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Pubblicare poesie L'autore della settimana: Berta Biagini

Trovati 835 commenti di Marina Como

Commento n° 835
«Il disincanto ma soprattutto la mancanza di una qualche emozione da vivere con lo stupore del bambino che permea la poesia ne fa un inno al mal del vivere come poche. Due sole quartine per descrivere una vita non vissuta se non nella attesa della fine: la vera resa che non ci permette neanche di sentire se siamo vivi (respiro silenzioso). Nessuno stupore, neanche a pensare le cose in maniera diversa, un vivere in un continuo dejà vù dal quale si tenta di uscire come da un labirinto. Agonizzante e terrificante.»
Inserito il 17/06/2017 da Marina Como alla poesia "La sindrome dell’ovvio" di Max Ray Springsteen  

Commento n° 834
«L'uso dell'acqua come metafora, della goccia nel mare, di una sete nel deserto in cui sono i sentimenti portati dalla incomunicabilità a non essere dissetati, la trovo molto azzeccata in tutte le sfaccettature che il lettore può vedere libero da costrizioni dell'autore. La metafora usata in libera interpretazione, il ritmo dato dai versi, per lo più endecasillabi o della metrica classica con uso di settenari, ma soprattutto la reiterazione delle assonanze, rendono la poesia molto musicale lasciandola scorrere fino alla ottima chiosa che resta nella sensazione del lettore con la voglia di tornare a leggere più volte per riuscire ad entrare nelle diverse metafore. Trovando ad ogni lettura nuovi spunti e nuovi immagini. Molto godibile.»
Inserito il 12/04/2017 da Marina Como alla poesia "Due Gocce" di Pino Buro  

Commento n° 833
«Una poesia intima, riflessiva, dove il ritmo metrico ti porta nella culla del dormiveglia. Molto ben costruita con le variazioni sulle ripetizioni che portano a sfumature di colore nei cangianti dell'arcobaleno. Tutto concilia: l'oscillazione dall'irrazionale al razionale, dal sentire al sentirsi, il cervello e le sensazioni del corpo accarezzato dal vento. Un complimento ad una giovane autrice. Unica pecca al mio leggere è il verso "tant'è... avvicinarsi" troppo lungo, spezza la nenia e forse per la durezza del suono della T iniziale tra il rullìo delle R ripetute. Inoltre quasi una all'erta, una scusa del voler spiegare, laddove invece le efficaci immagini si mostrano da sé. Eliminerei il tant'è ma l'autrice avrà altro sentire. Chapeau»
Inserito il 26/06/2016 da Marina Como alla poesia "Pensieri di una sera" di Alyssa Sermidi  

Commento n° 832
«Un Glicine fa Primavera, Lei, Mano che elemosina Parola, ma la Parola è Distante e Distante il Pensiero. Senza Parole è ormai l'Andare: Si, c'è Vento d'Addio in questa poesia. Soggetti di quadro su schizzi di parole per dipingere uno sfondo, forse qualsiasi.»
Inserito il 12/06/2016 da Marina Como alla poesia "Un Addio (Senza Parole)" di mario calzolaro  

Commento n° 831
«Un piccolo breve quadro dove si apre un mondo di apparente tranquillità, che attraverso l'uso di mirati vocaboli e soprattutto aggettivi, fa riflettere sull'uso delle metafore. Molto colpita. Potrebbe essere il dubbio se l'autore lo ha fatto apposta o è uno scherzo di quella che ho definito "psicopoesia", ma "abusato passo" è troppo forte come immagine per non averne la quasi totale certezza sulla consapevolezza.»
Inserito il 26/05/2016 da Marina Como alla poesia "Al balcone" di Giuliano Esse  

Commento n° 830
«Molto ben fatta questa poesia che come pollicino dipana piccoli granelli di storia, anzi di storie a piacere che ogni lettore può leggere e funziona in qualsiasi modo. La bimba è morta, no, è morta la madre/il padre, no, la guardo e ringrazio Dio per avermela donata... Provare per credere.»
Inserito il 16/07/2015 da Marina Como alla poesia "La mia bambina" di Antonella G  

Commento n° 829
«Quel Tempo che non ha paura, la prosopopea che rende stupenda la chiusa già ottima per immagine e messaggio: non si deve aver timore dello scorrere del tempo, poiché esso è racchiuso in noi, fa parte di noi, quindi non muore mai sino a che abbiamo vita. E' il passato che invece esiste ancora e di cui ci si riveste, conforta e ci fa compagnia. Alla faccia di Edgar Tolle con "il potere di adesso" e Wain Dyer "le nostre zone erronee" di cui consiglio comunque la lettura.»
Inserito il 27/06/2015 da Marina Como alla poesia "Il vecchio sulla panchina" di Annamaria Barone  

Commento n° 828
«Una breve ben fatta. Immagini ben descritte e pervasa da ironia in una scena malinconica. Un invito all'essere felici davvero efficace.»
Inserito il 12/10/2014 da Marina Como alla poesia "Pioggia" di crystalized  

Commento n° 827
«In un linguaggio comune, grande la padronanza dell'uso dell'elencazione dei versi evocativo e delle pause. Ogni verso un mondo, uno stato d'animo, una immagine sempre diversa, una frecciata ben direzionata, per dipingere un quadro surreale pieno di tasselli di verità. Mi ricorda molto Pessoa anche nell'uso di forti immagini che saltano tra la dolcezza di altre. Ben amalgamata e preparata a sorpresa la chiusa di speranza.»
Inserito il 25/12/2013 da Marina Como alla poesia "Una distesa di merda" di Danilo Lambiase  

Commento n° 826
«Il linguaggio "fatato" è molto appropriato per l'uso quasi onirico del dormiveglia. Molto ben descritto, il paesaggio silvestre non è in realtà che una grande proprietà dell'autrice nell'uso di metafore. Spaziando tra sensazioni interne ed esterne la poetessa ci accompagna nella storia di conoscenza e riflessione su noi stessi, su quello che abbiamo assorbito durante il giorno, sul loro significato.
Ci sarebbe da farne uno studio sull'uso degli accenti tanta è la musicalità dei versi malgrado la assenza apparente di ritmo.
"Quando la notte" porta consiglio il buio non è che una rivelazione di luce.
»
Inserito il 07/12/2013 da Marina Como alla poesia "Quando la Notte" di Carla Colombo  

Commento n° 825
«Molto ben fatta questa frecciata contro le censure delle Chiese (mi si permetta il plurale, anche se la poesia si riferisce alla cristiana, visto la parola "prete") l'una contro l'altra o contro altri credi . L'essere umano è portatore sano di ipotesi in ugual modo esatte in quanto appartenenti appunto al suo "essere generale" con una propria "struttura" e quindi con ragione di essere. Così mi piace anche una seconda interpretazione, senz'altro voluta anche dal poeta: la nostra "struttura" comprende quindi 'tutto', anche le parti coperte... che siano quindi benedette e "consacrate" anche esse! Piacevole la lettura dal ritmo ben fatto, vocaboli studiati ed una buona narrazione che dipana lentamente tutte le matasse.»
Inserito il 20/11/2013 da Marina Como alla poesia "Dottrine " di Francesco Rossi  

Commento n° 824
«La musicalità pervade tutta la poesia, le immagini metaforiche sono dipinti da leggere e rileggere come quadri sempre nuovi esposti a differente luce.
Quanto amo quelle "guglie" che trafiggono il paesaggio delle case fatte di "tetti" ormai esangui. Noi, quelli che restano trafitti dal tempo, noi, quella nevicata che i cipressi (gli alberi della morte, la grandezza della Vita che pur continua..."cerberi" che stupendo termine, duro e crudo ma forte e vitale) si scrollano di dosso.
L'opera che trasuda rabbia e rassegnazione lascia con un amaro in bocca. Davvero notevole.
»
Inserito il 15/06/2013 da Marina Como alla poesia "Cenere dei secoli" di Duilio Martino  

Commento n° 823
«Sebbene labile il confine tra la prosa e la poesia, questo scritto non offre nessun appiblio per poter essere definita tale. Mancante di minime tracce di ritmo, figure retoriche, struttura od uso del verso evocativo se non in rari casi. Questo premesso, trovo che sia anche non molto ben sviluppata, a parte la chiusa che usando l'interrogativo potrebbe avere valenza evocativa e richiamare un pochino il senso di solitudine.»
Inserito il 23/06/2012 da Marina Como alla poesia "Ma dove sta di casa?" di India  

Commento n° 822
«Non me ne voglia l'autrice, ma in questo componimento, se si eccettuano un paio di versi, non trovo immagini retoriche, struttura o musicalità propri di una poesia. Buono lo spirito, l'intento e l'atmosfera, ma troppo poco per il mio parere. Peccato, vi è uno spunto di guardare nei particolari con "occhi verdi" ma proprio la scelta degli occhi la trovo banale ma di contro non mi è dispiaciuta l'antitesi del brillare con la penombra.»
Inserito il 27/03/2012 da Marina Como alla poesia "Fragranze" di maria cavallaro  

Commento n° 821
«Da un cuore che sgorga sangue, batte il mea- culpa. Molto colpita dalla chiusa.»
Inserito il 10/02/2012 da Marina Como alla poesia "La strage degli Innocenti " di Benedetta Cavazza Miciamalvina  

Commento n° 820
«Per non dimenticare un "ammasso" di macigni sulla coscienza che si "sgranano" in immagini accatastate come ricordi in questa poesia dove il linguaggio e le atmosfere riflettono molto bene l'argomento. La scelta stilistica di non usare la punteggiatura arricchisce il testo fornendo nuove chiavi di lettura evocative. Ad es, anche se la lettura sembra a prima vista incepparsi nella terzina (del passato/speranza) la riflessione indotta dalla rilettura acquisisce di nuovi significati le immagini. Non banale la chiusa offre un dipinto di rassegnazione e speranza in sospeso come i puntini utillizzati ad hoc.»
Inserito il 25/01/2012 da Marina Como alla poesia "E sia come sia (per non dimenticare) " di Pinotota  

Commento n° 819
«Una gradevolissima poesia che colpisce per l'altalenarsi dei luoghi interni ed esterni dei sensi. Il vero "sentire" ascoltando se stessi in compagnia del tutto esterno che compenetra, vira e cambia. e cambiamo. Una sorta di rinascita, sempre possibile anche nel ricordo.
Immagini ed aggettivi scelti con cura, tra l'uso comune, molto bene amalgamati in nuove forme.
»
Inserito il 28/04/2011 da Marina Como alla poesia "Dentro me... Vento " di Ferdinando  

Commento n° 818
«Nella struttura a terzine, molto apprezzato il richiamarsi delle iniziali e finali. Quella pioggia che tormenta l'occhio, ma che nello stesso tempo ci permette di ricordare (udire) altri mondi passati dove essi non erano "schiav ipianeti" isolati. Allora il silenzio della notte è rifugio, dove ci si racchiude per poter sognare e udire ancora la voce della presenza passata. Il dolore puro, ben messo nella terzina centrale, che ci ricorda che il soffrire è il cammino che ci riserva la vita (sentiero), ma è attraverso la sofferenza, vissuta in solitudine, che si riesce a sentirsi ancora in comunione: se la pioggia si impossessa del nostro vedere, è con la "pioggia" che possiamo ancora vivere la mancanza.
Ottimo il centrato messaggio!
»
Inserito il 20/02/2011 da Marina Como alla poesia "Palpebre ornate di ciglia " di Elisabetta Randazzo  

Commento n° 817
«Stupisce come si possa parlare in maniera così personale e delicata, talmente intima, di un argomento plurisezionato dai massmedia, come la morte di Sara Scazzi.
Quando la cronaca ispira un sentimento reale e l'empatia riesce nei massimi gradi, si può senz'altro perdonare una musicalità appena accennata, (forse voluta per non imbellettare una atroce cronaca, conoscendo le capacità del poeta) che non riesce a far levitare ancora di più la poesia.
»
Inserito il 10/11/2010 da Marina Como alla poesia "Di questa notte " di Monster  

Commento n° 816
«Una ottima struttura della poesia, che appare a specchio: la prima quartina è esplicitata da un'ottima chiusa, così come la terza scava con altre immagini il significato della seconda. Sono concorde per scarsa musicalità nei vocaboli . La seconda strofa personalmente la trovo troppo descrittiva del sentimento, ridondante significato, quasi identico alla terza, più efficace per immagini. Ma le stesse immagini usate nella terza sembrano un pochino essere troppo scontate: forse farei una fusione delle due, non so, magari terrei "rabbia feroce" al posto di "mi... furiosa" (ripetizione) quel "frantumi... palpiti" mi piace sì come il "piango ...pochezza".La distruzione dei sogni lo trovo banale ma "inconsapevoli" bello. Grande chiusa.»
Inserito il 15/09/2010 da Marina Como alla poesia "Lingue di fiamma" di lunamagika  

Commento n° 815
«Il lasciarsi travolgere dalla passione dell'amore, può lasciarci di stucco, in questa breve poesia ad effetto... con sorpresa! In un gioco di silenzi si snoda il mistero, lei... sempre simile a se stessa: sempre sorprendente, ed io in lei mi perdo.»
Inserito il 26/07/2010 da Marina Como alla poesia "Amore di fuga (stuccato dal taciturno)" di Marco Canonico Baca8175  

Commento n° 814
«Un bel linguaggio in pennellate per immagini accurate che come in "fotogrammi" analizzano l'evolversi dei sentimenti nel tempo dell'uomo, Ben riuscite le riflessioni ed il loro espandersi sino a confondersi nell'aria di malinconia che pervade la poesia. Ottima la pennellata decisa e forte che contorna ogni immagine su uno sfondo soffuso. Quasi una frecciatina la chiusa, un inno all'orgoglio ed amor proprio, quando l'Uomo per sopravvivenza (guardarsi allo specchio) ad esso ricorre.»
Inserito il 22/07/2010 da Marina Como alla poesia "Locandina" di Michaelsanther S  

Commento n° 813
«Una poesia in perfette rime baciate per una semplice e tenera dedica.»
Inserito il 11/05/2010 da Marina Como alla poesia "La mia mamma" di Teresa Lupoli  

Commento n° 812
«La paura di rivivere un altro lutto, ineluttabile. Ed un pensiero che cerca tra le nubi corona la chiusa. Un linguaggio (forse un pochino troppo per mia impressione) prosastico nell'inizio della poesia, familiarizza ed aiuta il lettore all'immedesimazione.»
Inserito il 09/05/2010 da Marina Como alla poesia "Non voglio pensare" di Triste  

Commento n° 811
«Quando due anime uniscono i loro sogni, diventantano realtà. I seni sono cieli da toccare con le dita. E nella chiusa, che quasi smentisce la grammatica, sottolineando l'atmosfera onirica, si omette il soggetto ed anche il sangue diventa corposo, tangibile, reale, bloccato nell'attimo, ed è la passione che "si coagula nelle vene".»
Inserito il 28/04/2010 da Marina Como alla poesia "Sulle dita dolcemente" di Elisabetta Randazzo  

Commento n° 810
«In poche frasi dirette un soffice schiaffo! Poche banali semplici domande che nascondono tutto il mal del vivere, e la chiusa racchiude in un verbo ed un aggettivo tutta la pazzia del frenetico vivere superficiale.»
Inserito il 25/04/2010 da Marina Como alla poesia "Siamo NOI il mondo" di Triste  

Commento n° 809
«Quando la musica dell'amore suona da uno sguardo, il destino scrive dalle pupille scure. E l'orchestra d'archi traccia il tempo nella melodia del vivere.
Una breve che, grazie allo studio di vocaboli da più significati, offre una fantastica allegoria della musica e dell'amore.
»
Inserito il 24/04/2010 da Marina Como alla poesia "Una treccia d'occhi" di Marco Canonico Baca8175  

Commento n° 808
«In una brevissima un concetto metaforico che parla di consolazione e sorriso, come ombra di una nuvola ed i raggi del sole, allietano ed aiutano, così nella vita: "in dissolvenza" scrissi e qui lo ritrovo.»
Inserito il 21/04/2010 da Marina Como alla poesia "Certe volte" di Triste  

Commento n° 807
«Una smentita all'aldilà come nuova vita. E' la "disperazione" che aspetta. Ma anche un inno alla vita stessa che offre sorrisi: unica alla quale ci aggrappiamo e la continuiamo a sorseggiare, "senza fretta", fino in fondo. E la resa non è che un offrirsi all'inevvitabile, consapevoli della caducità.»
Inserito il 21/04/2010 da Marina Como alla poesia "A viso aperto" di Rasimaco  

Commento n° 806
«Spaccati di sofferenza nel presente, ma quello che conta è il passo dove stiamo andando. Una poesia dove come il "fango" il poeta ci trascina nel dolore, e la tecnica del richiamo dei versi induce a leggere e rileggere alternandoli, confrontandoli, ricominciando col senno del poi ed ancora di nuovo. E sempre una nuova sfumatura la accompagna. »
Inserito il 13/04/2010 da Marina Como alla poesia "Senza lamentarmi" di Emanuele Saccardo Figlio Di Cl  

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835 commenti trovati. In questa pagina dal n° 835 al n° 806.



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