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Trovati 1155 commenti di Rosetta Sacchi

Commento n° 1155
«In questi versi si parla di una solitudine che è conseguenza di comportamenti errati, di colpe, di omissioni, di mancanze. Solitudine come traguardo, inevitabile. L’egoismo giunge al capolinea. Nessun altro viaggio sarà più possibile, con queste premesse.»
Inserito il 16/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "La casa dell'egoismo" di Patrizia Chini  

Commento n° 1154
«E’ detto chiaramente nel titolo “La mia solitudine sei tu” e tutta la poesia è sviluppata intorno a questo fulcro. Ogni verso è celebrativo di un sentimento d’amore che costituisce l’essenza della vita. Solo nell’ultima strofa, che poi culmina con l’ultimo verso, isolato da tutto il resto, il pensiero della solitudine si fa manifesto, concretizzandosi in tutta la sua intensità dolorosa. Lirica molto apprezzata»
Inserito il 16/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "La Mia Solitudine Sei Tu" di Mariasilvia  

Commento n° 1153
«Il clamore intorno non ci fa percepire chiaramente quello che abbiamo, a volte sottovalutiamo l’amore di cui siamo circondati. Siamo frastornati dalla luce e dai colori, come in estasi. Quando però qualcosa ci viene a mancare, cala all’improvviso una notte senza stelle su di noi. Anche l’abbraccio risulta vuoto. Tutto ciò si chiama solitudine, di cui solo a volte siamo consapevoli»
Inserito il 16/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Un dolore silenzioso" di Marial  

Commento n° 1152
«Una poesia su cui non è necessario dire molto. Gli insegnamenti, le riflessioni ci vengono dagli animali, il cigno, il corvo, il pavone, l’airone. Ognuno di essi è rappresentativo e nella nostra immaginazione può assumere un significato più o meno profondo. Potrebbe far pensare ad una favola, invece è una bella poesia introspettiva, come era nell’intento poetico»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Essere e divenire" di WinterWolf  

Commento n° 1151
«Il verso iniziale parla di vita, benedice le cose circostanti. I successivi tre versi aprono ad un ventaglio di riflessioni. Una fantasia molto ben calata nella realtà»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "I dispersi" di Giovanni Perri  

Commento n° 1150
«Qui la tristezza è appena un flash, una foto scattata per poterla subito mettere via. Ci si sofferma per definirla, per circoscriverla in una sfera di sensazioni che ci coinvolgono, rallentano i nostri pensieri, e nel contempo, ci procurano una blanda quiete»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Tristezza" di Augusto Cervo  

Commento n° 1149
«Mi piace l’immagine di queste rondini come puntini impazziti nell’immensità. E mi ritrovo come per incanto a guardare il cielo. Forse serviranno a distrarci, forse a farci dimenticare qualche brutto momento, forse a stemperare l’intensità di un ricordo. Mi piace pensare all’amore come a una lunga assenza che torna, all’improvviso, quando meno ce l’aspettiamo. Il messaggio che colgo: l’amore come sorpresa.»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Non ho pensato a te" di Gianluca Regondi  

Commento n° 1148
«Quello che tu vuoi… e non perché si rinuncia alla propria identità ma perché si penetra nella sostanza di chi si ama. L’amore è anche questo: metamorfosi, nella misura però in cui non ci si rende conto del cambiamento, che è un cambiamento che non sottostà a regole e condizioni, obbedisce solo alla legge dell’amore.»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Quello che tu vuoi" di davide manago’  

Commento n° 1147
«Seguire la linea del cuore è un percorso molto semplice. Basta voler bene. E i pensieri mutano in parole, le parole in carezze che si posano sull’anima come petali recati dal vento. Una poesia di sentimento, lieve, chiara, pura»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "La linea del cuore" di Antonio D’Auria  

Commento n° 1146
«Sentire le ombre come carezze, quelle carezze posate sul capo dalle anime dei nostri cari defunti, perché chi muore, non lo fa in maniera definitiva, ma ci resta accanto e forse prende per mano i nostri pensieri nelle ore più turbolente del nostro quotidiano vivere. Questo sembra dirci l’autore nei suoi versi.
Allontaniamoci per un attimo dalla tristezza e pensiamo a queste ombre ed al fremito gioioso della loro esistenza.
»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Ombra" di Carmine Ianniello 1  

Commento n° 1145
«Non c’è un buio più nero, più fondo, più feroce.
L’autrice delinea nei versi una realtà cruda, lo fa freddamente. Ma questo non significa che lo fa raccontando una “storia” di cronaca in maniera impersonale e con la capacità di staccarsi dalla sfera delle emozioni. Tutt’altro… si eleva al di sopra delle emozioni, sospesa a quell’immagine di un bocciolo che non potrà mai fiorire. Poesia che ho molto apprezzata.
»
Inserito il 15/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Una notte che non conosce l'aurora" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 1144
«Lirica molto bella dall’atmosfera soave e misteriosa. Quel mistero che è nel mezzo tra la luna e la vita. La luce, via e destinazione, come la vedessimo per la prima volta, ci meraviglia e ci lascia sospesi, con lo sguardo incantato, nell’immensità»
Inserito il 12/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia ""Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito"" di Franciscofp  

Commento n° 1143
«Non è facile lettura la poetica di Rasimaco, anche se la semplicità attraverso cui lascia veicolare le parole è estrema. Il senso di ogni parola non va cercato in maniera isolata bensì rapportata ad altre parole e nel contesto più ampio del suo modo di fare poesia. Non voglio qui tentare un’interpretazione, più o meno plausibile. Ognuno di noi ha la propria storia, Rasimaco avrà la sua. L’autore dice“li chiamavano ulivi “e ancora“li chiamavano allori”ed il riferimento è chiaro nella sua mente. Sappiamo cosa simboleggia l’ulivo e cosa l’alloro. Pace; gloria e vittoria. Riflettiamo su queste parole, trasferiamole ad età diverse eriscriviamo la poesia. Pensiamo a quei“destini in balia delle onde”:significativo il verso per gli ulivi e gli allori del Poeta»
Inserito il 04/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Li chiamavamo allori" di Rasimaco  

Commento n° 1142
«Un’analisi accurata dell’ambiente circostante e del territorio con l’arrivo della prima pioggia che preannuncia la fine dell’estate e svela e porta in superficie tutto ciò che una pioggia può farci vedere.
Un rigoglio immediato delle piante per effetto del calo delle temperature, le impronte al suolo che risultano più nitide, frammenti di manifesti che il vento ha accartocciato sulle strade. Ed anche la mente umana pare ne abbia tratto beneficio. Un’analisi attenta, completa, veritiera.
»
Inserito il 03/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Prima Pioggia Di Fine Estate" di Michaelsanther S  

Commento n° 1141
«Condivido. Non capiranno mai quell’urgenza dell’anima che è lì sotto gli occhi. E forse neppure noi riusciremo a comprendere a fondo i bisogni dell’anima. Una lirica chiara nel linguaggio, con un messaggio altrettanto chiaro e con la splendida chiusa che fa davvero riflettere. Felicità come assuefazione, dolore come nutrimento. E nel mezzo siamo noi!»
Inserito il 03/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "In - comprensione" di Willy Zini  

Commento n° 1140
«Avevo letto tempo fa questa poesia ed oggi la rileggo e con amara consapevolezza dico a me stessa: quant’è vera e quanto è attuale!. E mi dolgo di questa realtà. Vorrei davvero poter vedere attraverso una finestra un mondo nuovo, anzi pulito. Ma penso che forse non c’è mai stato un mondo così. L’autore dice “senza falsi adulatori/senza falsi malati/senza queruli vecchi/senza paura di dire”.
E proprio quest’ultimo verso “senza paura di dire” mi fa riflettere su quanto la libertà sia mera illusione.
Grazie Poeta!
»
Inserito il 01/09/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Un luogo da favola" di Rasimaco  

Commento n° 1139
«L’autore spiega nella nota cos’è Grilli, il nome di un monte che si può dire sacro a tutti gli abitanti del posto in cui è nato. E’ una lirica, questa, piazzata in categoria Natura in quanto egli parla della bellezza di questo luogo, ma va oltre la mera descrizione, esprime impressioni “ è il nero che fuma nelle sere d’inverno”, si spinge a riflessioni “ è luogo dove piangere” per i danni che l’uomo anche qui ha arrecato alla natura, ha una componente introspettiva “le tue lunghe solitudini/si rompono al suono d’un flauto di giorno/ed al canto del vecchio sicano di notte (che poi… sono i versi che io ho apprezzato maggiormente). Una sola domanda: che sia questa anche la solitudine tanto cara al poeta?»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Il tuo nome Grilli" di Rasimaco  

Commento n° 1138
«Raramente commento le poesie in categoria ribellione, qualsiasi forma di ribellione verso tante cose che siano appartenenti alla Natura o all’uomo o riguardante particolari eventi. Ma questa poesia mi piace proprio! Una riflessione immediata quella dell’autore che mi conduce dalla sua parte. E se pure ci fosse un motivo per cui ai cicloni vari viene appioppato un nome femminile, un motivo che io ignoro, trovo giusta l’indignazione dell’autore. Sì, chiamiamo i femomeni atmosferici col loro nome: temporale, uragano, ciclone, pioggia abbondante e via discorrendo. Poesia che ho gradito anche per la stesura e la musicalità dei versi.»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Elettra" di Michele Prenna  

Commento n° 1137
«Sappiamo che l’anima è intangibile, ma concreta, perché sappiamo che esiste. L’autrice, che pure lo sa, si sofferma in questi brevi versi, quasi a ponderarla, vuole spiegare questa intangibilità. E lo fa in maniera impeccabile. Un respiro sottile… Si tocca il respiro? Certamente no, ma si avverte. E questo ti dà la certezza della sua esistenza. Dice di più, però: è un respiro sottile tra i pensieri, il che equivale a dire che è leggerezza nella leggerezza.»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Senryù XXVII" di Arelys Agostini  

Commento n° 1136
«Forse è passato del tempo da quando è accaduto. E la mente è più lucida e capace di riflettere, ora, più staccata dal lato emozionale, e quindi, più incline all’analisi. La morte delle persone care lascia un segno indelebile dentro di noi, quella di un figlio può essere addirittura devastante. E’ difficile accettare la morte di un figlio accompagnandolo oltre quella soglia che apre un varco alla luce. Forse è una luce che non riusciamo a vedere perché il dolore ci serra il cuore in una morsa e ci pone un panno davanti agli occhi. Una poesia di cui ho apprezzato soprattutto il contenuto carico di emozioni e di un sentimento d’amore che porta l’autore a rivolgersi al figlio, come a chiedergli perdono per non esserci stato ….in quel momento»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Io non c'ero" di Massimo Imperato  

Commento n° 1135
«In tre versi è racchiuso tutto il senso del bene e del male, il senso degli opposti, e la riflessione, insita, che a volte la soluzione non è agli estremi ma nel mezzo. E’ il caso della pioggia ristoratrice e benefica dopo un lungo periodo di forte caldo, che ha infastidito tutti noi, ma soprattutto ha reso arida la terra. E la nostra speranza è che si tratti di una pioggia sottile e silenziosa . Se invece di una pioggia… come spesso accade, arriva una bufera di temporale e grandine, si passa come si suol dire, dalla padella alla brace…»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Haiku XI" di franca merighi 42  

Commento n° 1134
«Il limite è sottile, appena percettibile nel suo oltrepassarlo. Il primo verso e la chiusa dicono la stessa cosa ma in modo diverso, sotto il lato più corporeo il primo, sotto l’aspetto sensoriale la chiusa, che rende esplicito il coinvolgimento dell’anima. Eros, in questa poesia, che definisco di “movimento”, del “sentire”, dell’analisi sensoriale. Eros “dell’istante del voluttuoso abbandono” descritto attraverso immagini che si delineano all’occhio del lettore, con sorprendente immediatezza. Da notare l’uso di verbi quali sfiorare, segnare, scalfire, scolpire ed aggettivi quali acuminato, lancinanti, cristallizzato.»
Inserito il 31/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Il limite" di neropaco  

Commento n° 1133
«Dalla prospettiva amore i concetti delle cose cambiano. E forse sono quelli più veritieri. Se la vita è amore, dovremmo cercare nell’amore l’origine di ogni nostro pensiero che come obiettivo ha il rispetto della vita. Ecco che anche il buio non è più quell’immensità sconosciuta che ci spaura. Non è che una distanza. E l’anima non teme distanze. Dice bene l’autore… Perché l’anima sa la sua direzione!»
Inserito il 30/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Rinascere" di luccardi nicolò  

Commento n° 1132
«L’estate bollente ha molti svantaggi, ma il pregio, come in questo caso, di ispirare versi di piacevole lettura per la loro armonia e musicalità, che rendono “interessante” anche un tema così semplice, quello dell’afa estiva. Impressioni e riflessioni dell’autore sulla stagione di caldo eccessivo, che ha ripercussioni sul fisico e sulla mente e coinvolge anche la sfera sociale e familiare. Una condizione esterna favorevole contribuisce alla nostra serenità e calma interiore. Certo, sotto la pressione dei quotidiani affanni ed infastiditi dall’afa, la nostra pazienza può scattare più facilmente… La chiusa ridimensiona il problema, solo al pensiero di un novembre che ci farà rabbrividire.»
Inserito il 30/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Uffa che caldo!" di pompeo conte  

Commento n° 1131
«“Appena tocchi la parola tempo…” Ecco il cardine di questa poesia. E giustamente l’autore dice la parola tempo, non dice appena tocchi il tempo. E’ in quello che non dice che si coglie il passaggio, il nostro … ma anche di tutte le cose che ci circondano, che ci riguardano, che ci appartengono. Perché in questo passaggio tutto sembra scomparire, nomi, ricordi, oblii, rumori, il tempo si fa vuoto e il vuoto lo colmiamo con l’ozio, il vizio, con la fantasia oltre la linea rossa, oltre la linea azzurra. Avvincenti questi versi, s’innalzano senza peso, raggiungono il lettore con l’ebbrezza di un volo. Un autore che sto apprezzando sempre più!»
Inserito il 29/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Passage" di Giovanni Perri  

Commento n° 1130
«Si muore quando non si hanno più sogni né risvegii, quando la stanchezza prende le membra e l’anima, quando si resta sospesi senza saper decidere movimenti o pause, quando si hanno mille paure e manca il coraggio di guardare ad un passo da se stessi, quando intorno c’è un vuoto pieno di cose morte, compreso le stelle. Anche così si muore, dice l’autrice in questa poesia triste ed amara. Io oserei dire che, forse, solo così si muore per davvero!»
Inserito il 28/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Anche così si muore" di franca merighi 42  

Commento n° 1129
«Pensieri che vanno, ricordi che tornano sulle note di un tango. Ed è un vortice che coinvolge corpo ed anima, dove l’oggetto ed il soggetto coincidono, dove vissuti e viventi si completano. Vortice di ritmi e di movimenti, di passione e percezioni sensoriali. Nella poesia c’è un momento più prettamente narrativo che verte sull’osservazione del mondo circostante, ed un secondo momento, soggettivo dell’autore, di partecipazione alla scena, che lo fa ritrovare “dentro quel fervore” simile alla luna nel cielo di agosto.»
Inserito il 27/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Sulle note di un tango" di Rasimaco  

Commento n° 1128
«Momenti tra amanti che recano ricordi. Il presente e il passato si intersecano, si confondono, si separano. C’è sempre qualcosa di nuovo tra chi si ama, un gesto, un pensiero, un gioco. C’è sempre qualcosa che ignoriamo e che ci sorprende. Una bella poesia, per ora l’unica poesia, di questo autore (nuovo)»
Inserito il 27/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Vecchi amanti" di Edgar Contesini  

Commento n° 1127
«Forse il silenzio non è uno solo... L’autore ne sembra convinto. Il silenzio dell’alba è un silenzio che si ripete uguale, per questo immaginabile. Un silenzio che svela, che riporta tutto alla luce, desideri senza nome, paure, assenze, ricordi, nostalgia di qualcosa o qualcuno. Ma forse il bello di questo silenzio sta proprio nel fatto che si ripete. Sta a significare che la vita continua e che un nuovo giorno torna a sbocciare con la sua luce, il suo profumo e i suoi suoni.»
Inserito il 27/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Il silenzio dell'alba" di Carlo Sorgia  

Commento n° 1126
«In maniera “lieve” e oserei dire anche allegramente, l’autore ci porta a riflettere sull’aneddoto narrato dalla signora dei versi. Il messaggio è inconfutabile riguardo a come il destino di una persona possa cambiare quando la fortuna l’abbandona e, di conseguenza, il suo modo di vivere. Si passa da un estremo all’altro. Per colpa di chi o cosa, poco importa. Ma può accadere. E purtroppo, in modo irreversibile. L’ultimo verso, un appello dell’autore a Dio, affinché non abbia a patire della medesima sorte. Poesia che starebbe bene anche nel “sociale”.»
Inserito il 27/08/2017 da Rosetta Sacchi alla poesia "Mendicante a tempo indeterminato" di Claudio de Lutio di Castelguid  

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1155 commenti trovati. In questa pagina dal n° 1155 al n° 1126.



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