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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Natura
Le 11389 poesie pubblicate sull'argomento 'Natura' Poesie sulla natura |
Tuona l'abisso
Sul volto del mondo
un urlo dal mare nascosto
Un'onda anomala
ha
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 | Presto verrà l’ora
che più non saprai
trattenere la tua mano...
e l'armerai di coraggio.
Costretta da
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Ribelle
non ribelle
ma normale
col volto che si mostra
eccezionale
e quando vibro
trema l’inquilina
e l’onda si confonde
ed è assassina
e tutto porto via
seduta stante
e tu lo sai
sono intemperante.
Sono deforme
pare
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E mi rimbalza qui il mio cuore
tra esalazioni letali dal vento sospinte
-Di un’aria putrida
intrisa d’ardente avidità e vile indifferenza-
E il grido di dolore
che dal grembo di una madre
s’erge in un’onda di tsunami a sentenziare morte.
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E’ il canto della forza
è il canto dell’orgoglio
il campo dove cresce
con cura l’erba voglio
il sogno più acclarato
di un popolo impastato
scolpito a calde lettere
su donna Libertà.
E’ il canto vigoroso
è il canto
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Questo Maggio (era l'ora) sembra darci
l'auspicato tepore a primavera,
possiamo finalmente rallegrarci
e uscire un po' leggeri anche alla sera.
Vado per campi verdi sotto il sole
ridenti nella quiete mattutina
e quasi sento odore di
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Beati i prati
sotto la luce dei cieli
delle ridenti primavere
e beate le sere
tra i venti di bufere
foriere delle
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Il mare era nero
e tu non sei più tornato
a sciogliermi i capelli
come facevi sempre
quando mi svegliavi
L’onda era troppo forte
e la terra si è stancata
di attendere la sera
con le nostre carezze
ed i colori del giorno
Forse
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Onda su onda
son diventato immenso in un istante
sospinto dalla forza di un gigante
e nel silenzio gravido al domani
ho cancellato il tempo dei babbani.
Onda su onda
ho messo la mia veste scriteriata
dal canto del dolore accompagnata
ed ho
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 | Domina certezze
e decide la fine,
senza pietà,
l’ombra assassina.
All’improvviso,
l’anomala onda,
devasta il
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Una coltre di pesci e detriti
ha risucchiato la costa
passa ogni cosa, passa,
un muro d’acqua d’intorno
e non resta che l’eco d’un urlo
che lacera il vuoto
Onda sull’onda che arriva più alta,
imbarcazioni a riva come carcasse
al largo
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Scrolla le spalle stanche
s'alza il respiro maroso
sveglia la madre terra
lancia il suo moto ondoso
e mani umane vogliose
sulla sua eterna bellezza
innalzano superbe cattedrali.
Su terre paradiso
rovinosamente si chiude
la creazione
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Cauto si ritrova
come ladro ormai stanco
il vento
Semivuote dimore
alberi silenziosi abbatte
In atto è la
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La terra tremò,
si ribellò matrigna, la natura
e il male si rivoltò contro l’uomo, che uccise il sole.
Non furono i raggi
ad accecare il pianto del cielo, che divenne mare,
mentre l’ombra del peccato divorava la terra.
Nenie
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 | Inclemente al cattivo addurre
sembianze di donna assumi
vestendoti a tempesta
sulla riga d'oltremare
Sfoghi la tua rabbia
allorquando a sgranchirti tra le zolle
e tra gli oceani a navigare
onde anomale sprigioni
sulle tue amate rive
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Nuvole di vento
rincorrendo l’aria
sorvolarono meandri e vuoti abissali,
era preludio d’immane tsunami!
Esercito pronto a colpire
affondò nell'oceano la sua ira,
furia del vento
sollevò onda anomala,
un attimo!
toccò il
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 | L'uomo ha voluto assomigliare a Te
quando hai acceso il giorno
con l'astro del sole
illuminato il cielo
aperto alla luna sapiente
creando luce e regalando vita
dentro una Natura senza peccato
imbevuta di rugiada e di nebbie
fatta di immense
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Acerbo frutto,
simbolo botanico
che generò il fiore,
passo simbolico
di vita frastagliata.
Cuore germoglia
all'immune segreto.
Non ha senso,
luce che illumina
comune pensiero
se acque aggrovigliate,
si spandono in riva.
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Cheto è lo scorrer del ruscello, calmo il mare
azzurro piatto senza onde, sonnolento il vulcan
il suo bollore spento, s’apre lieto al sole il cielo
nessun nuvola lo turba e infastidisce poi ecco
quelle molle misteriose lì celate che a
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Gea dalle bianche braccia
è a brandelli
violata, vilipesa
stravolta,
chi è l'artefice di tale
scempio?
L'uomo.
Un tempo la terra
era incontaminata,
rigogliosa, fiorente,
di una bellezza
inaudita:
acque limpide la
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 | Questa fragile stanza
è una stiva impazzita;
dal fondo del letto
sto per cadere e morire:
persiane violente, feroci,
gli abeti si sfregano e graffiano.
Ma ecco, sono tra i giunchi,
nel fulcro scomposto delle urla;
seguo con gli occhi
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 | Dal luogo privilegiato
dei sogni e delle illusioni
-come un’onda di smisurata violenza-
arriva alla coscienza l’immagine chiara
del Tuo onnipotente incessante travaglio
ed è sgomento che non è ancora dolore
la potenza che incalza
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| Jibi |
21/05/2016 09:29| 1141|  |
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| Nutrite da cupidigia e indifferenza
hai affondato le tue mani avide
nel grembo sacro della terra
senza ritegno senza
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A volte è poco nobile
insipido e reale
non un vestito a festa
ma il canto più bestiale
un fascino tremendo
che s’alza fino al cielo
e copre con le acque
le terre con un velo
con quella forza immane
che dentro sa di avere
e quando
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 | Non sono il dio del male
nemmeno una bestemmia
oppure una condanna
né il cinico Nettuno
o un torbido capriccio.
Di queste acque matte
sono soltanto un grido
che vibra dentro sé
si gonfia e si dibatte
e tutto nel silenzio
di
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Tacito il mar
pagliuzzato d'oro
par dormiente
mentre culla
le vele all'orizzonte.
L'aria quieta
non desta sospetti
tutto appare meraviglia
e d'effetto.
Un attimo solo...
Alta è l'onda maestosa
ancor ancora s'alza
di spuma
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Avvolto nel tuo magico respiro
con l’acque terse e docili al momento
ti sfioro con i piedi e la dolcezza
del sole mi riscalda e mi accarezza.
Sei il mare immenso dietro casa mia
col tuo mistero di un azzurro intenso
flusso armonioso regno
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Niente è più dolce di un quieto crepùscolo
dopo una rosea guancia di metà
maggio, quando i papàveri lampèggiano
di igneo sangue tra le erbe,
e lentamente matura la spiga
del selvàtico pane delle
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Escon le erbe
di sole scintillanti
nel risuonar dei canti.
L'inverno dei venti
tra i respiri dei giacinti
sfiorì
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Ho visto il mare
l'acredine della salsedine
penetrare le narici,
ho visto onde andare
ma con insolenza ritornare.
Ho visto il mare
l'ho visto cancellare
spietatamente, consapevolmente
segni sulla sabbia.
L'ho visto,
con giochi di luci
e
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11389 poesie pubblicate sull'argomento Natura.
In questa pagina dal n° 2611 al n° 2640.
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