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Trovati 291 commenti di Franco Scarpa
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| «“Pioggia di un silenzio” è un testo che vive di immagini che scorrono sospese, dense di malinconia e attraversate da un’intimità profonda. La poesia apre un varco tra memoria e rivelazione, dove il dolore si fa luce e il silenzio assume il peso di una presenza sacra. La forza del componimento sta nella sua atmosfera: un autunno interiore che non descrive soltanto, ma morde e palpita. Ogni verso tenta di sfiorare l’infinito attraverso la fragilità umana, dando vita a un canto sommesso e intenso, in cui la parola cade come pioggia e, nel cadere, rivela la sua bellezza.» |
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Inserito il 16/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Pioggia di un silenzio" di Pierfrancesco Roberti |
| «La poesia traccia un ritratto d’amore fatto di luce, delicatezza e memoria affettiva. Il “tu” evocato non è soltanto una presenza, ma una forza che continua a scaldare e profumare l’anima attraverso immagini naturali come aurora, rugiada, viole, luna e stelle, capaci di trasformare i gesti quotidiani in piccoli incanti. Ogni strofa aggiunge una sfumatura sensoriale che rende l’amato una sorgente di bellezza interiore, capace di accompagnare il giorno e di riaffiorare nei sogni. La chiusa, con i “cesti di stelle”, suggella un legame intimo e luminoso, uno spazio del cuore dove l’amore continua a brillare.» |
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Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "In quell’angolo del cuore" di Stefana Pieretti |
| «La poesia ritrae l’amicizia come un riparo caldo e vibrante, capace di trasformare il buio in uno spazio abitabile. Le immagini del mare, del vento, dell’autunno e delle rondini costruiscono un paesaggio emotivo nel quale i compagni diventano un sostegno concreto, “nodi del mare” che tengono insieme e scaldano i pensieri d’inverno. Il testo alterna fragilità e protezione, lasciando emergere una gratitudine quieta: l’amicizia non solo consola, ma salva, come una risacca che restituisce respiro e parola.» |
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Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Insieme" di Pierfrancesco Roberti |
| «La poesia mostra con chiarezza come un semplice cambiamento di verbo possa trasformare radicalmente il modo di percepire se stessi. “Ho valore” appartiene al territorio fragile del possesso: un ambito fatto di tasche, oggetti e del timore costante di perdere ciò che si ha. “Sono valore”, invece, apre uno spazio più ampio e radicato, in cui il valore non si misura né si accumula, ma si respira. Le immagini rendono tangibile questa metamorfosi interiore, che trova compimento nella chiusa, dove il testo afferma con limpidezza la libertà di scegliere dove abitare: nel pugno chiuso dell’avere oppure nel petto aperto dell’essere.» |
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Inserito il 05/03/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Il verbo che cambia" di Marcella Usai |
| «Questo madrigale è un racconto poetico, scritto con un tono affettuoso e vicino, dove il gesto della cura diventa il centro simbolico di tutto il testo. In poche strofe riesce a creare un equilibrio tra ciò che viene narrato e ciò che viene evocato; tra il ricordo e il presente, tra la fragilità della vita e la forza che nasce dallo stare insieme. L’amore è descritto come un cammino condiviso, fatto di attenzioni quotidiane e di passaggi attraverso le diverse “stagioni” dell’esistenza. La voce che lo racconta è limpida e ricca di sfumature: sa unire la delicatezza del sentimento con la complessità del mondo, trasformando un momento intimo in un’esperienza universale.» |
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Inserito il 16/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Vorrei coprir di fiori il tuo passaggio" di Alberto De Matteis |
| «La poesia presenta la parola come una forza primordiale che dà forma al mondo. Le immagini mostrano un atto di vita che attraversa il buio senza negarlo, trasformandolo in esperienza. Il sacro e il quotidiano si intrecciano: nasce un gesto di cura, un miracolo silenzioso che custodisce ciò che è fragile e luminoso nell’esistenza e costruisce un piccolo universo simbolico dove vita e linguaggio si fondono, dove il quotidiano diventa sacro e il sacro diventa umano. È un testo che non vuole convincere, ma toccare.» |
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Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "La poesia sorride alla vita" di Pierfrancesco Roberti |
| «La poesia delinea una poetica della misura e dell’ascolto. La voce che parla rifiuta il clamore e sceglie la delicatezza come forma di forza: la parola è “voce lieve”, “acqua chiara”, “lume che basta”. È una poesia che rivendica la dignità del poco, la forza silenziosa di ciò che non ha bisogno di imporsi. Il testo oppone la complessità al rumore, il dubbio alla semplificazione, il silenzio al grido del mondo. Ne nasce un’idea di scrittura come gesto etico: attento, umile, resistente. Un canto sommesso che non cerca applausi, ma verità.» |
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Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Saremo" di Marcella Usai |
| «“Ali di Pensieri” è una poesia attraversata da movimento, luce e memoria: celebra la natura errante del pensiero e dell’amore, la loro capacità di trasformarsi in immagini, suoni e ricordi. L’immagine del pensiero come creatura alata — fragile, luminosa, instabile — diventa il filo conduttore del testo, evocando un sentimento che continua a volare anche quando sembra lontano. Il finale, con le “fessure aperte ad un pensier d’amore”, aggiunge la nota più intima: non una porta spalancata, ma spiragli, segno di un cuore che non si chiude e si lascia attraversare con una disponibilità silenziosa e autentica.» |
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Inserito il 15/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Ali Di Pensieri" di Adele Vincenti |
| «La poesia esplora il confine tra passato e futuro, usando gennaio come simbolo di una soglia in cui ciò che è stato e ciò che deve ancora nascere si incontrano. Il passato appare come una traccia che continua a nutrire, il futuro come materia da plasmare con desiderio e coraggio. Nel punto in cui ricordi e aspirazioni si mescolano, il peso dell’esperienza si trasforma in slancio e l’idea di domani che emerge non procede lungo un percorso già tracciato, ma si configura come un processo aperto, generato dal movimento stesso dell’esistere.» |
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Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "L’impronta del domani" di Antonietta Angela Bianco |
| «La lirica si configura come un rito di trasformazione in cui le immagini naturali diventano simboli interiori. Il foglio che cade nel fiume rappresenta l’abbandono di ciò che pesa, affidato a un’acqua “verde come la speranza”, segno di rinascita. La natura non è semplice sfondo, ma parte viva dell’esperienza emotiva, luogo in cui la parola prende forma. Ne emerge una forza resistente, capace di custodire lo stupore e difendere la bellezza del futuro, anche quando il silenzio sembra prevalere. Il finale si concentra in una visione essenziale, una “briciola sospesa d’infinito”, dove amore, dolore e silenzio si fondono come spazio di rivelazione.» |
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Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Cade il foglio là dove scorre l’acqua del fiume" di Pierfrancesco Roberti |
| «Questa poesia si muove su una soglia sottile, dove lo spirito precede la materia. L’immagine iniziale apre uno spazio sospeso, in cui l’identità è ancora intenzione e possibilità. Il corpo appare come un disegno in formazione, una costruzione simbolica che unisce fragilità e funzione. La tensione tra corpo e anima è resa con forza: il corpo “crede di guidare”, ma segue un sogno antico. Cicatrici e gesti diventano linguaggio, tracce di ciò che non abbiamo detto ma che ci abita. L’idea finale illumina tutto: la vita è un processo di riconoscimento, un ritorno a ciò che ci ha preceduti, che ci ha immaginati prima ancora che esistessimo. È una conclusione che apre e lascia un senso di mistero, continuità e appartenenza a qualcosa di più grande.» |
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Inserito il 08/02/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Dove il silenzio diventa spalla" di Marcella Usai |
| «Emerge una voce che non descrive la scrittura, ma la invoca come gesto di sopravvivenza. La poesia respira in modo lento e circolare: inizia con ‘scrivere’ e ritorna a ‘scrivere’, trasformando l’atto creativo in un ciclo vitale. Le immagini — la luna accarezzata, le stelle raccolte, il profumo dei fiori, i colori del cielo — non sono ornamenti, ma estensioni dell’interiorità. Così, con un tono dolce e limpido, il testo afferma che la poesia è un modo di restare vivi.» |
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Inserito il 20/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Nel respiro dell’anima" di Stefana Pieretti |
| «La poesia trasforma la protesta dei giovani iraniani in un simbolo universale di libertà negata. Le immagini dei “fiori” spezzati rendono visibile la fragilità della vita e la violenza che la soffoca. Il contrasto tra luce e buio, pace e morte, crea un’atmosfera di lutto collettivo. Nel finale, la poesia stessa diventa vittima e testimone: un soffio appeso alla forca, ma ancora capace di dire la verità.» |
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Inserito il 16/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "I ragazzi e le ragazze dell’iran" di Pierfrancesco Roberti |
| «La forza del componimento sta nel custodire un movimento interiore limpido: non racconta ciò che accade, ma ciò che risuona. Ogni emozione è nominata con delicatezza, come una presenza da accogliere più che un ostacolo da superare. Il dolore scava, l’amore resta, il dispiacere bagna in silenzio: immagini che trasformano l’esperienza in paesaggio. Non c’è giudizio né lotta, nessuna volontà di correggere o negare. C’è un’accettazione vigile, attiva, che non è resa ma consapevolezza. L’Anima, che non spiega e non corre, conferisce al testo una qualità quasi meditativa. L’amore non è un gesto, ma un modo di essere. Così la poesia, senza cercare effetti, lascia una traccia profonda.» |
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Inserito il 16/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Io sono" di Marcella Usai |
| «La poesia non racconta un evento, ma un movimento emotivo. È un testo che vive di immagini morbide e luminose. La ripetizione del sorriso all’inizio e alla fine crea una struttura circolare che dà compiutezza e intimità, sostenuta da un ritmo che accompagna il lettore in un crescendo di dolcezza. Con un tocco di magia, la poetessa trasforma un semplice ricordo in un paesaggio interiore dove il sentimento prende forma, vola, danza, e infine ritorna al suo punto d’origine: su quel sorriso che accende tutto.» |
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Inserito il 13/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Gioca il cuore" di Stefana Pieretti |
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| «La poesia trasforma la figura di Renee in un simbolo collettivo: non solo una persona perduta, ma un soffio che continua a muovere chi resta. Le immagini sacre e civili si intrecciano per creare un rito di memoria che diventa resistenza gentile. Il dolore non è gridato, ma convertito in gesti di silenzio, fiori, matite alzate. La chiusa suggerisce che Renee non scompare: si espande, diventa vento, presenza che orienta e accompagna.» |
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Inserito il 12/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Renee God" di Pierfrancesco Roberti |
| «Questa poesia non si limita a descrivere l’ingiustizia: la smaschera, la nomina, la rende visibile. È un canto civile che non scivola nella retorica e che non chiede solo di essere letto, ma di essere ascoltato, perché parla di un presente riconoscibile e di un futuro che dipende da chi continua a "osare" e nel suo ritmo fermo ricorda che la dignità non è un privilegio, ma un dovere condiviso: un seme che ognuno è chiamato a proteggere, anche quando il vento soffia contro.» |
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Inserito il 12/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Peso crudele" di Marcella Usai |
| «Questa poesia si rivolge al Nuovo Anno come a un interlocutore vivo e giovane, ancora capace di ascoltare ciò che l’umanità non riesce più a guardare con lucidità. A questa figura simbolica l’autore affida un compito urgente: farsi carico delle ferite del mondo, delle guerre che lacerano popoli e famiglie, delle catastrofi climatiche che travolgono case, paesaggi e memorie, della stanchezza morale che pesa sui cuori. Il testo riconosce con chiarezza la responsabilità umana: non è la natura a tradire l’uomo, ma l’uomo a non rispettare la terra che lo sostiene. Da qui nasce un appello che unisce la consapevolezza della sofferenza alla fiducia che un cambiamento sia ancora possibile.» |
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Inserito il 02/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Anno novello - 2026" di Ausilia Giordano |
| «La poesia trasforma il passaggio tra anni in un rito cosmico: il tempo scorre tra nuvole, arcobaleni, lune e stelle che diventano simboli di rinascita. L’anno nuovo appare come una forza luminosa che beve sorrisi e consola ferite, mentre l’anno vecchio si dissolve con dolce malinconia. Dal buio emerge un futuro che non spaventa, ma respira insieme all’universo.» |
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Inserito il 01/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Anno nuovo" di Pierfrancesco Roberti |
| «La poesia si muove in una dimensione sospesa, dove la luce non illumina ma attende, e ogni immagine diventa un frammento di respiro trattenuto. I bagliori, la rugiada, le lanterne, i ricordi: tutto vive in un equilibrio fragile, come se il mondo fosse colto nel suo momento più silenzioso. I desideri restano sollevati da terra, le memorie resistono alla notte, e l’intero testo vibra come un chiarore che non trova ancora il suo compimento. L’ossimoro finale delle stelle racchiude questa tensione: una luce che non si spegne e non si concede, sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare.» |
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Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Come ali senza vento" di Antonietta Angela Bianco |
| «La poesia trasforma il Natale in un cammino attivo: alzati, corri, cercalo, accoglilo. Il Bambino non appare nel calore delle case, ma nella fragilità della strada, povero e tremante, immerso nelle sofferenze del mondo. Le immagini della “scarna manina”, dei “piccoli piedi nel fango”, delle guerre e degli stenti rendono visibile un Dio che non domina, ma condivide il dolore umano. È un testo che richiama alla compassione concreta e alla responsabilità verso chi soffre.» |
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Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Gesù Bambino sulla strada" di Ausilia Giordano |
| «Questa poesia costruisce un ritratto intenso della forza femminile, una forza che non si impone ma sostiene, cura e trasforma. Le immagini naturali — radici, germogli, luce — raccontano una resilienza silenziosa, nutrita dall’eredità familiare e dalla capacità di accogliere il dolore senza lasciarsene schiacciare. Il testo celebra un’energia discreta ma tenace, capace di generare bene ovunque passi, e di rialzarsi con umiltà anche nei momenti più duri.» |
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Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "La forza che resiste" di Marcella Usai |
| «La poesia mette in dialogo la nascita di Gesù con la devastazione delle guerre contemporanee, creando un forte contrasto tra innocenza e distruzione. Le immagini di luce e creatività si oppongono a quelle di macerie e violenza, denunciando l’egoismo dei potenti. Il finale è un appello a trasformare gli strumenti di morte in parole di pace.» |
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Inserito il 25/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Il bambino della pace" di Pierfrancesco Roberti |
| «Questa poesia celebra la resilienza dell’anima: anche quando il tempo e il dolore sembrano schiacciare ogni cosa, la scrittura diventa un luogo di resistenza e identità. Dire al buio "Anch’io ho un nome" è un atto di affermazione, presenza e dignità. Il testo si conclude con un’immagine di riconciliazione: le ombre, prima minaccia, si trasformano in carezze. È il segno che la poesia ha compiuto il suo compito, trasformando il dolore in un rifugio di pace interiore.» |
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Inserito il 23/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Come un ramo stanco" di Antonietta Angela Bianco |
| «Questa poesia è un autentico viaggio nella memoria, dove il profumo delle viole diventa filo conduttore capace di intrecciare passato e presente. Le sensazioni emergono con forza, mentre il linguaggio poetico si fa evocativo e suggestivo. L’immagine della “mano di vento” è di straordinaria potenza: richiama una presenza lieve, impalpabile, ma ancora percepita come guida e sostegno. La natura, con i suoi colori e le sue visioni, si erge a protagonista e si trasforma in metafora di un amore che non si spegne, ma continua a rinnovarsi, proprio come nella metamorfosi della farfalla. Un testo delicato e commovente, capace di imprimere nel cuore del lettore un segno indelebile.» |
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Inserito il 23/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Il cassetto dei ricordi" di Stefana Pieretti |
| «Questa poesia mette in scena un episodio di violenza urbana trasformandolo in un racconto corale, in cui la cronaca si fonde con la dimensione lirica. Il contrasto tra il frastuono della città e la quiete materna costituisce il fulcro simbolico del testo: il tragico evento viene trasfigurato in memoria condivisa, mentre la voce della madre si eleva a emblema universale di resistenza e protezione.» |
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Inserito il 21/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Lo sparo" di Ausilia Giordano |
| «La lirica si configura come un canto intimo e corale, in cui la voce dell’io poetico si intreccia con quella dell’amico e di una comunità più ampia. Al centro vi è l’amicizia, vissuta nella sua purezza: uno spazio di silenzio eloquente, dove la solitudine non è isolamento ma occasione di condivisione, luce che vibra e accompagna. Il tutto si raccoglie in un ritmo meditativo, quasi una preghiera laica che celebra la bellezza dei legami umani.» |
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Inserito il 21/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Noi semplici anime" di Pierfrancesco Roberti |
| «Questa lirica intreccia immagini naturali e moti dell’animo, trasformando la notte in un palcoscenico di silenzi e risonanze interiori. Luna, stelle e vento si fanno intimi interlocutori di un cuore che cerca ciò che manca. La malinconia non precipita nell’oscurità, ma sublima in canto dolce e intimo, dove la bellezza del cielo ricama una fragile consolazione all’assenza dell’amore.» |
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Inserito il 18/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Zitta è la notte" di Stefana Pieretti |
| «Questa lirica è un delicato inno all’amore sublime, dove il desiderio di fusione con l’amata si esprime attraverso immagini eteree e sensuali. Il respiro diventa simbolo di vita condivisa, mentre la bellezza dell’altra si riflette in visioni celesti: stelle, aurora, luna, colomba. Il linguaggio, ricco di sinestesie e suggestioni oniriche, trasporta il lettore in uno spazio sospeso tra sogno e realtà, dove l’amore prende forma e voce.» |
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Inserito il 10/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Vivo nel tuo respiro" di Pierfrancesco Roberti |
| «Questo componimento intreccia tono elevato e contenuto spirituale in una tessitura lirica che richiama il Dolce Stil Novo, rinnovandone i motivi con accenti personali e metapoetici. Il linguaggio trasfigura l’esperienza amorosa in una visione mistica. L’amore, nato da un cuore puro, si sublima in spirito e parola, trovando nella donna angelicata la propria epifania. L’insieme celebra così la forza trasformatrice della bellezza e della poesia, dove la parola si fa atto di verità e grazia.» |
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Inserito il 20/10/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Dal cor puro move l’ali l’amore" di Rosita Bottigliero |
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291 commenti trovati. In questa pagina dal n° 291 al n° 262.
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