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Trovati 98 commenti di ex Lorenzo Crocetti

Commento n° 98
«Finalmente una poesia che il filosofo Cartesio, quello delle idee chiare e distinte, avrebbe apprezzato per la sua semplicità. Ed anche i termini filosofici che fanno da contorno alla poesia sono stavolta trovati nel dizionario dei sinonimi e contrari nella loro accessione più facile.
Infatti se la cruna del dharma (elegante la contrapposizione con l’adharma della nota, che ruota sulla gozania del suo cachepot, pur essendo guasto l’apparecchio meteorologico che indica la pioggia) è stretta, difficilmente potrà passarci un dromedario. Ed è anche sottilmente piacevole la sorsata di tè bianco ai germogli di quercia. Prima d’invernarsi, naturalmente.
Buoni festeggiamenti per la Pasqua, Lia, e buon proseguimento sui sentieri della poesia.
»
Inserito il 28/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "M’inverno" di Lia  

Commento n° 97
«Tristezza di Rasimaco. E’ questa l’essenza della sua poesia, che difficilmente (o mai) si distacca da questo sentimento. Ed anche in questa lirica c’è solo l’accenno alla sofferenza, senza un attimo di stasi o d’interruzione. E il grigio cielo neppure alla fine lascia passare un tenue raggio di speranza. Incombe solo il silenzio.
In un sito dove purtroppo vi sono persone con vari nick che hanno la dabbenaggine di farsi favolosi commenti (sic!) seguite pedissequamente da altrettanti ingenui personaggi, la Poesia di Rasimaco sta ora silenziosa, ma apprezzata da chi sa vedere il marcio (dico solo ingenuo) che certi scribacchini apportano vergognosamente. Ed io so quel che dico! E Rasi è un onesto, e per questo è mio amico.
»
Inserito il 27/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Mani tese" di Rasimaco  

Commento n° 96
«Questo è un doveroso commento. Ammirazione per le tue 367 (fino ad ora!) letture. Ho capito, hai trovato il metodo per battere anche il favoloso Melchiorre. Ma dite anche a me come fate, voglio mettermi in lizza anche io, trovando il sistema. Ma, da qui a un po’ di tempo, chi riuscirà ad inserirsi nella pugna dovrà arrivare ad almeno mille letture in dodici ore, e così di seguito, per raggiungere il primato assoluto a vari milioni.
E dire che un tempo valeva l’adagio: "Contadino, cervello fino". Adesso invece i cervelli fini, anche dei contadini, sembrano latitare. Con tutto il rispetto dei veri lavoratori della terra.
»
Inserito il 26/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Fai male" di u cuntadin  

Commento n° 95
«Questo è veramente un Autore di altissima qualità. Dopo appena poco tempo si trova già, in grassetto, ben 210 letture (al momento!), cosa consueta per le sue poesie, che non avrebbe neppure ricevuto l’Alighiero se invece di ottocento anni fa fosse vissuto adesso.
Sono tali eccelsi poeti che fanno la gloria di un sito, e qui questo lirico insigne si impone, sempre e su tutti. Gloria alle sue poesie la cui grandezza è dimostrata soprattutto dalla totale superiorità delle letture dei suoi capolavori su ognuno di noi. Per non ritrovarsi gli altri troppo avviliti, vorrei pregarlo, per favore, di pubblicare, almeno una volta, senza il numero delle letture. Gli saremmo grati di questo atto di profonda umiltà e di senso di umana partecipazione.
»
Inserito il 25/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Elaborazione del lutto" di Sergio Melchiorre  

Commento n° 94
«Senza dubbio ho capito subito che l’autore di questa lirica non ha troppa dimestichezza con quel genere poetico definito sonetto. Basterebbe leggere che il sonetto si compone solo di endecasillabi. E chi mai l’ha detto? Bisognerebbe quindi non intromettersi in argomenti che non si conoscono bene. Altrimenti si possono fare figure che non sono consigliabili in un sito di poesia. Ho detto, come mio costume, quel che penso, e credo di non avere offeso nessuno. Meglio mettere i puntini sulle "i"!!!»
Inserito il 25/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Provenzal sonet" di Loydan  

Commento n° 93
«Se l’errore grammaticale fosse stato solo nel titolo o nel corpo della "poesia" avrei pensato ad un errore di battuta sulla tastiera. Ma esso è ripetuto ben due volte, sia nel titolo che nel corpo dello scritto. Mi verrebbe voglia di pensare, ma i redattori e il gruppo di lettura cosa guardano? Poi penso, è domenica, anche i redattori e gli altri hanno diritto di riposare, quindi ...passiamoci sopra!!! Ad astera!»
Inserito il 25/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Del domani non v’è certezza" di Luigi Berti  

Commento n° 92
«Era ora. Finalmente la nostra poetessa, le cui precedenti liriche erano state quasi tutte pervase da una costante malinconia, ci presenta adesso un paesaggio primaverile di bellezza, serenità e speranza, fra il canto della sorgente e gli ariosi e quieti sentieri, tra il fischio del pettirosso, su un tappeto di primule e viole fino alla vetta.
E un sentore di serena speranza si avverte in quel raggio che la sfiora e che rende partecipi di questa quieta atmosfera anche il lettore.
Si apre una nuova stagione e rifiorisce la natura, e pare anche che l’animo dell’autrice si nutra anch’esso di una nuova speranza e rifiorisca in lei un quieto e sereno sentire. Auguri.
»
Inserito il 14/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Rinascita" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 91
«Se ce ne fosse ancora bisogno la Berta conferma, in questa poesia ...esattamente quello che invece dice nella biografia: sente di avere solo 33 anni con uno spirito quasi sempre giovanile ed allegro.
Purtroppo no per lei, quasi tutte le sue poesie risentono di un inguaribile pessimismo, e sembra non vi sia soluzione al dolore. Tutto è insopportabile, tutto crea problemi, tutto è irrisolvibile, non esistono più colori, tutto diventa difficile da compiere.
Eppure in una così quasi rassegnata poesia appare una nota di speranza che riscatta l’invadente pessimismo della lirica. E’ il colore celeste che diviene luce e riesce, sia pure per poco, a illuminare.
Ed è questo un raggio di speranza che potrebbe allargarsi fino a dissolvere nubi.
»
Inserito il 12/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Tracima il torrente" di Berta Biagini  

Commento n° 90
«Difficile trovare in un sito di poesia, dove il poeta spesso si presenta come un "fingitore", com’ebbe a dire un famoso personaggio che di lirica s’intendeva, una composizione di tanta dolorante verità che si esprime in così toccanti versi pieni di tanta sofferenza e di sconsolata sommessa rassegnazione. Anche un commento che volesse sintetizzare al massimo la dolcezza e la limpidezza della poesia che esce da queste pagine, sarebbe di troppo. Meglio lasciar scorrere nella mente e soprattutto nel cuore questi versi, densi di una commovente sincerità e bellezza. E può bastare.»
Inserito il 09/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Nel pianto di rugiada" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 89
«Per me invece questa è una della più "scomposte" poesie che abbia letto. Si comincia con l’errore sintattico iniziale del "LI coloro" invece dell’esatto "LE coloro", poi si prosegue con quel "GLI faccio le pieghe" invece del corrretto "LE faccio le pieghe", poi c’è quell’"allunghe" invece, penso, di "allungo", c’è "GLI faccio il ciuffo" invece che "LE faccio il ciuffo". Insomma un disastro sintattico, perdonando quell’"interessante poesie" che è solo errore di battuta perché evidentemente l’autore non ha riletto la poesia.
E certamente non l’hanno vista i pochi redattoria troppo affaccendati a star dietro a tutto e che, sicuramente, non l’hanno notata. E allora ci penso io.
Non me ne voglia Lettieri, ma dovevo intervenire. Mi dispiaccio.
»
Inserito il 06/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Il Giocoliere" di Pasquale Lettieri  

Commento n° 88
«Potrei anch’io levarmela velocemente mettendo in bacheca un "magnifica" "eccezionale" che potrebbe far comprendere agli altri che io ho ben capito la poesia, quel che vuol dire, il concetto che esprime. Invece voglio chiaramente dire il mio parere. Avverto nell’andamento di questa lirica l’alto senso poetico che la poesia ermetica sa esprimere, ma non riesco ad andare oltre. E’ come se ascoltassi una musica attraente senza sapere cosa abbia voluto esprimere l’autore.
Sento, di questa poesia, il ritmo elegante e sofisticato, l’andamento sottile e ricercato. E qui m’arresto. Il concetto, quello che intende dire, mi manca del tutto. Forse è l’altalenante procedere del poeta nel comporre la sua opera, lo sforzo che gli costa, il suo tormento?
»
Inserito il 06/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "La tua mano al foglio" di Lia  

Commento n° 87
«In questa poesia di Rasimaco, che sembra quasi un finale, si condensa tutto il pessimismo sempre espresso nella visione lirica del poeta. La nullità del tutto si esprime proprio in quella caduta libera che non comporta in sé alcun problema, perché se un problema ci fosse non ci sarebbe il nulla, e il nulla invece è assoluto dominante. Nel finale della poesia direi che c’è un accenno positivo che apporta una lieve luce che sembra timidamente squarciare il nero pessimismo. Pur auspicando un pugno di terra sulla bara, il poeta vuole attorno a sè, non la pessimistica tristezza, ma un sorriso. E poi "Il resto lo lascio a voi".
E questa piccola fiaccola finale sembra veramente attenuare il totale ed assoluto pessimismo.
»
Inserito il 05/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Testamento" di Rasimaco  

Commento n° 86
«Finalmente, ed era tempo! La nostra poetessa, sempre racchiusa in una profonda tristezza, solo rivolta a pensieri tristi di ricordi passati, senza mai una luce di spensieratezza, ora si lancia in una festosa e speranzosa poesia, impostata su una lieta neve marzolina che concede al lettore e a lei un’allegra visione, da quella neve che danza leggera prima di posarsi, all’incantato paesaggio sotto la coltre, al camino che sbuffa allegro, fino allo scolaro che procede lieto nella neve nel primo mattino.
Finalmente, ripeto, nella neve si acquieta la tristezza costante dell’autrice, che ora vede solo un presente senza l’ombra della malinconia.
E’ veramente un mattino di grazia, e l’autrice ne appare veramente incantata. E soprattutto mutata!
»
Inserito il 02/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Mattino di grazia" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 85
«La solita eleganza che è pecularietà della poesia del Curreli si ritrova in questa lirica che anch’essa riporta quello che in precedenti scritti il poeta ha chiaramente determinato: il rimpianto. Ed è qui il rimpianto per un passato amoroso ove entrarono in ballo sentimenti di sottile psicologia dell’animo, che si conclude con una quartina bellissima dove la donna riappare per un attimo sorpresa per "l’espianto d’amore" che meravigliò loro stessi.
Ottimi endecasillabi, tranne il secondo verso nella prima quartina, che è un decasillabo, al quale io io (mi perdoni il maestro) avrei aggiunto, per esempio, un "già" iniziale, che farebbe riprendere il ritmo endasillabico della lirica.
»
Inserito il 02/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Trovarti" di Gesuino Curreli  

Commento n° 84
«Dopo la recente riservatissima e personalissima polemica fra noi intercorsa e risoltasi positivamente con un abbraccio (doloroso per me come sai, a causa della sciatica che mi impedisce di essere toccato) e una stretta di mano, debbo confessarti, Lia, che nelle tue composizione si intuisce un senso lirico di valore, ma le parole e i concetti che adoperi sono estremamente complessi, per cui dovresti dare un minimo accenno nella nota, ma che non siano quei tre puntini che dicono ...un po’ poco per risolvere il senso della poesia (almeno per me). A volte basta una spintarella per iniziare una corsa veloce, dai, fammi contento, dammi un minimo accenno ed io ...prenderò il via, ovvero comprenderò appieno la tua poesia.
Abbiti .
»
Inserito il 01/03/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Rossa tempia di Febbraio" di Lia  

Commento n° 83
«Il poeta sembra qui essere al termine del suo cammino sensitivo ed attivo e si accorge che la sua vita è stata un rapido lampo che gli ha lasciato fra le mani solo un triste fondo di bottiglia. Resta appena il ricordo di un certo passato, frugato nei suoi recessi, ed esso appare amaro (fummo poeti scalzi) con la vita che non è riuscita a confluire nel bene.
Malgrado il pessimistico inzio che si riversa poi nelle quartine in endecasillabi successive, l’ultima di esse ci rappresenta un motivo che rompe il pessimismo precedente. Come se in un cielo cupo e nuvoloso si aprisse uno squarcio di sereno dal quale esce un raggio di sole: il senso dell’amore, che rimane ancora indelebile nel cuore dell’autore. E che salva il corso di una vita.
»
Inserito il 27/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Infine" di Gesuino Curreli  

Commento n° 82
«La caratteristica essenziale di questo autore, che ho seguito nella sua molteplice produzione, è per me la chiarezza assoluta del concetto. In questa perfetta poesia in endecasillabi non rimati fra loro, l’autore rappresenta la somiglianza fra manifestazioni della natura, come la luce che scompare nell’intervenire della sera e l’acqua dei fiumi che, irruenti scendono dall’alto per poi morire nel mare, con la fine della gloria che tanto riempie d’orgoglio e che, tranni casi eccezionalo, scompare definitivamente.
Non resta che ascoltare la voce del silenzio, ove solo si può trovare amore e pace.
Una poesia di rasserenamento e di quiete, nella descrizione principalmente della natura, che sempre è presente nell’animo del Poeta.
»
Inserito il 26/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "E scende tacita la sera" di Alberto De Matteis  

Commento n° 81
«E’ pefettamente inutile, anzi controproducente, prendersi la testa fra le mani e scuoterla, perché tanto le idee dolorose si fisseranno ancora più fortemente e al danno iniziale si unirà il mal di testa. Quando certe "idee" intervengono non c’è altro che pensare una cosa: non c’è nulla da fare, ormai le cose sono andate così e non potranno tornare, malgrado tutte le rimenbranze dolorose. Proporsi allora di sceverare da quel pensiero tutto il resto e farlo apparire solo come il ricordo di una cosa che non può essere in alcun modo risolta come noi si vorrebbe, e questo potrebbe essere un principio valido per l’inizio della risoluzione del problema. Imporsi quindi di non pensarci.
So che è assai difficile, però potrebbe, se si vuole, servire.
»
Inserito il 26/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Altalenanti pensieri" di Berta Biagini  

Commento n° 80
«Intensa e bella poesia di questo lirico (uno veramente tale e capace), che si perde in una fantasia amorosa che può verificarsi nella nostra vita, anche quando l’età e l’esperienza della vita farebbero pensare essere ciò non più possibile. Invece il Poeta, in una atmosfera accattivante e particolare, si perde in questi romantici pensieri, quasi a voler significare che il sentimento dell’amore rimane invece sempre presente. O meglio, a lui adesso è presente, domani ...si vedrà.»
Inserito il 25/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Non so domani" di Gesuino Curreli  

Commento n° 79
«Un perfetto sonetto in endecasillabi ed espresso nella classica forma inscincibile del sonetto (quanti ne vedo chiamati sonetti e che non seguono affatto le regole metriche fisse dello stesso), ove viene rappresentata una verità filosofico- psicologica, tipica nelle espressioni liriche di questo autore, che mai si perde nell’insipienza e nella banalità.»
Inserito il 25/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "La forma" di Antonio Terracciano  

Commento n° 78
«L’ombra del padre. In una frase come questa potrebbe racchiudersi il rapporto fra l’autrice della lirica ed il paterno genitore. E’ un’ombra che perennemente la segue e che qualsiasi occasione della vita riesce a riportare alla mente. Nella lirica qui delineata la sera scende malinconicamente sul lago e, dopo che si è spento l’ultimo raggio del sole, il rumore di un treno che passa riporta al cuore di lei l’immagine struggente e sospirata del padre, ombra così legata ad essa da essere sempre presente ogni momento.
Poesia d’intensa sensibilità e vicinanza, stesa in una quieta nostalgia di sentimenti e d’affetti.
»
Inserito il 24/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Sera di febbraio" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 77
«La solita bella poesia di Gesuino Curreli che, quando pubblica (raramente) sa quello che ha da dire. E non fallisce mai. Anche in questa l’autore esprime il suo mondo, un universo di nostalgia, un rimpianto del passato, un turbinare di ricordi nel quale s’intrecciano persone ed ombre, un coacervo d’emozioni che il suo animo esprime intensamente con assoluto lirismo.
E si mantiene orgogliosamente solo, senza appoggiarsi a gruppi o ad amici. Per questo le sue liriche, che meriterebbero un ben più alto numero di letture, rimangono quasi nascoste e sconosciute. "Nemo propheta in patria" si diceva un tempo.
»
Inserito il 22/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Versi e parole" di Gesuino Curreli  

Commento n° 76
«Veramente non ho capito come il confuso acrostico analizzi l’interiorità di Giuseppe Mazzini, mi sembra che riguardi tutt’altra cosa, che comunque non riesco a capire cosa sia.
Devo ringraziare comunque l’autore del commento che mi ha fatto capire con la sua ampia esposizione chi era Giuseppe Mazzini. Fino ad ora io credevo che fosse l’aiuto cuoco di Cannavacciuolo!
»
Inserito il 21/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Giuseppe Mazzini" di Berta Biagini  

Commento n° 75
«Carissima amica Lia, potrei anch’io mettere in bacheca un "magnifica, incredibile, bellissima, magistrale" e altro, ma direi una bugia e oramai ti ho dimostrato che so solo dire chiaramente quello che penso. Ma non voglio assolutamente dire brutture della tua poesia, che potrà essere magnifica, incredibile, bellissima, magistrale e altro, ma per uno che la capisce, io però sono evidentemente uno che capisce solo la metà di uno che non capisce niente (almeno in poesia), e questo ti deve bastare. Sento che nella lirica forse c’è qualcosa. Oppure ...penso che talvolta e a tratti tu possa prenderci in giro. Ma tu, ti conosco, non te ne avrai certo a male, e penserai onestamente (come sempre fai) che forse Lorenzo non capisce nulla, oppure ...»
Inserito il 20/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Sillabe d’Etran" di Lia  

Commento n° 74
«Ancora un volta la poetessa rievoca con rinnovato affetto la figura del padre, strappato definitivamente al suo costante affetto, e con sensibili parole ci dice che da quel giorno anche il sole si è definitivamente eclissato. Come a dire che per la forza del del suo amore per lui egli resterà confinato nel suo cuore in un alone di rimpianto che non potrà avere termine, per sempre.
Bella e sensibile poesia, ove ancora una volta la figura paterna domina incontrastata in un alone di rimpianto e di duraturo affetto filiale che vivrà costante nell’animo dell’autrice.
»
Inserito il 17/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Verso libero d’amore" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 73
«In questo brillante sonetto di Vaibhava das, composto nello stile suo con un verso finale in più, si riscontra veramente l’assoluto contatto con gli aedi stilnovisti di un tempo, quelli che fecero del sonetto una della più belle voci poetiche. E senza dubbio il poeta in questione, nella stesura di questo genere poetico, appare veramente il migliore, se non altro per la sua totale adesione alla forma dell’antico sonetto.»
Inserito il 16/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Vogliate" di Vaibhava das Vito Parisi  

Commento n° 72
«Le ombre dei nostri cari che ci hanno preceduto nel lungo viaggio e che abbiamo intensamente amato restano indelebili nel nostro cuore e niente potrà allontanarle. Però quell’ombra dapprima nitida può poi, nel decorso del tempo, attenuarsi entro le vicende complesse della vita. Ed in questa appassionata e dolce lirica la poetessa sembra temere l’affievolirsi di un ricordo così toccante e si augura che quell’ombra non si spenga mai nel suo ricordo ed amore e sente di poter inquadrare il sorriso del padre in una giornata di festa, in mezzo a verdeggianti ulivi e a campane a stormo. Con tutto il suo amore.»
Inserito il 16/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Resta" di alias Marina Pacifici  

Commento n° 71
«Stavolta Rasimaco sembra voglia finalmente abbandonare la sua sconsolata filosofia della vita per addentrarsi, una tantum, nel mondo gioioso del giorno di San Valentino, la festa degli innamorati. E pare quasi che anche lui riesca a gettarsi nel fragore intensamente fatuo, ma pur sempre piacevole, degli amori che hanno costellato la vita degli essere umani.
In realtà, sotto quell’apparente ironia, che falsamente domina in tutta la lirica, si legge tutta la delusione che egli applica a questa ricorrenza, ove i passati amori si rincorrono in un intreccio quasi ridicolizzato e che riconducono esattamente al suo esistenziale e costante pensiero di sempre: panta rei. E non c’è altro.
»
Inserito il 15/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "San Valentino" di Rasimaco  

Commento n° 70
«Non potendoti manifestare il mio dispiacere in altro modo, per il grave lutto che ti ha colpito, te lo esprimo in questa parte. Un abbraccio.»
Inserito il 13/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Haiku 8" di Duilio Martino  

Commento n° 69
«A me non basta dire semplicemente che una poesia è bella, ma sempre cerco di entrare nell’animo del poeta che l’ha scritta e nel concetto e significato della lirica stessa. Scorgo in questa poesia, naturalmente per come il mio animo la interpreta, una musicalità lirica espressa però in una difficile conformazione linguistica (more solito per la mia amica Lia), che a tratti sembro comprendere, mentre taluni passi mi giungono veramente incomprensibili.
Quindi mi contento di introitare la musicalità della lirica intndendola nell’animo come una splendida giornata dell’ancora lontano Aprile, ragione dell’estasi proprio di una poetessa, che, giustamente come è stato detto, potrebbe proprio essere la ricordata e famosa Emily Dickinson. Saluti, Lia
»
Inserito il 12/02/2018 da ex Lorenzo Crocetti alla poesia "Flou" di Lia  

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98 commenti trovati. In questa pagina dal n° 98 al n° 69.



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