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Le 6677 poesie in esclusiva dell'argomento "Donne"
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Pazzerelle sembrano
le giovani donne
che ballano da sole
nel prato, ora spoglio
di qualsiasi verde foglia,
mi è impssibile, ora, cogliere
l’esplosione di una vita,
ma, nel sorriso
spensierato, e non
di qulle giovani bellezze,
vedo io ià, la
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Nel principio era il corpo.
Il corpo era casa
soglia sacra
terra che accoglie.
Ma vennero mani cieche
a chiamare dominio
ciò che era mistero
a profanare il grembo
come si profana un tempio
quando si ha paura di Dio.
Donna
ti hanno chiesto
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Le tue luminose stanze lassù
danno luce alla mia memoria
che si perde nell’infinito blu’
mentre viaggio nella nostra storia
dell’abbraccio ho bisogno ora
della visione premonitoria
la tua voce mi riscalda ancora
troppi anni son passati
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Lei era lontana
e mi restavano
poche parole da cancellare
sulle lettere ingiallite
e i braccialetti
regalati alle nuvole
dove il vento
aveva pianto pioggia nera.
Lei era distante
oltre i nostri sguardi
e già toccata da un altra pelle
dal
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Non sapevi di fare male
non conoscevi il perdono
né i piccoli semi
che in uno spazio condiviso
producono frutti
diversi dai fiori neri
che amavi coltivare al buio
senza aprire le finestre.
Non sapevi di essere spietata
e il piacere sul tuo
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Quand’ero fanciulla
in tenera età
ammiravo la mamma
e le sue abilità,
le ore passate
accanto al camino
colmavano gli occhi
d’un ricco bottino
Nel mentre la legna
sul fuoco anneriva
la figura materna
era molto creativa,
inforcati gli
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Respira la nuova anima dei diversi
dicono che non ci sei più.
Il tuo sorriso risuona nel frammento della memoria.
rosario di inni
tuono di candele.
Orologi coperti dal tuo volto di donna
rabbia di un amore necessario di parole...
Noi diamo fastidio
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Entrerai nel cuore
e io ti darò il mondo
ogni piccola luce
sembrerà un ricamo
sulla tua pelle sottile
e sullo sguardo
rivolto ai sogni
delle notti più scure.
Aprirò le porte
e tu sarai la Dea
delle mie ombre scure
una luna pallida
che
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Sei un fiore
che non appassisce
un profumo
che non muore mai
un velo nero
che risorge sempre
dalle sue ceneri
antiche come il cielo,
Sei un seme
che darà sempre
nuovi frutti
oscuri come la tenebra
che infesta il mondo
un respiro
che
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Sei donna
di radici profonde
figlia di un amore
che vive oltre l’assenza
porti con te l’eco di tuo padre
la forza della madre
ti accompagna viva, palpitante.
Sei madre
dalle mani generose
curi i corpi stanchi
e accarezzi in silenzio
le anime
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Ricamano i capelli un amore
quando tessi la tela nasce un fiore
tenui colori segnano le tue gote
una delicata armonia di note
viaggiano i tuoi pensieri come onde
dove il cuore batte a lor risponde
le labbra levigano le tue parole
nell’alba nel
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Fragile e ruvida mamma
l’anzianità è entrata come un ladro maledetto di dolcezze.
Oh scalza vita tu che dipendi dall’aiuto del prossimo
hai abbandonato i fiori dell’amicizia in un deserto di solitudine.
So di doverti i sacrifici della nostra crescita
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Camminano all’alba
con il mondo sulle spalle,
mani stanche ma ferme
occhi che bruciano di sale.
Nel silenzio della casa che ancora dorme
preparano sogni
anche quando il cuore trema.
Sono madri e poesia
tempesta e riparo
fanno spazio alla
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Portano il giorno come un peso lieve
le donne che tremano e poi resistono,
hanno passi incerti, parole in breve,
ma dentro al petto tempeste insistono.
Sanno cadere senza far rumore,
ricompongono il cuore con mani lente
e mentre il mondo le
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Nel vuoto che dilaga e tutto inghiotte,
lo sguardo tace, spento dall’orrore,
la carne vive il peso delle botte,
la vita sanguina del suo dolore.
Tra i rovi che si intrecciano sul petto
restano segni amari, cicatrici,
prigionia oscura che divora il
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Allo specchio vedo
tutte le donne
che ho amato e tradito
ogni ruga è un urlo
ogni capello bianco una rivolta.
Cammino come se le pietre
conoscessero i miei peccati
ridono sotto i miei passi
perché io rido più forte
non mi piego, non chiedo
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C’è un punto, nella sera,
dove il silenzio pesa più del pianto,
è il nome di una donna
che si spegne prima di essere ascoltata.
Ogni giorno una storia crolla,
un passo interrotto,
una porta che diventa trappola,
una voce chiusa in un pugno.
E
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In questo mare immenso di scarpe rosse
lasciate come barche alla deriva,
voglio essere l’ultimo anello
che spezza la catena,
coi graffi sulla gola
e un pugnale dentro al cuore.
Brandelli di vestiti e dignità,
sepolti tra le pietre e il
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Sarò sempre tua
un’ombra che scende
dal cielo alla terra
la pioggia che cade
al mattino e le stelle
che svaniscono alla prima
pallida luce del giorno
quando la luna ricorda
ancora il buio del cuore.
Sarò sempre luce
una goccia che
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Al passaggio di dame, ammiro,
che tal mi prende l’animo
in subbuglio, che trasalgo
in pena d’amoroso senso
E rimiro, rimiro
tal siffatte opere di natura in raffino,
che spoglio e affranto m’inchino
e’l mio cuor si racchiude in supino
Sì,
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Non una di meno, fratelli, sorelle,
giuriamolo al vento, alle stelle ribelli.
Ogni vita recisa ci chiede un altare,
un canto che possa nel buio restare.
Non nasce dal pugno la prima ferita,
ma dalla parola che toglie la vita,
dal tono che
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 | Profumi di dolce fragranza
di aromi orientali invadenti
di magiche notti ed accenti
intrighi d’amore e assonanza.
Estratto di sesso e arroganza
di voglie e di accesi tormenti
di miti di cuori e di eventi
di tutta la vita romanza.
Regina da
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Non è un giorno, ma un eco di dolore,
che veste a lutto questo venticinque triste.
Una ferita aperta, senza colore,
dove l’amore si fa spine inutilmente.
La bestia ha mani che non sanno carezzare,
sorride languido sotto un finto sguardo,
la
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Lilyth sei la fiamma
la parola che arde
la pelle che brucia
fino al mattino
quando l’ombra
ancora è un ricordo
di tante stelle spente
dall’amore dei sogni
finiti nella luce.
Lilyth sei il rimpianto
di tanti baci morti
sulle tue labbra
e
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E vai col detergente
del viso disidratante
fondotinta correttore
d’una qualità migliore
le guance un poco bianche
si ravvivan con il bronzer
e tra le tue ciglia stanche
un ricamo d’eye- liner
cipria e illuminante
con mascara ed ombretto
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Canto la donna
canto le sue mani
con filo e tela candidi di vita
tessuta e ricamata con ardore
canto la donna lampada d’amore.
Canto la donna
canto il suo passato
lo stare al buio in ombra in faccia al sole
coraggio dichiarato e mai
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Sarà un soffio di vento
le foglie cadranno
e l’Elanor non fiorirà più
qui ad est del mare
solo il deserto nero
attenderà la pioggia
e le lacrime di fiume
invaderanno la pianura
come un’oscura peste.
Sarà una goccia di stella
una perla di
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o donna che canti la lotta per restare umani
ottantaquattro anni scivolati nel brivido dell’inferno dei perduti
piange il tuo viso raggrinzito dalle tante vite bruciate dal truce mondo.
i tuoi occhi hanno la luce di una donna che splende di
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il libero silenzio del cielo soffiò nelle ossa della piccola Chiara e la rese donna
trovò in Francesco un fratello che sussurrava la sua dignità in faccia alla sua famiglia
scelse la strada della povertà e della preghiera nella verità di un silenzio
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La gentilezza
è cura
alla fragilità dell’essere
come una doccia
di sogni
scorre con i suoi
segni
in frammenti
di pensieri
e oggi
non è più ieri
vago
ascolto
indago
su fatti
azioni
e cose
per ritrovarmi
dove
il cuore batte
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Raccolgo ciò che puoi darmi
mentre il freddo
che appartiene al mio cuore
sussulta in mille spilli
conficcati su una tela senza colori.
Vita... giochi al tiro alla fune
con le mie mani stanche
e al dolore che da dentro al petto sale,
un male che
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6677 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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