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Le #parole nelle poesie
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Lassù nel cielo di Berta Biagini
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Trovati 280 commenti di Franco Scarpa

Commento n° 280
«Emerge una voce che non descrive la scrittura, ma la invoca come gesto di sopravvivenza. La poesia respira in modo lento e circolare: inizia con ‘scrivere’ e ritorna a ‘scrivere’, trasformando l’atto creativo in un ciclo vitale. Le immagini — la luna accarezzata, le stelle raccolte, il profumo dei fiori, i colori del cielo — non sono ornamenti, ma estensioni dell’interiorità. Così, con un tono dolce e limpido, il testo afferma che la poesia è un modo di restare vivi.»
Inserito il 20/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Nel respiro dell’anima" di Stefana Pieretti  

Commento n° 279
«La poesia trasforma la protesta dei giovani iraniani in un simbolo universale di libertà negata. Le immagini dei “fiori” spezzati rendono visibile la fragilità della vita e la violenza che la soffoca. Il contrasto tra luce e buio, pace e morte, crea un’atmosfera di lutto collettivo. Nel finale, la poesia stessa diventa vittima e testimone: un soffio appeso alla forca, ma ancora capace di dire la verità.»
Inserito il 16/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "I ragazzi e le ragazze dell’iran" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 278
«La forza del componimento sta nel custodire un movimento interiore limpido: non racconta ciò che accade, ma ciò che risuona. Ogni emozione è nominata con delicatezza, come una presenza da accogliere più che un ostacolo da superare. Il dolore scava, l’amore resta, il dispiacere bagna in silenzio: immagini che trasformano l’esperienza in paesaggio. Non c’è giudizio né lotta, nessuna volontà di correggere o negare. C’è un’accettazione vigile, attiva, che non è resa ma consapevolezza. L’Anima, che non spiega e non corre, conferisce al testo una qualità quasi meditativa. L’amore non è un gesto, ma un modo di essere. Così la poesia, senza cercare effetti, lascia una traccia profonda.»
Inserito il 16/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Io sono" di Marcella Usai  

Commento n° 277
«La poesia non racconta un evento, ma un movimento emotivo. È un testo che vive di immagini morbide e luminose. La ripetizione del sorriso all’inizio e alla fine crea una struttura circolare che dà compiutezza e intimità, sostenuta da un ritmo che accompagna il lettore in un crescendo di dolcezza. Con un tocco di magia, la poetessa trasforma un semplice ricordo in un paesaggio interiore dove il sentimento prende forma, vola, danza, e infine ritorna al suo punto d’origine: su quel sorriso che accende tutto.»
Inserito il 13/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Gioca il cuore" di Stefana Pieretti  

Commento n° 276
«La poesia trasforma la figura di Renee in un simbolo collettivo: non solo una persona perduta, ma un soffio che continua a muovere chi resta. Le immagini sacre e civili si intrecciano per creare un rito di memoria che diventa resistenza gentile. Il dolore non è gridato, ma convertito in gesti di silenzio, fiori, matite alzate. La chiusa suggerisce che Renee non scompare: si espande, diventa vento, presenza che orienta e accompagna.»
Inserito il 12/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Renee God" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 275
«Questa poesia non si limita a descrivere l’ingiustizia: la smaschera, la nomina, la rende visibile. È un canto civile che non scivola nella retorica e che non chiede solo di essere letto, ma di essere ascoltato, perché parla di un presente riconoscibile e di un futuro che dipende da chi continua a "osare" e nel suo ritmo fermo ricorda che la dignità non è un privilegio, ma un dovere condiviso: un seme che ognuno è chiamato a proteggere, anche quando il vento soffia contro.»
Inserito il 12/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Peso crudele" di Marcella Usai  

Commento n° 274
«Questa poesia si rivolge al Nuovo Anno come a un interlocutore vivo e giovane, ancora capace di ascoltare ciò che l’umanità non riesce più a guardare con lucidità. A questa figura simbolica l’autore affida un compito urgente: farsi carico delle ferite del mondo, delle guerre che lacerano popoli e famiglie, delle catastrofi climatiche che travolgono case, paesaggi e memorie, della stanchezza morale che pesa sui cuori. Il testo riconosce con chiarezza la responsabilità umana: non è la natura a tradire l’uomo, ma l’uomo a non rispettare la terra che lo sostiene. Da qui nasce un appello che unisce la consapevolezza della sofferenza alla fiducia che un cambiamento sia ancora possibile.»
Inserito il 02/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Anno novello - 2026" di Ausilia Giordano  

Commento n° 273
«La poesia trasforma il passaggio tra anni in un rito cosmico: il tempo scorre tra nuvole, arcobaleni, lune e stelle che diventano simboli di rinascita. L’anno nuovo appare come una forza luminosa che beve sorrisi e consola ferite, mentre l’anno vecchio si dissolve con dolce malinconia. Dal buio emerge un futuro che non spaventa, ma respira insieme all’universo.»
Inserito il 01/01/2026 da Franco Scarpa alla poesia "Anno nuovo" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 272
«La poesia si muove in una dimensione sospesa, dove la luce non illumina ma attende, e ogni immagine diventa un frammento di respiro trattenuto. I bagliori, la rugiada, le lanterne, i ricordi: tutto vive in un equilibrio fragile, come se il mondo fosse colto nel suo momento più silenzioso. I desideri restano sollevati da terra, le memorie resistono alla notte, e l’intero testo vibra come un chiarore che non trova ancora il suo compimento. L’ossimoro finale delle stelle racchiude questa tensione: una luce che non si spegne e non si concede, sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare.»
Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Come ali senza vento" di Antonietta Angela Bianco  

Commento n° 271
«La poesia trasforma il Natale in un cammino attivo: alzati, corri, cercalo, accoglilo. Il Bambino non appare nel calore delle case, ma nella fragilità della strada, povero e tremante, immerso nelle sofferenze del mondo. Le immagini della “scarna manina”, dei “piccoli piedi nel fango”, delle guerre e degli stenti rendono visibile un Dio che non domina, ma condivide il dolore umano. È un testo che richiama alla compassione concreta e alla responsabilità verso chi soffre.»
Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Gesù Bambino sulla strada" di Ausilia Giordano  

Commento n° 270
«Questa poesia costruisce un ritratto intenso della forza femminile, una forza che non si impone ma sostiene, cura e trasforma. Le immagini naturali — radici, germogli, luce — raccontano una resilienza silenziosa, nutrita dall’eredità familiare e dalla capacità di accogliere il dolore senza lasciarsene schiacciare. Il testo celebra un’energia discreta ma tenace, capace di generare bene ovunque passi, e di rialzarsi con umiltà anche nei momenti più duri.»
Inserito il 26/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "La forza che resiste" di Marcella Usai  

Commento n° 269
«La poesia mette in dialogo la nascita di Gesù con la devastazione delle guerre contemporanee, creando un forte contrasto tra innocenza e distruzione. Le immagini di luce e creatività si oppongono a quelle di macerie e violenza, denunciando l’egoismo dei potenti. Il finale è un appello a trasformare gli strumenti di morte in parole di pace.»
Inserito il 25/12/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Il bambino della pace" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 268
«Questa poesia celebra la resilienza dell’anima: anche quando il tempo e il dolore sembrano schiacciare ogni cosa, la scrittura diventa un luogo di resistenza e identità. Dire al buio "Anch’io ho un nome" è un atto di affermazione, presenza e dignità. Il testo si conclude con un’immagine di riconciliazione: le ombre, prima minaccia, si trasformano in carezze. È il segno che la poesia ha compiuto il suo compito, trasformando il dolore in un rifugio di pace interiore.»
Inserito il 23/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Come un ramo stanco" di Antonietta Angela Bianco  

Commento n° 267
«Questa poesia è un autentico viaggio nella memoria, dove il profumo delle viole diventa filo conduttore capace di intrecciare passato e presente. Le sensazioni emergono con forza, mentre il linguaggio poetico si fa evocativo e suggestivo. L’immagine della “mano di vento” è di straordinaria potenza: richiama una presenza lieve, impalpabile, ma ancora percepita come guida e sostegno. La natura, con i suoi colori e le sue visioni, si erge a protagonista e si trasforma in metafora di un amore che non si spegne, ma continua a rinnovarsi, proprio come nella metamorfosi della farfalla. Un testo delicato e commovente, capace di imprimere nel cuore del lettore un segno indelebile.»
Inserito il 23/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Il cassetto dei ricordi" di Stefana Pieretti  

Commento n° 266
«Questa poesia mette in scena un episodio di violenza urbana trasformandolo in un racconto corale, in cui la cronaca si fonde con la dimensione lirica. Il contrasto tra il frastuono della città e la quiete materna costituisce il fulcro simbolico del testo: il tragico evento viene trasfigurato in memoria condivisa, mentre la voce della madre si eleva a emblema universale di resistenza e protezione.»
Inserito il 21/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Lo sparo" di Ausilia Giordano  

Commento n° 265
«La lirica si configura come un canto intimo e corale, in cui la voce dell’io poetico si intreccia con quella dell’amico e di una comunità più ampia. Al centro vi è l’amicizia, vissuta nella sua purezza: uno spazio di silenzio eloquente, dove la solitudine non è isolamento ma occasione di condivisione, luce che vibra e accompagna. Il tutto si raccoglie in un ritmo meditativo, quasi una preghiera laica che celebra la bellezza dei legami umani.»
Inserito il 21/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Noi semplici anime" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 264
«Questa lirica intreccia immagini naturali e moti dell’animo, trasformando la notte in un palcoscenico di silenzi e risonanze interiori. Luna, stelle e vento si fanno intimi interlocutori di un cuore che cerca ciò che manca. La malinconia non precipita nell’oscurità, ma sublima in canto dolce e intimo, dove la bellezza del cielo ricama una fragile consolazione all’assenza dell’amore.»
Inserito il 18/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Zitta è la notte" di Stefana Pieretti  

Commento n° 263
«Questa lirica è un delicato inno all’amore sublime, dove il desiderio di fusione con l’amata si esprime attraverso immagini eteree e sensuali. Il respiro diventa simbolo di vita condivisa, mentre la bellezza dell’altra si riflette in visioni celesti: stelle, aurora, luna, colomba. Il linguaggio, ricco di sinestesie e suggestioni oniriche, trasporta il lettore in uno spazio sospeso tra sogno e realtà, dove l’amore prende forma e voce.»
Inserito il 10/11/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Vivo nel tuo respiro" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 262
«Questo componimento intreccia tono elevato e contenuto spirituale in una tessitura lirica che richiama il Dolce Stil Novo, rinnovandone i motivi con accenti personali e metapoetici. Il linguaggio trasfigura l’esperienza amorosa in una visione mistica. L’amore, nato da un cuore puro, si sublima in spirito e parola, trovando nella donna angelicata la propria epifania. L’insieme celebra così la forza trasformatrice della bellezza e della poesia, dove la parola si fa atto di verità e grazia.»
Inserito il 20/10/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Dal cor puro move l’ali l’amore" di Rosita Bottigliero  

Commento n° 261
«Una lirica che intreccia nostalgia e rinascita. Il ritorno dell’amato è evocato da immagini delicate: l’aria del crepuscolo, le carezze profumate, i sussurri tra i capelli. Il cuore si apre alla gioia come un fiore alla pioggia, mentre l’“angolo segreto” finale diventa spazio sospeso, custode di sogni condivisi.»
Inserito il 19/10/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Finalmente!" di Stefana Pieretti  

Commento n° 260
«Questa poesia esprime con dolcezza il bisogno profondo di una presenza amata, capace di dare senso e calore alla vita. I versi comunicano un intenso desiderio di vicinanza, mentre le immagini del sole e dell’universo evocano, quasi per magia, la forza vitale che nasce dall’amore, in qualunque forma si manifesti. È un testo delicato e toccante, che parla del legame tra le anime e della paura di perderlo.»
Inserito il 11/10/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Magia" di Stefana Pieretti  

Commento n° 259
«In questa poesia si avverte un canto sommesso e struggente, dove l’amore emerge come forza gentile che sostiene nei momenti di smarrimento. Il tono è elegiaco, intimo, profondamente umano: ogni verso è un invito alla vicinanza, alla tenerezza, alla condivisione silenziosa di ciò che pesa—la tristezza, la perdita, il dolore. L’amore diventa gesto, presenza, respiro che accompagna e consola, come una mano tesa nel crepuscolo dell’anima.»
Inserito il 08/10/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Tienimi per mano" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 258
«La poesia Niente e Nulla in eterno si muove con intensità e amarezza lungo le pieghe dell’impotenza e della disillusione. Il tono, grave e quasi profetico, si intreccia alla ripetizione di “niente” e “nulla”, che diventa un ritornello ossessivo, un ritmo capace di scandire la rinuncia, il dolore e la consapevolezza di un ciclo destinato a ripetersi, dove la mancanza di bontà e la sofferenza umana sembrano riaffiorare senza tregua.»
Inserito il 28/09/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Niente e Nulla in eterno" di Berta Biagini  

Commento n° 257
«La poesia Atleta del mare ritrae con intensità il surfista, simbolo di grazia e coraggio, in perfetta armonia con gli elementi. Con immagini evocative e un ritmo che imita il respiro del mare, il testo trasforma lo sport in una metafora della vita: equilibrio precario, sfida e bellezza del momento. Il surfista diventa così danzatore e interprete della forza imprevedibile delle onde, in un omaggio poetico al movimento e alla libertà.»
Inserito il 28/09/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Atleta del mare" di Ausilia Giordano  

Commento n° 256
«“Cieli limpidi” è una poesia che, con pochi tratti, l’autrice riesce a evocare un mondo interiore fatto di ricordi e silenzi, dove ogni immagine naturale si carica di significato. La luce, il vento, il cielo diventano presenze vive, capaci di accompagnare il sentimento e amplificarne la risonanza. La scrittura limpida e intensa riesce a toccare corde profonde, e la lirica diventa un inno alla memoria, alla dolcezza del legame materno e alla capacità della natura di custodire e riflettere le emozioni più intime. Un piccolo frammento di bellezza che illumina il ricordo e lo rende presente.»
Inserito il 28/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Cieli limpidi" di Stefana Pieretti  

Commento n° 255
«Questa poesia ci invita a confrontarci con sincerità con i nostri limiti e con le reazioni che il fallimento suscita in noi. La volpe, pur cadendo, non abbandona il suo atteggiamento altezzoso; eppure, il sorriso delle stelle ci suggerisce che il vero riscatto risiede forse nella capacità di prendersi meno sul serio e di sorridere di sé stessi. A sostenere questa riflessione interviene la metrica, che accompagna il contenuto con equilibrio e grazia: le rime e il ritmo conferiscono musicalità alla narrazione, mentre la varietà dei versi evita ogni monotonia. Il distico conclusivo, con la sua rima semplice, chiude il componimento con un tocco di incanto, lasciando il lettore con un sorriso complice e una sottile consapevolezza.»
Inserito il 25/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Nondum matura est" di Alberto De Matteis  

Commento n° 254
«Questa poesia è un viaggio profondo nell’intimità del dolore e dell’amore, dove ogni verso vibra come una ferita ancora aperta. Il linguaggio, evocativo e sensuale, trasforma il cuore in qualcosa di più del semplice simbolo romantico: è carne viva, esposta, vulnerabile, che sanguina parole e silenzi. Il poeta riesce a catturare l’essenza di un sentimento viscerale, con immagini potenti e una voce poetica autentica.
Va detto che questo autore ha scritto finora innumerevoli poesie, tutte molto belle nel loro stile inconfondibile. La sua produzione meriterebbe senz’altro di essere raccolta e pubblicata in un libro, affinché possa raggiungere un pubblico più ampio e trovare il riconoscimento che le sue parole meritano.
»
Inserito il 25/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia ""Sangue di cuore"" di Stefano Drakul Canepa  

Commento n° 253
«Un’alba evocativa, che intreccia immagini naturali e interiori: la luce che si risveglia diventa forza vitale, capace di sciogliere ombre e restituire energia. Un testo che cattura l’istante fragile e potente del nuovo inizio.»
Inserito il 17/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Sveglia l’aurora" di Pierfrancesco Roberti  

Commento n° 252
«Questa lirica è una dichiarazione di fede in cui la luce interiore diventa guida. La poetessa ci conduce dalla serenità dello spirito, illuminato dalla presenza divina, alle ombre della notte, simbolo di angoscia e smarrimento. Ma anche nel buio non c’è paura: l’Amore vero, forte e santo, resta presenza costante che nutre e sostiene. Non è solo poesia spirituale, ma anche un invito a confidare in una forza che non vacilla, neppure quando tutto sembra crollare.»
Inserito il 17/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia "In me il Sole" di Ausilia Giordano  

Commento n° 251
«Questo testo celebra la natura come fonte inesauribile di stupore. Anche ciò che crediamo di conoscere — un cielo stellato, un paesaggio familiare — può rivelarsi nuovo, inatteso. La poesia ci invita a rallentare, a osservare con occhi diversi, e a cogliere la bellezza fugace che spesso ci sfugge. È un invito a lasciarsi toccare dall’incanto dell’istante.»
Inserito il 11/08/2025 da Franco Scarpa alla poesia "Punti di luce" di Ausilia Giordano  

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