoi personaggi, animali e acrobati, e a volte zooma sugli spettatori, per parlare della società umana attraverso l’allegoria del circo e denunciare tutte le forme di violenza.

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